La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Il libro del Levitico
Il Levitico, terzo libro di Mosè, è la legge del culto d'Israele: i sacrifici, il sacerdozio di Aronne, il puro e l'impuro, il grande giorno dell'Espiazione, la legge di santità, le feste e il giubileo. Qui sotto trovate i ventisette capitoli nel testo del Martini con la Vulgata latina a fronte; la guida ne spiega il significato, l'autore, il riassunto e i versetti più cercati, alla luce di Cristo, sacerdote e vittima.
Leggere Levitico: 27 capitoli
Il Levitico è il libro che molti lettori della Bibbia sono tentati di saltare, e quello che i Padri ci inviterebbero meno di tutti a saltare. I suoi ventisette capitoli riprendono esattamente là dove l'Esodo si ferma: il tabernacolo è stato eretto, la gloria del Signore lo riempie, e da quella tenda Dio insegna ora al suo popolo come uomini peccatori possano avvicinarsi a lui senza morire. San Girolamo, nella lettera a Paolino, osserva che il senso letterale del Levitico è chiaro, ma che ogni sacrificio, anzi quasi ogni sillaba, le vesti di Aronne e tutto l'ordine levitico spirano misteri celesti. Chi lo legge con l'Epistola agli Ebrei accanto vi trova, sotto le figure, il sacrificio della Croce e della Messa.
Che cosa significa Levitico?
Il nome viene, attraverso il latino Leviticus, dalla Bibbia greca dei Settanta, e significa “il libro dei Leviti”: tratta degli uffici, dei riti e delle cerimonie dei sacerdoti e dei Leviti. I Leviti erano i discendenti di Levi, terzo figlio di Giacobbe; tra loro la famiglia di Aronne, fratello di Mosè, ricevette il sacerdozio, mentre gli altri Leviti servivano il santuario. Gli Ebrei chiamano il libro dalla sua prima parola, Wayyiqra, “E chiamò”: «E il Signore chiamò Mosè, e gli parlò dal tabernacolo del testimonio, e disse» (Lv 1, 1).
Tutto il libro si riassume in una parola di Dio: «Siate santi, perocché santo son io il Signore Dio vostro» (Lv 19, 2). Il Levitico è il libro della santità di Dio e della santità che egli chiede a chi lo serve.
Chi ha scritto il Levitico?
La Chiesa ha sempre ricevuto il Levitico come opera di Mosè: è il terzo dei cinque libri del Pentateuco, che il Concilio di Trento, nella sessione IV (1546), nomina insieme come i libri di Mosè. Nessun altro libro della Legge lo afferma con tanta insistenza. La formula «Il Signore parlò a Mosè» apre quasi ogni sezione, e il libro si chiude così: «Questi sono i comandamenti intimati dal Signore a Mosè per esporgli a' figliuoli d'Israele presso il monte Sinai» (Lv 27, 34).
Il Nuovo Testamento parla allo stesso modo. San Paolo cita Levitico 18, 5 scrivendo: «Imperocché Mosé scrisse, che l'uomo, il quale avrà adempiuta la giustizia, che vien dalla legge, per essa viverà» (Rm 10, 5). Nostro Signore manda il lebbroso guarito al sacerdote: «offerisci il dono prescritto da Mosè» (Mt 8, 4), cioè l'offerta stabilita nel capitolo 14. La tradizione ebraica e i Padri parlano con una sola voce.
La Pontificia Commissione Biblica, nella risposta del 27 giugno 1906, ha insegnato che gli argomenti della critica non provano che il Pentateuco non sia di Mosè. Ammetteva però che Mosè potesse servirsi di fonti, affidare la redazione a segretari che rendessero fedelmente il suo pensiero, e che il testo ricevesse più tardi qualche ritocco senza perdere la sua sostanziale autenticità mosaica. Molti esegeti moderni attribuiscono invece il Levitico a una scuola “sacerdotale” assai posteriore; segnaliamo questa opinione perché la domanda è frequente, ma seguiamo l'insegnamento tradizionale della Chiesa.
