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Anversa: un vescovo forma uomini sposati per ordinarli sacerdoti
Il vescovo di Anversa forma uomini sposati per ordinarli sacerdoti verso il 2028, con riserva dell'accordo di Roma, contro l'esigenza latina del celibato.

Il vescovo di Anversa, in Belgio, ha intrapreso la formazione di diversi uomini sposati in vista di ordinarli sacerdoti, ordinazione che punta al 2028, con riserva di un'approvazione di Roma.
Nella Chiesa latina nessuno è ammesso agli ordini sacri senza aver prima promesso il celibato. Non è una convenienza che la penuria autorizzerebbe a togliere: la Chiesa ha sempre tenuto, e definito contro i suoi contraddittori, che la verginità e il celibato consacrato prevalgono sullo stato del matrimonio. Vuole i suoi sacerdoti configurati a Cristo, sacerdote eterno, liberi per l'altare e per le anime. La necessità invocata non dispensa da una legge sacra: ne mette alla prova la fedeltà.
Il vescovo dice di aver già scelto i suoi candidati e di far loro seguire una formazione teologica e pastorale paragonabile a quella dei futuri sacerdoti, «in modo trasparente e discreto, lontano dall'attenzione dei media». Le condizioni poste si avvicinano a quelle del diaconato permanente: almeno trentacinque anni, il consenso della moglie, una vita familiare stabile, niente più figli piccoli.
Giustifica il passo con la mancanza di sacerdoti. «La necessità mi vi costringe», dice; «attendiamo più sacerdoti già da trenta o quarant'anni». Secondo lui, la diocesi di Anversa non conta più di settanta sacerdoti sotto i settant'anni, due terzi dei quali di origine straniera; nessuno è più assegnato a un ospedale, a un movimento giovanile o a una scuola, e delle cinque prigioni della provincia una sola conserva ancora un cappellano permanente.
La questione è stata dibattuta in seno alla conferenza dei vescovi belgi e affrontata con papa Francesco durante l'ultima visita ad limina. Il vescovo afferma di aver incontrato il cardinale prefetto del Dicastero per il clero e il segretario generale del Sinodo dei vescovi, che gli avrebbero promesso di parlarne a papa Leone XIV; la data di questo incontro resta incerta. Nulla tuttavia è deciso: il progetto, per essere legittimo, richiederebbe l'approvazione del Sommo Pontefice, che non è data. Leone XIV ha manifestato la sua preoccupazione davanti alla penuria di sacerdoti, senza parlare di modificare il celibato né di ordinare donne.
Una diocesi muore per mancanza di sacerdoti: il rimedio della Chiesa non è mai stato abbassare il sacerdozio alla misura della penuria, ma implorarlo dal Padrone della messe, «che mandi operai alla sua messe».
Fonti. Catechismo del Concilio di Trento (1566), del sacramento dell'Ordine; Concilio di Trento, sessione XXIII (il sacramento dell'Ordine) e sessione XXIV, canone 10 sul matrimonio; san Matteo IX, 38 (Vulgata); Pio XI, Ad catholici sacerdotii (1935); Pio XII, Sacra virginitas (1954).