Fede
Peccati mortali: quali sono, elenco e differenza dai veniali
Quali sono i peccati mortali secondo il Catechismo di San Pio X: le tre condizioni (materia grave, piena avvertenza, deliberato consenso), gli esempi comandamento per comandamento, la differenza con i peccati veniali e come si riacquista la grazia.
Un peccato è mortale quando riunisce tre condizioni: materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso. Il Catechismo di San Pio X lo definisce così: «Il peccato mortale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa grave, fatta con piena avvertenza e deliberato consenso». Sono materia grave, per esempio, la bestemmia, saltare la Messa della domenica senza un motivo grave, l'omicidio, l'adulterio e ogni atto impuro deliberato, il furto di cose di valore, la calunnia che rovina il buon nome. Se manca una delle tre condizioni, il peccato è veniale. Qui spieghiamo le tre condizioni, diamo l'elenco della materia grave comandamento per comandamento, la differenza con i peccati veniali e che cosa fare per tornare in grazia di Dio.
Che cos'è il peccato mortale
Il Catechismo distingue anzitutto il peccato originale, che contraiamo per la disobbedienza di Adamo e che il Battesimo cancella, e il peccato attuale, «quello che si commette volontariamente da chi ha l'uso di ragione». Il peccato attuale si commette in pensieri, parole, opere e omissioni, ed è di due specie: mortale e veniale (domande 140-142).
Il peccato grave si chiama mortale perché uccide la vita dell'anima. Il Catechismo spiega che esso «priva l'anima della grazia divina che è la sua vita, le toglie i meriti e la capacità di farsene dei nuovi, e la rende degna di pena o morte eterna nell'inferno» (domanda 144). La Scrittura usa la stessa immagine: «la concupiscenza quando ha conceputo, partorisce il peccato: il peccato poi consumato che sia, genera la morte» (Giacomo 1, 15, versione del Martini).
Il peccatore in stato di peccato mortale deve comunque fare opere buone: non per meritare il cielo, cosa che non può finché è privo della grazia, ma «per non divenir peggiore» e per disporsi alla conversione (domanda 145).
Le tre condizioni del peccato mortale
Perché un peccato sia mortale, le tre condizioni devono esserci tutte insieme.
1. Materia grave
Ciò che si fa, si dice, si pensa o si omette deve essere in se stesso gravemente contrario alla legge di Dio. «Chi deliberatamente trasgredisce anche un solo comandamento di Dio in materia grave, pecca gravemente» (domanda 167). La gravità non dipende da come ci si sente, ma dalla cosa: un omicidio è grave anche se lo si fa a cuor leggero; una piccola impazienza resta leggera anche se ci tormenta.
2. Piena avvertenza
Bisogna sapere, nel momento in cui si agisce, che quell'atto è gravemente peccaminoso. Chi agisce in un'ignoranza non colpevole della gravità, o mezzo addormentato, o distratto al punto di non rendersi conto, non commette peccato mortale, perché la sua volontà non si volge coscientemente contro Dio. Ma l'ignoranza voluta, quella di chi non vuole sapere per non doversi correggere, non scusa.
3. Deliberato consenso
L'atto deve venire dalla libera scelta della volontà. Una tentazione subita e respinta non è peccato; un pensiero impuro che attraversa la mente senza essere accolto non è peccato; un atto compiuto sotto una violenza che la volontà non accetta non è peccato mortale. Il peccato abita nel consenso: dove il consenso è pieno, la colpa è piena; dove è diminuito dalla passione improvvisa o dalla sorpresa, la colpa è minore.
Materia grave, piena avvertenza, deliberato consenso: è la misura con cui ogni cattolico pesa la sua coscienza prima della confessione.
Quali sono i peccati mortali: la materia grave, comandamento per comandamento
La Chiesa non dà un elenco chiuso dei peccati mortali, perché la gravità si legge nei dieci Comandamenti e nei precetti della Chiesa. Ecco gli esempi principali di materia grave. In ciascun caso, perché il peccato sia mortale, alla materia grave si devono unire la piena avvertenza e il deliberato consenso.
- Primo comandamento: rinnegare la fede o dubitarne volontariamente; l'eresia; la superstizione grave, la magia, lo spiritismo, ricorrere al demonio; il sacrilegio, cioè ricevere un sacramento in peccato mortale.
- Secondo: la bestemmia contro Dio, la Madonna o i Santi, che la pietà cristiana ripara con le lodi del «Dio sia benedetto»; lo spergiuro, cioè giurare il falso.
- Terzo: tralasciare la Messa della domenica o di una festa di precetto senza un motivo grave; fare lavori servili gravi senza necessità.
- Quarto: la grave disobbedienza o il grave disprezzo verso i genitori e i superiori legittimi; per i genitori, la grave trascuratezza nell'educazione cristiana dei figli.
- Quinto: l'omicidio, l'aborto e l'eutanasia; il suicidio e il suo tentativo; ferire gravemente; l'odio che desidera al prossimo un male grave; lo scandalo grave, che trascina altri a peccare gravemente.
