Novene
Novena alla Madonna di Pompei
Il testo completo e autentico della Novena d'Impetrazione alla Vergine del Rosario di Pompei, scritta da san Bartolo Longo: la preghiera dei nove giorni, la Novena di Ringraziamento, la devozione dei 54 giorni e come recitarla per una grazia nei casi più disperati.

La Novena alla Madonna di Pompei è la grande preghiera d'impetrazione che san Bartolo Longo compose nel 1879 per ottenere le grazie nei casi più disperati, e che da allora ha accompagnato migliaia di conversioni e di guarigioni attestate. Si recita quando si porta al trono della Regina del Rosario una grazia difficile — per la salute, per la famiglia, per una causa che sembra perduta — e in modo particolare nei nove giorni che precedono la Supplica (2-8 maggio e prima domenica di ottobre). Qui trovi il testo completo e autentico della Novena d'Impetrazione, la Novena di Ringraziamento che la accompagna, e la spiegazione fedele di come recitarla.
Una nota su questa devozione
La devozione alla Vergine del Rosario di Pompei è pienamente tradizionale: l'immagine miracolosa fu intronizzata nel 1875, la novena fu approvata da papa Leone XIII il 29 novembre 1887, e la Supplica pompeiana è tra le preghiere mariane più raccomandate dai Pontefici. Il suo autore, l'avvocato Bartolo Longo, è stato beatificato da Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980 e canonizzato il 19 ottobre 2025: lo chiamiamo perciò «san Bartolo Longo», pur ricordando con onestà che la sua elevazione agli altari è recentissima. La preghiera, invece, è ottocentesca e portata dalla Chiesa da quasi centocinquant'anni: la offriamo nella sua forma genuina. Se non hai familiarità con questa forma di preghiera, leggi prima che cos'è una novena.
Il testo completo della Novena d'Impetrazione
Questo è il testo autentico scritto da Bartolo Longo. Va ripetuto integralmente per nove giorni (o per ventisette, secondo l'uso più antico), possibilmente facendolo seguire dalla recita del Santo Rosario, o almeno di una parte dei suoi misteri. Si ponga la sacra immagine in luogo distinto e, potendo, si accendano due candele, simbolo della fede che arde nel cuore del credente; quindi si prenda fra le mani la corona.

Prima di cominciare la Novena, si prega santa Caterina da Siena che si degni di recitarla insieme a noi:

O santa Caterina da Siena, mia Protettrice e Maestra, tu che assisti dal cielo i tuoi devoti allorché recitano il Rosario di Maria, assistimi in questo momento e degnati di recitare insieme con me la Novena alla Regina del Rosario che ha posto il trono delle sue grazie nella Valle di Pompei, affinché per tua intercessione io ottenga la desiderata grazia. Amen.
V. O Dio, vieni a salvarmi (ci si segni con il segno della croce +)
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen.
I. — O Vergine Immacolata e Regina del Santo Rosario, tu, in questi tempi di morta fede e di empietà trionfante, hai voluto piantare il tuo seggio di Regina e di Madre sull'antica terra di Pompei, soggiorno di morti pagani. Da quel luogo dov'erano adorati gl'idoli e i demoni, Tu oggi, come Madre della divina grazia, spargi dappertutto i tesori delle celesti misericordie. Deh! da quel trono ove regni pietosa, rivolgi, o Maria, anche sopra di me gli occhi tuoi benigni, ed abbi pietà di me che ho tanto bisogno del tuo soccorso. Mòstrati anche a me, come a tanti altri ti sei mostrata, vera Madre di misericordia: mentre io con tutto il cuore ti saluto e t'invoco mia Sovrana e Regina del Santo Rosario.
