Novene
Novena a santa Veronica Giuliani: i nove giorni
Il testo completo della novena a santa Veronica Giuliani, clarissa cappuccina di Città di Castello: la preghiera quotidiana, i nove giorni sulla sua vita, il versicolo e la colletta, dal 1° al 9 luglio, con la sua vita e le varianti più cercate.
La novena a santa Veronica Giuliani è la preghiera dei nove giorni con cui si affidano a questa clarissa cappuccina di Città di Castello l'amore della Croce, le prove che non si scelgono, l'obbedienza difficile, il dolore di essere mal giudicati e le vocazioni contemplative. Si recita tradizionalmente dal 1° al 9 luglio, nei nove giorni che preparano la sua festa, ma la si può cominciare in qualunque momento, appena una necessità lo esiga. Riportiamo qui il testo integrale quale è pregato nell'app Iter Fidei: l'invocazione quotidiana, che non cambia mai, e la meditazione propria di ciascun giorno, tratta da una tappa della sua vita.
Se non hai mai recitato una novena, leggi prima che cos'è una novena: non è una formula magica né un conteggio di giorni, ma la ripetizione fiduciosa della stessa domanda per nove giorni, sull'esempio degli Apostoli raccolti nel Cenacolo con Maria in attesa dello Spirito Santo.
Il testo completo della novena a santa Veronica Giuliani
Ogni giorno recita l'invocazione quotidiana esprimendo la tua intenzione, medita il tratto di vita proprio del giorno, prega la domanda che lo accompagna, e concludi con il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre.
La preghiera quotidiana (tutti e nove i giorni)
Si comincia sempre con il segno della croce:
Nel nome del Padre,
e del Figlio,
e dello Spirito Santo.
Così sia.
Raccogliti un istante in silenzio, poi recita l'invocazione quotidiana, che si dice ciascuno dei nove giorni prima della meditazione propria del giorno.
Santa Veronica Giuliani, sposa fedele del Cristo crocifisso, tu che tanto amasti la Croce e tutto sottomettesti alla santa obbedienza, confido nella tua potente intercessione presso il Signore. Ottienimi l'amore delle sofferenze di Nostro Signore, l'umiltà e la docilità del cuore; e ti prego istantemente di ottenermi anche, se piace a Dio e se giova all'anima mia, la grazia che ardentemente domando in questa novena.
Esprimi qui, con semplicità e chiarezza, l'intenzione che affidi a santa Veronica — la stessa per tutti e nove i giorni.
Santa Veronica Giuliani, amante della Croce, prega per noi. Così sia.
Primo giorno — La bambina di Mercatello attratta dalla Passione
Orsola Giuliani nacque il 27 dicembre 1660 a Mercatello sul Metauro, fra i monti delle Marche. Bambina ardente e volitiva, fu attratta fin dalla culla dal mistero della Passione: si fermava davanti al Crocifisso, parlava al Bambino Gesù, aveva pietà dei poveri e piangeva sui peccati degli uomini. Questa precoce tenerezza per il Salvatore sofferente fu il seme di tutta la sua vita.
Santa Veronica, fin dall'infanzia ti chinasti sul Crocifisso con cuore ardente: ottieni ai fanciulli delle nostre famiglie, e a noi stessi, questa precoce tenerezza per Nostro Signore sofferente, affinché cresciamo nel suo amore.
Si recitano poi il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre:
Padre nostro, che sei nei cieli:
sia santificato il tuo nome;
venga il tuo regno;
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi
il nostro pane quotidiano;
e rimetti a noi i nostri debiti,
come noi li rimettiamo
ai nostri debitori;
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Così sia.
Ave, Maria, piena di grazia,
il Signore è teco;
tu sei benedetta fra le donne,
e benedetto è il frutto del seno tuo, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte.
Così sia.
Gloria al Padre, e al Figlio,
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio,
e ora, e sempre,
nei secoli dei secoli.
Così sia.
Secondo giorno — La clarissa cappuccina di Città di Castello
A diciassette anni, contro i disegni di un padre che la voleva sposa, Orsola entrò fra le clarisse cappuccine di Città di Castello e ricevette il nome di Veronica — la vera immagine, colei che porta in sé i tratti di Cristo. Là abbracciò la povertà, la clausura e la Regola, risoluta a non volere ormai altro che Dio solo, nel silenzio del chiostro.