Quando è stato scritto il Levitico?
Il Levitico appartiene alla sosta d'Israele ai piedi del Sinai. Il tabernacolo fu eretto «il primo mese del secondo anno, il primo giorno del mese» dopo l'uscita dall'Egitto (Es 40, 15 nella Vulgata), e il libro dei Numeri si apre «il primo dì del secondo mese» dello stesso anno. Tutto ciò che il Levitico racconta si colloca dunque in circa un mese. Quanto all'epoca, la Scrittura pone l'uscita dall'Egitto quattrocentottant'anni prima della fondazione del Tempio di Salomone (III Re 6, 1, 1 Re nelle Bibbie moderne): la cronologia tradizionale ne ricava il XV secolo avanti Cristo. Altri preferiscono il XIII secolo; la Chiesa non ha fissato la cronologia.
Di cosa parla il Levitico? Riassunto
Il Levitico è quasi tutto legge, con due soli brevi racconti, la consacrazione dei sacerdoti e il castigo del bestemmiatore. I suoi capitoli si dividono in sette parti.
La legge dei sacrifici (capitoli 1-7)
I capitoli 1 - 7 regolano le cinque specie di offerte. L'olocausto, interamente bruciato a gloria di Dio; l'oblazione di fior di farina (capitolo 2); l'ostia pacifica, divisa tra l'altare, il sacerdote e l'offerente (capitolo 3); il sacrificio per il peccato, per le colpe commesse per ignoranza (capitolo 4); infine il sacrificio per il delitto, accompagnato dalla riparazione del torto (capitolo 5). Chi offre «porrà la mano sul capo dell'ostia, e questa sarà accettevole, e alla espiazione di lui gioverà» (Lv 1, 4). Il capitolo 6 dà la legge del fuoco dell'altare: «Questo è il fuoco perpetuo, il quale non mancherà giammai sull'altare».
La consacrazione dei sacerdoti (capitoli 8-10)
Nel capitolo 8 Mosè riveste Aronne e i suoi figli, e «versando l'olio sulla testa d'Aronne, lo unse, e lo consacrò»; la consacrazione dura sette giorni. L'ottavo giorno Aronne offre i primi sacrifici, «E repentinamente una fiamma, che veniva dal Signore, divorò l'olocausto» (Lv 9, 24). La gioia è subito spezzata: Nadab e Abiu, figli di Aronne, offrono «fuoco straniero: lo che non era stato loro ordinato», e un fuoco venuto dal Signore li divora. La parola di Dio ad Aronne riassume tutto il libro: «Farò conoscere la mia santità in coloro, che si appressano a me, e sarò glorificato al cospetto di tutto il popolo» (Lv 10, 3).
Il puro e l'impuro (capitoli 11-15)
I capitoli 11 - 15 trattano della purità legale: animali puri e impuri, purificazione della madre dopo il parto (capitolo 12), lebbra delle persone, delle vesti e delle case (capitoli 13 e 14), impurità del corpo (capitolo 15). Il lebbroso «Avrà scucite le vesti, il capo ignudo, il volto coperto colla veste, e griderà se essere contaminato, e impuro» (Lv 13, 45). I commentatori cattolici spiegano il senso di queste leggi: formare il popolo all'obbedienza e alla temperanza, separarlo dagli idolatri, e insegnargli, astenendosi da ciò che contamina il corpo, a cercare la purezza dell'anima.
Il grande giorno dell'Espiazione (capitolo 16)
Il capitolo 16, cuore del libro, regola la festa dell'Espiazione, lo Yom Kippur degli Ebrei. Aronne «non in ogni tempo dee entrare nel santuario, che è di là dal velo dinanzi al propiziatorio, che cuopre l'arca, affinché egli non muoia» (16, 2): una volta l'anno soltanto il sommo sacerdote vi entra col sangue della vittima. Si tirano a sorte due capri. Uno è immolato; sul capo dell'altro, il capro emissario, il sommo sacerdote pone le mani e «confessi tutte le iniquità de' figliuoli d'Israele» (Lv 16, 21), poi lo manda nel deserto. «In questo giorno si farà la vostra espiazione, e purificazione da tutti i peccati vostri» (Lv 16, 30).
