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Il IV libro dei Re (2 Re)
Il IV libro dei Re della Vulgata corrisponde al libro che le Bibbie moderne chiamano 2 Re, o secondo libro dei Re: Elia rapito su un carro di fuoco, i miracoli di Eliseo, la caduta di Samaria, le riforme di Ezechia e di Giosia, l'incendio di Gerusalemme per mano di Nabucodonosor. Qui sotto trovate i venticinque capitoli nel testo del Martini, con la Vulgata latina a fronte; la guida spiega chi ha scritto il libro, il riassunto di ogni parte, chi era Eliseo e la lettura che ne dà la Chiesa.
Leggere IV Re: 25 capitoli
Il libro che le Bibbie moderne chiamano secondo libro dei Re è, nella Vulgata e nella Bibbia di mons. Martini, il IV libro dei Re. La storia cominciata con Samuele vi si chiude, fra le ceneri del Tempio. I suoi venticinque capitoli contengono alcune delle pagine più note dell'Antico Testamento: Elia rapito in un turbine, Eliseo e i ragazzi di Bethel, Naaman mondato nel Giordano, l'angelo che colpisce il campo di Sennacherib, il libro della Legge ritrovato nel Tempio. È il libro della pazienza di Dio, e poi della sua giustizia.
Perché 2 Re si chiama “IV libro dei Re”?
I Settanta dividevano i libri di Samuele e dei Re in quattro “libri dei Regni”, e san Girolamo conservò quest'ordine nella Vulgata sotto il nome di Libri Regum; il Martini lo segue. I due libri di Samuele sono dunque il I libro dei Re e il II, e i due libri dei Re delle Bibbie moderne sono il III e il IV. Il IV libro dei Re è 2 Re; il “II libro dei Re” di una Bibbia cattolica antica è invece 2 Samuele.
Il III libro dei Re e il IV formavano presso gli Ebrei un solo libro. La divisione cade a metà della storia di Ochozia, re d'Israele, così che il primo capitolo del IV libro continua direttamente l'ultimo del III. In questa guida i rimandi usano le sigle moderne (2 Re, 1 Re…), con i capitoli e i versetti della Vulgata.
Chi ha scritto il secondo libro dei Re?
La Scrittura non nomina lo scrittore. La tradizione più antica, quella del Talmud babilonese (Baba Bathra, 15a), dice che il profeta Geremia scrisse il proprio libro, il libro dei Re e le Lamentazioni. Molti esegeti, antichi e moderni, hanno ritenuto probabile questa attribuzione. L'ultimo capitolo di Geremia riproduce quasi alla lettera la fine del IV libro dei Re (24, 18 - 25, 30), e i due libri hanno in comune molte espressioni.
Altri commentatori cattolici hanno pensato che i libri dei Re non fossero l'opera di un solo uomo né di un solo tempo, ma della successione dei profeti che registravano gli avvenimenti dei loro giorni. Il libro rimanda di continuo alle sue fonti, con formule come questa: «non è egli scritto nel diario de' fatti dei re di Giuda?» (2 Re 20, 20). I Paralipomeni mostrano che queste fonti comprendevano scritti profetici, come quelli di Isaia sul re Ozia. La Pontificia Commissione Biblica non ha deciso nulla sull'autore; la sua risposta del 23 giugno 1905 chiede che i libri storici siano ricevuti come storia vera, salvo prove solide del contrario. L'ipotesi moderna di una scuola “deuteronomista” che avrebbe redatto l'opera per tappe resta un'ipotesi.
Quando è stato scritto il secondo libro dei Re?
Il libro non può essere stato terminato prima della metà dell'esilio. Il suo ultimo avvenimento è la liberazione del re Ioachin, «l'anno trentesimo settimo della trasmigrazione di Joachin re di Giuda» (2 Re 25, 27), verso il 562 avanti Cristo, e non dice nulla del ritorno permesso da Ciro nel 538. Se Geremia ne è l'autore, lo scrisse intorno alla rovina di Gerusalemme (587), e un'altra mano può aver aggiunto gli ultimi versetti. I fatti raccontati vanno dalla metà del IX secolo all'esilio, con la presa di Samaria da parte degli Assiri (722-721) e l'invasione di Sennacherib (701).