Santa Veronica, lasciasti il mondo per darti tutta a Cristo nella povertà e nella clausura: ottieni alle anime chiamate alla vita contemplativa la fedeltà alla loro vocazione, e a noi tutti il distacco dai beni che passano.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Terzo giorno — La mistica delle sofferenze di Cristo
Col passare degli anni, il Signore unì sempre più strettamente Veronica alla sua Passione. Ella chiedeva di soffrire con lui, non per amore del dolore, ma per amore, per la conversione dei peccatori e la salvezza delle anime. Le grazie interiori di cui fu ricolma non le cercò mai: le ricevette come una croce, e le tenne per un invito a dimenticarsi di più.
Santa Veronica, desiderasti soffrire con Cristo per puro amore, per la salvezza dei peccatori: ottienici di portare le nostre prove in unione con la sua Passione, senza mai cercare le consolazioni per se stesse, ma Dio solo.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Quarto giorno — La corona di spine e le stimmate
Nel 1697, il Venerdì santo, Nostro Signore impresse nelle sue mani, nei suoi piedi e nel suo costato le cinque piaghe della sua Passione; prima ancora ella aveva sentito alla fronte il dolore della corona di spine. Veronica non vi vide alcun titolo di gloria: sgomenta di essere così distinta, pregò che quei segni le fossero nascosti, e non aspirò che a restare ignota e umile sotto la mano di Dio.
Santa Veronica, segnata dalle piaghe del Salvatore, non vi cercasti né onore né consolazione, ma l'umiltà e l'oblio di te stessa: ottienici di portare in silenzio le croci che Dio ci manda, e di fuggire ogni vana stima di noi stessi.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Quinto giorno — La piaga del Cuore
Veronica portava nel cuore una piaga d'amore, impressa degli strumenti della Passione di Cristo. Dopo la sua morte, coloro che la esaminarono affermarono di averne trovato i segni nel suo stesso cuore: la tradizione vi vide il sigillo della sua perfetta conformità al Salvatore crocifisso. Segno o pia memoria, tutto rimanda a una sola verità: ella aveva lasciato che Cristo incidesse la sua Passione nel più intimo di sé.
Santa Veronica, il cui cuore fu il santuario della Passione del Salvatore, ottienici di amare il Sacro Cuore di Gesù, di incidere nelle nostre anime il ricordo delle sue sofferenze, e di rendergli amore per amore.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Sesto giorno — L'obbedienza sotto la lunga prova
Queste grazie straordinarie attirarono su Veronica una lunga e dura prova. I suoi superiori e il Sant'Uffizio la tennero per anni sotto esame: fu sorvegliata, sospettata, umiliata, privata di uffici e di consolazioni. Ella non oppose mai altro che l'obbedienza e il silenzio, rimettendo tutto al giudizio della Chiesa, da lei ritenuto la voce stessa di Dio.
Santa Veronica, a lungo provata, sospettata e umiliata, non rispondesti che con l'obbedienza e la pace, sottomettendo tutto al giudizio della Chiesa: ottienici, nelle nostre prove e quando siamo mal giudicati, la docilità, il silenzio e la fiducia.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Settimo giorno — L'abbadessa, madre prudente e umile
Passata la prova, la verità della sua santità apparve, e nel 1716 le sue sorelle la elessero abbadessa. Lungi da ogni esaltazione, questa grande mistica si mostrò superiora pratica e avveduta: vegliò sul buon ordine del monastero, sul cibo e sulla salute delle sue figlie, riformò gli edifici e l'acqua del convento, e governò ogni cosa con dolcezza, prudenza e umiltà.
Santa Veronica, abbadessa insieme mistica e pratica, umile e previdente, ottieni a tutti coloro che hanno cura di anime o di famiglie di governare con dolcezza e prudenza, cercando non il proprio onore, ma il bene di quanti sono loro affidati.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Ottavo giorno — Il Diario, scritto per obbedienza
Per ordine dei suoi confessori, e non di propria volontà, Veronica mise per iscritto ciò che avveniva nella sua anima. Ne uscì un immenso Diario, in cui si trova una profonda dottrina sulla vita interiore e sulla Passione di Cristo. Ella, che amava restare nascosta, scrisse così migliaia di pagine per pura obbedienza, lasciando alla Chiesa la cura di giudicarle.
