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Lourdes: tutti i mosaici di Rupnik coperti per la venuta di Leone XIV
Tutti i mosaici di Marko Rupnik sulla facciata della basilica del Rosario a Lourdes saranno coperti per la venuta di Leone XIV, e lo resteranno anche dopo.
Tutti i mosaici realizzati da Marko Rupnik e dalla sua bottega sulla facciata della basilica di Nostra Signora del Rosario, a Lourdes, saranno coperti per la venuta di Leone XIV, atteso al santuario la sera di sabato 26 settembre 2026. Il vescovo di Tarbes e Lourdes lo ha annunciato, e precisa che la misura sarà permanente: le opere resteranno coperte dopo il pellegrinaggio, e non saranno scoperte una volta ripartito il papa. «Tutte le opere della facciata saranno coperte e poi decorate in relazione al viaggio apostolico di Leone XIV», ha dichiarato.
Questi mosaici erano stati posti nel 2008, per il centocinquantesimo anniversario delle apparizioni. Il loro autore, sacerdote e mosaicista sloveno, ex gesuita, è accusato da numerose donne, per lo più religiose, di abusi sessuali, spirituali e psicologici commessi a partire dagli anni Novanta; un processo canonico resta aperto a Roma. Espulso definitivamente dalla Compagnia di Gesù nel luglio 2023 e interdetto da ogni attività artistica pubblica, è oggi sacerdote della diocesi di Capodistria (Koper), in Slovenia. Il ricoprimento si inscrive in un percorso avviato già nel 2023: nell'estate del 2024, i mosaici cessano di essere valorizzati dai giochi di luce della processione mariana della sera; il 31 marzo 2025, quelli delle porte d'ingresso vengono nascosti da lastre; ora è l'intera facciata.
La decisione è presentata come pastorale, e non come un riconoscimento di colpevolezza, che solo il processo canonico potrà stabilire; non implica né distruzione né rimozione immediata delle opere. Dopo il pellegrinaggio sarà avviata una nuova riflessione e la commissione attuale sarà allargata ad artisti e teologi per decidere sul futuro della facciata. «Le persone provate e ferite che hanno bisogno di consolazione e di riparazione devono conservare il primo posto a Lourdes», ha ricordato il vescovo.
Ciò che la tradizione insegna
Il Signore non ha parole più dure che per lo scandalo dato ai piccoli. «Chi poi scandalizzerà alcuno di questi piccolini, che credono in me, meglio per lui sarebbe, che gli fosse appesa al collo una macina da asino, e che fosse sommerso nel profondo del mare», e ancora: «Guai al mondo per causa degli scandali... ma guai all'uomo, per colpa del quale viene lo scandalo». Il Catechismo del Concilio di Trento, esponendo il quinto comandamento, annovera lo scandalo tra i modi di uccidere, non il corpo ma l'anima del prossimo, e insegna che l'occasione di caduta dev'essere tolta di mezzo ai fedeli. La casa di Dio, dove il debole e il ferito vengono a cercare consolazione, non può innalzare davanti a loro un segno che li scandalizzi.
La misura
Coprire queste opere è togliere un'occasione di scandalo, e su questo punto la tradizione non dà torto. Il gesto non pronuncia nulla sull'uomo: l'accusa resta un'accusa, il processo canonico non ha deciso, e noi non anticipiamo il suo giudizio. Non condanna nemmeno l'arte come tale. Toglie da un luogo di consolazione ciò che, agli occhi delle vittime di violenze, lo oscura. La permanenza annunciata è la decisione del vescovo nell'ufficio che gli spetta su questo santuario; il destino ultimo della facciata, invece, resta aperto, rimesso a una commissione che non ha ancora deciso. Lo riferiamo come tale, senza darlo per concluso.
Per i fedeli
Lourdes è il luogo dove Nostra Signora chiama gli afflitti a venire ad attingere grazia e riparazione. Che nulla ve li distolga è cosa di giustizia e di carità, non di una moda. Il fedele terrà due cose insieme senza confonderle: la santità dovuta alla casa di Dio, che comanda di allontanarne ogni scandalo, e il riserbo che lascia alla Chiesa, per il suo processo, la cura di giudicare la colpa di un uomo. Non ci si rallegra davanti a un sepolcro; ci si rallegra che un ostacolo sia tolto dinanzi ai feriti.
Fonti. Catechismo del Concilio di Trento (1566), del quinto comandamento, sullo scandalo; Vangelo secondo san Matteo, XVIII, 6-7 (Vulgata).