Salve, Regina, Madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo, gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi e mostraci, dopo quest'esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
II. — Prostrata ai piedi del tuo trono, o grande e gloriosa Signora, l'anima mia ti venera tra gemiti ed affanni onde è oppressa oltre misura. In queste angustie ed agitazioni in cui mi trovo, io alzo confidente gli occhi a te, che ti sei degnata di eleggere per tua dimora le campagne di poveri ed abbandonati contadini. E là, di fronte alla città ed all'anfiteatro ove regna silenzio e rovina, Tu, come Regina delle Vittorie, levasti la tua voce potente per chiamare da ogni parte d'Italia e del mondo cattolico i devoti tuoi figli ad erigerti un Tempio. Deh! ti muovi alfine a pietà di quest'anima mia che giace avvilita nel fango. Pietà di me, o Signora, pietà di me che sono oltremodo ripieno di miserie e di umiliazioni. Tu, che sei lo sterminio dei demoni, difendimi da questi nemici che mi assediano. Tu, che sei l'Aiuto dei cristiani, traimi da queste tribolazioni in cui verso miserevolmente. Tu, che sei la Vita nostra, trionfa sulla morte che minaccia l'anima mia in questi pericoli cui trovasi esposta; ridonami la pace, la tranquillità, l'amore, la salute. Amen.
Salve, Regina…
III. — Il sentire che tanti sono stati da te beneficati, solo perché sono ricorsi a te con fede, m'infonde novella lena e coraggio d'invocarti in mio soccorso. Tu già promettesti a san Domenico che chi vuol grazie, col tuo Rosario le ottiene; ed io, col tuo Rosario in mano, oso ricordarti, o Madre, le tue sante promesse. Anzi tu stessa ai dì nostri operi continui prodigi per chiamare i tuoi figli a onorarti nel Tempio di Pompei. Tu dunque vuoi tergere le nostre lacrime, vuoi lenire i nostri affanni! Ed io col cuore sulle labbra, con viva fede ti chiamo e t'invoco: Madre mia!... Madre cara!... Madre bella!... Madre dolcissima, aiutami! Madre e Regina del Santo Rosario di Pompei, non più tardare a stendermi la mano tua potente per salvarmi: ché il ritardo, come vedi, mi porterebbe alla rovina.
Salve, Regina…
IV. — E a chi altri mai potrei ricorrere, se non a te che sei il Sollievo dei miserabili, il Conforto degli abbandonati, la Consolazione degli afflitti? Io te lo confesso, l'anima mia è miserabile: gravata da enormi colpe, merita di ardere nell'inferno, indegna di ricevere grazie! Ma non sei tu la Speranza di chi dispera, la Madre di Gesù, unico mediatore tra l'uomo e Dio, la potente nostra Avvocata presso il trono dell'Altissimo, il Rifugio dei peccatori? Deh! solo che tu dica una parola in mio favore al tuo Figlio, ed Egli ti esaudirà. Chiedigli, dunque, o Madre, questa grazia di cui tanto io ho bisogno. (Si domandi la grazia che si vuole.) Tu sola puoi ottenermela: Tu che sei l'unica speranza mia, la mia consolazione, la mia dolcezza, tutta la vita mia. Così spero. Amen.
Salve, Regina…
V. — O Vergine e Regina del santo Rosario, Tu che sei la Figlia del Padre Celeste, la Madre del Figlio divino, la Sposa dello Spirito Santo; Tu che tutto puoi presso la Santissima Trinità, devi impetrarmi questa grazia tanto a me necessaria, purché non sia di ostacolo alla mia salvezza eterna. (Si ripeta la grazia che si desidera.) Te la domando per la tua Immacolata Concezione, per la tua divina Maternità, per i tuoi gaudi, per i tuoi dolori, per i tuoi trionfi. Te la domando per il cuore del tuo amoroso Gesù, per quei nove mesi che lo portasti nel seno, per gli stenti della sua vita, per l'acerba sua passione, per la sua morte in croce, per il Nome suo santissimo, per il suo preziosissimo Sangue. Te la domando infine per il Cuore tuo dolcissimo, nel Nome tuo glorioso, o Maria, che sei Stella del mare, Signora potente, Mare di dolore, Porta del paradiso e Madre di ogni grazia. In te confido, da te tutto spero, tu mi devi salvare. Amen.