Santa Veronica, scrivesti per pura obbedienza i segreti della tua anima, senza cercarvi la tua gloria: ottienici di compiere per amore di Dio i doveri che ci costano, e di preferire sempre la volontà dei nostri superiori alla nostra.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Nono giorno — La morte e la gloria
Dopo una lunga e dolorosa malattia, Veronica morì all'alba del 9 luglio 1727, nel monastero di Città di Castello, pronunciando un ultimo atto di obbedienza al suo confessore. Aveva consumato la vita nell'amore della Croce. La Chiesa riconobbe la sua santità: beatificata da Pio VII nel 1804, canonizzata da Gregorio XVI nel 1839, ella ci attende al termine di questa novena, lei che non aveva desiderato che di amare e soffrire con Cristo.
Santa Veronica Giuliani, giunta al termine della tua corsa nella pace dell'obbedienza e nella gioia della Croce, ottienici la grazia di perseverare fino alla fine nell'amore di Cristo crocifisso, e presenta al Signore l'intenzione che ti abbiamo affidato in questi nove giorni.
Si recitano il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria al Padre, come al primo giorno.
Versicolo e colletta
Compiuti i nove giorni, si conclude con il versicolo e la colletta:
V. Prega per noi, santa Veronica.
R. Affinché siamo resi degni delle promesse di Cristo.
Preghiamo.
O Dio, che infiammasti il cuore della vergine santa Veronica di un ardente amore della Passione del tuo Figlio, fino a imprimerne i segni nella sua carne: concedici, per la sua intercessione e per i suoi meriti, di portare ogni giorno la nostra croce alla sequela di Cristo e di conformarci alle sue sofferenze, per giungere un giorno alla gloria della sua risurrezione. Per il medesimo Gesù Cristo, tuo Figlio, Nostro Signore. Così sia.
Nel nome del Padre,
e del Figlio,
e dello Spirito Santo.
Così sia.
Novena a santa Veronica Giuliani in PDF
Il testo che hai appena letto è integrale: non manca nulla, né una meditazione né una preghiera. Si può stamparlo o salvarlo in PDF direttamente dal proprio browser (Stampa → Salva come PDF), e portarlo con sé nel libretto o infilarlo nel messale. Chi preferisce averlo sempre a portata di mano, anche senza connessione e con il promemoria di ciascuno dei nove giorni, lo trova nell'app Iter Fidei.
Le varianti: per una grazia, per una prova, giorno per giorno
Per una grazia particolare. L'invocazione quotidiana contiene già la domanda, con la clausola che la tradizione non omette mai: «se piace a Dio e se giova all'anima mia». È lì che si colloca la propria intenzione, sempre la stessa per nove giorni. Nelle ore più strette si può unire alla novena una preghiera per una grazia urgente.
Per una prova, o quando si è mal giudicati. È il patronato proprio di santa Veronica, e viene dalla sua storia: anni di sospetto, di sorveglianza e di umiliazione portati senza una parola di difesa. Chi è calunniato, incompreso in famiglia o in ufficio, oppure schiacciato da un'obbedienza che non capisce, ha in lei un'intercessione di prima mano.
Per unirsi alla Passione. La novena si accompagna naturalmente alla Via Crucis e alla devozione al Sacro Cuore di Gesù, che ne è il cuore vivo: Veronica non cercò le sofferenze per se stesse, ma l'amore che vi si nasconde.
Per una vocazione contemplativa. Chiaramente affidata al secondo giorno, questa intenzione riguarda tanto chi discerne una chiamata quanto le famiglie che l'accolgono con fatica. Vi si può unire la novena a santa Chiara, madre di tutte le clarisse.
Novena breve. Chi ha pochissimo tempo — un malato, una giornata impossibile — può ridurla al nucleo, senza cambiarla: segno della croce, invocazione quotidiana, intenzione, la domanda propria del giorno, e «Santa Veronica Giuliani, amante della Croce, prega per noi». Sono due minuti. Ma la meditazione del giorno non è un ornamento: è ciò che forma chi prega sull'esempio della santa che invoca, e la forma piena resta quella da preferire.