La legge di santità (capitoli 17-22)
I capitoli seguenti estendono la santità a tutta la vita. I sacrifici si offrono solo al tabernacolo, e non si mangia il sangue, «Perocché l'anima dell'animale sta nel sangue» (Lv 17, 11). Il capitolo 18 vieta il matrimonio nei gradi stretti di parentela e ogni unione contro natura; il capitolo 19 mescola precetti morali, cerimoniali e giudiziali, dall'onestà dei pesi e delle misure alla cura del povero e del forestiero; il capitolo 20 fissa le pene; i capitoli 21 e 22 esigono dai sacerdoti una santità maggiore, perché «offeriscono i pani della proposizione» (Lv 21, 8).
Le feste, l'anno sabbatico e il giubileo (capitoli 23-25)
Il capitolo 23 è il calendario d'Israele: il sabato, la Pasqua e gli azzimi, il covone delle primizie, la festa cinquanta giorni dopo (la Pentecoste), le trombe, il giorno dell'Espiazione e la festa dei Tabernacoli, quando Israele abita «sotto capanne per sette dì» (23, 42). Il capitolo 24 prescrive «dell'olio di uliva purissimo» per le lampade del santuario e i dodici pani della proposizione, e racconta la lapidazione di un bestemmiatore. Il capitolo 25 stabilisce l'anno sabbatico, in cui la terra riposa, e il cinquantesimo anno, il giubileo, in cui «Ognuno tornerà alle sue possessioni». La ragione è detta: la terra «ella è mia, e voi siete in essa stranieri, e miei coltivatori» (Lv 25, 23).
Benedizioni, maledizioni, voti e decime (capitoli 26-27)
Il capitolo 26 mette davanti a Israele le benedizioni della fedeltà, «Camminerò tra voi, e sarò vostro Dio, e voi sarete mio popolo» (Lv 26, 12), e i castighi dell'apostasia; ma si chiude con la promessa che Dio non renderà vano il patto (26, 44). Il capitolo 27, appendice sui voti, termina con la legge delle decime: «Tutte le decime della terra sia di grasce, sia di frutti delle piante, sono del Signore e a lui consacrate» (27, 30).
Temi e lettura cattolica del Levitico
Cristo sommo sacerdote e vittima
L'Epistola agli Ebrei è il commento ispirato del Levitico. «la legge avente l'ombra de' beni futuri, non la stessa espressa immagine delle cose […] non può mai rendere perfetti color, che sagrificano» (Eb 10, 1), «Impossibile essendo, che col sangue de' tori, e de' capri tolgansi i peccati» (Eb 10, 4).
Il giorno dell'Espiazione si compie sul Calvario: Cristo, «Nè mediante il sangue de' capri, e de' vitelli, ma per mezzo del proprio sangue entrò una volta nel sancta, ritrovata avendo una redenzione eterna» (Eb 9, 12). Le vittime bruciate fuori dell'accampamento figurano Gesù che, «per santificare il popolo col suo sangue, patì fuori della porta» (Eb 13, 12). E il grido del Precursore, «Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui, che toglie i peccati del mondo» (Gv 1, 29), prende senso da questi altari.
I sacrifici e la Messa
Gli antichi sacrifici servivano a quattro fini: l'adorazione, il ringraziamento, il perdono e la domanda. La Legge nuova ha un solo sacrificio, quello del Corpo e del Sangue di Cristo, che li compie tutti in perfezione. Il Concilio di Trento (sessione XXII, capitolo 1) insegna che la Messa è l'oblazione figurata dalle diverse specie di sacrifici al tempo della natura e della Legge, e che racchiude tutti i beni da essi significati, come loro compimento e perfezione. Il fuoco perpetuo, i pani posti ogni sabato davanti al Signore e la parte del sacerdote nella vittima annunziano l'Eucaristia; la consacrazione di Aronne e la santità richiesta a chi offre «il pane del loro Dio» (21, 6) prefigurano il sacerdozio della Legge nuova. Il rito della Messa antica è spiegato nella Santa Messa.
