Santi
San Nicola di Bari (l'origine di Babbo Natale)
Chi era san Nicola di Bari, vescovo di Mira nel IV secolo: la sua vita, la carità verso le tre fanciulle povere, le reliquie traslate a Bari e la vera origine di Babbo Natale, con una preghiera per chiederne l'intercessione.

San Nicola di Bari fu vescovo di Mira, in Asia Minore, nel IV secolo, e uno dei santi più venerati di tutta la cristianità, in Oriente come in Occidente. Lo conosciamo soprattutto per la sua straordinaria carità verso i poveri e per le sue reliquie, traslate a Bari nel 1087 e da allora custodite nella città pugliese. Da lui, attraverso secoli di pietà popolare, è nata anche la figura di Babbo Natale. Raccogliamo qui chi era davvero san Nicola, che cosa insegna la sua vita di pastore e come la sua memoria sia diventata, deformandosi, il "Santa Claus" di oggi.
Chi era san Nicola
San Nicola nacque a Patara, nell'attuale Turchia, intorno alla fine del III secolo, da famiglia cristiana e agiata. Rimasto orfano dei genitori, scelse di non tenere per sé le ricchezze ereditate, ma di donarle ai bisognosi. Fu eletto vescovo di Mira, città della Licia, dove esercitò il suo ministero con zelo, fermezza nella fede e una bontà che lo rese celebre già in vita.
Visse in un tempo difficile: la grande persecuzione di Diocleziano colpì anche lui, che secondo la tradizione fu imprigionato per la fede e liberato solo con la pace concessa da Costantino. Si vuole che abbia preso parte al primo Concilio di Nicea (325), in difesa della divinità di Cristo contro l'eresia di Ario. Morì a Mira il 6 dicembre, in un anno collocato dalla tradizione intorno al 343.
Le notizie certe sulla sua vita sono poche, come accade per molti santi antichi, e si intrecciano con racconti pii fioriti nei secoli. Ma il nucleo della sua memoria è limpido: un vescovo che fece della carità verso i poveri la forma concreta del suo amore per Dio, secondo la parola del Signore: «Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno de' più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me» (Vangelo secondo Matteo 25, 40).
La carità di san Nicola e le tre fanciulle
L'episodio più celebre della vita di san Nicola, e quello da cui nasce tutta la sua fama di donatore, è la storia delle tre fanciulle povere. La tradizione racconta che un padre, caduto in miseria, non aveva di che dotare le tre figlie e meditava di avviarle alla prostituzione per sopravvivere. Nicola, venuto a conoscenza di quella sventura, volle soccorrerle senza umiliarle: di notte gettò di nascosto, attraverso la finestra, una borsa d'oro, e così per tre notti, una per ciascuna figlia, permettendo loro un matrimonio onesto.
Da questo gesto deriva l'immagine del santo che dona di nascosto, di notte, ai bambini e ai bisognosi. È una carità che fugge la lode degli uomini, come insegna il Signore: «Quando adunque farai limosina, non sonar la tromba davanti a te» (Vangelo secondo Matteo 6, 2), e ancora: «non sappia la tua sinistra quel, che fa la tua destra» (Vangelo secondo Matteo 6, 3). San Nicola è perciò modello di quella carità nascosta che il Catechismo di san Pio X annovera tra le opere di misericordia corporale, come dar da mangiare agli affamati e vestire gli ignudi. Non l'elemosina vistosa, ma il dono fatto per amore di Dio e a Lui solo conosciuto.
Le reliquie di san Nicola a Bari
Per oltre sette secoli le spoglie di san Nicola riposarono a Mira. Ma con l'avanzata dei Turchi sulle coste dell'Asia Minore, la città e la sua tomba si trovarono esposte al pericolo. Nel 1087 un gruppo di marinai di Bari salpò verso Mira e, recuperate le reliquie del santo, le portò nella propria città. Per accoglierle degnamente fu edificata la grande basilica che ancora le custodisce, divenuta meta di pellegrinaggio dall'Oriente e dall'Occidente.
Da allora il santo è universalmente chiamato san Nicola di Bari. Sulle sue reliquie, secondo la tradizione locale, si raccoglie la cosiddetta "manna", un liquido venerato dai pellegrini. Conviene ricordare, anche qui, ciò che insegna la fede: il culto delle reliquie non è adorazione, dovuta a Dio solo, ma venerazione dei resti di chi fu tempio dello Spirito Santo e ora regna con Cristo. Non è la reliquia a operare per virtù propria, ma Dio che, per i meriti e l'intercessione del suo santo, concede le grazie a chi le domanda con fede.
San Nicola e l'origine di Babbo Natale
La figura di Babbo Natale affonda le sue radici proprio in san Nicola. Il santo donatore di Mira, festeggiato il 6 dicembre, era nei paesi del Nord Europa il portatore dei doni ai bambini buoni. Nei Paesi Bassi era chiamato Sinterklaas, deformazione popolare di "san Nicola". Furono gli emigranti olandesi a portare oltre oceano questa tradizione, e in lingua inglese Sinterklaas divenne "Santa Claus".
