Santi
Sant'Andrea Avellino: protettore contro la morte improvvisa
Chi era sant'Andrea Avellino (1521-1608), avvocato napoletano divenuto teatino: la bugia in tribunale che gli cambiò la vita, il voto di progredire ogni giorno nella virtù, l'amicizia con san Carlo Borromeo, la morte ai piedi dell'altare il 10 novembre 1608, il patronato contro la morte improvvisa, la festa nel calendario del 1962 e la colletta del Messale.
Sant'Andrea Avellino (1521-1608) fu un avvocato del Regno di Napoli divenuto sacerdote teatino, maestro di novizi, predicatore e direttore di anime, amico e consigliere di san Carlo Borromeo. Colpito da apoplessia il 10 novembre 1608 mentre cominciava la Messa, morì quello stesso giorno: per questo da secoli è invocato come protettore contro la morte improvvisa. Nel calendario del 1962 la sua festa si celebra il 10 novembre, come festa di III classe; qui trovate la sua vita, la colletta del Messale e il modo di invocarlo per una buona morte.
Chi era sant'Andrea Avellino
Nacque nel 1521 a Castronuovo, piccolo centro del Regno di Napoli in Basilicata, che oggi porta il suo nome: Castronuovo di Sant'Andrea. Al battesimo i genitori gli diedero il nome di Lancellotto. Deciso ad abbracciare lo stato ecclesiastico, fu mandato a Napoli a studiare diritto civile e canonico; addottoratosi e ordinato sacerdote, cominciò a esercitare l'avvocatura nei tribunali ecclesiastici.
Una precisazione che molti cercano: Avellino è il suo cognome, non la città irpina. Si dice dunque «sant'Andrea Avellino»; le forme «sant'Andrea di Avellino», «da Avellino» o «d'Avellino», benché diffuse, nascono da un equivoco.
La bugia di sant'Andrea Avellino
Il mestiere di avvocato, racconta Butler, gli prendeva troppo i pensieri e gli dissipava lo spirito. Un giorno, difendendo una causa, si sorprese a dire una bugia. Quella stessa sera lesse nella Sacra Scrittura le parole del libro della Sapienza: «la bocca, che proferisce menzogna, dà morte all'anima» (Sapienza 1, 11, versione del Martini). Fu la sua conversione: lasciò i tribunali e decise di consacrarsi interamente alla cura delle anime.
Lo fece con tale prudenza che nel 1556 il cardinale Scipione Rebiba gli affidò il compito di riformare il monastero di Sant'Arcangelo a Baiano, che aveva cattiva fama. I suoi sforzi furono accolti male da alcune monache e da certi uomini che le frequentavano, i quali arrivarono ad aggredirlo; l'opera non riuscì, e il monastero finì per essere soppresso.
Teatino: san Gaetano da Thiene e sant'Andrea Avellino
Nello stesso anno Lancellotto volle mettersi sotto una regola ed entrò fra i chierici regolari teatini, la congregazione fondata trent'anni prima da san Gaetano da Thiene; suo maestro dei novizi fu il beato Giovanni Marinoni. Aveva trentacinque anni e, cambiando vita, cambiò anche nome: prese quello di Andrea.
Il voto di progredire ogni giorno nella virtù
Rimase quattordici anni nella casa teatina di Napoli, dove la sua bontà, il suo fervore e la sua esattezza nella disciplina lo fecero nominare maestro dei novizi e poi superiore. Tra coloro che formò c'era padre Lorenzo Scupoli, l'autore del Combattimento spirituale. La Chiesa riassume la sua santità in un tratto preciso, che la colletta della sua festa ricorda: il voto arduo di progredire ogni giorno nelle virtù, di fare sempre ciò che è più perfetto.
L'amico di san Carlo Borromeo
Le sue qualità e il suo zelo per un clero migliore furono riconosciute dai vescovi riformatori del tempo, e in particolare da san Carlo Borromeo, che nel 1570 chiese ai teatini di mandarlo in Lombardia. Andrea fondò una casa del suo ordine a Milano e divenne amico intimo e consigliere dell'arcivescovo; ne fondò poi un'altra a Piacenza, dove la sua predicazione convertì varie dame della nobiltà e ne spinse altre alla vita religiosa, tanto da «mettere sottosopra la città». Ne nacquero lamentele presso il duca di Parma, che lo fece chiamare; Andrea lo soddisfece pienamente, e la duchessa gli chiese di diventare suo direttore spirituale.