Salve, Regina…
V. Regina del Santo Rosario, prega per noi.
R. Affinché diventiamo degni delle promesse di Cristo.Orazione. O Dio, il tuo unico Figlio ci ha acquistato, con la sua vita, morte e risurrezione, i beni della salvezza eterna: concedi a noi che, venerando questi misteri nel Santo Rosario della Vergine Maria, imitiamo ciò che contengono e otteniamo ciò che promettono. Per Cristo Nostro Signore. Amen.
Preghiera a san Domenico e a santa Caterina da Siena (per ottenere le grazie dalla Vergine di Pompei):
O santo sacerdote di Dio e glorioso Patriarca san Domenico, che fosti l'amico, il figlio prediletto e il confidente della celeste Regina, e tanti prodigi operasti per virtù del Santo Rosario; e tu, santa Caterina da Siena, figliuola primaria di quest'Ordine del Rosario e potente mediatrice presso il trono di Maria e presso il Cuore di Gesù, da cui avesti scambiato il cuore: voi, Santi miei cari, guardate le mie necessità e abbiate pietà dello stato in cui mi trovo. Voi aveste in terra il cuore aperto ad ogni altrui miseria e la mano potente a sovvenirla: ora in Cielo non è venuta meno né la vostra carità, né la vostra potenza. Pregate per me la Madre del Rosario ed il Figlio Divino, giacché ho gran fiducia che per mezzo vostro potrò conseguire la grazia che tanto desidero. Amen.
Gloria al Padre… (tre volte).
I nove giorni: meditazioni e intenzioni
Il testo della Novena d'Impetrazione si ripete uguale ogni giorno: non cambiano le parole, ma cambia il cuore che le pronuncia. Perché ogni giornata abbia il suo respiro, proponiamo di accompagnare la preghiera con la meditazione di un mistero del Rosario e con un'intenzione particolare. Chi cerca «il primo giorno» o «il nono giorno» della novena non troverà preghiere diverse: troverà lo stesso testo sopra, offerto con l'intenzione del giorno.
- Primo giorno — Annunciazione. Offri la novena per ottenere una fede viva e la docilità al volere di Dio nella tua richiesta.
- Secondo giorno — Visitazione. Prega per la tua famiglia e per le persone che porti nel cuore.
- Terzo giorno — Natività. Affida alla Vergine i poveri, i malati e chi non ha nessuno che preghi per lui.
- Quarto giorno — Presentazione al Tempio. Chiedi la grazia della pazienza e dell'abbandono nell'attesa.
- Quinto giorno — Ritrovamento di Gesù. Prega per i lontani e per la conversione dei peccatori, come faceva Bartolo Longo.
- Sesto giorno — Agonia nell'orto. Presenta alla Madonna le tue angosce e i «casi disperati».
- Settimo giorno — La flagellazione e l'incoronazione di spine. Offri le tue sofferenze in riparazione.
- Ottavo giorno — La crocifissione. Rinnova la fiducia che nulla è impossibile a chi prega col Rosario in mano.
- Nono giorno — Risurrezione e gloria di Maria. Concludi in rendimento di grazie, disponendoti alla Confessione e alla Comunione.
La Novena di Ringraziamento
Bartolo Longo compose nel 1889 anche una Novena di Ringraziamento, da recitare dopo aver ricevuto la grazia — perché, come ricorda il Vangelo dei dieci lebbrosi, uno solo tornò a rendere gloria a Dio. La Madonna stessa, apparendo nel 1884 alla giovane Fortunatina Agrelli, aveva chiesto: «Ogni volta che vuoi grazie da me, fammi tre Novene con la recita delle quindici poste del Rosario ed altre tre Novene per ringraziamento». Ecco il testo autentico, anch'esso da ripetersi per nove giorni.
