Attualità
Gaza: un esercito riconosce di aver sparato sull'auto di una bambina di cinque anni
Il comando militare israeliano riconosce di aver sparato sull'auto di Hind Rajab, cinque anni, e apre due inchieste penali a Gaza.

Un esercito ha riconosciuto, per la prima volta, che i suoi soldati avevano aperto il fuoco su un'automobile che trasportava una bambina di cinque anni e i suoi cari, a Gaza. Il comando militare ha ordinato mercoledì un'inchiesta penale sulla morte della piccola, Hind Rajab, e una seconda su quella di quindici soccorritori.
Il 29 gennaio 2024, la bambina aveva rivolto alla Mezzaluna Rossa una chiamata di soccorso durata ore. Il suo corpo fu estratto più tardi da un veicolo crivellato di colpi, insieme a sei familiari e due soccorritori. Il comando aveva dapprima negato la presenza delle sue truppe sul posto; la sua stessa rivista ammette ora che i soldati hanno « sparato su un veicolo che si avvicinava a loro circolando contro l'avviso preliminare » dato agli abitanti.
L'inchiesta, affidata alla divisione delle indagini penali della polizia militare, è aperta « a causa di presunte mancanze nel coordinamento » dell'ambulanza inviata a soccorrerla. Lo stesso comunicato apre una seconda inchiesta su quindici soccorritori le cui ambulanze furono prese di mira a Rafah; il comando aveva già riconosciuto « carenze professionali » e « una serie di errori », pur negando ogni « deviazione etica ». Il suo stesso racconto si contraddice: afferma che cinque passeggeri furono uccisi e che Hind e sua cugina Layan sopravvissero, quando la bambina e i due soccorritori furono poi ritrovati morti.
Il quinto comandamento è senza ambagi: Non occides, non uccidere. Il Catechismo del Concilio di Trento insegna che, se il soldato che combatte in una guerra giusta e il magistrato che punisce non sono omicidi, il sangue dell'innocente, invece, grida vendetta al Cielo, come quello di Abele salì dalla terra. Un'inchiesta è un atto di giustizia umana, e la si deve volere intera; ma non è ancora riparazione, e nessun tribunale, differendola di oltre un anno, placa questo grido. Il sangue versato rimane finché non si rende conto di ogni innocente.
Fonti. Catechismo del Concilio di Trento (1566), del quinto comandamento; Esodo 20, 13 e Genesi 4, 10, secondo la Vulgata; i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.