Attualità
Un sacerdote aggredito all'adorazione: era l'ostensorio che l'uomo voleva
A New Bedford, un uomo ha aggredito un sacerdote durante l'adorazione eucaristica tentando di impadronirsi dell'ostensorio contenente il Santissimo Sacramento.

Il 31 agosto, durante un'Ora Santa in una chiesa di New Bedford, nel Massachusetts, un uomo è entrato, ha rovesciato oggetti sull'altare e ha tentato di impadronirsi dell'ostensorio in cui il Santissimo Sacramento era esposto per l'adorazione. Il parroco gli si è fatto incontro per fermarlo; colpito al volto, prima con un pugno e poi con una lattina di birra, ha riportato soltanto una ferita lieve. Un passante ha immobilizzato l'aggressore fino all'arrivo della polizia. Condotto in ospedale e poi rilasciato, il sacerdote ha perdonato il suo aggressore e ha chiesto che si pregasse per quell'uomo e per la pace. L'aggressore, di cinquantanove anni, è stato incriminato per percosse e lesioni e per diversi altri capi d'accusa, quindi trattenuto in osservazione psichiatrica.
Ciò che la tradizione misura
Ciò che qui è stato portato non è anzitutto una mano su un uomo, ma una mano sul Sacramento. Nell'Eucaristia, sotto le specie consacrate, è contenuto veramente, realmente e sostanzialmente il Corpo e il Sangue, con l'anima e la divinità di Nostro Signore Gesù Cristo; a questo Sacramento è dovuto il culto di latria, l'adorazione che appartiene a Dio solo. Voler strappare l'ostensorio per rubare l'Ostia non è attentare a un oggetto prezioso: è mettere la mano sulla Presenza stessa. La tradizione chiama questo genere di colpa il sacrilegio, la violazione di una cosa, di un luogo o di una persona sacra; e di tutti i sacrilegi, quello che tocca l'Eucaristia è il più grave, perché raggiunge l'Autore stesso di ogni santità. A ciò si aggiunge la violenza fatta a un sacerdote nel luogo santo, che il quinto comandamento condanna.
La misura del fatto
Perciò misuriamo questo misfatto non dalla lievità della ferita del sacerdote, condotto in ospedale e poi rilasciato, ma da ciò che è stato preso di mira: l'altare rovesciato, l'Ostia bramata, l'adorazione interrotta. La carità del sacerdote, che ha perdonato e ha chiesto preghiere per il suo aggressore, è la risposta cristiana all'ingiuria ricevuta nella sua persona. Essa non dispensa dall'altro dovere: la riparazione dovuta a Dio offeso, che è l'adorazione rinnovata e l'ammenda onorevole resa al Santissimo Sacramento oltraggiato. Dove il sacrilegio è passato, è l'adorazione che ripara.
Fonti. Catechismo del Concilio di Trento (1566), sul sacramento dell'Eucaristia e sul culto di latria dovuto al Santissimo Sacramento, e sulla natura del sacrilegio; sul quinto comandamento, riguardo alla violenza fatta al prossimo.