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San Giovanni da Capestrano: vita, Belgrado e preghiera
Chi era san Giovanni da Capestrano (1386-1456), il giurista abruzzese diventato frate minore e discepolo di san Bernardino da Siena: la predicazione in Italia e in Europa, la devozione al Nome di Gesù, la vittoria di Belgrado del 1456 con Giovanni Hunyadi, la morte a Ilok, la festa del 28 marzo nel calendario del 1962 e la colletta del Messale.
San Giovanni da Capestrano è il frate minore abruzzese del Quattrocento che, dopo essere stato giurista e governatore di Perugia, divenne uno dei più grandi predicatori della Chiesa, discepolo di san Bernardino da Siena e apostolo del Santissimo Nome di Gesù. A settant'anni, nel 1456, animò con la predicazione e con l'esempio la difesa di Belgrado contro i Turchi, accanto al condottiero Giovanni Hunyadi, e morì pochi mesi dopo, il 23 ottobre. Nel calendario del 1962 la sua festa si celebra il 28 marzo, come festa di III classe.
Chi era san Giovanni da Capestrano
Giovanni nacque nel 1386 a Capestrano, piccolo borgo dell'Abruzzo, che allora faceva parte del regno di Napoli (Capistrani in Pelignis, dice il Breviario). Il padre era un soldato che aveva servito sotto Luigi I d'Angiò e si era stabilito nel regno: se fosse di origine francese o tedesca, gli storici non sono d'accordo. Il ragazzo fu mandato a studiare diritto a Perugia, dove ebbe grande successo.
Le sue doti erano tali che, giovanissimo, il re di Napoli Ladislao gli affidò il governo di alcune città: nel 1412 fu nominato governatore di Perugia. Sposò allora la figlia di uno dei principali cittadini.
La conversione e l'ingresso tra i Frati Minori
Nel 1416, durante la guerra tra Perugia e i Malatesta, fu fatto prigioniero e gettato in carcere. Fu lì, dice il Breviario, che fu liberato in modo mirabile e che decise di cambiare vita. Ottenuto lo scioglimento del matrimonio, che secondo i biografi non era stato consumato, entrò nell'Ordine dei Frati Minori quello stesso anno, a trent'anni. Butler riporta il racconto, tramandato dai biografi, secondo cui si presentò al noviziato dopo aver attraversato Perugia su un asino, con un berretto di carta sul quale erano scritti i suoi peccati, deriso dai ragazzi della città. Il maestro dei novizi lo sottopose a prove durissime, e Giovanni gliene fu grato per tutta la vita.
Discepolo di san Bernardino e apostolo del Nome di Gesù
Negli studi di teologia ebbe per maestro san Bernardino da Siena e per compagno san Giacomo della Marca. Il Breviario dice che imitò mirabilmente gli esempi di Bernardino, soprattutto nel propagare il culto del Santissimo Nome di Gesù e della Madre di Dio. Quando Bernardino fu accusato di eresia proprio per questa devozione, Giovanni lo difese.
Ordinato sacerdote, cominciò a predicare. Percorse quasi tutta l'Italia, dice il Breviario, e con la forza della parola e la frequenza dei miracoli ricondusse sulla via della salvezza anime quasi innumerevoli. Viveva in un'austerità estrema: camminava scalzo, dormiva tre o quattro ore, portava sempre il cilicio. Rifiutò il vescovado dell'Aquila, e lavorò con san Bernardino alla riforma dell'Ordine francescano: dopo il capitolo generale di Assisi del 1430 fu lui a redigere gli statuti approvati da papa Martino V.
I papi si servirono di lui per missioni delicate. Martino V lo nominò inquisitore contro la setta dei Fraticelli; fu inviato in Oriente e al concilio di Firenze, dove, dice il Breviario, «brillò come un sole» e contribuì a ricondurre gli Armeni all'unità della Chiesa cattolica.
Nunzio in Germania e nell'Europa centrale
Nel 1451 papa Niccolò V, su richiesta dell'imperatore Federico III, lo mandò come nunzio apostolico in Austria e in Germania, per ricondurre gli eretici alla fede e i principi alla concordia. Enea Silvio Piccolomini, il futuro Pio II, racconta l'accoglienza che gli fu fatta: sacerdoti e popolo gli venivano incontro con le reliquie, come a un legato della Sede Apostolica e a un profeta mandato da Dio. Per sei anni, dice il Breviario, accrebbe mirabilmente la gloria di Dio in Germania e nelle altre province, riconducendo alla Chiesa molti Hussiti e altri eretici.
Il cronista Cocleo, riferendo le testimonianze di chi lo vide, lo descrive piccolo di statura, magro, consumato, «tutto pelle e ossa», ma lieto, forte e instancabile: dormiva vestito, si alzava prima dell'alba, recitava l'Ufficio, celebrava la Messa e poi predicava in latino, mentre un interprete traduceva al popolo. Visitava poi i malati che lo aspettavano, imponeva loro le mani e li toccava con una reliquia di san Bernardino, a cui attribuiva i prodigi che accompagnavano il suo passaggio.