V. O Dio, vieni a salvarmi (ci si segni col segno della croce +)
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
I. — Eccomi ai tuoi ginocchi, o Madre Immacolata di Gesù, che godi di essere invocata Regina del Rosario nella Valle di Pompei. Con la letizia nel cuore, con l'animo compreso dalla più viva gratitudine io ritorno a te, mia generosa Benefattrice, mia dolce Signora, Sovrana del mio cuore, a te, che ti sei mostrata veramente la Madre mia, la Madre che assai mi ama. Nei miei gemiti Tu mi hai ascoltato, nelle mie afflizioni mi hai consolato, nelle mie angustie mi hai ridonato la pace. Dolori e pene di morte assediarono il mio cuore, e Tu, o Madre, dal tuo trono di Pompei, con uno sguardo pietoso mi hai rasserenato. Chi mai si volse a te con fiducia e non venne esaudito? Se tutto il mondo conoscesse quanto sei buona, quanto compassionevole con chi soffre, tutte le creature farebbero a te ricorso. Sii Tu sempre benedetta, o Vergine Sovrana di Pompei, da me e da tutti, dagli uomini e dagli Angeli, dalla terra e dal Cielo. Amen.
Gloria al Padre… Salve, Regina…
II. — Grazie io rendo a Dio e grazie a te, Madre divina, dei nuovi benefici che per la pietà e misericordia tua mi sono stati elargiti. Che sarebbe stato di me, se Tu avessi respinto i miei sospiri, le lacrime mie? Per me ti ringrazino gli Angeli del paradiso e i cori degli Apostoli, dei Martiri, delle Vergini, dei Confessori. Per me ti ringrazino tante anime di peccatori da te salvate, che ora godono in cielo la visione della tua immortale bellezza. Vorrei che insieme con me tutte le creature ti amassero, e che il mondo tutto ripetesse l'eco dei miei ringraziamenti. Che potrò io rendere a te, o Regina, ricca di pietà e di magnificenza? La vita che mi resta io consacro a te, ed a propagare ovunque il tuo culto, o Vergine del Rosario di Pompei, alla cui invocazione la grazia del Signore mi ha visitato. Promuoverò la devozione del tuo Rosario; narrerò a tutti la misericordia che m'impetrasti; predicherò sempre quanto fosti buona con me, affinché anche gl'indegni come me, e i peccatori a te si rivolgano con fiducia.
Gloria al Padre… e Salve, Regina…
III. — Con quali nomi ti chiamerò io, o candida colomba di pace? Con quali titoli invocherò te, che i santi Dottori chiamarono Signora del creato, Porta della vita, Tempio di Dio, Reggia di luce, Gloria dei cieli, Santa tra i Santi, Miracolo dei miracoli, Paradiso dell'Altissimo? Tu sei la Tesoriera delle grazie, la Onnipotenza supplichevole, anzi la stessa Misericordia di Dio che discende sugli infelici. Ma so pure che è dolce al tuo cuore l'essere invocata Regina del Rosario nella Valle di Pompei. E così chiamandoti, sento la dolcezza del tuo mistico Nome, o Rosa del Paradiso, trapiantata nella Valle del pianto per addolcire gli affanni di noi esuli figli di Eva; Rosa rubiconda di carità, più fragrante di tutti gli aromi del Libano, che, col profumo di tua soavità celestiale, attiri nella tua Valle il cuore dei peccatori al Cuore di Dio. Tu sei la Rosa di eterna freschezza, che, innaffiata dai rivoli delle acque celesti, gettasti le tue radici sulla terra inaridita da una pioggia di fuoco; Rosa d'intemerata bellezza, che nel luogo della desolazione piantasti l'Orto delle delizie del Signore. Esaltato sia Dio, che rese il Nome tuo così ammirabile. Benedite, o popoli, il Nome della Vergine di Pompei, poiché tutta la terra è piena della sua misericordia.
