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San Vincenzo de' Paoli: l'apostolo della carità
Chi era san Vincenzo de' Paoli, sacerdote del Seicento, fondatore delle opere di carità e patrono di tutte le opere caritative: la sua vita secondo la tradizione, il patronato, la festa del 19 luglio e una preghiera per chiederne l'intercessione.

San Vincenzo de' Paoli è il santo che la Chiesa ha consegnato alla memoria dei fedeli come l'apostolo della carità: sacerdote francese del Seicento, fondatore delle opere caritative, padre dei poveri, degli abbandonati e dei malati, è venerato come patrono di tutte le opere di carità. A lui ricorriamo quando vogliamo amare Dio nel volto dei più piccoli. Raccogliamo qui chi era san Vincenzo de' Paoli, di che cosa è patrono, quando si festeggia e come pregarlo con fiducia.
Una precisazione utile: «San Vincenzo» da solo indica spesso una località o una parrocchia. In questa pagina parliamo del santo sacerdote Vincenzo de' Paoli (1581-1660), non di luoghi, vie o opere civili che ne portano il nome.
Chi era san Vincenzo de' Paoli
Vincenzo nacque nel 1581 a Pouy, nella Guascogna, nel sud della Francia, da una famiglia di contadini poveri. Ragazzo, custodiva il gregge del padre; ma il suo ingegno lo portò agli studi, e fu ordinato sacerdote nel 1600, ancora giovanissimo.
Gli anni della sua formazione furono segnati da prove e da una lenta maturazione interiore. La tradizione ricorda un periodo di dura cattività in mani straniere, dalla quale uscì con il cuore più libero e più disposto a Dio. Tornato in Francia, nulla nei suoi inizi lasciava presagire la grandezza che lo attendeva: cercò dapprima una sistemazione tranquilla, ma il Signore lo conduceva per altra via.
La conversione alla carità
La svolta venne dall'incontro con la miseria del popolo. Chiamato come precettore e poi come parroco di campagna, Vincenzo vide da vicino la povertà materiale e spirituale dei contadini, l'ignoranza religiosa, l'abbandono dei malati e dei moribondi. Quella visione lo cambiò per sempre.
Da quel momento comprese che la sua vocazione era servire Cristo nei poveri, sull'esempio di quei santi della carità — come san Filippo Neri, l'apostolo di Roma — che pochi decenni prima avevano riscoperto il volto di Cristo negli ultimi della città. Egli stesso amava ripetere ai suoi figli spirituali che i poveri sono i nostri padroni e signori, perché in essi si serve il Signore in persona. È la verità del Vangelo: Ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno de' più piccoli di questi miei fratelli, l'avete fatta a me (Vangelo secondo Matteo 25, 40, versione del Martini).
Le opere di carità
San Vincenzo non si limitò a soccorrere: organizzò la carità perché fosse stabile, ordinata e duratura. Sono legati al suo nome:
- la Congregazione della Missione, sacerdoti dediti alle missioni popolari nelle campagne e alla formazione del clero, detti poi lazzaristi;
- le Confraternite della Carità, gruppi di laici che assistevano i poveri e i malati nelle parrocchie;
- le Figlie della Carità, fondate insieme a santa Luisa de Marillac, suore che per prime portarono il servizio dei poveri fuori dal chiostro, nelle case, negli ospedali e per le strade.
A queste opere si aggiunsero il soccorso ai bambini trovatelli, l'assistenza ai galeotti, l'aiuto alle regioni devastate dalle guerre. Tutta la sua azione nasceva dalla preghiera e dalla fede: la carità di Vincenzo non era filantropia, ma amore di Dio fatto opera. La carità è paziente, e benefica (Prima lettera ai Corinzi 13, 4, versione del Martini).