Nel corso dell'Ottocento e del Novecento la figura si trasformò sempre più: dal vescovo in abiti liturgici, con mitra e pastorale, al vecchio gioviale vestito di rosso che conosciamo, slegato ormai dalla santità che lo aveva generato. È bene che il cristiano conosca questa origine. Dietro l'immagine commerciale di oggi sta un vescovo santo, la cui generosità non era capriccio né scambio, ma carità nata dall'amore di Cristo. Restituire a Babbo Natale il suo volto vero — quello di san Nicola — significa riportare il dono al suo senso: immagine della gratuità di Dio, che per primo ci ha donato il suo Figlio nel Natale.
La festa di san Nicola: quando si festeggia
San Nicola si festeggia il 6 dicembre, giorno in cui la tradizione colloca la sua morte, o dies natalis, cioè la nascita al cielo. Nel calendario del 1962 è festa di III classe. A Bari si celebra inoltre, a maggio, la festa della traslazione delle reliquie, con la solenne processione che ricorda l'arrivo del santo nella città nel 1087.
Cadendo all'inizio dell'Avvento, la festa del 6 dicembre prepara il cuore al Natale: la carità di san Nicola annuncia, in piccolo, il grande dono che Dio fa di sé agli uomini. In molti paesi è in questo giorno, e non a Natale, che i bambini ricevono i doni in suo nome.
Preghiera a san Nicola
Ci si rivolge a san Nicola con la confidenza dei semplici, per i poveri, per i fanciulli, per le famiglie in difficoltà e per ottenere da Dio le grazie di cui si ha bisogno. La preghiera con cui la Chiesa lo invoca è la colletta della sua festa nel Messale del 1962:
Deus, qui beátum Nicoláum Pontíficem innúmeris decorásti miráculis: tríbue, quǽsumus; ut ejus méritis et précibus a gehénnæ incéndiis liberémur. Per Dóminum nostrum Jesum Christum, Fílium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculórum. Amen.
In italiano:
O Dio, che hai illustrato il beato vescovo Nicola con innumerevoli miracoli, concedici, te ne preghiamo, di essere liberati dalle fiamme dell'inferno per i suoi meriti e le sue preghiere. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Si può aggiungere un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre.
Preghiera a san Nicola per ottenere una grazia
Quando si chiede al santo una grazia particolare, lo si fa ricordando che è Dio a concederla e il santo a intercedere. Come insegna il Catechismo di san Pio X, «quando diciamo che un Santo ha fatto una grazia, intendiamo dire che quel Santo ha ottenuto da Dio quella grazia» (n. 341). Si può pregare la colletta della festa riportata sopra, presentando a Dio la propria intenzione.
La grazia va sempre chiesta con questa disposizione: confidando nell'intercessione del santo, ma rimettendosi alla volontà di Dio, che sa meglio di noi ciò di cui abbiamo bisogno.
Domande frequenti
Chi era san Nicola?
San Nicola fu vescovo di Mira, in Asia Minore, nel IV secolo. Nato a Patara da famiglia cristiana, donò ai poveri le ricchezze ereditate e divenne celebre per la sua carità, in particolare per aver soccorso tre fanciulle povere. Morì il 6 dicembre intorno al 343. Le sue reliquie furono traslate a Bari nel 1087, da cui il nome di san Nicola di Bari.
Quando si festeggia san Nicola di Bari?
San Nicola si festeggia il 6 dicembre, giorno della sua morte secondo la tradizione. A Bari si celebra anche, in maggio, la festa della traslazione delle reliquie, giunte in città nel 1087. La festa del 6 dicembre (III classe nel calendario del 1962) cade all'inizio dell'Avvento e prepara al Natale.
Perché san Nicola è l'origine di Babbo Natale?
San Nicola era il santo donatore che, nella tradizione del Nord Europa, portava i doni ai bambini il 6 dicembre. Nei Paesi Bassi era chiamato Sinterklaas, "san Nicola"; gli emigranti olandesi portarono il nome in America, dove divenne "Santa Claus" e, infine, l'odierno Babbo Natale, ormai slegato dalla sua origine cristiana.
Di che cosa è patrono san Nicola?
San Nicola è patrono dei bambini, dei marinai, dei poveri e delle fanciulle da maritare; è inoltre il santo protettore della città di Bari, che ne custodisce le reliquie. È invocato anche come intercessore per le famiglie in difficoltà e per ottenere da Dio le grazie necessarie.
Come si chiede una grazia a san Nicola?
Si chiede una grazia a san Nicola rivolgendosi a lui con fede e umiltà, perché interceda presso Dio, vero autore di ogni grazia. È bene esprimere la propria intenzione, rimettendosi sempre alla volontà di Dio, e accompagnare la preghiera con un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, sull'invocazione dei Santi e sulle opere di misericordia. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Matteo 25, 40; 6, 2-3). Notizie biografiche dalla tradizione agiografica su san Nicola, vescovo di Mira, e dalla memoria della traslazione delle reliquie a Bari (1087); Messale Romano del 1962, 6 dicembre, colletta Deus, qui beátum Nicoláum.