Come si recita la novena: date, nove giorni, festa
La festa di santa Veronica Giuliani cade il 9 luglio. La novena si comincia dunque il 1° luglio e si chiude il 9, giorno della festa: è l'uso dei monasteri cappuccini e delle chiese umbre. Nulla vieta però di recitarla in qualunque altro tempo: la Chiesa non ha mai legato la novena a un calendario, e una prova non aspetta luglio.
Le regole sono antiche e semplici. Nove giorni consecutivi: se se ne salta uno, si riprende in pace il giorno dopo, senza scrupoli e senza ricominciare da capo. La stessa intenzione per tutti e nove i giorni, formulata con semplicità. La stessa ora, se possibile — la fedeltà a un'ora fissa è già una piccola obbedienza, e l'obbedienza è la lezione di questa santa. E, se si può, si corona la novena partecipando alla santa Messa nel giorno della festa, accostandosi alla confessione e alla santa Comunione.
Va detto con precisione: santa Veronica non figura nel calendario universale del 1962, che al 9 luglio non ha memoria propria. La sua festa si celebra in quel giorno nei calendari propri dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e delle Clarisse cappuccine, e nelle chiese locali dell'Umbria e delle Marche — come per tanti santi il cui culto è affidato a una famiglia religiosa e a una terra. La novena, quanto a lei, non è un atto liturgico: è una devozione privata, e si può pregare ovunque, in ogni rito e in ogni tempo dell'anno liturgico.
Chi era santa Veronica Giuliani
Nacque Orsola Giuliani a Mercatello sul Metauro, allora nel ducato di Urbino, il 27 dicembre 1660, ultima delle sette figlie di Francesco Giuliani e Benedetta Mancini. Perse la madre a sette anni; il padre, funzionario delle finanze, si trasferì poi a Piacenza e volle per lei un buon matrimonio. Ella resistette, ed entrò il 28 ottobre 1677, a diciassette anni, fra le clarisse cappuccine di Città di Castello, in Umbria, dove sarebbe rimasta cinquant'anni senza uscirne mai. Fu maestra delle novizie per trentaquattro anni — l'ufficio che più la definisce dopo quello di abbadessa — e vi si mostrò severa sulla dottrina e sull'obbedienza, diffidente per principio verso lo straordinario.
I fatti che le meditazioni della novena ricordano hanno date precise. La corona di spine fu avvertita nel 1694; le stimmate furono impresse il Venerdì santo 5 aprile 1697. Fu allora che si aprì la prova: il vescovo Luca Antonio Eustachi condusse un'inchiesta, il Sant'Uffizio intervenne, ed ella fu per anni tenuta in isolamento, privata del velo, del voto in capitolo e di ogni ufficio, sottoposta a esami medici ripetuti. La Chiesa fece dunque su di lei, mentre era viva, esattamente ciò che ci si attende: la mise alla prova, a lungo, e la reintegrò solo quando nulla restava da obiettare. Nel 1716 le sorelle la elessero abbadessa, e la rielessero fino alla morte, avvenuta il 9 luglio 1727, a sessantasei anni.
Il suo Diario, redatto per obbedienza dal 1693, conta circa ventiduemila pagine manoscritte: è, con santa Teresa d'Avila e san Giovanni della Croce, uno dei grandi documenti della mistica cattolica, e fu il fondamento del processo. Pio VII la beatificò il 17 giugno 1804; Gregorio XVI la canonizzò il 26 maggio 1839. È patrona dei contemplativi e delle clarisse, delle anime unite alla Passione, dei provati e dei mal giudicati.
Un punto va detto onestamente. L'esame del corpo dopo la morte è documentato negli atti del processo, e i periti dichiararono di aver trovato sul cuore i segni degli strumenti della Passione che Veronica aveva descritto in vita: è un fatto attestato dai testimoni, non una leggenda tarda. Ma nessuna interpretazione di quei segni è imposta alla fede: come tutte le rivelazioni private, le grazie di santa Veronica non appartengono al deposito rivelato, e la Chiesa, canonizzandola, ha giudicato l'eroicità delle sue virtù — l'umiltà, l'obbedienza, la carità — non i fenomeni. È del resto ciò che lei stessa avrebbe voluto: chiese che le stimmate le fossero tolte, e chi la conobbe la ricorda soprattutto come un'abbadessa che badava all'acqua del convento e alla salute delle sue figlie.
