Novene
Novena a San Leopoldo Mandic
Il testo completo della novena a San Leopoldo Mandic, il cappuccino confessore di Padova: la preghiera dei nove giorni con le meditazioni, la preghiera per i malati di tumore, le varianti per una grazia e come recitarla.

San Leopoldo Mandic, l'umile cappuccino che per quarant'anni sedette nel confessionale di Padova, è invocato oggi come intercessore potentissimo per i malati — in modo particolare per i malati di tumore, poiché egli stesso morì di cancro all'esofago. Questa novena si recita nei nove giorni che preparano alla sua festa, il 12 maggio (dunque dal 3 all'11 maggio), oppure nei giorni che precedono il 30 luglio, anniversario della sua morte; ma la si può pregare in qualunque momento dell'anno, e la tradizione la raccomanda «in qualsiasi urgente necessità». È adatta a chiunque porti nel cuore una sofferenza, una malattia propria o di una persona cara, il desiderio di una buona confessione, o una grazia difficile da ottenere.
Una nota su questa devozione
San Leopoldo Mandic è stato beatificato da Papa Paolo VI il 2 maggio 1976 e canonizzato da Papa Giovanni Paolo II il 16 ottobre 1983: si tratta dunque di un santo di canonizzazione recente, e la sua festa non figura nel calendario dei libri liturgici del 1962. Lo ricordiamo per onestà. Ciò detto, la devozione a San Leopoldo è pienamente ortodossa e profondamente tradizionale nello spirito: egli fu un frate cappuccino di rigorosa osservanza, ordinato nel 1890, che visse tutta la vita ancorato all'Eucaristia, alla penitenza e alla Vergine Maria, e spese le sue giornate amministrando il sacramento della Confessione come «strumento della divina Misericordia». Chi segue strettamente i libri del 1962 può liberamente invocarlo come si invoca ogni santo del Cielo. Per la guarigione e le necessità dei sofferenti, la Chiesa ha del resto sempre raccomandato anche la devozione al Sacro Cuore di Gesù e la preghiera per i malati, che possono accompagnare questa novena.
Il testo completo della novena a San Leopoldo Mandic
La novena si compone di una preghiera che si ripete ogni giorno, per nove giorni consecutivi, alla quale si aggiunge di volta in volta la meditazione propria del giorno (le trovi più avanti) e l'intenzione particolare per cui si prega. Si comincia con il Segno della Croce e si conclude nominando la grazia che si desidera. Questo è il testo tradizionale, così come è tramandato nei devozionari.
Preghiera per ogni giorno della novena
O San Leopoldo, arricchito dall'Eterno Padre di tanti tesori di grazia a favore di quanti a te ricorrono, ti preghiamo di ottenerci una viva fede e un'ardente carità, per cui ci teniamo sempre uniti a Dio nella sua santa grazia.
Gloria al Padre…
O San Leopoldo, fatto dal divin Salvatore strumento perfetto della sua infinita Misericordia nel sacramento della penitenza, ti preghiamo di ottenerci la grazia di confessarci spesso e bene, per poter avere sempre l'anima nostra monda da ogni colpa e realizzare in noi la perfezione alla quale Egli ci chiama.
Gloria al Padre…
O San Leopoldo, vaso eletto dei doni dello Spirito Santo da te abbondantemente trasfusi in tante anime, ti preghiamo di ottenerci di essere liberati da tante pene e afflizioni che ci opprimono, o di avere la forza di sopportare tutto con pazienza per acquistarci meriti per il Cielo.
Gloria al Padre…
O San Leopoldo che durante la tua vita mortale nutristi un tenerissimo amore alla Madonna, nostra dolce Madre, e ne fosti ricambiato con tanti favori, ora che sei felice vicino a Lei pregala per noi affinché guardi alle nostre miserie e si mostri sempre nostra Madre misericordiosa.
