Attualità
Suicidio assistito a New York: un tribunale esenta delle religiose cattoliche
Una corte federale esenta in via provvisoria delle religiose cattoliche e le loro case di cura dalla legge newyorkese sul suicidio assistito, entrata in vigore il 5 agosto 2026.

Una corte federale degli Stati Uniti ha dispensato, in via provvisoria, delle religiose cattoliche e le loro case di cura dalla nuova legge dello Stato di New York sul suicidio assistito, entrata in vigore il 5 agosto 2026. L'ordinanza, emessa il 30 luglio, vieta allo Stato di costringere le ricorrenti finché la causa prosegue.
La legge di Dio non ammette qui eccezione. Il quinto comandamento, «Non ammazzare», proibisce di togliere la vita, quella altrui come la propria: Dio solo è padrone della vita e della morte, e l'uomo ha ricevuto la sua soltanto in deposito. Darsi la morte, o prestarvi mano, è peccato grave contro la carità, contro sé stessi e contro il sovrano dominio del Creatore. Costringere una religiosa a prescrivere il veleno, o a indirizzare il malato verso chi lo prescriverà, è comandarle di cooperare a un omicidio: nessun potere umano ne ha l'autorità, e l'obbedienza a una tale legge sarebbe essa stessa una colpa.
La legge, firmata nel febbraio 2026, permette a un adulto in fase terminale, cui si diano sei mesi o meno di vita, di ottenere una prescrizione per porre fine ai propri giorni. Obbliga ogni operatore sanitario a presentare al malato tutte le opzioni, compreso il suicidio assistito, e, se il malato lo domanda, a prescrivere le sostanze letali o a trasferirlo a un medico disposto a farlo. Portata in giudizio il 17 luglio a nome di ordini religiosi, è stata sospesa il 30 luglio da un'ordinanza di consenso, accettata dallo Stato stesso, che la giudice federale Anne M. Naracci ha pronunciato contro la sua applicazione alle ricorrenti.
Sono nominate quattro comunità, le Carmelitane per gli anziani e gli infermi, le Suore domenicane di Hawthorne, le Suore missionarie di San Benedetto e le Piccole Sorelle dei Poveri, cui si aggiungono la diocesi di Rockville Centre e una rete ospedaliera cattolica. Le sole Carmelitane tengono diciannove istituti in otto Stati e uno in Irlanda, di cui sei a New York. Madre Mary Rose Heery, priora generale, ricorda: «Le famiglie ci affidano i loro cari perché sanno che le nostre case saranno luoghi di tenerezza, di dignità e di cura fedele.»
Fuori dall'ambito dell'ordinanza, chiunque rifiuti di obbedire rischia di perdere la licenza o l'autorizzazione del proprio istituto, fino alla reclusione. Tredici Stati e il distretto di Columbia hanno già legalizzato il suicidio assistito. Il seguito del procedimento resta incerto: una scadenza fissa al 20 agosto la risposta attesa del procuratore generale dello Stato, un'altra all'8 settembre la replica dello Stato e al 15 settembre quella delle religiose. Mark Rienzi, presidente dell'organizzazione che le rappresenta, riassume: «Costringere delle religiose cattoliche a partecipare a un suicidio, e privare i newyorkesi della scelta di ricevere cure fedeli e rispettose della vita, è insieme illegale e ingiusto.»
Fonti. Catechismo del Concilio di Trento (1566), sul quinto comandamento, «Non ammazzare»; Esodo XX, 13 e Deuteronomio V, 17 (Vulgata). San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, IIa-IIae, q. 64, a. 5, sull'illiceità di darsi la morte e di prestar mano all'omicidio.