Novene
Novena a san Gerardo Maiella: testo dei nove giorni
Il testo completo della novena a san Gerardo Maiella secondo i libretti redentoristi: la preghiera quotidiana per la madre e il bambino, i nove giorni sulle sue virtù, il versicolo e la colletta, con la vita del santo e le varianti più cercate.
La novena a san Gerardo Maiella è la preghiera dei nove giorni con cui si affidano a questo umile fratello redentorista le madri che portano un figlio, i bambini non ancora nati, il desiderio di una maternità, una buona confessione, gli ingiustamente accusati e ogni causa che sembra ormai perduta. Si recita tradizionalmente dall'8 al 16 ottobre, nei nove giorni che preparano la sua festa, ma la si può cominciare in qualunque momento, appena un bisogno lo esiga. Riportiamo qui il testo integrale della novena quale è pregato nella tradizione redentorista: la grande preghiera quotidiana per la madre e il bambino, che non cambia mai, e la domanda propria di ciascun giorno, tratta da una virtù che il santo praticò.
Se non hai mai recitato una novena, leggi prima che cos'è una novena: non è una formula magica né un conteggio di giorni, ma la ripetizione fiduciosa della stessa preghiera per nove giorni, sull'esempio degli Apostoli raccolti nel Cenacolo con Maria in attesa dello Spirito Santo.
Il testo completo della novena a san Gerardo Maiella
Fa' il segno della croce e raccogliti un istante. Ogni giorno recita la preghiera quotidiana qui sotto esprimendo la tua intenzione, medita la domanda propria del giorno, e poi recita il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
La preghiera quotidiana (tutti e nove i giorni)
Si comincia sempre con il segno della croce:
Nel nome del Padre,
e del Figlio,
e dello Spirito Santo.
Così sia.
Segue la grande invocazione a san Gerardo, che si ripete identica in ciascuno dei nove giorni:
O grande san Gerardo, servo diletto di Gesù Cristo, perfetto imitatore del tuo mite e umile Salvatore e figlio devoto della Madre di Dio, accendi nel mio cuore una scintilla di quel fuoco celeste di carità che ardeva nel tuo e fece di te un angelo d'amore.
O glorioso san Gerardo, poiché, falsamente accusato, hai sopportato senza mormorio né lamento, sull'esempio del tuo divino Maestro, le calunnie degli uomini malvagi, Dio ti ha costituito patrono e protettore delle madri: veglia su tutte quelle che portano un bambino, custodiscile da ogni pericolo, e conduci i piccoli che esse portano alla luce del giorno e alle acque vivificanti del Battesimo, per Gesù Cristo nostro Signore.
Esprimi qui, con semplicità e chiarezza, la grazia che chiedi a Dio per l'intercessione di san Gerardo — la stessa per tutti e nove i giorni.
San Gerardo Maiella, fedele servo di Dio e patrono delle madri, prega per noi. Così sia.
Primo giorno — La fede di san Gerardo
Fin dai suoi primi anni Gerardo visse di una fede incrollabile. Il fanciullo di Muro Lucano rimaneva lunghe ore in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento e credeva con tutto il cuore a tutto ciò che la Chiesa propone, tenendo le cose invisibili per più reali di quelle che aveva sotto gli occhi.
San Gerardo, sempre pieno di fede, ottienimi che, credendo fermamente tutto ciò che la Chiesa di Dio propone alla mia fede, io mi sforzi di assicurarmi con una vita santa le gioie dell'eterna felicità. Così sia.
Si recitano poi il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre:
Padre nostro, che sei nei cieli:
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi
il nostro pane quotidiano;
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo
ai nostri debitori;
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Così sia.
Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è teco;
tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Così sia.
Gloria al Padre, e al Figlio,
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora, e sempre,
nei secoli dei secoli.
Così sia.
Secondo giorno — Il distacco dai beni della terra
Figlio di un povero sarto, Gerardo non fece alcun conto dei beni di questo mondo. Donava agli indigenti il poco che possedeva e non cercava altro tesoro che Gesù Cristo, che amava al di sopra di ogni cosa creata.