Ave Maria…
O San Leopoldo che avesti sempre tanta compassione per le sofferenze umane e consolasti tanti afflitti, vieni in nostro aiuto; nella tua bontà non ci abbandonare, ma consola anche noi concedendoci la grazia che domandiamo (qui si esprime la grazia). Così sia.
San Leopoldo, pregate per noi.
I nove giorni: meditazioni e intenzioni
Ogni giorno, dopo aver recitato la preghiera qui sopra, ci si sofferma su una virtù del santo, chiedendo a Dio la grazia corrispondente. Le meditazioni seguono la sua vita reale e le sue parole.
Primo giorno — La fede viva. San Leopoldo insegnava che nulla si ottiene senza fede. Chiediamo la grazia di una fede salda, che ci tenga uniti a Dio in ogni prova. San Leopoldo, ottienici una fede viva.
Secondo giorno — Il ministero della Misericordia. Per quasi cinquant'anni egli rimase nel confessionale, chiamando Dio «medico e medicina». Chiediamo la grazia di accostarci spesso e bene alla Confessione. San Leopoldo, ottienici cuori pentiti.
Terzo giorno — La compassione per i sofferenti. Nessuno usciva sconsolato dal suo confessionale. Chiediamo per noi e per i nostri cari la forza di portare la croce. San Leopoldo, consola gli afflitti.
Quarto giorno — L'amore alla Madonna. La chiamava con tenerezza «Parona benedeta», la Signora benedetta. Chiediamo di amarla come un figlio ama la madre. San Leopoldo, guidaci a Maria.
Quinto giorno — L'umiltà. Piccolo di statura, impacciato nel parlare, si nascose tutta la vita in una cella e in un confessionale. Chiediamo di servire Dio nel nascondimento. San Leopoldo, insegnaci l'umiltà.
Sesto giorno — La sete dell'unità. Sognava il ritorno dei fratelli d'Oriente all'unità cattolica e diceva: «Ogni anima che chiederà il mio ministero sarà il mio Oriente». Preghiamo per l'unità di tutti i battezzati nella vera fede. San Leopoldo, prega per l'unità della Chiesa.
Settimo giorno — La pazienza nella sofferenza. Portò a lungo, in silenzio, il male che lo consumava. Chiediamo di sopportare le nostre pene con pazienza, offrendole a Dio. San Leopoldo, dacci la santa pazienza.
Ottavo giorno — I malati, specialmente di tumore. Egli stesso morì di cancro e conobbe «il turbamento e la fatica di vivere con il tumore». A lui affidiamo i malati oncologici e chi li assiste. San Leopoldo, sostieni i malati.
Nono giorno — La confidenza filiale. «Nella tua bontà non ci abbandonare»: chiudiamo la novena abbandonandoci con fiducia alla sua intercessione e alla volontà di Dio. San Leopoldo, esaudisci la nostra preghiera.
Al termine di ogni giorno si recita un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.
Le varianti della novena
Novena a San Leopoldo per una grazia. Chi cerca la novena a San Leopoldo per chiedere una grazia usa esattamente il testo qui sopra, nominando la propria intenzione nel punto indicato («concedendoci la grazia che domandiamo…»). La stessa novena è indicata come preghiera per una grazia urgente, poiché la tradizione la vuole recitabile «in qualsiasi urgente necessità».
Novena a San Leopoldo Mandic per i malati di tumore. Poiché il santo è patrono dei malati oncologici, chi recita la novena a San Leopoldo Mandic per i malati di tumore aggiunge ogni giorno questa preghiera del malato, tramandata dalla pietà tradizionale:
O caro San Leopoldo, tu hai sempre aiutato e consolato quanti ricorrevano a te nelle loro necessità spirituali e materiali. Animato da grande confidenza, anch'io ricorro a te, così ricco di benevolenza e generosità. Nella tua vita hai provato il turbamento e la fatica di vivere con il tumore: stammi vicino. Tu conosci la mia angustia e trepidazione: vieni in mio aiuto. Sorreggi la mia fede, rafforza la mia speranza, ottienimi la grazia di affrontare la sofferenza e le cure del mio male, superando positivamente questa prova. Intercedi presso il Padre affinché il mio cuore trovi la pace e la serenità vera. Fa' che io possa, con animo riconoscente, ringraziare quel Dio misericordioso che tu stesso proclamavi «medico e medicina».