Gloria al Padre… e Salve, Regina…
IV. — Tra le tempeste che mi avevano sommerso levai gli occhi miei a te, nuova Stella di speranza apparsa ai dì nostri sulla Valle delle rovine. Dal profondo delle amarezze alzai le mie voci a te, Regina del Rosario di Pompei, e sperimentai la potenza di questo titolo a te sì caro. Salve, io griderò sempre, salve, o Madre di pietà, mare immenso di grazie, oceano di bontà e di compassione! Le glorie del tuo Rosario, le vittorie della tua Corona, chi canterà degnamente? Tu al mondo, che si svincola dalle braccia di Gesù per darsi a quelle di Satana, appresti salute in quella Valle dove Satana divorava le anime. Tu calcasti, trionfatrice, i ruderi dei templi pagani, e sulle rovine dell'idolatria ponesti lo sgabello della tua dominazione. Tu mutasti una plaga di morte in Valle di risurrezione e di vita, e sulla terra dominata dal tuo nemico impiantasti la Cittadella del rifugio, ove accogli i popoli a salvezza. Ecco i figli tuoi, sparsi nel mondo, quivi t'innalzarono un trono, a testimonianza dei tuoi prodigi, come trofeo delle tue misericordie. Tu da quel Trono chiamasti anche me tra i figli della tua predilezione: su di me peccatore si posò lo sguardo della tua misericordia. Siano benedette in eterno le opere tue, o Signora; e benedetti siano i prodigi tutti da te operati nella Valle della desolazione e dello sterminio.
Gloria al Padre… e Salve, Regina…
V. — Risuoni su ogni lingua la gloria tua, o Signora, e il vespro tramandi al dì seguente il concento delle nostre benedizioni. Tutte le genti ti chiamino beata, e te beata ripetano tutti i lidi della terra e i cori celesti. Tre volte pur io ti chiamerò con gli Angeli, con gli Arcangeli, con i Principati; tre volte beata con le angeliche Potestà, con le Virtù dei cieli, con le Dominazioni superne. Beatissima te predicherò con i Troni, con i Cherubini e con i Serafini. O sovrana mia salvatrice, non lasciar di piegare i tuoi occhi misericordiosi su questa famiglia, su questa nazione, su tutta la Chiesa. Soprattutto non mi negare la maggiore delle grazie: cioè che la mia fragilità da te non mi distacchi giammai. In quella fede e in quell'amore onde arde in questo istante l'anima mia, fa' che io perseveri sino all'ultimo respiro. E, quanti concorriamo al decoro del tuo Santuario in Pompei, e all'incremento delle sue opere di carità, fa' che siam tutti nel numero degli eletti. O corona del Rosario della Madre mia, ti stringo al petto e ti bacio con venerazione. (Qui si bacia la propria corona.) Tu sei la via per raggiungere ogni virtù, il tesoro dei meriti per il paradiso, il pegno della mia predestinazione, la catena forte che stringe il nemico, sorgente di pace a chi ti onora in vita, auspicio di vittoria a chi ti bacia in morte. In quell'ora estrema io ti aspetto, o Madre. Il tuo apparire sarà il segnale della mia salvezza; il tuo Rosario mi aprirà le porte del Cielo. Amen.
Gloria al Padre… e Salve, Regina…
V. Regina del Santo Rosario, prega per noi.
R. Affinché diventiamo degni delle promesse di Cristo.Orazione. Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci hai insegnato di ricorrere a te con fiducia e chiamarti «Padre nostro che sei nei cieli»; Signore buono, che sei sempre misericordioso e perdoni, per intercessione della Immacolata Vergine Maria, esaudisci noi, che ci gloriamo del titolo di figli del Rosario; gradisci le nostre umili grazie per i doni ricevuti; e il Trono che le innalzasti nel Santuario di Pompei rendi ogni giorno più glorioso e perenne, per i meriti di Gesù Cristo Nostro Signore. Amen.
Le varianti della novena
Molti cercano forme particolari di questa preghiera. Ecco le più diffuse, con la loro spiegazione fedele.
Novena per una grazia nei casi più disperati. È la Novena d'Impetrazione stessa: Bartolo Longo la scrisse proprio «per impetrare le grazie nei casi più disperati», mentre lui stesso, colpito da febbre tifoidea, era in fin di vita. Nel punto in cui il testo dice «Si domandi la grazia che si vuole», si presenta con fiducia la propria richiesta. Per una necessità che non ammette rinvii, la si può unire alla preghiera per una grazia urgente.