La lebbra e la confessione
Il lebbroso «sarà condotto al sacerdote» (Lv 14, 2) perché lo dichiari mondo. Origene, nelle Omelie sul Levitico (II, 4), conta tra le vie della remissione dei peccati quella dura e faticosa della penitenza, quando il peccatore non si vergogna di manifestare il suo peccato al sacerdote del Signore e di chiedergli il rimedio. I Padri hanno spesso visto nella lebbra l'immagine del peccato, e nel sacerdote che giudica la guarigione la figura del sacerdote della Legge nuova che assolve; la pratica è spiegata nella nostra guida alla confessione.
La Madonna e la Purificazione
La legge del capitolo 12 spiega perché, «venuto il tempo della purificazione di lei secondo la legge di Mosè» (Lc 2, 22), la Vergine venne al Tempio a offrire «un paio di tortore, o due colombini» (Lc 2, 24): l'offerta dei poveri, prevista da chi «non ha il modo di poter offerire l'agnello» (Lv 12, 8). Colei che non aveva contratto alcuna impurità si sottomise alla legge per umiltà. La Chiesa ne fa memoria il 2 febbraio, alla Candelora.
Legge antica e Legge nuova
La Chiesa distingue, con san Tommaso d'Aquino (Somma teologica, I-II, qq. 99-105), tre specie di precetti nella Legge antica: morali, cerimoniali e giudiziali. Le cerimonie erano figure; il Concilio di Firenze (bolla Cantate Domino, 1442) insegna che, compiuto in Cristo ciò che significavano, sono cessate. Per questo i cristiani mangiano carne di maiale e non offrono più sacrifici di animali: «non chiamar tu comune quello, che Dio ha purificato» (At 10, 15). I precetti morali, che appartengono alla legge naturale riassunta nei Dieci Comandamenti, obbligano per sempre. San Paolo scrive: «Fu adunque la legge il nostro pedagogo per condurci a Cristo» (Gal 3, 24). Sant'Agostino, contro il manicheo Fausto, difende la santità della Legge antica proprio perché profetizzava Cristo.
Versetti celebri del Levitico
Levitico 18, 22 e 20, 13
Sono i versetti del libro più cercati. Il Martini traduce Lv 18, 22 con una parafrasi: «Ti guarderai dal peccato di soddomia, che è cosa abbominevole»; la Vulgata dice alla lettera Cum masculo non commiscearis coitu femineo, quia abominatio est, “non unirti a un maschio come si fa con una donna”. Il capitolo 20 ripete il divieto con la pena: «Se uno pecca con un maschio, come se questo fosse una donna, ambedue han fatto una cosa esecranda; sien puniti di morte». La distinzione dei precetti dà la lettura cattolica: il divieto appartiene alla legge morale, ed è ripreso dal Nuovo Testamento (Rm 1, 26-27; 1 Cor 6, 9-10); la pena di morte apparteneva al diritto giudiziale d'Israele, che è cessato con l'antica alleanza. La Chiesa condanna il peccato e chiama il peccatore alla penitenza.
Levitico 19, 18: «Amerai l'amico tuo come te stesso»
«Non cercar la vendetta, e non conservar la memoria dell'ingiuria de' tuoi concittadini. Amerai l'amico tuo come te stesso. Io il Signore» (Lv 19, 18). Il Martini segue la Vulgata, che dice amicum; l'ebraico ha “il tuo prossimo”. Nostro Signore ne fa il secondo grande comandamento: «Il secondo poi è simile a questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22, 39). Lo stesso capitolo estende l'amore al forestiero: «amatelo come voi stessi: perocché voi pure foste forestieri nella terra d'Egitto» (19, 34).