Di cosa parla il secondo libro dei Re? Riassunto
Il libro giudica ogni re su una sola domanda: ha camminato nelle vie del Signore, o ha fatto peccare Israele? Segue insieme il regno del Nord, Israele, con capitale Samaria, e quello del Sud, Giuda, intorno a Gerusalemme, fino alla caduta d'Israele; poi segue Giuda fino a Babilonia.
Elia rapito e i miracoli di Eliseo (capitoli 1-8)
Al capitolo 1, il re Ochozia manda a consultare Beelzebub, dio di Accaron, ed Elia ferma i suoi messi: «Non v'ha egli Dio in Israele?». Il capitolo 2 è il cardine del libro: il Giordano si apre sotto il mantello di Elia, un carro di fuoco separa i due profeti, ed Eliseo riceve il doppio spirito del maestro; poi risana con il sale le acque di Gerico, e i ragazzi di Bethel lo deridono. Eliseo dà l'acqua e la vittoria contro Moab al capitolo 3.
Al capitolo 4, moltiplica l'olio della vedova, promette un figlio alla Sunamite e glielo risuscita, rende innocua una minestra avvelenata e sfama cento uomini con venti pani. Il capitolo 5 è la guarigione di Naaman. Al capitolo 6, il ferro di una scure viene a galla, un esercito siro è colpito da cecità, e Samaria muore di fame sotto l'assedio; il capitolo 7 toglie l'assedio in una notte, e al capitolo 8 Eliseo piange davanti a Hazaele, futuro re di Siria, vedendo i mali che farà a Israele.
Iehu, Atalia e la morte di Eliseo (capitoli 9-13)
Al capitolo 9, Iehu riceve l'unzione e «cammina a precipizio» verso Jezrael. Uccide Ioram, re d'Israele, e Ochozia, re di Giuda; Gezabele è gettata dalla finestra e divorata dai cani, come Elia aveva annunciato. Iehu stermina poi la casa di Achab e il culto di Baal, ma conserva i vitelli d'oro di Geroboam (capitolo 10). A Gerusalemme, Atalia fa uccidere tutta la stirpe reale; si salva soltanto il piccolo Gioas, nascosto sei anni nel Tempio finché il sommo sacerdote Ioiada non lo fa incoronare (capitolo 11). Gioas restaura il Tempio al capitolo 12, e al capitolo 13 Eliseo muore, mentre un morto gettato nel suo sepolcro risuscita al contatto delle sue ossa.
La caduta di Samaria (capitoli 14-17)
I capitoli 14-16 percorrono rapidamente i re di Giuda e gli ultimi regni sanguinosi d'Israele; vi compare di passaggio il profeta Giona (14, 25), e il re Acaz fa passare il figlio per il fuoco (16, 3). Al capitolo 17, il re d'Assiria prende Samaria e deporta Israele, «Imperocché i figliuoli d'Israele avean peccato contro il Signore Dio loro». I coloni stabiliti al loro posto mescolano il culto del Signore con quello dei loro dèi: è l'origine dei Samaritani del Vangelo, che si ritrovano al pozzo di Giacobbe.
Ezechia e Isaia (capitoli 18-20)
Ezechia distrugge i luoghi alti e spezza il serpente di bronzo (capitolo 18). Stende davanti al Signore la lettera blasfema di Sennacherib, e un angelo colpisce di notte il campo assiro (capitolo 19). Malato a morte, piange e ottiene quindici anni di vita; poi mostra i suoi tesori agli inviati di Babilonia, e Isaia annuncia la cattività (capitolo 20). Questi tre capitoli sono ripresi quasi alla lettera nel libro di Isaia, capitoli 36-39.
Manasse, Giosia e il libro della Legge (capitoli 21-23)
Manasse riempie Gerusalemme di idoli e «sparse del sangue innocente senza misura» (capitolo 21); il II libro dei Paralipomeni aggiunge che si pentì nella sua prigionia. Sotto Giosia, il sommo sacerdote Helcia trova nel Tempio «il libro della legge» (capitolo 22), che si identifica comunemente con il Deuteronomio. La profetessa Holda annuncia il castigo, ma non per i giorni di Giosia. Al capitolo 23, il re rinnova l'alleanza, purifica il culto da Gerusalemme fino a Bethel, celebra una Pasqua come non se n'erano viste dal tempo dei giudici, poi cade a Mageddo.
