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Leone XIV invita a recitare il Rosario per tutto ottobre per la pace
A Lourdes, Leone XIV invita a recitare il Rosario per tutto il mese di ottobre per la fine delle guerre e la pace tra i popoli in conflitto.
Domenica 27 settembre 2026, sul prato del santuario di Lourdes, davanti alla grotta di Massabielle, Leone XIV ha celebrato una messa all'aperto davanti a circa 150.000 fedeli secondo gli organizzatori, di cui quasi 7.000 malati, attorniato da un migliaio di sacerdoti, 150 vescovi, un centinaio di diaconi e 1.500 volontari. Al termine della messa, all'Angelus, ha invitato tutti i fedeli e tutte le comunità cristiane a recitare il Rosario durante tutto il mese di ottobre, a un'intenzione precisa: che cessino le guerre e si stabilisca la pace tra i popoli in conflitto. Ha chiesto di accompagnare questa preghiera con atti concreti di penitenza e di misericordia, e con un impegno per il dialogo e la riconciliazione.
Ha inoltre convocato, il 1° ottobre alle ore 17, dei bambini alla grotta di Lourdes dei giardini vaticani per recitarvi insieme il Rosario per la pace: dai settecento ai mille bambini sono attesi, in una settimana di preghiera che culmina il 7 ottobre, festa della Beata Vergine del Rosario.
Il Rosario, l'arma di pace di ottobre
Che il mese di ottobre sia quello del Rosario non è una devozione improvvisata: è una prescrizione della Chiesa. Il 1° settembre 1883, nell'enciclica Supremi apostolatus officio, Leone XIII ordinò che, ogni anno, dal 1° ottobre al 2 novembre, il Rosario fosse recitato pubblicamente nelle chiese, precisamente per ottenere dalla Madre di Dio il soccorso della cristianità nelle sue prove. Vi tornò in una decina di encicliche, al punto che lo si è chiamato il papa del Rosario.
La festa del 7 ottobre ne dice la ragione. Istituita da san Pio V con il titolo di Nostra Signora della Vittoria dopo la battaglia di Lepanto, il 7 ottobre 1571, essa attribuisce al Rosario, recitato quel giorno da tutta la cristianità, la liberazione dell'Europa. Il Rosario non è una preghiera tiepida: è l'arma che la Chiesa mette nelle mani degli umili quando i potenti fanno la guerra.
La misura
Su questo punto, l'appello lanciato a Lourdes raggiunge esattamente ciò che la Chiesa ha sempre insegnato. Pregare il Rosario a ottobre per la pace, e accompagnarlo con atti di penitenza e di misericordia, è riprendere la disciplina leonina e la lezione di Lepanto: la pace tra i popoli non si ottiene anzitutto con i trattati, ma con la conversione dei cuori e l'intercessione della Vergine. Che questo appello ponga i bambini in prima fila, il 7 ottobre, non è che una fedeltà in più, poiché la tradizione ha sempre tenuto il Rosario per la preghiera dei semplici.
Con la stessa misura si valuterà l'omelia pronunciata sul prato. Chiamando alla conversione «oggi, non domani» e presentando Massabielle come un «santuario della speranza cristiana» di fronte alle correnti che pretendono di «ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia», il papa ha ricordato la parola della Vergine a Bernadette: «Non ti prometto di renderti felice in questo mondo, ma nell'altro». È la dottrina costante dei novissimi, che Lourdes non ha mai cessato di predicare.
Ciò che bisogna trattenerne
Per il fedele, la consegna è semplice e antica: prendere la corona del Rosario, e tenerla per tutto il mese. Non come un gesto sentimentale, ma come la Chiesa lo comanda fin da Leone XIII, almeno una posta ogni giorno, alle intenzioni della pace, unita alla penitenza. Là dove un appello di oggi ridice la tradizione senza diluirla, non c'è nulla da correggere: c'è da obbedire.
Fonti. Leone XIII, enciclica Supremi apostolatus officio (1° settembre 1883), sulla recita pubblica del Rosario nel mese di ottobre; Catechismo del Concilio di Trento (1566), dell'orazione e dell'intercessione della Beata Vergine Maria; Dom Guéranger, L'Anno liturgico, al 7 ottobre, festa della Beata Vergine del Rosario, istituita da san Pio V dopo Lepanto (1571).