Di nuovo a Napoli
Nel 1582 tornò a Napoli, dove predicò con grande frutto per la conversione dei peccatori e per difendere il popolo dai primi errori protestanti, giunti fino all'Italia meridionale. Tra i fatti prodigiosi della sua vita, Butler riferisce quello di un uomo che negava la presenza reale di Cristo nel Santissimo Sacramento: per rispetto umano si accostò alla Comunione, ma si tolse l'Ostia di bocca e l'avvolse in un fazzoletto, che poi trovò macchiato di sangue. Pieno di rimorso andò da sant'Andrea, il quale rese noto il fatto ma non volle mai rivelare il nome del penitente, perché non fosse processato per sacrilegio. Scrisse anche molto: le sue lettere furono stampate a Napoli nel 1731 e le altre opere ascetiche, in cinque volumi, negli anni seguenti.
La morte di sant'Andrea Avellino (10 novembre 1608)
Il 10 novembre 1608, nel suo ottantottesimo anno, mentre cominciava a celebrare la Messa, sant'Andrea fu colto da un attacco di apoplessia ai piedi dell'altare, e morì nel pomeriggio di quello stesso giorno, nella casa teatina di San Paolo Maggiore a Napoli. Fu una morte repentina, ma non improvvisa nel senso che la Chiesa teme: lo colse sulla soglia del santo Sacrificio, dopo una vita intera di preparazione.
Il suo corpo fu esposto nella cripta della chiesa di San Paolo e visitato da folle di fedeli, molti dei quali gli tagliavano ciocche di capelli come reliquie. Butler riferisce che dalle piccole ferite così prodotte uscì sangue anche trentasei ore dopo la morte, che quel sangue fu conservato e che negli anni seguenti, nell'anniversario della morte, si sarebbe liquefatto come quello di san Gennaro nella stessa città. Ma con onestà aggiunge due cose: il corpo era ancora caldo, e si può supporre che il santo non fosse davvero morto; e durante il processo di canonizzazione questi fenomeni furono proposti come miracolo, ma le prove furono giudicate insufficienti. Il futuro Innocenzo X depose anzi che un'ampolla di quel sangue, a lui affidata, non si era mai liquefatta.
Andrea fu beatificato da Urbano VIII nel 1624 e canonizzato da Clemente XI nel 1712. Le sue spoglie riposano ancora nella chiesa di San Paolo Maggiore a Napoli.
Sant'Andrea Avellino protettore contro la morte improvvisa
Proprio perché morì colpito all'improvviso, ma pronto, la pietà cattolica lo invoca da secoli come protettore contro l'apoplessia e la morte improvvisa, cioè contro la morte che sorprende l'anima senza pentimento e senza sacramenti. È venerato inoltre come compatrono di Napoli e come protettore di diversi centri del Mezzogiorno, tra cui il suo paese natale.
Non si chiede a lui di non morire mai all'improvviso, come se la data della morte fosse nelle nostre mani, ma di essere sempre pronti. È ciò che dice il Vangelo della sua Messa, nella versione del Martini (Luca 12, 35.40): «Siano cinti i vostri lombi, e nelle mani vostre lampane accese. [...] E voi state preparati: perché nell'ora, che meno pensate, verrà il figliuolo dell'uomo». Il mezzo ordinario di questa prontezza è una vita in grazia di Dio, sostenuta dalla confessione frequente e dalla santa Comunione.
Preghiera a sant'Andrea Avellino
L'orazione della festa (Messale del 1962)
È la colletta propria del 10 novembre, che chiede di partecipare alla stessa grazia del santo:
Oratio
Deus, qui in corde beati Andreae Confessoris tui, per arduum cotidie in virtutibus proficiendi votum, admirabiles ad te ascensiones disposuisti: concede nobis, ipsius meritis et intercessione, ita eiusdem gratiae participes fieri; ut, perfectiora semper exsequentes, ad gloriae tuae fastigium feliciter perducamur. Per Dominum nostrum Iesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum. Amen.
Orazione
O Dio, che nel cuore del beato Andrea, tuo confessore, per mezzo del voto arduo di progredire ogni giorno nelle virtù, disponesti mirabili ascensioni verso di te: concedi a noi, per i suoi meriti e la sua intercessione, di partecipare in tal modo alla sua stessa grazia che, compiendo sempre ciò che è più perfetto, siamo felicemente condotti al vertice della tua gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che vive e regna con te nell'unità dello Spirito Santo, Dio, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Contro la morte improvvisa: la supplica delle Litanie dei Santi
Chi cerca una preghiera contro la morte improvvisa la trova anzitutto nella liturgia. Nelle Litanie dei Santi, che la Chiesa canta nelle Rogazioni, si ripete questa invocazione, che si può unire a quella di sant'Andrea Avellino:
A subitanea et improvisa morte, libera nos, Domine.