La rovina di Gerusalemme (capitoli 24-25)
Al capitolo 24, Nabucodonosor porta a Babilonia il re Ioachin, i principi e gli artigiani (597). Al capitolo 25, dopo un lungo assedio, a Sedecia sono cavati gli occhi, la città è presa, e Nabuzardan mette «il fuoco alla casa del Signore, e alla casa reale». Il libro si chiude però su una piccola luce: l'erede di Davide è tratto di prigione e «mangiava sempre con lui per tutto il tempo, ch'ei visse». La promessa fatta a Davide non è spenta. La storia del ritorno riprende nel libro di Esdra.
Chi era il profeta Eliseo?
Eliseo, il cui nome significa “Dio è salvezza”, era figlio di Saphat, di Abelmeula. Elia lo trovò mentre arava con dodici paia di buoi e gettò su di lui il suo mantello; Eliseo lasciò tutto, «e seguitò Elia, e lo serviva» (1 Re 19, 21). Alla partenza del maestro chiese «che sia in me il doppio tuo spirito» (2 Re 2, 9), cioè la parte del primogenito, e i figli dei profeti riconobbero subito: «Lo spirito di Elia si è posato sopra Eliseo» (2 Re 2, 15).
Profetò per oltre mezzo secolo nel regno d'Israele, sotto i re da Ioram a Gioas, ed è chiamato più volte “uomo di Dio”: la Sunamite dice di lui «uomo santo di Dio egli è questi» (2 Re 4, 9). Elia era il profeta del fuoco e della solitudine; Eliseo è quello della vicinanza, che va di casa in casa, dalla vedova indebitata al generale straniero. Perfino il re d'Israele lo piange morente con le parole che egli stesso aveva gridato al maestro: «Padre mio, padre mio, cocchio, e cocchiere d'Israele» (2 Re 13, 14). Il Martirologio Romano lo commemora il 14 giugno.
Temi e lettura cattolica
Naaman e il battesimo
Sant'Ambrogio spiegava la storia di Naaman ai neobattezzati, nel trattato I misteri: il generale siro impara che non è l'acqua del Giordano per se stessa a mondare, ma la grazia di Dio che opera per mezzo di essa. Nostro Signore stesso ha ricordato l'episodio: «nissuno di essi fu mondato, fuori che Naaman Siro» (Lc 4, 27). La Chiesa legge ancora questo racconto nella Messa di Quaresima, quando i catecumeni si avvicinavano al fonte. Sul sacramento stesso, vedete la nostra pagina sui sette sacramenti.
Il sale di Eliseo e l'acqua benedetta
Sant'Ambrogio prende anche il ferro che viene a galla alla parola di Eliseo come prova che la benedizione divina può mutare la natura delle cose, e ne trae un argomento per la presenza reale: se la parola del profeta ebbe questo potere, quanto più la parola di Cristo. Il sale che Eliseo getta nella sorgente di Gerico è nominato nell'esorcismo del sale con cui si prepara l'acqua benedetta, per Deum, qui te per Eliseum prophetam in aquam mitti iussit, ut sanaretur sterilitas aquae: come quel sale guarì le acque, così serva alla salute dei fedeli. È l'origine del sale mescolato all'acqua santa.
Le reliquie dei santi
Il morto che risuscita al contatto delle ossa di Eliseo è la testimonianza classica dell'Antico Testamento in favore delle reliquie. L'Ecclesiastico lo celebra: «Né parola alcuna lo vinse, e il corpo morto di lui profetò» (Sir 48, 14). San Cirillo di Gerusalemme, nelle Catechesi, ne conclude che una virtù rimane nel corpo dei santi, e il Concilio di Trento (sessione XXV) ha difeso la venerazione delle reliquie.
Elia, Eliseo e Cristo
Eliseo, erede del “doppio spirito”, risuscita un fanciullo, monda un lebbroso, sfama una moltitudine con pochi pani, e ne avanza: altrettante figure dei miracoli di Cristo. Elia, rapito senza conoscere la morte, deve tornare prima del giorno del Signore, e Nostro Signore lo conferma: «Certo, che prima è per venire Elia e ordinerà tutte le cose» (Mt 17, 11). Il monte Carmelo, dove Eliseo si ritirava (2, 25), ha dato il nome all'ordine che considera Elia suo padre e onora la Madonna del Carmine.