Gloria al Padre…
Versione breve. Chi ha poco tempo può recitare, come novena breve a San Leopoldo, la sola invocazione finale della preghiera quotidiana («O San Leopoldo che avesti sempre tanta compassione…») seguita dall'antifona San Leopoldo, pregate per noi, un Gloria al Padre e l'intenzione, per nove giorni.
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Come si recita questa novena
Chi si chiede come si fa o come si prega la novena a San Leopoldo deve ricordare tre cose. Anzitutto il giorno d'inizio: per arrivare alla festa del 12 maggio si comincia il 3 maggio; per onorare l'anniversario della morte, il 30 luglio, si comincia il 21 luglio. Fuori da queste date, la si inizia semplicemente nel giorno in cui si desidera affidargli una necessità. In secondo luogo, i nove giorni consecutivi: la novena va recitata senza interruzioni, un giorno dopo l'altro, con costanza e fiducia; se per dimenticanza si salta un giorno, la pietà tradizionale suggerisce semplicemente di riprenderla. Infine la festa: il nono giorno si chiude accostandosi, quando è possibile, ai sacramenti della Confessione e della Comunione, che sono il modo più vero di onorare un santo che tutto donò nel confessionale. Se non hai mai pregato una novena, può esserti utile leggere prima che cos'è una novena.
Chi era San Leopoldo Mandic — la storia della devozione
Nacque il 12 maggio 1866 a Castelnuovo di Cattaro (oggi Herceg Novi), nelle Bocche di Cattaro, sulla costa dalmata, e fu battezzato con il nome di Bogdan Ivan Mandić, undicesimo di dodici figli di una devota famiglia croata. Fin da ragazzo desiderò farsi cappuccino: a sedici anni entrò nel seminario serafico di Udine, e il 2 maggio 1884, a Bassano del Grappa, vestì l'abito francescano assumendo il nome di fra Leopoldo. Compiuti gli studi di filosofia e teologia a Padova e a Venezia, fu ordinato sacerdote il 20 settembre 1890 nella basilica della Madonna della Salute a Venezia.
Era di statura minuta e di salute fragile, e un difetto di pronuncia gli impediva di predicare. Ciò che agli occhi del mondo sembrava un limite divenne la porta della sua santità: i superiori lo destinarono al ministero delle confessioni, ed egli vi si consacrò senza risparmio. Dopo alcuni anni a Venezia, Zara, Bassano e Thiene, dal 1909 fu stabilito a Padova, nel convento di Santa Croce, dove rimase fino alla morte. Là, per oltre trent'anni, trascorse ogni giorno molte ore nel confessionale, accogliendo ricchi e poveri, dotti e ignoranti, con una dolcezza che confondeva. A chi lo accusava di essere troppo indulgente rispondeva additando il Crocifisso: «Se il Signore mi rimprovererà di troppa larghezza, gli dirò che è Lui che me ne ha dato l'esempio, e che non sono morto io per le anime».
Portava nel cuore un altro grande desiderio: la riconciliazione dei cristiani d'Oriente con la Chiesa cattolica. Impedito dalla salute di partire missionario, offrì per quell'«Oriente» la preghiera e la penitenza di tutta una vita, dicendo che ogni anima venuta a confessarsi da lui sarebbe stata il suo Oriente. Nutriva insieme una tenerissima devozione alla Vergine, che chiamava familiarmente «Parona benedeta».