Dalla morte improvvisa e imprevista, liberaci, Signore.
Vi si può aggiungere la preghiera per la buona morte, da recitare per sé e per gli agonizzanti, con un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria. Ciò che si domanda è di morire nella grazia di Dio, muniti dei sette sacramenti che la Chiesa dona ai morenti: la Penitenza, il Viatico e l'Estrema Unzione.
Quando si festeggia sant'Andrea Avellino: il 10 novembre
Nel calendario del 1962 sant'Andrea Avellino si festeggia il 10 novembre, festa di III classe, con paramenti bianchi e commemorazione dei santi martiri Trifone, Respicio e Ninfa. La Messa è quella del Comune dei confessori non pontefici, Os iusti, con l'Epistola dell'Ecclesiastico (31, 8-11): «Beato il ricco, che è trovato senza colpa, ed il quale non va dietro all'oro né sua speranza ripone nel denaro, e nei tesori».
La riforma del calendario del 1969 lo ha tolto dal calendario universale, lasciandone il culto ai calendari locali e al Martirologio, e ha assegnato il 10 novembre a san Leone Magno, che il calendario del 1962 festeggia l'11 aprile. Chi segue i libri del 1962 continua a celebrarlo il 10 novembre.
Le chiese di sant'Andrea Avellino e la sua iconografia
Molti cercano la chiesa di sant'Andrea Avellino più vicina: ne esistono in diverse città, e il santo è festeggiato come patrono in vari paesi del Sud, a cominciare da Castronuovo di Sant'Andrea, la sua patria. Il luogo principale del suo culto resta però San Paolo Maggiore a Napoli, dove è sepolto.
Nell'arte, sant'Andrea Avellino è raffigurato spesso in abito teatino, ai piedi dell'altare, colpito dal malore all'inizio della Messa.
Non va confuso con sant'Andrea apostolo, fratello di san Pietro, che si festeggia il 30 novembre.
Domande frequenti
Chi era sant'Andrea Avellino?
Un sacerdote del Regno di Napoli, nato a Castronuovo nel 1521 con il nome di Lancellotto: avvocato ecclesiastico, si convertì dopo una bugia detta in tribunale, entrò fra i teatini, fu maestro di novizi, consigliere di san Carlo Borromeo e grande predicatore. Morì a Napoli il 10 novembre 1608.
Perché sant'Andrea Avellino è protettore contro la morte improvvisa?
Perché fu colpito da apoplessia mentre cominciava la Messa e morì quel giorno stesso: la pietà dei fedeli ha visto in lui il santo che ottiene di non essere sorpresi dalla morte senza essere pronti.
Si dice sant'Andrea Avellino o sant'Andrea di Avellino?
Sant'Andrea Avellino: Avellino è il cognome. Il santo non è nato ad Avellino, ma a Castronuovo, in Basilicata.
Quando si festeggia sant'Andrea Avellino?
Il 10 novembre, anniversario della sua morte, festa di III classe nel calendario del 1962.
Che cos'è la «bugia» di sant'Andrea Avellino?
È la menzogna che gli sfuggì mentre difendeva una causa da avvocato. Leggendo quella sera che «la bocca, che proferisce menzogna, dà morte all'anima», lasciò i tribunali per darsi alla cura delle anime.
Dove sono le reliquie di sant'Andrea Avellino?
Il suo corpo riposa nella chiesa di San Paolo Maggiore a Napoli, la casa dei teatini dove morì.
Che rapporto c'è tra san Gaetano da Thiene e sant'Andrea Avellino?
San Gaetano fondò i chierici regolari teatini; sant'Andrea vi entrò nel 1556, trent'anni dopo la fondazione, e ne divenne uno dei santi più venerati.
Che cosa ha a che fare sant'Andrea Avellino con la preghiera per una buona morte?
Gli si chiede di ottenerci quello che lui ebbe: una morte trovata in grazia di Dio. Si può invocarlo insieme alla preghiera per la buona morte.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
L'app Iter Fidei contiene il Messale e il Breviario del 1962 in latino e in italiano, con la Messa e l'orazione di sant'Andrea Avellino il 10 novembre e un promemoria per ogni festa. Unitevi qui all'accesso anticipato.
Fonti. Butler's Lives of the Saints, 10 novembre, St Andrew Avellino. Messale Romano del 1962, 10 novembre, festa di sant'Andrea Avellino confessore, Messa Os iusti e colletta Deus, qui in corde beati Andreae. Litanie dei Santi del Rituale Romano. Calendario Romano del 1962. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Sapienza 1, 11; Ecclesiastico 31, 8; Luca 12, 35-40).