Il serpente di bronzo
Ezechia spezza il serpente fatto da Mosè, divenuto oggetto di idolatria, «perchè sino a quel tempo i figliuoli d'Israele gli bruciavano incensi» (2 Re 18, 4). Il segno non era cattivo, ma l'uso che se ne faceva; Cristo ne ha dato il senso vero: «siccome Mosè innalzò nel deserto il serpente; nella stessa guisa fa d'uopo, che sia innalzato il Figliuolo dell'uomo» (Gv 3, 14).
Atalia e la fedeltà di Dio
Quando Atalia crede di aver distrutto tutta la stirpe di Davide, un bambino nascosto nel Tempio tiene viva la promessa. Racine ne trasse la tragedia Athalie (1691), e il Metastasio l'azione sacra Gioas re di Giuda: una pagina del IV libro dei Re è diventata letteratura, ma il suo senso resta quello della Scrittura: Dio non lascia spegnere la lampada di Davide.
Versetti celebri del IV libro dei Re
- 2 Re 2, 11: «subitamente un cocchio di fuoco con cavalli di fuoco separarono l'uno dall'altro; ed Elia salì al cielo in un turbine». Eliseo grida: «Padre mio, padre mio: cocchio d'Israele, e suo cocchiere» (2, 12).
- 2 Re 2, 23-24: i ragazzi di Bethel: «Vien su, o calvo, vien su, o calvo», e «usciron due orsi dalla boscaglia». Bethel era la sede principale del culto dei vitelli d'oro, e la maledizione del profeta non è uno scatto d'ira, ma un giudizio di Dio su una città che disprezzava i suoi inviati. Sant'Agostino, commentando il salmo 46, accosta queste beffe a quelle che Cristo subì sul Calvario.
- 2 Re 4, 2: «Io tua serva non ho nulla in mia casa, eccetto un po' d'olio», e l'olio scorre finché non resta più alcun vaso.
- 2 Re 4, 40: «Uomo di Dio, la morte nella pignatta». Eliseo vi getta un po' di farina, e la minestra diventa sana.
- 2 Re 4, 43: venti pani d'orzo per cento persone: «Mangeranno, e ne avanzerà».
- 2 Re 5, 14: «Andò egli, e lavossi sette volte nel Giordano secondo l'ordine dell'uomo di Dio, e la sua carne tornò come la carne di un piccol fanciullo». E confessa: «non v'ha altro Dio in tutta la terra, fuorché quello d'Israele» (5, 15).
- 2 Re 6, 16-17: «Non temere: perocché abbiam più gente con noi, che non ne han quelli», e il servo vede «pieno il monte di cavalli, e di cocchi di fuoco intorno ad Eliseo». Sono gli eserciti celesti che custodiscono i servi di Dio.
- 2 Re 13, 21: «toccate che ebbe le ossa di Eliseo, quell'uomo risuscitò, e si alzò su' suoi piedi».
- 2 Re 19, 15: la preghiera di Ezechia: «Signore Dio d'Israele, che siedi sopra i Cherubini, tu sei il solo Dio di tutti i re della terra». Poi: «venne l'Angelo del Signore, e uccise nel campo degli Assiri cento ottantacinque mila uomini» (19, 35).
- 2 Re 20, 5: «Ho udita la tua orazione, e ho vedute le tue lagrime; ed ecco, che io ti ho risanato». Il cantico di ringraziamento del re è al capitolo 38 di Isaia.
- 2 Re 23, 25: l'elogio di Giosia: «Non v'ebbe tra' suoi predecessori alcun re simile a lui nel ritornare al Signore con tutto il cuor suo, e con tutta l'anima sua, e con tutto il suo potere».
Il IV libro dei Re nel canone e nella liturgia
Il IV libro dei Re è protocanonico, ricevuto da Ebrei, cattolici, ortodossi e protestanti. Il Concilio di Trento (sessione IV, 1546) conta “quattro libri dei Re” fra i libri sacri e dichiara autentica la Vulgata. I regni di Giuda che racconta sono ripresi, con aggiunte, nel II libro dei Paralipomeni. Una piccola differenza di cifre fra i due libri, l'età di Ochozia al momento di salire al trono, si spiega con un errore di copista: «Ventidue anni aveva Ochozia» (2 Re 8, 26), ma «quaranta due anni» nel testo parallelo (2 Cr 22, 2). Leone XIII, nell'enciclica Providentissimus Deus (1893), ricorda che simili errori di trascrizione non toccano l'ispirazione del testo originale.