La vittoria di Belgrado (1456)
Nel 1453 Costantinopoli cadde in mano ai Turchi. Tre anni dopo l'esercito del sultano marciò su Belgrado, la fortezza che proteggeva l'Ungheria e, dietro di essa, l'Europa cristiana. Papa Callisto III, dice il Breviario, decise di bandire la crociata soprattutto per le insistenze di Giovanni, che percorse l'Ungheria e le province vicine e con la parola e le lettere infiammò gli animi, finché si radunarono, secondo il Breviario, settantamila cristiani.
Giovanni, ormai settantenne, condusse egli stesso a Belgrado le truppe che aveva raccolto e combatté accanto al grande capitano Giovanni Hunyadi. L'assedio durò per gran parte del luglio 1456 e si concluse con una vittoria schiacciante dei cristiani. Il Breviario la attribuisce soprattutto al consiglio e al valore di Giovanni: dei centoventimila Turchi, parte furono uccisi, parte messi in fuga. È questo il senso della colletta della sua Messa: Dio, per mezzo del beato Giovanni, ha fatto trionfare i suoi fedeli sui nemici della Croce «in virtù del santissimo nome di Gesù».
Il Breviario aggiunge un particolare liturgico: la notizia della vittoria giunse a Roma il 6 agosto, e Callisto III consacrò per sempre la memoria di quel giorno alla festa della Trasfigurazione di Nostro Signore.
La morte a Ilok, il 23 ottobre 1456
La vittoria costò cara. I cadaveri rimasti insepolti intorno alla città diffusero il contagio, che uccise prima Hunyadi e poi, qualche mese dopo, lo stesso Giovanni, consumato da anni di fatiche e di penitenze. Gravemente malato, fu portato a Ilok (Villacum, nelle lezioni del Breviario), allora nel regno d'Ungheria e oggi in Croazia. Lì ricevette la visita di molti principi, che esortò a difendere la religione, e rese santamente l'anima a Dio il 23 ottobre 1456.
Dio ne confermò la gloria con molti miracoli. Secondo il Breviario, papa Alessandro VIII lo iscrisse tra i santi nel 1690; la bolla di canonizzazione fu pubblicata soltanto nel 1724, sotto Benedetto XIII, e per questo alcuni autori, come Butler, indicano quest'ultima data. Due secoli dopo la canonizzazione, nel 1890, Leone XIII estese la sua Messa e il suo Ufficio a tutta la Chiesa.
San Giovanni da Capestrano protettore di chi?
Il Breviario e il Messale del 1962 non gli attribuiscono un patronato particolare. Alcuni repertori moderni lo indicano come patrono dei giuristi; lui stesso, prima di farsi frate, era stato un uomo di legge. Altri titoli che si leggono in rete non hanno riscontro nei libri liturgici del 1962.
Quando si festeggia san Giovanni da Capestrano: 28 marzo o 23 ottobre?
Nel calendario del 1962 san Giovanni da Capestrano si festeggia il 28 marzo, festa di III classe, di colore bianco, con una Messa propria: l'introito è il cantico di Abacuc, Ma io mi rallegrerò nel Signore, ed esulterò in Dio, mio Gesù (Abacuc 3, 18), un versetto che nomina Gesù, adatto all'apostolo del suo Nome; il Vangelo è quello dell'invio dei Dodici: E convocati i dodici Apostoli, diede loro virtù, e potere sopra tutti i demonj, e di curare le malattie. E mandogli a predicare il regno di Dio, e a render agli infermi la sanità (Luca 9, 1-2). Al Mattutino, prima del 1960, si leggeva su questo Vangelo un commento di san Bonaventura, il grande dottore francescano.
Il 28 marzo cade però sempre nella Quaresima o nei giorni che la seguono. Secondo le rubriche del 1960, che sono quelle del Messale del 1962:
- se il 28 marzo cade in un giorno feriale di Quaresima o del tempo di Passione, la Messa e l'Ufficio sono della feria e di san Giovanni da Capestrano si fa soltanto la commemorazione, aggiungendo la sua orazione a quella del giorno;
- se cade di domenica, nella Settimana Santa o nell'ottava di Pasqua, non se ne fa nemmeno la commemorazione.
Il 23 ottobre è il giorno della sua morte: la riforma del calendario del 1969 vi ha trasferito la sua memoria, ed è per questo che molti calendari di oggi lo indicano in ottobre. Chi segue il rito tradizionale lo celebra il 28 marzo. Lo stesso giorno è l'onomastico di chi porta il nome di Giovanni in suo onore.
