Santi
San Filippo Neri: l'apostolo di Roma
Chi era san Filippo Neri, fiorentino innamorato di Roma, fondatore dell'Oratorio e «santo della gioia»: la sua vita secondo la tradizione, il patronato, la festa del 26 maggio, la novena, la litania, le sue massime più celebri e le preghiere per chiederne l'intercessione.

San Filippo Neri è uno dei santi più amabili della tradizione cattolica: fiorentino di nascita ma romano d'adozione, fondatore della Congregazione dell'Oratorio, è ricordato come l'apostolo di Roma e come il «santo della gioia», perché seppe condurre le anime a Dio per la via dell'allegria cristiana. A lui ricorriamo per ottenere un cuore lieto e puro, e per la grazia della conversione. Raccogliamo qui chi era san Filippo Neri, di che cosa è patrono, quando si festeggia, come pregarlo con la novena e la litania, e quali sono le sue massime più celebri, distinguendo sempre la santità dalla leggenda.
Chi era san Filippo Neri
San Filippo Neri nacque a Firenze il 21 luglio 1515, da famiglia onesta e cristiana. Fin da fanciullo fu di indole così mansueta e gioiosa che lo chiamavano «Pippo buono». Inviato giovinetto presso un parente a San Germano per avviarsi al commercio, sentì invece la chiamata di Dio e, abbandonata ogni speranza di guadagno, intorno ai diciotto anni si recò a Roma, dove sarebbe rimasto per il resto della vita.
A Roma visse dapprima come povero, mantenendosi con un modesto impiego come precettore e dedicando le notti alla preghiera, spesso nelle catacombe di San Sebastiano. Studiò filosofia e teologia, ma li lasciò per consacrarsi interamente alle anime. È in quegli anni di orazione nascosta che, secondo la tradizione, nella vigilia di Pentecoste del 1544 ricevette il celebre dono ardente dello Spirito Santo, che gli dilatò il cuore in modo prodigioso, lasciandogli per tutta la vita un fuoco d'amore che gli faceva battere il petto con straordinario calore.
Di che cosa è patrono san Filippo Neri
San Filippo Neri è patrono e protettore:
- della città di Roma, di cui è chiamato «apostolo» e secondo patrono dopo i santi Pietro e Paolo;
- della gioventù, perché ne raccolse e formò moltissimi, educandoli alla fede con dolcezza e allegria;
- degli educatori cristiani e di quanti hanno cura dei giovani;
- della Congregazione dell'Oratorio da lui fondata, e di quanti ne seguono lo spirito;
- è invocato come «santo della gioia», contro la tristezza e lo scoraggiamento, per ottenere un cuore lieto e sereno.
Lo si invoca volentieri per la grazia della conversione, per l'allegria del cuore e per la perseveranza dei giovani nel bene; come a san Filippo per i giovani, ci si rivolge ad altri santi protettori secondo i diversi stati di vita, ad esempio a san Gerardo Maiella per le mamme.
L'apostolo di Roma e la fondazione dell'Oratorio
Ordinato sacerdote nel 1551, san Filippo si stabilì presso la chiesa di San Girolamo della Carità e si dedicò senza misura al ministero della confessione e della direzione delle anime. Passava ore intere in confessionale, attirando a sé folle di penitenti, dai poverelli ai cardinali, con una bontà che disarmava ogni durezza.
Attorno a lui si raccolse un gruppo di fedeli che, dopo la santa Messa e la preghiera, si fermavano a conversare di cose spirituali, a leggere la Scrittura e le vite dei santi, a cantare le lodi di Dio. Da queste riunioni, tenute in un oratorio, cioè una sala di preghiera sopra la chiesa, prese nome la Congregazione dell'Oratorio, approvata dal Papa nel 1575. Non era un ordine di voti solenni, ma una famiglia di sacerdoti uniti dalla sola carità, secondo lo spirito stesso del fondatore.
Da quelle adunanze, in cui si alternavano predica e musica sacra, nacque anche la forma musicale che ancora oggi chiamiamo «oratorio». San Filippo rinnovò così la vita cristiana di Roma con un metodo nuovo e dolce, fatto di gioia, di amicizia spirituale e di amore alla preghiera: per questo è giustamente chiamato apostolo di Roma.
San Filippo Neri, il santo della gioia
Ciò che più colpisce nella sua santità è l'allegria. San Filippo era convinto che la malinconia sia nemica della vita spirituale e che Dio si serva volentieri dei cuori lieti. State allegri sempre nel Signore: lo dico per la seconda volta e state allegri (Lettera ai Filippesi 4, 4, versione del Martini): questo motto dell'Apostolo fu il programma di tutta la sua vita.