San Gerardo, santo generosissimo, che fin dalla più tenera età facevi così poco conto dei beni della terra, ottienimi di riporre tutta la mia fiducia in Gesù Cristo solo. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Terzo giorno — L'amore di Dio e del prossimo
Serafino di carità, Gerardo si spese per i poveri, i malati e i peccatori, asciugando lacrime e placando timori. Il suo amore di Dio traboccava su ogni prossimo, nel quale serviva il Signore stesso.
San Gerardo, fulgido serafino d'amore, che, disprezzando ogni amore terreno, consacrasti la tua vita al servizio di Dio e del prossimo, ottienimi che, amando il solo Dio e il mio prossimo per Lui, io sia un giorno unito a Lui per sempre nella gloria. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
Quarto giorno — La purezza
Gerardo custodì, come un giglio senza macchia, l'innocenza angelica che aveva ricevuto dal Bambino Gesù e dalla sua Madre immacolata. Falsamente accusato contro questa stessa virtù, non la difese con le parole, ma con il silenzio, e Dio giustificò il suo nome.
San Gerardo, giglio senza macchia di purezza, per la virtù angelica e la mirabile innocenza di vita che ricevesti dal Bambino Gesù e dalla sua Madre immacolata, ottienimi di sforzarmi sempre, nel combattimento di tutta la mia vita, di conservare puri il mio cuore e il mio corpo. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
Quinto giorno — L'obbedienza
Gerardo fece dell'obbedienza la regola di tutta la sua vita, sottomettendo il suo giudizio a coloro che per lui tenevano il posto di Cristo. Sul letto di morte, a chi gli ordinava di guarire se tale fosse la volontà di Dio, la febbre lo lasciò a quella sola parola.
San Gerardo, modello di santa obbedienza, che per tutta la vita sottomettesti eroicamente il tuo giudizio a coloro che ti rappresentavano Gesù Cristo, ottienimi da Dio una gioiosa sottomissione alla sua santa volontà e la virtù di una perfetta obbedienza, affinché io divenga conforme a Gesù, obbediente fino alla morte. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
Sesto giorno — L'umiltà
Accolto tra i redentoristi con il biglietto che lo diceva un fratello inutile, Gerardo fece dell'abbassamento la sua gloria. Giardiniere, sarto, portinaio e sacrestano, cercava l'ultimo posto e nascondeva i prodigi che Dio operava per mezzo delle sue mani.
San Gerardo, perfettissimo imitatore di Gesù Cristo nostro Redentore, tu la cui più grande gloria fu di essere umile e piccolo, ottieni che anch'io sia trovato degno di entrare nel regno promesso agli umili. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
Settimo giorno — La pazienza nella sofferenza
Fragile di corpo e consumato dalla penitenza, Gerardo si gloriava delle sue infermità e portava le sue sofferenze con cuore gioioso, vedendo in ogni croce la mano di Dio e non desiderando altro che la sua santa volontà.
San Gerardo, eroe invitto, pazientissimo nella sofferenza, tu che ti glorificavi delle infermità, ottienimi la pazienza e la rassegnazione nelle mie pene, affinché io porti coraggiosamente la croce che Dio, nella sua bontà, depone su di me. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
Ottavo giorno — L'amore del Santissimo Sacramento
Fin dall'infanzia Gerardo era attratto verso il tabernacolo come verso un fuoco, rimanendo lunghe ore in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento. Essere privato della santa comunione, nei giorni della sua prova, gli fu la più dura di tutte le sofferenze.
San Gerardo, vero amico di Gesù nel Santissimo Sacramento dell'altare, tu che rimanevi lunghe ore in ginocchio davanti al tabernacolo, ottienimi lo spirito di preghiera e un amore senza fine per il Santissimo Sacramento. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
Nono giorno — La devozione a Maria
Maria, dice la tradizione, pose il Bambino Gesù tra le braccia di Gerardo nei giorni della sua fanciullezza. Egli la amò come un figlio tenerissimo, diffuse il Rosario dovunque passasse, e guardò a lei come alla sua gioia e alla sua speranza nell'ora della morte.