Novena dei 54 giorni (le tre novene / la triplice novena). È la forma più intensa, chiesta dalla Vergine a Fortunatina Agrelli: ventisette giorni di Novena d'Impetrazione (tre novene consecutive) seguiti da altri ventisette giorni di Novena di Ringraziamento (tre novene consecutive), recitando ogni giorno le quindici poste del Rosario. Cinquantaquattro giorni in tutto, senza interruzione: chi la comincia deve avere la fermezza di condurla a termine.
Novena di Ringraziamento. È il testo riportato sopra, da recitare dopo aver ricevuto la grazia. Chi vuole solo ringraziare la Madonna può usarla da sola.
Preghiere per la famiglia. La novena si presta a essere offerta per i propri cari: nella richiesta personale si nominano il coniuge, i figli, i genitori. Molti la accompagnano con una preghiera per la famiglia o con la Supplica alla Madonna di Pompei, che è preghiera per tutte le famiglie cristiane.
Versione breve. Quando manca il tempo, si può recitare la sola invocazione a santa Caterina, il versetto d'apertura, la parte I e la parte IV (dove si presenta la grazia), chiudendo con Salve, Regina e l'orazione finale. È una riduzione devota, ma la forma completa resta quella voluta dall'autore.
Testo in PDF, da stampare. Puoi copiare il testo di questa pagina e stamparlo per portarlo con te, oppure recitarlo direttamente da questa pagina ogni giorno. Nell'app Iter Fidei lo trovi già impaginato e disponibile anche offline.
Come si recita questa novena
Quando inizia. La novena si può recitare in qualunque momento dell'anno, ma è tradizione recitarla a ridosso delle due grandi Suppliche. Per la Supplica di maggio si comincia il 29 aprile, festa di santa Caterina da Siena, e si termina il 7 maggio, così che l'8 maggio si concluda con la Supplica. Per l'ottobre, poiché la Supplica cade nella prima domenica del mese, ogni anno si conta a ritroso per stabilire il giorno d'inizio. Chi la recita per una necessità propria può iniziare in qualsiasi giorno.
I nove giorni. Ci si dispone in luogo raccolto, davanti all'immagine della Vergine, con la corona in mano; si recita ogni giorno il testo completo (impetrazione o ringraziamento), facendolo seguire dal Rosario o da una parte dei suoi misteri. Si cerca di regolare la propria vita secondo i Comandamenti e le opere di misericordia.
La festa e la conclusione. La Vergine del Rosario di Pompei si celebra l'8 maggio e nella prima domenica di ottobre, giorni della Supplica. È bene concludere la novena accostandosi alla Confessione e ricevendo la Santa Comunione in stato di grazia, recitando poi la Supplica.
Chi era san Bartolo Longo e la storia della devozione
Bartolo Longo nacque il 10 febbraio 1841 a Latiano, in provincia di Brindisi. Bambino vivace e di acuta intelligenza, studiò dai Padri Scolopi e poi, a Napoli, si laureò in giurisprudenza esercitando la professione di avvocato. Come accadde ad altri convertiti, attraversò una «notte dell'anima»: abbandonò la fede cattolica e, nella ricerca inquieta di un assoluto, si lasciò coinvolgere nello spiritismo, giungendo a farsi «sacerdote» di quella setta. Toccato il fondo, si riconvertì alla fede grazie al professore Vincenzo Pepe e alla guida sapiente del domenicano padre Alberto Radente, che gli trasmise l'amore delicato e fedele alla Santissima Vergine attraverso il Rosario.
Divenuto terziario domenicano, giunse nel 1872 nella Valle di Pompei per amministrare i beni della contessa Marianna De Fusco, che poi sposò. In quelle campagne abbandonate, tra contadini poveri e ignoranti, udì nel cuore la risposta a tutti i suoi tormenti: «Se propaghi il Rosario, sarai salvo». Da quel momento la sua vita ebbe un solo scopo: diffondere la devozione alla Regina del Rosario. Fece giungere una vecchia tela raffigurante la Vergine — trasportata, il 13 novembre 1875, su un carretto di letame — e attorno a quell'immagine, che presto cominciò a operare prodigi, fece sorgere una nuova chiesa, la cui prima pietra fu posta l'8 maggio 1876.