Le Figlie della Carità di san Vincenzo de' Paoli
Tra tutte le sue fondazioni, le Figlie della Carità di san Vincenzo de' Paoli sono forse la più nota e la più rivoluzionaria. Nate nel 1633 dalla collaborazione tra san Vincenzo e santa Luisa de Marillac, furono pensate come una compagnia di donne consacrate al servizio dei poveri non dietro le grate di un monastero, ma là dove la miseria si trovava: nelle case, negli ospedali, sulle strade. San Vincenzo dava loro una regola celebre: «avranno per monastero le case dei malati, per cella una camera in affitto, per cappella la chiesa parrocchiale, per chiostro le vie della città, per clausura l'obbedienza, per grata il timore di Dio, per velo la santa modestia».
Riconoscibili per il loro abito e venerate per secoli come «suore della carità», le Figlie della Carità si diffusero in tutto il mondo cattolico, dedicandosi ai malati, agli orfani, agli anziani e ai bisognosi di ogni genere. Restano una delle eredità vive più feconde dell'apostolo della carità.
San Vincenzo morì santamente a Parigi il 27 settembre 1660. La sua eredità di carità organizzata continua ancora oggi nelle innumerevoli opere che da lui prendono il nome.
Di che cosa è patrono san Vincenzo de' Paoli
Come ogni grande figura della tradizione cristiana — dai martiri protettori come san Giorgio ai santi della carità — anche Vincenzo, per la sua vita interamente spesa nel servizio dei poveri, è invocato come patrono di tutte le opere di carità e degli istituti caritativi. A lui si rivolgono in modo particolare:
- chi compie opere di assistenza ai poveri e ai bisognosi;
- gli ospedali, i ricoveri e quanti curano i malati e gli abbandonati, che da sempre affidano la loro salute anche a protettori come san Sebastiano;
- le associazioni di volontariato cristiano e quanti operano per i più piccoli.
Possiamo invocarlo ogni volta che desideriamo che il nostro aiuto al prossimo sia mosso da vero amore di Dio. A lui possiamo affidare le nostre opere buone, le persone che soffrono accanto a noi e la nostra stessa generosità, perché non sia vanagloria ma carità.
Quando si festeggia san Vincenzo de' Paoli
Secondo il calendario tradizionale, la festa di san Vincenzo de' Paoli si celebra il 19 luglio (festa di III classe nel calendario del 1962). Il calendario riformato del 1969 l'ha spostata al 27 settembre, giorno della sua morte. È il giorno in cui la Chiesa propone alla nostra imitazione la sua ardente carità verso Dio e verso il prossimo.
La Società di San Vincenzo de' Paoli
Molti, cercando «società di San Vincenzo de' Paoli» o «associazione San Vincenzo de' Paoli», intendono la celebre associazione laicale di carità diffusa in tutta Italia con le sue numerose sedi parrocchiali. È bene chiarire un punto: questa società non fu fondata dal santo, ma nacque a Parigi nel 1833, quasi due secoli dopo la sua morte, per opera di Federico Ozanam (beatificato nel 1997) e di un gruppo di giovani studenti universitari. Essi vollero porre la loro opera di carità sotto il patrocinio di san Vincenzo, scegliendolo come modello e protettore.
La Società di San Vincenzo de' Paoli — articolata nelle cosiddette «conferenze» — riunisce laici che, a imitazione del santo, visitano i poveri nelle loro case, li soccorrono materialmente e li accompagnano spiritualmente. San Vincenzo resta dunque l'ispiratore e il patrono di questa e di ogni opera di carità che porta il suo nome, dalle confraternite alle associazioni di volontariato cattolico.
Le frasi di san Vincenzo de' Paoli
Tra le frasi più celebri di san Vincenzo, conservate nelle sue conferenze e nella prima biografia di Louis Abelly (1664), ne raccogliamo tre:
- «I poveri sono i nostri padroni e signori.»
- «Amiamo Dio, fratelli miei, ma sia a prezzo delle nostre braccia e col sudore della nostra fronte.»
- «Non dobbiamo giudicare i poveri dalle loro vesti e dal loro aspetto, ma dalla fede e dalle virtù che sono in loro.»