San Gerardo, figlio privilegiatissimo del Cielo, al quale Maria diede il Bambino Gesù nei giorni della tua fanciullezza, ottienimi di cercare e amare così la mia beata Madre durante la vita, affinché ella sia la mia gioia e la mia consolazione nell'ora della mia morte. Così sia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
Conclusione della novena
Dopo la domanda propria e le preghiere, si conclude con il versicolo e la colletta:
V. Prega per noi, san Gerardo.
R. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno, che attirasti a te san Gerardo fin dai suoi più teneri anni, rendendolo conforme all'immagine del tuo Figlio crocifisso: concedici, te ne preghiamo, che, imitando il suo esempio, siamo resi simili alla medesima divina Immagine. Per Gesù Cristo nostro Signore.
Amen.
Nel nome del Padre,
e del Figlio,
e dello Spirito Santo.
Così sia.
La novena a san Gerardo Maiella in PDF
Molti cercano la novena a san Gerardo Maiella in PDF per stamparla, tenerla nel libretto delle preghiere o portarla in ospedale nei giorni dell'attesa. Il testo riportato qui sopra è completo e integrale: si può stamparlo direttamente da questa pagina, oppure salvarlo in PDF dal menu di stampa del browser scegliendo «Salva come PDF». È lo stesso testo che l'app Iter Fidei porta con sé, disponibile anche senza connessione — il che, in una camera d'ospedale o in viaggio, vale più di un foglio che si perde.
La novena redentorista è del resto un tutto ordinato — una preghiera quotidiana che non cambia, nove virtù meditate una per giorno, il versicolo e la colletta — e amputarla di una parte significa pregarne un'altra.
Novena a san Gerardo per una gravidanza, per il parto, per una grazia
La novena è una sola; ciò che cambia è l'intenzione che vi si depone. Ecco perché la rubrica chiede di esprimere la propria domanda al momento indicato, e la stessa per tutti e nove i giorni: la costanza fa parte della preghiera.
Per una gravidanza e per il parto. È l'intenzione più antica e più diffusa: si affida a san Gerardo la madre e il bambino che porta in grembo, chiedendo che il piccolo giunga «alla luce del giorno e alle acque vivificanti del Battesimo», come dice la preghiera quotidiana. Molte famiglie cominciano la novena all'inizio del nono mese, o appena un pericolo si presenta.
Per il desiderio di un figlio. Le coppie che attendono da anni depongono nella novena questa attesa, unendovi spesso la preghiera per la famiglia, e chiedendo insieme alla grazia la forza di dire, come il santo, sia fatta la tua volontà.
Per una buona confessione. San Gerardo è anche patrono di chi teme di accostarsi al sacramento: si può preparare la novena con un buon esame di coscienza e concluderla con la confessione.
Per una causa che si crede perduta, per gli ingiustamente accusati, per i poveri: sono i patronati che gli vengono dalla calunnia sopportata in silenzio. Chi vive un'ora di angustia può unire alla novena una preghiera per una grazia urgente.
Novena breve a san Gerardo Maiella
Chi ha pochissimo tempo — una madre nei giorni del parto, un malato — può ridurre la novena al suo nucleo, senza per questo cambiarla: il segno della croce, la grande preghiera quotidiana «O grande san Gerardo», l'intenzione, e la breve invocazione «San Gerardo Maiella, fedele servo di Dio e patrono delle madri, prega per noi». Sono due minuti. Se resta un momento, si aggiungano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria. Ma la forma piena — con la virtù del giorno meditata — è quella che la tradizione redentorista consegna, e la meditazione non è un ornamento: è ciò che forma chi prega sull'esempio del santo che invoca.