Levitico 19, 28: incisioni e tatuaggi
«Non farete incisioni sulla vostra carne a causa d'un morto; e non farete figure o segno sopra di voi» (Lv 19, 28). È il versetto citato a proposito dei tatuaggi. Il contesto è quello dei riti funebri e idolatrici dei pagani, che si ferivano e si segnavano per i loro morti e i loro dei; come precetto cerimoniale non obbliga i cristiani. Resta l'insegnamento morale: il corpo è tempio dello Spirito Santo, e non va segnato con ciò che è superstizioso, idolatrico o indecente.
Levitico 11: il maiale e gli animali impuri
Il capitolo 11 dichiara impuro «il porco, il quale ha fesso lo zoccolo, ma non rumina», e con esso molti altri animali. Lo stesso capitolo dà la ragione di tutta la legge: «siate santi, perché santo son io» (Lv 11, 44), parola che san Pietro rivolge ai cristiani: «santi sarete voi, perché santo son io» (1 Pt 1, 16). La santità che Dio chiede non è più nel cibo, ma nel cuore.
Levitico 25: il giubileo
«E santificherai l'anno cinquantesimo, e annunzierai la remissione a tutti gli abitanti del tuo paese: perocché egli è l'anno del giubileo» (Lv 25, 10). Di qui il nome degli Anni Santi della Chiesa: Bonifacio VIII indisse il primo giubileo nel 1300, e Paolo II, nel 1470, ne fissò la cadenza ogni venticinque anni. La remissione dei debiti e il ritorno alla propria eredità diventano, nella Chiesa, la remissione dei peccati e delle pene con l'indulgenza plenaria.
Altri versetti cercati
- Lv 1, 9: l'olocausto «di soave odore al Signore», formula che san Paolo applica al sacrificio di Cristo (Ef 5, 2).
- Lv 10, 3: la santità di Dio in «coloro, che si appressano a me».
- Lv 12, 1-5: la purificazione della madre dopo il parto.
- Lv 16, 10: il «capro emissario», da cui viene l'espressione italiana.
- Lv 17, 11: il sangue dato «affinché con esso sopra l'altare espiar possiate l'anime vostre».
- Lv 26: benedizioni e maledizioni; dal versetto 14 cominciano le minacce contro chi rompe l'alleanza.
- Lv 27, 30-32: le decime, origine remota del sostentamento del clero.
Il Levitico nel canone e nella liturgia
Il Levitico è il terzo libro dell'Antico Testamento e del Pentateuco in tutte le Bibbie, tra l'Esodo e i Numeri; la sua canonicità non è mai stata messa in dubbio. Il Martini, che traduce dalla Vulgata, ne segue la numerazione: l'unica differenza notevole con le Bibbie moderne è al capitolo 6, i cui primi sette versetti sono, nell'ebraico, la fine del capitolo 5 (il fuoco perpetuo di Lv 6, 13 è il 6, 6 delle Bibbie moderne).
Il Messale del 1962 lo legge più spesso di quanto si pensi:
- Mercoledì della settimana di Passione: la lezione è Levitico 19, 1-2. 11-19. 25, con il comandamento «Amerai l'amico tuo come te stesso».
- Sabato delle Quattro Tempora di Pentecoste, forma lunga: due lezioni del Levitico, 23, 9-11. 15-17. 21, sulle primizie e la festa delle Settimane, e 26, 3-12, sulle benedizioni dell'alleanza.
- Corpus Domini: l'antifona all'offertorio, Sacerdotes Domini incensum et panes offerunt Deo, è presa da Levitico 21, 6; vedete il Corpus Domini.
- Sabato delle Quattro Tempora di settembre, forma lunga: due lezioni del capitolo 23, i versetti 26-32 sul giorno dell'Espiazione e 39-43 sulla festa dei Tabernacoli; l'Epistola, Ebrei 9, 2-12, mostra Cristo che entra nel vero santuario, e l'antifona alla comunione, Mense septimo festa celebrabitis, viene da Levitico 23, 41 e 43.