Per umiliarsi e nascondere i doni straordinari che Dio gli concedeva, ricorreva spesso a gesti bizzarri e a facezie sante: si faceva radere mezza barba, indossava abiti strani, scherzava con i giovani. Ma sotto quell'apparente leggerezza ardeva un amore di Dio così intenso da operare guarigioni, profezie ed estasi, come si racconta di altri santi taumaturghi quali san Charbel. La sua allegria non era frivolezza, ma il segno di un cuore interamente posseduto da Dio.
La fede ci ricorda che questa letizia è frutto della purezza del cuore: Beati coloro, che hanno il cuor puro: perché questi vedranno Dio (Vangelo secondo Matteo 5, 8). La gioia di san Filippo nasceva di là, e per questo è una gioia che converte, non che dissipa.
Le massime di san Filippo Neri
Della sua sapienza spirituale ci restano numerose massime, brevi sentenze che riassumono il suo insegnamento. Eccone alcune fra le più note nella tradizione:
- «State buoni, se potete.» — il consiglio con cui congedava i giovani, indicando la santità come cosa semplice e possibile.
- «State allegri.» — la sua parola d'ordine, perché la tristezza non ha posto in chi serve Dio.
- «La perfezione non sta nelle fantasticherie, ma nel mortificare la propria volontà.»
- «Chi vuole altro che Cristo, non sa quel che vuole; chi domanda altro che Cristo, non sa quel che domanda.»
- «Si guadagna più con un atto di umiltà che con molte penitenze.»
- «Paradiso, paradiso!» — l'invocazione con cui sollevava i pensieri al cielo.
Sono parole semplici, da uomo che conosceva il cuore umano e la dolcezza di Dio. Vanno accolte non come arguzie, ma come scuola di vita interiore.
La morte e il culto
San Filippo Neri visse fino a tarda età, sempre circondato da figli spirituali. Morì santamente a Roma il 26 maggio 1595, nel giorno del Corpus Domini, all'età di ottant'anni, dopo aver celebrato la Messa e benedetto i suoi. Fu canonizzato nel 1622 da papa Gregorio XV, insieme a sant'Ignazio di Loyola, san Francesco Saverio, santa Teresa d'Avila e sant'Isidoro: una schiera di santi della riforma cattolica, della stessa stagione in cui operò san Carlo Borromeo.
Il suo corpo riposa nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, la «Chiesa Nuova», cuore dell'Oratorio romano, meta di pellegrinaggio di quanti ne venerano la memoria.
Quando si festeggia san Filippo Neri
San Filippo Neri si festeggia il 26 maggio, giorno della sua nascita al cielo avvenuta a Roma nel 1595. È data molto sentita nella città di Roma e in tutte le chiese degli Oratoriani, celebrata con devozione particolare presso la Chiesa Nuova.
Preghiera a san Filippo Neri
Ci si rivolge a san Filippo con la confidenza di chi cerca un padre dolce e gioioso. Ecco una preghiera tradizionale di invocazione:
O glorioso san Filippo Neri, apostolo di Roma e maestro di santa allegria, che ardesti di così grande amore per Dio da meritare il fuoco dello Spirito Santo nel tuo cuore: volgi a noi il tuo sguardo paterno.
Ottienici un cuore puro e lieto, libero dalla tristezza del peccato; insegnaci, come ai tuoi giovani, a essere buoni e allegri nel servizio del Signore; difendici dallo scoraggiamento e infiamma in noi il desiderio del cielo.
Per i meriti di Gesù Cristo nostro Signore, ottienici la grazia che ti domandiamo, se è conforme alla volontà di Dio, e soprattutto la salvezza dell'anima nostra. Amen.
Si può aggiungere un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre.
Novena a san Filippo Neri
La novena è la preghiera ripetuta per nove giorni consecutivi, di solito nei nove giorni che precedono la festa del 26 maggio. Per onorare san Filippo Neri si può recitare ogni giorno la preghiera di invocazione qui sopra, aggiungendo la seguente domanda quotidiana:
San Filippo Neri, che tutto donasti a Dio nella gioia e nella semplicità, intercedi per noi presso il Signore. Ottienici la grazia [si esprime qui la propria intenzione], se è per il bene dell'anima nostra, e la santa letizia del cuore che ti rese apostolo. Amen.