Come si recita la novena: date, nove giorni, festa
La festa di san Gerardo Maiella cade il 16 ottobre. La novena si comincia dunque l'8 ottobre e si conclude il 16 ottobre, giorno della festa; è l'uso più diffuso nei santuari redentoristi. Nulla vieta però di cominciarla in qualunque altro tempo dell'anno: la Chiesa non ha mai legato la novena a un calendario, e il bisogno di una madre non aspetta ottobre.
Le regole sono semplici e antiche. Nove giorni consecutivi: se se ne salta uno, si riprende con pace il giorno seguente, senza scrupoli e senza ricominciare da capo. La stessa intenzione per tutti e nove i giorni. La stessa ora, se possibile, perché la fedeltà a un'ora fissa è già una piccola obbedienza. E, se si può, si corona la novena partecipando alla santa Messa nel giorno della festa, accostandosi alla Confessione e alla santa Comunione.
La novena, infine, non costringe il Cielo: è una preghiera di fiducia fatta nell'abbandono alla volontà di Dio. Si affida un'attesa, e una vita, a un santo la cui unica regola fu di fare tutto ciò che Dio vuole, dove vuole, quando vuole, come vuole.
Chi era san Gerardo Maiella
Gerardo nacque a Muro Lucano, in Basilicata, nel 1726, figlio di un povero sarto. Perduto il padre da ragazzo, fece l'apprendista sarto in mezzo agli stenti, e già bambino stupiva i vicini per la sua pietà: rimaneva lunghe ore davanti al tabernacolo, e la tradizione racconta che la Vergine gli pose tra le braccia il Bambino Gesù. Desiderava ardentemente la vita religiosa, ma fu respinto per la salute fragile e l'aspetto malaticcio. Nel 1749 i redentoristi di sant'Alfonso Maria de' Liguori lo accolsero infine come fratello laico — accompagnato, dice la cronaca, dal biglietto che lo diceva un fratello inutile.
Furono cinque anni nascosti. Giardiniere, sarto, sacrestano, portinaio, infermiere: mansioni ultime, vissute con un'obbedienza che sant'Alfonso stesso additava come modello, e con una carità verso i poveri che non conosceva misura. Dio moltiplicò per le sue mani i prodigi che il popolo ancora ricorda chiamandolo «il santo dei miracoli»: il grano e il pane moltiplicati per gli affamati, guarigioni, il dono di leggere nelle coscienze. Egli li nascondeva quanto poteva.
La prova venne dalla calunnia. Una giovane lo accusò falsamente di una colpa contro la purezza. Gerardo, potendo difendersi, tacque: portò l'accusa in silenzio, sull'esempio del suo Maestro crocifisso, e accettò senza una parola la pena più dura, la privazione della santa Comunione, finché l'accusatrice non ritrattò. È da questo silenzio che gli viene il patronato degli ingiustamente accusati — e, poiché la calunnia toccava una materia che riguarda la maternità, anche quello delle madri. A questo si aggiunge l'episodio del fazzoletto: lasciando una famiglia che lo aveva ospitato, Gerardo dimenticò il suo fazzoletto; una delle figlie corse a renderglielo, ma egli le disse di conservarlo, perché un giorno le sarebbe servito. Anni dopo, in pericolo di morte durante il parto, quella donna lo chiese, lo strinse a sé, e fu subito salvata.
Consumato dalla tisi, Gerardo morì a Materdomini di Caposele, in provincia di Avellino, nella notte fra il 15 e il 16 ottobre 1755, a ventinove anni. Sul letto di morte, quando il superiore gli ordinò di guarire se tale fosse la volontà di Dio, la febbre lo lasciò a quella sola parola: fu, dicono i suoi biografi, l'ultimo atto di quell'obbedienza che era stata tutta la sua vita. Leone XIII lo beatificò il 29 gennaio 1893; san Pio X lo canonizzò l'11 dicembre 1904. La sua festa è al 16 ottobre.
Chi desidera conoscerlo meglio trova la sua vita, le sue preghiere e la supplica nella pagina dedicata a san Gerardo Maiella.
Domande frequenti
Quando si recita la novena a san Gerardo Maiella?