- Purificazione della Beata Vergine Maria (2 febbraio): nel Breviario romano la prima lezione del Mattutino è presa dall'Esodo (13, 1-13), la seconda e la terza da Levitico 12, la legge che la Madonna osservò; il Vangelo della Messa (Lc 2, 22-32) la ricorda.
Le Quattro Tempora e le feste si seguono nel calendario liturgico, e l'Ufficio del giorno nel Breviario.
Come leggere il Levitico
Leggetelo dopo l'Esodo, nell'ordine, con l'Epistola agli Ebrei aperta accanto. Prendete lentamente i primi sette capitoli, chiedendovi a ogni offerta che cosa mostri del sacrificio di Cristo e della Messa; leggete il capitolo 16 con Ebrei 9, e il capitolo 19 come un esame di coscienza. Non fermatevi alle leggi sul puro e sull'impuro come a curiosità: sono una pedagogia della santità, che il Vangelo porta dall'esterno all'interno. Dove il latino illumina il senso (holocaustum, propitiatorium, hostia pacificorum), la colonna della Vulgata è su ogni pagina. Gli altri libri sono nella Bibbia di Iter Fidei.
Domande Frequenti
Di cosa parla il libro del Levitico?
È la legge del culto d'Israele, data da Dio a Mosè al Sinai. Tratta dei sacrifici (capitoli 1-7), della consacrazione di Aronne e dei sacerdoti (8-10), del puro e dell'impuro (11-15), del giorno dell'Espiazione (16), della legge di santità (17-22), delle feste e del giubileo (23-25), delle benedizioni e maledizioni (26), dei voti e delle decime (27). Il suo tema è il comando: «Siate santi, perocché santo son io».
Chi ha scritto il Levitico?
La Chiesa insegna che il Levitico è opera di Mosè, come tutto il Pentateuco. Il libro ripete che il Signore diede queste leggi a Mosè, il Nuovo Testamento cita la Legge come scritta da lui (Rm 10, 5), e la Commissione Biblica nel 1906 ha mantenuto l'origine mosaica, ammettendo fonti, segretari e ritocchi posteriori.
Che cosa significa la parola Levitico?
Significa “libro dei Leviti”, dal latino Leviticus e dal greco dei Settanta. I Leviti erano la tribù di Levi, consacrata al servizio del santuario; dalla famiglia di Aronne, che era levita, venivano i sacerdoti. Gli Ebrei chiamano il libro Wayyiqra, “E chiamò”, dalla sua prima parola.
Quanti capitoli ha il Levitico?
Ventisette, nella Vulgata, nel Martini e in tutte le Bibbie. Il capitolo centrale, per contenuto, è il 16, sul giorno dell'Espiazione.
Il Levitico vale ancora per i cristiani?
I suoi precetti morali obbligano sempre, perché appartengono alla legge naturale: per esempio il divieto delle unioni contro natura o l'amore del prossimo. Le leggi cerimoniali, cioè sacrifici, cibi proibiti e purità rituale, erano figure compiute in Cristo e sono cessate, come ha insegnato il Concilio di Firenze. Le pene civili appartenevano al diritto dell'antico Israele.
Che cos'è il capro espiatorio del Levitico?
È il secondo dei due capri del giorno dell'Espiazione (Lv 16), che il Martini chiama «capro emissario». Il sommo sacerdote poneva le mani sul suo capo, confessava su di lui i peccati del popolo e lo mandava nel deserto, segno che le colpe erano portate lontano da Israele. I Padri vi hanno visto una figura di Cristo, che porta i nostri peccati, e l'espressione è passata nella lingua comune.
Come Gesù è annunciato nel Levitico?
Gesù è il vero Sommo Sacerdote, che entra nel santuario del cielo col proprio sangue e compie così il giorno dell'Espiazione (Eb 9, 11-12). È la vittima senza macchia di tutte le offerte, l'Agnello di Dio, e il sacrificio unico che, secondo il Concilio di Trento, porta a compimento tutti i sacrifici della Legge.
Il Levitico si legge anche versetto per versetto, in italiano e in latino, nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
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