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Il pellegrinaggio Summorum Pontificum dice di essersi visto vietare l'ingresso in processione a San Pietro
Alla vigilia della loro processione annuale, gli organizzatori del pellegrinaggio Summorum Pontificum dicono di aver ricevuto una lettera che vieta loro di entrare in processione nella basilica di San Pietro per pregare sulla tomba dell'apostolo.

Alla vigilia della loro processione annuale, gli organizzatori del pellegrinaggio tradizionale Ad Petri Sedem, detto pellegrinaggio Summorum Pontificum, dichiarano di aver ricevuto una lettera della Segreteria di Stato che vieta loro di entrare in processione nella basilica di San Pietro, sabato 24 ottobre 2026, per pregare sulla tomba dell'apostolo. «Domani non entreremo in San Pietro», ha detto il presidente dell'associazione organizzatrice. Si tratta del raduno annuale, tenuto da una quindicina d'anni, di cattolici legati al Messale romano del 1962, venuti da più paesi, qualche centinaio di fedeli.
Fin dalle origini i fedeli salgono a pregare sulla tomba del principe degli Apostoli. Il Signore ha edificato la sua Chiesa su Pietro: «E io dico a te, che tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non avran forza contro di lei» (san Matteo, XVI, 18). Venerare il luogo dove riposa il corpo di colui al quale furono consegnate le chiavi è confessare l'unità della Chiesa e la comunione dei santi, che il Catechismo del Concilio di Trento annovera tra gli articoli della fede. Nulla nella dottrina perenne esclude da questo accesso il fedele che prega secondo il rito ricevuto: egli viene sub Petro et cum Petro, sotto Pietro e con Pietro.
La misura va oltre un rifiuto precedente. Si era già negata la celebrazione della messa tradizionale nella basilica; il divieto si estende ora all'ingresso stesso dei pellegrini in processione. Secondo gli organizzatori, la lettera dichiara: «La vostra processione non è autorizzata a entrare nella basilica di San Pietro». La firma non è pubblicamente accertata: la si ritiene provenire di nuovo dal sostituto per gli Affari generali, già reputato firmatario del rifiuto della messa. Meno di tre mesi prima, l'allora arciprete della basilica aveva però autorizzato per iscritto una breve celebrazione a uno degli altari laterali; e l'anno scorso, il 25 ottobre 2025, una messa pontificale tradizionale era stata celebrata all'altare della Cattedra dal cardinale Burke, con l'autorizzazione del Papa.
Gli organizzatori imputano la decisione alla Segreteria di Stato. Nessuna fonte la attribuisce personalmente al Sommo Pontefice; uno dei coordinatori dice anzi di sperare che egli non vi sia coinvolto: «Non comprendiamo queste decisioni e speriamo che papa Leone non vi sia coinvolto». La regolarità delle autorizzazioni passate è essa stessa discussa in seno all'équipe organizzatrice. Gli organizzatori tengono a distinguersi dalla Fraternità sacerdotale San Pio X e negano ogni parte nelle consacrazioni episcopali senza mandato pontificio di quest'estate. Il presidente riferisce inoltre, di seconda mano e senza conferma, di aver tentato di informare il Papa per il tramite di un vescovo ricevuto in udienza lo scorso dicembre, e attribuisce al Pontefice questo commento sulla messa dell'anno passato: «Quella messa è stata strumentalizzata».
«Siamo sconvolti da questo divieto», dicono gli organizzatori. «Siamo profondamente addolorati, come fedeli cattolici, sub Petro et cum Petro», aggiunge un coordinatore. Il programma regge: rosario alle 10, partenza della processione, autorizzata dalla questura, dalla chiesa dei Santi Celso e Giuliano in Banchi, arrivo verso le 11. Resta incerto se il corteo potrà avvicinarsi alla basilica e se la Gendarmeria vaticana interverrà alla frontiera. Vietare al fedele la tomba di Pietro, perché prega secondo il rito che la Chiesa ha ricevuto e consacrato nei secoli, non si trova in alcun luogo della sua disciplina perenne.
Fonti. Catechismo del Concilio di Trento (1566), sulla Chiesa, il primato di Pietro e la comunione dei santi; san Matteo, XVI, 18 (Vulgata); Dom Guéranger, L'Anno liturgico.