Tradizionalmente dall'8 al 16 ottobre, nei nove giorni che preparano la sua festa del 16 ottobre. Si può però cominciare in qualunque momento dell'anno per una necessità pressante: una gravidanza in pericolo, il desiderio di un figlio, una causa che si crede perduta.
Qual è la preghiera del primo giorno della novena a san Gerardo Maiella?
Il primo giorno si medita la fede di san Gerardo e si prega: «San Gerardo, sempre pieno di fede, ottienimi che, credendo fermamente tutto ciò che la Chiesa di Dio propone alla mia fede, io mi sforzi di assicurarmi con una vita santa le gioie dell'eterna felicità». La precede sempre la grande preghiera quotidiana «O grande san Gerardo», e la seguono il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria. Trovi il testo completo qui sopra.
Che cosa si prega nel secondo giorno della novena?
Il secondo giorno è dedicato al distacco dai beni della terra: «San Gerardo, santo generosissimo, che fin dalla più tenera età facevi così poco conto dei beni della terra, ottienimi di riporre tutta la mia fiducia in Gesù Cristo solo». Ogni giorno seguente ha la sua virtù propria: la carità, la purezza, l'obbedienza, l'umiltà, la pazienza, l'amore del Santissimo Sacramento, la devozione a Maria.
Esiste la novena a san Gerardo Maiella in PDF?
Il testo integrale è su questa pagina e si può stampare o salvare in PDF dal proprio browser. Chi la vuole sempre con sé, anche senza connessione, la trova nell'app Iter Fidei con i promemoria giorno per giorno.
Si può recitare la novena a san Gerardo per una gravidanza?
Sì, ed è l'intenzione per cui la Chiesa gliela ha affidata: la preghiera quotidiana della novena chiede espressamente che il santo vegli su «tutte quelle che portano un bambino» e conduca i piccoli «alla luce del giorno e alle acque vivificanti del Battesimo». Si esprime la propria intenzione al posto indicato, la stessa per tutti e nove i giorni.
Si dice «san Gerardo Maiella», «di Maiella» o «della Maiella»?
La forma corretta è san Gerardo Maiella: Maiella è il cognome di famiglia, non un luogo di origine — il santo nacque a Muro Lucano, in Basilicata, non presso il monte della Maiella. Le grafie «san Gerardo di Maiella» o «della Maiella» sono varianti popolari diffuse, ma imprecise.
Perché san Gerardo è il patrono delle partorienti?
Per due ragioni che la tradizione unisce. Perché, falsamente accusato di una colpa contro la purezza, portò in silenzio una calunnia che toccava una materia legata alla maternità, e Dio lo giustificò; e per l'episodio del fazzoletto donato a una giovane che, anni dopo, in pericolo di morte durante il parto, lo richiese e fu subito salvata. Da allora le madri cristiane ricorrono a lui per l'attesa, il parto e i bambini non ancora nati.
Che cosa fare se la novena non è esaudita?
Continuare a fidarsi. La novena non è un contratto: la grazia si chiede sempre «se è conforme alla sua santa volontà e al bene dell'anima». San Gerardo, che sul letto di morte accettò di guarire e poi di morire per pura obbedienza, insegna proprio questo. Si può ricominciare la novena, o proseguire con un'altra — la novena a santa Rita per le cause difficili, la novena a san Giuseppe per la famiglia e per la buona morte — sapendo che nessuna preghiera fatta con fede va perduta.
Prega la novena a san Gerardo Maiella con i promemoria giorno per giorno e l'audio, nell'app Iter Fidei. Scaricala qui.
Fonti. Sacra Scrittura (Bibbia del Martini); Martirologio Romano al 16 ottobre; Messale Romano, colletta di san Gerardo Maiella; novena tradizionale redentorista a san Gerardo Maiella secondo i libretti della Congregazione del Santissimo Redentore; Butler, Vite dei Santi; atti di beatificazione di Leone XIII (29 gennaio 1893) e di canonizzazione di san Pio X (11 dicembre 1904).