- Sesto e nono: l'adulterio, la fornicazione, ogni atto impuro deliberato, da soli o con altri; i peccati contro natura; i pensieri e i desideri impuri accolti deliberatamente; la pornografia. In materia di purezza la tradizione insegna che non c'è materia leggera: ciò che è deliberato è grave.
- Settimo e decimo: il furto di una cosa di valore, o di una cosa piccola che reca un danno grave al proprietario; la frode, l'usura, il rifiuto di restituire; negare il giusto salario.
- Ottavo: la calunnia e la detrazione gravi, che rovinano il buon nome del prossimo; la menzogna che reca un danno grave; la falsa testimonianza in giudizio.
- Precetti della Chiesa: trasgredire deliberatamente in materia grave l'astinenza e il digiuno prescritti, la confessione annuale, la Comunione pasquale.
I peccati più gravi: contro lo Spirito Santo e quelli che gridano vendetta
Il Catechismo del 1912 aggiunge due elenchi da sapere a memoria. I sei peccati contro lo Spirito Santo: disperazione della salute, presunzione di salvarsi senza meriti, impugnare la verità conosciuta, invidia della grazia altrui, ostinazione nel peccato, impenitenza finale (domanda 152). E i quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio: omicidio volontario, peccato impuro contro natura, oppressione dei poveri, defraudare la mercede agli operai.
La Scrittura
San Paolo elenca le opere della carne: «l'adulterio, la fornicazione, l'impurità, la lussuria, l'idolatria, i venefici, le nimicizie, le contese, l'emulazioni, l'ire, le risse, le discordie, le sette, le invidie, gli omicidj, le ubbriachezze, le gozzoviglie, e cose simili a queste, sopra le quali vi prevengo, come vi dissi già, che chi fa tali cose, non conseguirà il regno di Dio» (Galati 5, 19-21). E san Giovanni distingue chiaramente: «Ogni iniquità è peccato: ed havvi peccato, che mena a morte» (1 Giovanni 5, 17).
«7 peccati mortali» e «10 peccati mortali»: un equivoco
Molti cercano un elenco di «7 peccati mortali» o di «10 peccati mortali». Il primo nasce da una confusione con i sette peccati capitali (superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia), che in inglese si chiamano seven deadly sins, letteralmente «sette peccati mortali». Ma i vizi capitali non sono peccati mortali: sono le radici da cui nascono peccati sia mortali sia veniali. Il secondo nasce dai dieci Comandamenti: ogni comandamento può essere violato in materia grave, ma non esiste un elenco ufficiale di dieci peccati mortali. L'elenco vero è quello della materia grave dato sopra, insieme alle tre condizioni.
Che cos'è il peccato veniale
«Il peccato veniale è una disubbidienza alla legge di Dio in cosa leggera, o anche in cosa di per sé grave, ma senza tutta l'avvertenza e il consenso» (domanda 148). Si chiama veniale, cioè perdonabile, «perché non toglie la grazia, e può aversene il perdono col pentimento e con buone opere, anche senza la confessione sacramentale» (domanda 149).
Il peccato veniale nasce dunque in due modi: o la materia è leggera (una piccola impazienza, una bugia senza danno, una distrazione volontaria nella preghiera, una piccola golosità, una cosa di poco valore presa senza danno grave), oppure la materia è grave ma manca la piena avvertenza o il pieno consenso.
Non per questo è una cosa da poco. «Il peccato veniale è dannoso all'anima, perché la raffredda nell'amore di Dio, la dispone al peccato mortale, e la rende degna di pene temporanee in questa vita e nell'altra» (domanda 150). Chi si abitua ai peccati veniali perde il fervore, e la tiepidezza prepara la caduta grave.
Peccati mortali e veniali: la differenza
| Peccato mortale | Peccato veniale | |
|---|---|---|
| Materia | grave | leggera, oppure grave senza piena avvertenza o pieno consenso |
| Condizioni | materia grave + piena avvertenza + deliberato consenso | ne manca almeno una |
| Effetto sull'anima | toglie la grazia santificante, la vita dell'anima | raffredda la carità, ma lascia la grazia |
| Se si muore in esso | l'anima si perde | l'anima si salva, dopo la purificazione |
| Come si perdona | confessione, con la specie e il numero; o contrizione perfetta con l'obbligo di confessarlo | pentimento, preghiera, opere buone, sacramenti; è bene confessarlo |
Quando la materia leggera diventa grave
Di per sé un peccato di materia leggera resta veniale anche se è deliberato. Ma può diventare grave per ragioni esterne all'atto: se lo si commette per disprezzo della legge di Dio, se dà uno scandalo grave, se serve a un fine gravemente cattivo, o se una coscienza erronea lo giudica grave e lo commette lo stesso. Anche piccoli furti ripetuti, sommandosi, possono raggiungere una materia grave. Al contrario, come si è detto, nei peccati contro la purezza non c'è materia leggera.
Che cosa fare dopo un peccato mortale
Il Catechismo risponde con precisione: «La grazia di Dio, perduta per il peccato mortale, si riacquista con una buona confessione sacramentale o col dolore perfetto che libera dai peccati, sebbene resti l'obbligo di confessarli» (domanda 146). E aggiunge una consolazione: insieme con la grazia, «per somma misericordia di Dio, si riacquistano anche i meriti perduti».