Consumato da un tumore all'esofago, morì a Padova il 30 luglio 1942, mentre i confratelli recitavano con lui la Salve Regina. Aveva predetto che, in tempo di guerra, il convento sarebbe stato distrutto ma la sua cella e il suo confessionale risparmiati: così avvenne nel bombardamento del 1944, e in quella cella intatta molti videro un segno. La fama della sua santità crebbe rapidamente attorno alla sua tomba, meta di pellegrinaggi e di grazie. Paolo VI lo proclamò beato nel 1976 e Giovanni Paolo II lo iscrisse nell'albo dei santi il 16 ottobre 1983, additandolo come «apostolo della Riconciliazione». Le sue spoglie sono venerate nel santuario a lui dedicato a Padova, ed egli è oggi invocato come patrono dei malati di tumore.
Domande frequenti
Cos'è la novena a San Leopoldo Mandic?
È una preghiera di nove giorni consecutivi rivolta a Dio per intercessione di San Leopoldo, il cappuccino confessore di Padova. Serve a chiedere una grazia — spesso la guarigione, in particolare dai tumori — e a imitare le sue virtù: la fede, la penitenza, la compassione per i sofferenti.
Come si fa la novena di San Leopoldo?
Si recita ogni giorno, per nove giorni di seguito, la preghiera quotidiana riportata sopra, aggiungendo la meditazione del giorno, un Gloria al Padre dopo ciascuna invocazione, e l'intenzione personale. Si comincia con il Segno della Croce e si può concludere con un Padre nostro e un'Ave Maria.
Come si prega la novena a padre Leopoldo per i malati di tumore?
Alla preghiera quotidiana si aggiunge ogni giorno la «preghiera del malato» riportata sopra, nominando la persona ammalata. Poiché San Leopoldo morì egli stesso di cancro, è invocato con particolare fiducia dai malati oncologici e da chi li assiste.
Quando si recita la novena a San Leopoldo?
Tradizionalmente dal 3 all'11 maggio, per preparare la festa del 12 maggio, oppure dal 21 al 29 luglio, verso l'anniversario della morte (30 luglio). Ma la si può iniziare in qualunque giorno dell'anno, «in qualsiasi urgente necessità».
Perché San Leopoldo è patrono dei malati di tumore?
Perché conobbe di persona la sofferenza del cancro: morì di un tumore all'esofago il 30 luglio 1942, avendo «provato il turbamento e la fatica di vivere con il tumore». Per questo i fedeli gli affidano con speciale confidenza chi è colpito da questa malattia.
Che cosa si dice al primo giorno della novena?
Al primo giorno — come in tutti gli altri — si recita la preghiera quotidiana completa, soffermandosi sulla fede viva: si chiede a San Leopoldo di ottenerci «una viva fede e un'ardente carità» che ci tengano uniti a Dio nella sua grazia.
Si può recitare la novena da soli e senza connessione?
Sì. La novena è una preghiera privata che ciascuno può recitare da solo, in famiglia o in gruppo. Il testo completo è disponibile anche sull'app Iter Fidei, che lo conserva sul dispositivo e resta consultabile anche senza collegamento a Internet.
Qual è l'equivalente più tradizionale di questa devozione?
Per la guarigione e le necessità dei malati, i libri antichi raccomandano soprattutto la novena al Sacro Cuore di Gesù e la preghiera della guarigione, che si possono unire alla novena a San Leopoldo senza alcuna difficoltà.
Iter Fidei custodisce questa novena e migliaia di preghiere della tradizione cattolica, sempre con te, anche senza connessione: la fedele compagna della tua vita di preghiera. Scaricala qui.
Fonti. Sacra Scrittura (Bibbia del Martini); devozionari e preghiere tradizionali della novena a San Leopoldo Mandic; Butler's Lives of the Saints; atti pontifici della beatificazione (Paolo VI, 1976) e della canonizzazione (Giovanni Paolo II, 1983).