Queste citazioni non sono semplici aforismi: nascono dall'esperienza di chi aveva riconosciuto, nel volto dei più miseri, il volto stesso di Cristo. Sono un programma di vita cristiana, dove l'amore di Dio e l'amore del prossimo non si separano mai.
Preghiera a san Vincenzo de' Paoli
La Chiesa stessa lo prega così nel Messale Romano del 1962, con l'orazione (colletta) della sua festa del 19 luglio:
Deus, qui, ad evangelizándum paupéribus et ecclesiástici órdinis decórem promovéndum, beátum Vincéntium apostólica virtúte roborásti: præsta, quǽsumus; ut, cujus pia mérita venerámur, virtútum quoque instruámur exémplis. Per Dóminum nostrum Jesum Christum.
O Dio, che per evangelizzazione dei poveri ed a promuovere il decoro dell'ordine ecclesiastico ornasti il beato Vincenzo di apostolica fortezza; concedici, te ne supplichiamo, che mentre ne onoriamo i pii meriti, ne imitiamo pure i virtuosi esempi. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.
Domande frequenti
Chi era san Vincenzo de' Paoli?
Era un sacerdote francese (1581-1660), fondatore di numerose opere caritative, chiamato l'apostolo della carità per la sua vita interamente dedicata ai poveri, ai malati e agli abbandonati.
Perché è chiamato l'apostolo della carità?
Perché organizzò la carità in modo stabile e duraturo, fondando congregazioni, confraternite e le Figlie della Carità, e perché insegnò a servire Cristo stesso nei poveri, secondo le parole del Vangelo.
Di che cosa è patrono san Vincenzo de' Paoli?
È venerato come patrono di tutte le opere di carità e degli istituti caritativi, e si invoca per chi assiste i poveri, cura i malati e opera nel volontariato cristiano.
Quando si festeggia san Vincenzo de' Paoli?
Nel calendario tradizionale la sua festa cade il 19 luglio.
La «Società di San Vincenzo de' Paoli» è la sua opera?
La celebre associazione laicale che porta il suo nome non fu fondata da lui, ma nacque nell'Ottocento (a Parigi nel 1833, per opera di Federico Ozanam, beatificato nel 1997) ispirandosi al suo esempio e ponendosi sotto il suo patrocinio. È diffusa oggi in molte sedi parrocchiali. San Vincenzo resta il modello e il patrono di ogni opera di carità.
Chi sono le Figlie della Carità di san Vincenzo de' Paoli?
Sono le suore fondate nel 1633 da san Vincenzo insieme a santa Luisa de Marillac. Furono le prime a servire i poveri fuori dal chiostro — nelle case, negli ospedali e per le strade — e si diffusero in tutto il mondo cattolico al servizio dei malati, degli orfani e dei bisognosi.
Quali sono le frasi più famose di san Vincenzo de' Paoli?
Tra le sue massime più note: «I poveri sono i nostri padroni e signori», «Amiamo Dio a prezzo delle nostre braccia e col sudore della nostra fronte» e l'invito a non giudicare i poveri dalle vesti, ma dalla fede e dalle virtù. Sono frasi che riassumono la sua spiritualità del servizio a Cristo nei poveri.
Per approfondire
Accanto a lui la tradizione ci offre altri modelli e altre preghiere: san Francesco di Paola, l'eremita taumaturgo, san Giuseppe, padre putativo di Gesù, la preghiera per i malati che egli tanto servì, gli atti di fede, speranza e carità e la preghiera per i defunti.
Per gli altri santi dell'anno liturgico, si veda l'elenco dei santi cattolici mese per mese.
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Fonti. Louis Abelly, La Vie du vénérable serviteur de Dieu Vincent de Paul (1664). Messale Romano del 1962, colletta del 19 luglio. Citazioni bibliche dalla versione italiana di mons. Antonio Martini (Vangelo secondo Matteo 25, 40; Prima lettera ai Corinzi 13, 4).