Domande frequenti
Quando si recita la novena a santa Veronica Giuliani?
Tradizionalmente dal 1° al 9 luglio, nei nove giorni che preparano la sua festa del 9 luglio, giorno della sua morte. La si può però cominciare in qualunque momento dell'anno, appena un bisogno lo esiga: una prova, un'obbedienza difficile, una sofferenza da portare, una vocazione da discernere.
Qual è la preghiera del primo giorno della novena a santa Veronica Giuliani?
Il primo giorno si medita la bambina di Mercatello attratta dalla Passione e si prega: «Santa Veronica, fin dall'infanzia ti chinasti sul Crocifisso con cuore ardente: ottieni ai fanciulli delle nostre famiglie, e a noi stessi, questa precoce tenerezza per Nostro Signore sofferente». La precede sempre l'invocazione quotidiana «Santa Veronica Giuliani, sposa fedele del Cristo crocifisso», e la seguono il Padre nostro, tre Ave Maria e il Gloria. Il testo completo è qui sopra.
Esiste la novena a santa Veronica Giuliani in PDF?
Il testo integrale è su questa pagina e si può stampare o salvare in PDF dal proprio browser. Chi la vuole sempre con sé, anche senza connessione, la trova nell'app Iter Fidei con i promemoria giorno per giorno.
Per che cosa si prega santa Veronica Giuliani?
Per l'amore della Croce e l'unione alle sofferenze di Nostro Signore; per l'obbedienza e l'umiltà; per chi è sospettato, calunniato o mal giudicato; per le vocazioni contemplative e per la perseveranza delle clarisse; e, per la sua intercessione, per ogni grazia che si domandi con fiducia, «se piace a Dio e se giova all'anima».
Santa Veronica Giuliani è la stessa Veronica del velo?
No, e la confusione è frequentissima. La Veronica della Via Crucis, che asciugò il volto di Gesù salendo al Calvario, appartiene alla tradizione della Passione ed è ricordata alla sesta stazione. Santa Veronica Giuliani è una clarissa cappuccina italiana del Seicento: ricevette il nome di Veronica entrando in monastero, proprio perché portasse in sé la vera icona di Cristo.
Perché santa Veronica Giuliani fu esaminata dal Sant'Uffizio?
Perché le stimmate e le grazie straordinarie esigono un vaglio, e la Chiesa lo fece rigorosamente: dopo il 1697 ella fu sorvegliata, isolata, sottoposta a perizie mediche e privata degli uffici e del voto per anni. Non oppose mai una difesa, e questa obbedienza silenziosa — non i fenomeni — è ciò che il sesto giorno della novena propone a chi prega.
Che cos'è il Diario di santa Veronica Giuliani?
È il resoconto della sua vita interiore, scritto per obbedienza ai confessori a partire dal 1693: circa ventiduemila pagine sulla Passione di Cristo e sulle vie dell'anima. Non lo compose per essere letta, e servì poi come base documentaria del processo di canonizzazione.
La novena è esaudita con certezza?
No, e nessuna preghiera lo è a quel modo. La novena non è un procedimento magico ma un atto di fiducia: Dio esaudisce sempre, alla sua ora e secondo ciò che è bene per l'anima. Se la grazia domandata non viene, si può ricominciare, o continuare con un'altra — la novena a padre Pio, stimmatizzato come lei, o la novena a santa Rita per le cause difficili — certi che nessuna preghiera fatta con fede va perduta.
Prega la novena a santa Veronica Giuliani con i promemoria giorno per giorno e l'audio, nell'app Iter Fidei. Scaricala qui.
Fonti. Sacra Scrittura (Bibbia del Martini); Butler, Vite dei Santi, al 9 luglio; Martirologio Romano; Messale Romano, colletta di santa Veronica Giuliani (proprio dei Frati Minori Cappuccini); santa Veronica Giuliani, Diario; atti di beatificazione di Pio VII (17 giugno 1804) e di canonizzazione di Gregorio XVI (26 maggio 1839).