Il Messale romano del 1962 ne legge tre pagine in Quaresima: la guarigione di Naaman (5, 1-15) il lunedì dopo la terza domenica, con il Vangelo in cui Cristo la ricorda a Nazaret; l'olio della vedova (4, 1-7) il giorno seguente; la risurrezione del figlio della Sunamite (4, 25-38) il giovedì dopo la quarta domenica, con la risurrezione del figlio della vedova di Naim. L'esorcismo del sale, nel rito dell'acqua benedetta, ricorda Eliseo, come si è visto. Al Breviario, il IV libro si legge al Mattutino dalla nona domenica dopo Pentecoste, a conclusione del ciclo estivo dei libri dei Re che arriva fino alla caduta di Gerusalemme. Queste letture si ritrovano nel Breviario del giorno.
Come leggere il IV libro dei Re
Prendetelo in tre movimenti: Eliseo (capitoli 1-8), il cammino verso la caduta di Samaria (9-17), l'ultimo secolo di Giuda (18-25). Rileggete prima la fine del III libro per la storia di Elia, e leggete Isaia 36-39 accanto ai capitoli 18-20. Il breve giudizio che chiude ogni regno, «fece quello, che era ben fatto» o «fece il male nel cospetto del Signore», è la chiave che l'autore sacro dà di tutta la storia.
Domande Frequenti
Il IV libro dei Re è lo stesso di 2 Re?
Sì. La Vulgata e il Martini contano quattro libri dei Re, i primi due dei quali corrispondono a 1 e 2 Samuele. Il IV libro dei Re è dunque il secondo libro dei Re delle Bibbie moderne, e il III corrisponde a 1 Re.
Chi ha scritto il secondo libro dei Re?
Il libro non nomina il suo autore. Il Talmud lo attribuisce al profeta Geremia, opinione ritenuta probabile da molti esegeti, poiché il capitolo 52 di Geremia riprende i capitoli 24 e 25 del IV libro dei Re. L'autore si appoggia sugli annali dei re e sugli scritti dei profeti, che cita spesso.
Quanti capitoli ha il secondo libro dei Re?
Il IV libro dei Re ha venticinque capitoli e 719 versetti nella Vulgata e nel Martini. I capitoli 1-8 raccontano soprattutto Elia ed Eliseo, i capitoli 9-17 i due regni fino alla caduta di Samaria, e i capitoli 18-25 Giuda da Ezechia fino all'esilio.
Perché Eliseo maledisse i ragazzi di Bethel?
Bethel era il centro del culto idolatrico dei vitelli d'oro, e i ragazzi che insultavano il profeta disprezzavano in lui il Dio che lo mandava. I commentatori cattolici spiegano che la maledizione non venne dall'ira, ma dallo zelo e da un'ispirazione divina: fu Dio a punire la città (2 Re 2, 23-24). Sant'Agostino vi legge una figura degli oltraggi fatti a Cristo sul Calvario.
Che cosa insegna la storia di Naaman?
Naaman, generale siro lebbroso, guarisce lavandosi sette volte nel Giordano, dopo aver vinto il suo orgoglio per consiglio dei servi, e confessa che non c'è altro Dio che quello d'Israele. Cristo lo cita in Luca 4, 27, sant'Ambrogio vi vede una figura del battesimo, e la Chiesa legge il racconto nella Messa di Quaresima.
Quando fu distrutta Gerusalemme da Nabucodonosor?
Il IV libro dei Re racconta due tappe: la prima deportazione sotto Ioachin, verso il 597 avanti Cristo (capitolo 24), poi la presa della città, l'incendio del Tempio e l'esilio, l'undicesimo anno di Sedecia, verso il 587 (capitolo 25). L'esilio durerà fino all'editto di Ciro, raccontato all'inizio del libro di Esdra.
Elia è morto?
Il IV libro dei Re dice che Elia fu rapito in cielo in un turbine, separato da Eliseo da un carro e da cavalli di fuoco (2, 11). La tradizione cattolica ritiene che non abbia conosciuto la morte e che debba tornare prima della seconda venuta di Cristo, secondo la profezia di Malachia e la parola di Nostro Signore in Matteo 17, 11.
Il IV libro dei Re si legge anche versetto per versetto, in italiano e in latino, nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
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