Si conclude ogni giorno con un Padre nostro, un'Ave Maria e un Gloria al Padre. La novena non è una formula magica: la sua forza non sta nella ripetizione delle parole, ma nella fede e nella perseveranza con cui ci affidiamo a Dio per mezzo del santo. Vedi anche come si recita una novena a san Giuseppe, dallo schema simile.
Litania a san Filippo Neri
La litania è una preghiera di invocazioni ripetute, a cui si risponde ogni volta prega per noi. Ecco una forma semplice e tradizionale per onorare il santo:
Signore, pietà. Signore, pietà.
Cristo, pietà. Cristo, pietà.
Signore, pietà. Signore, pietà.San Filippo Neri, prega per noi.
Apostolo di Roma, prega per noi.
Innamorato di Gesù Cristo, prega per noi.
Cuore acceso dallo Spirito Santo, prega per noi.
Maestro di santa allegria, prega per noi.
Padre dei giovani, prega per noi.
Esempio di umiltà, prega per noi.
Amico dei poveri e dei peccatori, prega per noi.
Fondatore dell'Oratorio, prega per noi.
Modello di purezza di cuore, prega per noi.Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, perdonaci, o Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, esaudiscici, o Signore.
Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi.
La devozione a san Filippo Neri
San Filippo è un grande maestro della confessione frequente e della direzione spirituale: passò la vita ad ascoltare le anime con pazienza infinita. A lui ci si affida per riprendere il cammino dopo una caduta, per vincere la malinconia, per crescere nell'umiltà. La sua spiritualità non chiede gesti straordinari, ma fedeltà nelle piccole cose, fatte con cuore lieto.
Conviene ricordare ciò che insegna la fede sull'invocazione dei santi: come spiega il Catechismo di san Pio X, «i Santi li preghiamo perchè, come avvocati presso Dio, intercedano per noi». Non adoriamo i santi, che è culto dovuto a Dio solo; li onoriamo e li preghiamo perché ci ottengano da Dio le grazie. Ogni devozione che cercasse effetti automatici o quasi magici sarebbe superstizione, contraria al primo comandamento: la preghiera autentica resta sempre fiduciosa rimessione alla volontà di Dio.
Domande frequenti
Chi era san Filippo Neri?
Era un sacerdote fiorentino, nato a Firenze nel 1515 e vissuto quasi tutta la vita a Roma, dove fondò la Congregazione dell'Oratorio. È chiamato «apostolo di Roma» per il rinnovamento spirituale che vi operò, e «santo della gioia» perché conduceva le anime a Dio per la via dell'allegria cristiana. Morì a Roma il 26 maggio 1595 e fu canonizzato nel 1622.
Quando si festeggia san Filippo Neri?
San Filippo Neri si festeggia il 26 maggio, giorno della sua morte avvenuta a Roma nel 1595, nel giorno del Corpus Domini. È data celebrata con particolare solennità a Roma e in tutte le chiese degli Oratoriani, specialmente alla Chiesa Nuova di Santa Maria in Vallicella.
Perché san Filippo Neri è chiamato il santo della gioia?
Perché fece dell'allegria cristiana una via di santità, convinto che la tristezza sia nemica della vita spirituale. Faceva proprio il motto dell'Apostolo «State allegri sempre nel Signore» e attirava i giovani a Dio con dolcezza e letizia. La sua gioia nasceva dalla purezza del cuore e dall'amore di Dio, non dalla frivolezza.
Che cos'è l'Oratorio di san Filippo Neri?
È la famiglia di sacerdoti che san Filippo radunò a Roma, approvata dal Papa nel 1575, e che prende nome dalla sala di preghiera, l'oratorio, dove si tenevano le riunioni spirituali fatte di preghiera, lettura della Scrittura e canto. Non è un ordine di voti solenni, ma una comunità unita dalla carità. Da quelle adunanze musicali nacque anche la forma musicale detta «oratorio».
Quali sono le massime più celebri di san Filippo Neri?
Le più note sono «State buoni, se potete» e «State allegri», con cui congedava i giovani, e l'invocazione «Paradiso, paradiso!». Insegnava inoltre che «si guadagna più con un atto di umiltà che con molte penitenze» e che la perfezione sta nel mortificare la propria volontà. Sono brevi sentenze che riassumono la sua scuola di letizia e di umiltà.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Sacra Scrittura nella versione di mons. Antonio Martini (Lettera ai Filippesi 4, 4; Vangelo secondo Matteo 5, 8). Catechismo della Dottrina Cristiana di san Pio X, Il culto dei Santi. Notizie biografiche dalla tradizione agiografica su san Filippo Neri; testi delle preghiere, della novena e della litania dal corpus di preghiere Iter Fidei.