Preghiera a san Giovanni da Capestrano (colletta del 1962)
La preghiera più autorevole a san Giovanni da Capestrano è la colletta propria della sua Messa, che ricorda la vittoria di Belgrado e la applica alla nostra lotta contro i nemici dell'anima. Si noti la conclusione: poiché la colletta nomina Gesù, termina con «Per il medesimo Signore nostro».
Oratio
Deus, qui per beátum Joánnem fidéles tuos in virtúte sanctíssimi nóminis Jesu de Crucis inimícis triumpháre fecísti: præsta, quǽsumus; ut, spirituálium hóstium, ejus intercessióne, superátis insídiis, corónam justítiæ a te accípere mereámur. Per eúndem Dóminum nostrum Jesum Christum Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
Orazione
O Dio, che per mezzo del beato Giovanni hai fatto trionfare i tuoi fedeli sui nemici della Croce in virtù del santissimo nome di Gesù: concedi, te ne preghiamo, che, vinte per la sua intercessione le insidie dei nemici spirituali, meritiamo di ricevere da te la corona di giustizia. Per il medesimo Signore nostro Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Il Catechismo maggiore di san Pio X spiega la differenza: Dio lo preghiamo come autore delle grazie, mentre «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi». Chi desidera una novena può recitare questa colletta per nove giorni consecutivi prima del 28 marzo, secondo le indicazioni della pagina su che cos'è una novena; in Quaresima è un modo di unire la penitenza alla preghiera per la Chiesa minacciata.
San Giovanni da Capestrano: frasi e scritti
Giovanni scrisse molto, soprattutto contro le eresie del suo tempo e per la riforma dei costumi, come ricorda il Breviario. Molte frasi di san Giovanni da Capestrano che circolano in rete, e anche una presunta «profezia» sul futuro, non si possono ricondurre con sicurezza ai suoi scritti: preferiamo non riportarle. La sua parola più sicura è la sua vita, che il Breviario riassume nella missione ricevuta dal Papa: ricondurre gli eretici alla fede cattolica e i principi alla concordia.
Per la sua famiglia religiosa si veda la pagina su san Francesco d'Assisi, di cui professò la Regola; chi vuole onorare, come lui, la Madre di Dio può pregarla con il santo rosario.
Domande frequenti
Chi è san Giovanni da Capestrano?
Un frate minore nato a Capestrano, in Abruzzo, nel 1386. Giurista e governatore di Perugia, si convertì in carcere ed entrò tra i Francescani nel 1416. Discepolo di san Bernardino da Siena, predicò in tutta Italia e in Europa centrale e animò nel 1456 la difesa di Belgrado contro i Turchi. Morì a Ilok il 23 ottobre 1456.
Quando si festeggia san Giovanni da Capestrano?
Il 28 marzo nel calendario del 1962, festa di III classe che in Quaresima si riduce a commemorazione. Il calendario del 1969 lo celebra il 23 ottobre, giorno della sua morte.
Che cosa fece a Belgrado?
Predicò la crociata in Ungheria, radunò volontari, li condusse alla fortezza e combatté accanto a Giovanni Hunyadi nell'assedio del luglio 1456, che si concluse con la sconfitta dell'esercito turco.
Perché la sua festa è legata alla Trasfigurazione?
Il Breviario racconta che la notizia della vittoria di Belgrado giunse a Roma il 6 agosto, e che papa Callisto III consacrò per sempre quel giorno alla festa della Trasfigurazione.
Quali miracoli si attribuiscono a san Giovanni da Capestrano?
Il Breviario parla della «frequenza dei miracoli» che accompagnava la sua predicazione e dei molti miracoli dopo la morte, esaminati per la canonizzazione. I biografi raccontano guarigioni di malati, che egli attribuiva alle reliquie di san Bernardino da Siena.
Quando fu canonizzato?
Il Breviario dice che lo canonizzò papa Alessandro VIII nel 1690; la bolla fu pubblicata nel 1724 sotto Benedetto XIII.
Dove morì san Giovanni da Capestrano?
A Ilok, nell'antico regno d'Ungheria, oggi in Croazia, dove era stato portato malato dopo la battaglia di Belgrado.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con la Messa propria di san Giovanni da Capestrano e un promemoria per ogni festa dell'anno liturgico. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Butler's Lives of the Saints, St John of Capistrano (28 marzo). Breviario Romano, 28 marzo: lezioni storiche di san Giovanni da Capestrano (forma anteriore al 1960) e omelia di san Bonaventura su Luca 9. Messale Romano del 1962, festa di san Giovanni da Capestrano, Messa Ego autem in Domino e colletta Deus, qui per beatum Joannem. Calendario Romano del 1962. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Abacuc 3, 18; Luca 9, 1-2). Catechismo maggiore di san Pio X (1905), parte II, capo IV, Dell'invocazione dei Santi.