Attualità
Leone XIV riunisce la Chiesa sulla famiglia, dieci anni dopo Amoris laetitia
Dal 7 al 14 ottobre 2026, Leone XIV riunisce a porte chiuse le Chiese orientali e le conferenze episcopali sulla famiglia, dieci anni dopo Amoris laetitia.

Da mercoledì 7 a mercoledì 14 ottobre 2026, nell'Aula Paolo VI in Vaticano, si tiene a porte chiuse un incontro di una settimana dedicato alla famiglia, alla vita delle famiglie di oggi e alla vocazione al matrimonio. Vi prendono parte centottantasette partecipanti: i capi delle quindici Chiese orientali cattoliche, rappresentanti delle centoquindici conferenze episcopali del mondo (centoundici presidenti e quattro delegati), ventidue invitati personali del papa, una trentina di cardinali, e coppie venute in particolare dal Ghana, dal Brasile, dalle Filippine e dalla Francia.
L'incontro, annunciato da Leone XIV il 19 marzo, assume come testo di base l'esortazione apostolica Amoris laetitia, pubblicata dieci anni prima sulla famiglia. Il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e la Segreteria Generale del Sinodo hanno diffuso un «quadro tematico» preparatorio, indirizzato ai capi delle Chiese orientali e ai presidenti delle conferenze episcopali. Nel suo messaggio, Leone XIV ha detto di auspicare un «discernimento sinodale» sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie di oggi. Alla vigilia dei lavori, ha indirizzato una lettera esortando i giovani a cercare il matrimonio cattolico.
Ciò che la Chiesa ha sempre insegnato del matrimonio
Il matrimonio non è un'istituzione i cui contorni gli uomini fisserebbero a piacimento delle epoche. È un sacramento istituito da Nostro Signore, e il suo autore primo è Dio stesso. «Non sono adunque più due, ma una sola carne. Non divida pertanto l'uomo quel, che Dio ha congiunto» (san Matteo, XIX, 6). Da questa parola la Chiesa trae la sua dottrina costante: l'unione dei battezzati è una, ed è indissolubile.
Il Concilio di Trento, nella sua ventiquattresima sessione, ha definito il matrimonio come uno dei sette sacramenti e ne ha fissato le proprietà; il Catechismo del Concilio di Trento ne espone i fini e la santità, ordinato alla procreazione e all'educazione dei figli, al mutuo aiuto dei coniugi e al rimedio della concupiscenza. Leone XIII, nell'enciclica Arcanum divinae sapientiae, ha ricordato che la legge del matrimonio non dipende né dallo Stato né dai costumi mutevoli, ma da Dio. Pio XI, nella Casti connubii, ha condannato ogni dottrina che pretendesse di piegare questa legge alle debolezze del secolo. Su questo punto non c'è nulla da discernere: la verità è fissata.
La misura
Che la Chiesa si chini sulla vita concreta delle famiglie, che cerchi le parole per annunciare loro il Vangelo, questo è da sempre suo dovere. Esortare i giovani al matrimonio cristiano, come fa la lettera indirizzata alla vigilia dell'incontro, si accorda pienamente con l'esaltazione che la tradizione ha sempre fatto di questo sacramento, e lo diciamo senza giri di parole.
Ma il testo scelto come base di questi lavori è stato, fin dalla sua pubblicazione, oggetto di una grave controversia, riguardante in particolare la disciplina dei sacramenti. Ed è qui che la distinzione deve tenere: un «discernimento» può vertere sui mezzi dell'annuncio; non può vertere sulla legge stessa. L'indissolubilità del vincolo e le condizioni di una degna ricezione dell'Eucaristia non sono questioni aperte che si riaprirebbero ogni dieci anni. Sono state decise, e da un'autorità che non si rivede.
I lavori si tengono a porte chiuse; non pregiudichiamo le loro conclusioni, e ci guarderemo dall'attribuire a un'assemblea ciò che nessun atto ha deciso. Ricordiamo soltanto il criterio: ciò che si discosterà dalla dottrina ricevuta sarà, in quella stessa misura, una deviazione, qualunque sia l'intenzione che la ispira. Per il fedele, la regola è antica e semplice: tenere ciò che è sempre stato creduto. Nessuna riunione, per quanto numerosa e solenne, ha ricevuto il potere di disfare ciò che Dio ha unito.
Fonti. Vangelo secondo san Matteo, XIX, 6 (Vulgata, trad. Martini, 1769-1781); Concilio di Trento, sessione XXIV (1563), sul sacramento del matrimonio; Catechismo del Concilio di Trento (1566), del sacramento del matrimonio; Leone XIII, enciclica Arcanum divinae sapientiae (1880); Pio XI, enciclica Casti connubii (1930).