In pratica:
- Fare subito un atto di contrizione, possibilmente perfetto, cioè per amore di Dio offeso. È la «preghiera per il perdono dei peccati mortali» che molti cercano: l'atto di dolore, detto con il cuore e con il proposito di confessarsi.
- Confessarsi al più presto, accusando il peccato con la sua specie e il suo numero. Le parole da dire sono nella guida su come confessarsi.
- Non fare la Comunione prima di essersi confessati. Chi ha coscienza di un peccato mortale deve confessarsi prima di comunicarsi, anche se è pentito: lo insegna il Concilio di Trento (sessione XIII, capitolo 7). «Chi mangia, e beve indegnamente, si mangia, e beve la condannazione» (1 Corinzi 11, 29).
- Fuggire l'occasione che ha portato alla caduta.
Il peccato mortale non va portato a dormire a cuor leggero. «I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, meritano l'inferno», ricorda il Catechismo (domanda 16), e la Chiesa ha sempre chiesto la grazia di non morire all'improvviso e impreparati: è il senso della preghiera della buona morte e della meditazione sul giudizio universale. Ma nessun peccato è più grande della misericordia: «se saranno i peccati vostri come cocciniglia, saran fatti bianchi come la neve» (Isaia 1, 18).
Come esaminarsi
Per sapere se un peccato è mortale, la domanda è sempre la stessa: la materia era grave? Sapevo che lo era? L'ho voluto liberamente? L'esame di coscienza passa in rassegna i Comandamenti, i precetti, i vizi capitali e i doveri di stato. L'app Iter Fidei per la confessione segna ogni domanda dell'esame come materia grave o veniale (M o V) e contiene un aiuto dottrinale per pesare le tre condizioni quando non si sa decidere; nel dubbio, la regola resta una sola: dire il peccato in confessione con il proprio dubbio, e lasciar giudicare il confessore. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Domande frequenti
Quali sono i peccati mortali?
Sono i peccati che uniscono materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso. Sono materia grave, per esempio, rinnegare la fede, la bestemmia, saltare la Messa festiva senza motivo grave, l'omicidio e l'aborto, l'adulterio e ogni atto impuro deliberato, il furto di cose di valore, la calunnia grave. L'elenco completo segue i dieci Comandamenti e i precetti della Chiesa.
Qual è la differenza tra peccato mortale e veniale?
Il peccato mortale toglie la grazia, che è la vita dell'anima; il veniale la ferisce senza toglierla. Il mortale richiede materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso; il veniale ha materia leggera, oppure materia grave senza piena avvertenza o pieno consenso. Il mortale va confessato con la specie e il numero; il veniale si può perdonare anche con il pentimento e le opere buone.
Esiste un elenco dei 7 peccati mortali?
No. I «sette» sono i sette peccati capitali (superbia, avarizia, lussuria, ira, gola, invidia, accidia), che sono radici di peccati, non peccati mortali in quanto tali. In inglese si chiamano seven deadly sins, da cui la confusione.
L'adulterio è peccato mortale?
Sì: è materia grave, proibita direttamente dal sesto comandamento, e con piena avvertenza e deliberato consenso è peccato mortale. Il nono comandamento estende la stessa gravità al desiderio deliberato del coniuge altrui.
La lussuria è peccato mortale?
La lussuria è un vizio capitale. I peccati che ne nascono (atti impuri, pensieri e desideri impuri accolti, pornografia) sono materia grave, perché nella purezza non c'è materia leggera: se c'è piena avvertenza e deliberato consenso, sono peccati mortali.
Saltare la Messa la domenica è peccato mortale?
Sì, se la si tralascia per propria colpa, senza un motivo grave come la malattia, l'assistenza a un malato o l'impossibilità reale. È materia grave contro il terzo comandamento e il primo precetto della Chiesa.
Come si cancella un peccato mortale?
Con una buona confessione sacramentale, oppure con un atto di contrizione perfetta unito al proposito di confessarsi, che restituisce subito la grazia; l'obbligo di confessare il peccato resta.
Si può fare la Comunione in peccato mortale?
No. Chi ha coscienza di un peccato mortale deve confessarsi prima di comunicarsi. Comunicarsi in peccato mortale è un sacrilegio.
L'app Iter Fidei contiene un esame di coscienza completo, con ogni domanda segnata mortale o veniale, un aiuto per pesare le tre condizioni e un quaderno privato per preparare la confessione. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Catechismo della dottrina cristiana pubblicato per ordine di san Pio X (1912), formule nn. 24 e 25, domande 16, 140-150 e 167; Catechismo del Concilio di Trento (1566), Parte II, sul sacramento della Penitenza; Concilio di Trento, sessione XIII, capitolo 7; Sacra Bibbia nella versione di mons. Antonio Martini (Isaia 1, 18; 1 Corinzi 11, 29; Galati 5, 19-21; Giacomo 1, 15; 1 Giovanni 5, 17).