Nel 1877 scrisse la pia pratica dei Quindici Sabati; nel luglio del 1879, colpito da febbre tifoidea, compose la Novena d'Impetrazione, guarendo improvvisamente dopo essersi affidato a santa Caterina da Siena. Il 14 ottobre 1883 fu recitata per la prima volta la Supplica, sgorgata dal suo cuore in risposta all'enciclica di Leone XIII sull'efficacia del Rosario; e il 29 novembre 1887 lo stesso Pontefice approvò la novena. Longo non si limitò a costruire la basilica: fondò l'Ospizio per i figli dei carcerati (1892) e le opere per gli orfani, credendo nella possibilità del riscatto anche per i più reietti. Nel 1893 offrì il Santuario e tutte le opere alla Santa Sede. Morì santamente il 5 ottobre 1926, a ottantacinque anni. Fu beatificato da Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980 e canonizzato il 19 ottobre 2025.
Domande frequenti
Quando inizia la novena alla Madonna di Pompei?
Per la Supplica di maggio si comincia il 29 aprile (festa di santa Caterina da Siena) e si termina il 7 maggio; l'8 maggio si conclude con la Supplica. Per la Supplica d'ottobre, che cade la prima domenica del mese, si conta a ritroso ogni anno. Per una grazia personale, la si può iniziare in qualsiasi giorno.
Come si recita la novena alla Madonna di Pompei?
Ci si pone davanti all'immagine della Vergine con la corona in mano e, potendo, due candele accese; si recita per nove giorni consecutivi il testo completo, facendolo seguire dal Rosario. Ci si dispone alla Confessione e alla Comunione, concludendo con la Supplica.
Qual è la novena per i casi disperati?
È la Novena d'Impetrazione stessa: Bartolo Longo la scrisse proprio per ottenere le grazie nei casi più disperati, mentre era in fin di vita. Nel punto indicato dal testo si presenta la propria richiesta.
Che cos'è la novena dei 54 giorni?
È la forma chiesta dalla Vergine a Fortunatina Agrelli: ventisette giorni di Novena d'Impetrazione seguiti da ventisette giorni di Novena di Ringraziamento, con la recita quotidiana delle quindici poste del Rosario. In tutto cinquantaquattro giorni, senza interruzione.
Qual è la differenza tra Novena d'Impetrazione e Novena di Ringraziamento?
La prima si recita per chiedere una grazia; la seconda per ringraziare dopo averla ottenuta. Sono due testi distinti, entrambi composti da Bartolo Longo, e la tradizione le unisce nella devozione dei 54 giorni.
Chi ha scritto la novena alla Madonna di Pompei?
Il beato — oggi san — Bartolo Longo, avvocato e apostolo del Rosario, che compose la Novena d'Impetrazione nel 1879 e la Novena di Ringraziamento nel 1889. La novena fu approvata da papa Leone XIII nel 1887.
Si può recitare la novena in qualunque periodo dell'anno?
Sì. Pur essendo legata per tradizione alle Suppliche di maggio e di ottobre, la novena si può recitare in ogni momento in cui si abbia bisogno del soccorso della Vergine del Rosario.
La novena alla Madonna di Pompei è la stessa cosa della novena alla Madonna del Rosario?
Sì: la Vergine di Pompei è venerata sotto il titolo di Regina del Santo Rosario, e la sua festa coincide con la Madonna del Rosario. Chi cerca la «novena alla Madonna del Rosario di Pompei» cerca questa stessa preghiera.
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Fonti. Sacra Scrittura (Vangelo secondo san Luca, guarigione dei dieci lebbrosi); Novena d'Impetrazione e Novena di Ringraziamento alla Vergine del Rosario di Pompei, di san Bartolo Longo (1879 e 1889), approvate da papa Leone XIII (29 novembre 1887); enciclica Supremi Apostolatus officio di Leone XIII sul Santo Rosario (1° settembre 1883); Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei.