La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Il libro di Ester
Il libro di Ester racconta come una giovane orfana ebrea, divenuta regina di Persia, salvò il suo popolo condannato a morte dalla congiura di Aman, a prezzo del digiuno, della preghiera e della propria vita esposta. Qui sotto trovate i sedici capitoli nel testo di mons. Antonio Martini, con la Vulgata latina a fronte; la guida che segue ne spiega la composizione, la storia, il significato e la lettura cattolica.
Leggere Ester: 16 capitoli
Il libro di Ester è il racconto di un capovolgimento. A Susa, capitale dell'impero persiano, un ministro onnipotente ottiene dal re un decreto che condanna a morte tutti i Giudei del regno, in un giorno fissato. Una giovane regina, che fino a quel momento ha nascosto la sua origine, digiuna tre giorni con il suo popolo, entra dal re senza essere chiamata, a rischio della vita, e ottiene la salvezza dei suoi. Il persecutore è appeso al patibolo che aveva preparato per il suo nemico, e il giorno del lutto diventa un giorno di festa.
Nulla vi accade per miracolo clamoroso; tutto sembra dipendere dal caso di una notte insonne, di una pagina di cronaca, di un capriccio del re. È proprio la lezione del libro: sotto l'apparenza del caso, Dio governa. La Vulgata, che il Martini traduce, contiene inoltre i capitoli conservati solo in greco, dove questa mano di Dio è nominata a ogni riga. Il Martini scrive Esther, Mardocheo, Vasthi e Phurim; le Bibbie moderne Ester, Mardocheo, Vasti e Purim.
Chi era la regina Ester?
Ester era un'orfana ebrea della tribù di Beniamino, vissuta nella diaspora persiana. Il suo parente Mardocheo, la cui famiglia era stata deportata da Gerusalemme con il re Jeconia, l'aveva cresciuta: «Ed egli aveva educata la figliuola di suo fratello Edissa chiamata con altro nome Esther, la quale avea perduti i suoi genitori» (Est 2, 7). La Vulgata ne fa dunque la nipote di Mardocheo; il testo ebraico, la sua cugina. Scelta fra le fanciulle del regno, piacque al re più di tutte: «E il re la amò più di tutte le altre donne» (Est 2, 17), e la incoronò regina al posto di Vasthi.
Edissa è la forma latina dell'ebraico Hadassa, che significa “mirto”. Il nome Ester si spiega comunemente con la parola persiana per “stella”; alcuni studiosi lo accostano al nome della dea babilonese Ishtar, ma si tratta di ipotesi. La devozione popolare parla volentieri di “santa Ester”, come di una santa donna dell'Antico Testamento; il calendario del 1962 non le assegna però una festa.
Chi era Assuero, lo sposo di Ester?
Il libro si apre «A' tempi del re Assuero, il quale regnò dall'India sino all'Etiopia sopra cento ventisette provincie» (Est 1, 1). La maggior parte dei commentatori cattolici riconosce in Assuero Serse I, re di Persia dal 486 al 465 avanti Cristo, lo stesso sovrano nominato nel libro di Esdra: «Ma regnando Assuero». I capitoli greci lo chiamano Artaserse, come faceva anche lo storico giudeo Giuseppe Flavio. La sua prima sposa, nel libro, è la regina Vasthi; la seconda è Ester.
Chi ha scritto il libro di Ester?
Il libro non nomina il suo autore. L'opinione più diffusa fra gli antichi commentatori lo attribuisce a Mardocheo stesso, in base al capitolo 9: «Mardocheo pertanto scrisse tutte queste cose in una lettera» (Est 9, 20). La tradizione giudaica del Talmud lo attribuisce invece agli uomini della “Grande Sinagoga”, e altri hanno pensato a Esdra.
L'autore conosce da vicino la corte persiana, la legge dei Persiani e dei Medi «la quale non è lecito, che sia trasgredita» (Est 1, 19), gli annali del regno. La Chiesa non ha definito nulla sulla mano che ha tenuto la penna; ha definito che il libro intero, con tutte le sue parti, è sacro e canonico.
Quando è stato scritto il libro di Ester?
Se Mardocheo o un suo contemporaneo ha scritto il libro, il testo ebraico fu composto in Persia nel V secolo avanti Cristo. La traduzione greca è più tarda: una nota conservata dalla Vulgata (Est 11, 1) riferisce che Dositheo portò in Egitto «questa lettera del Phurim» nell'anno quarto «del regno di Tolomeo, e di Cleopatra». Molti esegeti moderni collocano la composizione in epoca greca e contestano il carattere storico del racconto; la tradizione lo ha ricevuto come storia, e la Commissione Biblica (1905) ha chiesto di non leggere come finzione un libro presentato come storico senza prove solide.
Perché il libro di Ester ha sedici capitoli?
San Girolamo tradusse prima il testo ebraico, che occupa i capitoli da 1 a 10, 3. Raccolse poi alla fine, nei capitoli da 10, 4 a 16, 24, i passi che si trovavano solo in greco, indicando dove ciascuno prendeva posto nel racconto. Le Bibbie protestanti hanno conservato solo i dieci capitoli ebraici; le Bibbie cattoliche ne hanno sedici, oppure inseriscono le aggiunte nel filo del racconto.
Di cosa parla il libro di Ester? Riassunto
Vasthi ripudiata ed Ester regina (capitoli 1-2)
Nel capitolo 1 Assuero mostra la sua gloria con un convito di centottanta giorni per i principi, poi con un banchetto di sette giorni per tutto il popolo di Susa. La regina Vasthi rifiuta di comparire, e un editto la priva della dignità regale. Nel capitolo 2 si radunano le fanciulle di tutte le province; fra loro c'è Ester, che su ordine di Mardocheo tace la sua nazione. Il re la sceglie. Poco dopo Mardocheo scopre una congiura di due eunuchi contro il re, «E fu ciò registrato nelle storie, e posto negli annali in presenza del re» (Est 2, 23).
La congiura di Aman (capitolo 3)
Nel capitolo 3 il re innalza Aman, «il quale era della stirpe di Agag» (Est 3, 1), sopra tutti i principi. Solo Mardocheo non piega le ginocchia davanti a lui. Aman decide allora di sterminare non solo Mardocheo, ma tutta la nazione giudaica. Si gettano «le sorti (dette in Ebreo Phur)» (Est 3, 7), che indicano il mese di Adar, e Aman ottiene un editto che ordina di uccidere tutti i Giudei, «ragazzi, e vecchi, fanciulli, e donne, in uno stesso giorno» (Est 3, 13).
Il digiuno e la decisione di Ester (capitolo 4)
Nel capitolo 4 Mardocheo si veste di sacco e chiede a Ester di intercedere. Ella ricorda che chi entra dal re senza essere chiamato è messo a morte. La risposta di Mardocheo è il perno del libro: «E chi sa, che tu forse non sii pervenuta al regno per questo appunto, affinchè pronta ti avessimo in tal congiuntura?» (Est 4, 14). Ester chiede allora un digiuno di tre giorni per tutti i Giudei di Susa, lo osserva con le sue serve, e decide di presentarsi al re «facendo contro la legge, non essendo io chiamata, e abbandonandomi al pericolo, e alla morte» (Est 4, 16).
Due banchetti e una notte insonne (capitoli 5-7)
Nel capitolo 5 il re porge lo scettro e offre a Ester fino alla metà del regno. Ella chiede soltanto che venga con Aman a un banchetto, e poi a un secondo. Aman, umiliato da Mardocheo alla porta del palazzo, fa preparare una trave «alta cinquanta cubiti» (Est 5, 14). Quella notte, nel capitolo 6, «Il re passò quella notte senza prender riposo» (Est 6, 1): dagli annali scopre che Mardocheo non è mai stato ricompensato, e al mattino è Aman a doverlo condurre in trionfo.
Al secondo banchetto, nel capitolo 7, Ester chiede la vita per sé e per il suo popolo e indica il nemico: «Nemico nostro, e persecutore pessimo egli è questo Aman» (Est 7, 6). «Fu pertanto Aman appeso al patibolo, che egli aveva preparato a Mardocheo» (Est 7, 10).
L'editto capovolto e la festa delle Sorti (capitoli 8-10, 3)
Poiché un decreto persiano non si può revocare, un secondo editto permette ai Giudei di difendersi nel giorno fissato (capitolo 8). Mardocheo esce dal palazzo in vesti regali, «E pe' Giudei parve, che nascesse una nuova luce, gaudio, onore, e festeggiamento» (Est 8, 16). Nel capitolo 9 i Giudei prevalgono su quelli che insorgono contro di loro, e Mardocheo ed Ester istituiscono il quattordicesimo e il quindicesimo giorno di Adar come giorni di festa e di doni ai poveri: «que' giorni furono detti Phurim, cioè delle sorti» (Est 9, 26). Il testo ebraico termina con la grandezza di Mardocheo, che «era il secondo dopo il re Assuero» (Est 10, 3).
I capitoli greci: il sogno, gli editti e le preghiere (10, 4-16, 24)
La parte greca comincia così: «E Mardocheo disse: Opera di Dio è questo» (Est 10, 4). Mardocheo spiega il suo sogno: il piccolo fonte divenuto un fiume, «questa è Esther», e «I due dragoni, eravamo io, ed Aman» (Est 10, 7). Il capitolo 11 dà il sogno stesso: due dragoni pronti a combattere, un giorno di tenebre e di angoscia, poi la luce: «Un lume, e un sole spuntò fuori, e i piccoli furono esaltati, e divorarono i grandi» (Est 11, 11).
Il capitolo 13 riporta il testo dell'editto di Aman, poi la preghiera di Mardocheo. Il capitolo 14 contiene la preghiera di Ester, prostrata nella cenere. Il capitolo 15 racconta l'udienza: la regina compare nel suo splendore, sviene sotto lo sguardo adirato del re, e «Dio rivolse a clemenza il cuore del re» (Est 15, 11). Il capitolo 16, infine, riporta l'editto reale che annulla quello di Aman e riconosce che i Giudei «son figliuoli dell'Altissimo, e massimo, e sempre vivente Iddio» (Est 16, 16).
Il nome di Dio nascosto
Nel testo ebraico il nome di Dio non compare nemmeno una volta. Mardocheo lascia solo intendere che la salvezza verrà «per qualche altra via» (Est 4, 14), e nessuna preghiera è riferita. I capitoli greci, ricevuti dalla Chiesa, rendono esplicito ciò che l'ebraico mostra con il silenzio: una notte insonne, una cronaca letta alla pagina giusta, un patibolo che cade sul suo costruttore. Perfino la sorte, che si credeva cieca, era nelle mani di Dio: «E ordinò, che vi fossero due sorti, una pel popolo di Dio, l'altra per tutte le genti» (Est 10, 10).
Che cosa ci insegna il libro di Ester? La lettura cattolica
La Provvidenza
Nulla accade per caso in questo libro, benché tutto ne abbia l'aria. La parola di Mardocheo, «per questo appunto», vale per ogni vita cristiana: il posto dove Dio ci ha messi non è mai indifferente alla salvezza degli altri.
Il digiuno unito alla preghiera
Ester non conta sulla sua bellezza. Digiuna tre giorni con il suo popolo e, nel capitolo 14, depone le vesti regali, si copre il capo di cenere e «umiliò co' digiuni il suo corpo» (Est 14, 2). San Clemente Romano, nella lettera ai Corinzi, la loda per aver supplicato con il digiuno e l'umiliazione il Dio che vede tutto. Sant'Ambrogio, nel De Elia et jejunio, che il Breviario legge nella domenica di Giuditta, scrive che Ester divenne più bella con il digiuno, perché il Signore accresceva la grazia della mente sobria. Il libro insegna ciò che la Chiesa ricorda ogni Quaresima: la penitenza del corpo dà forza alla preghiera.
L'adorazione dovuta a Dio solo
Il rifiuto di Mardocheo non è orgoglio, ed egli lo spiega nella preghiera: «Ma ho temuto di trasportare ad un uomo l'onor del mio Dio, e di adorar qualcheduno oltre il mio Dio» (Est 13, 14). Sarebbe stato pronto, dice, «a baciare le orme de' suoi piedi» per salvare Israele; non poteva rendergli un culto.
Il superbo abbassato
Aman, «della stirpe di Agag», rinnova l'ostilità di Amalec, il cui re Agag era stato risparmiato da Saul, figlio di Cis: «E prese vivo Agag re di Amalec» (I Re 15, 8, 1 Samuele nelle Bibbie moderne); ora anche Mardocheo discende da un Cis della stirpe di Jemini. Il superbo finisce sul patibolo che aveva preparato, come annunziava il sogno. La Vergine lo canta nel Magnificat: «Ha deposto dal trono i potenti, e ha esaltato i piccoli» (Lc 1, 52).
Ester, figura della Vergine Maria
La tradizione ha visto in Ester una figura della Madonna. Umile figlia di un popolo esule, è innalzata al trono e intercede presso il re per una nazione condannata a morte, come la Regina del cielo intercede presso il Figlio per i peccatori. Gli autori spirituali hanno applicato al privilegio dell'Immacolata Concezione le parole del re alla regina svenuta: «Tu non morrai: perocché questa legge è fatta per tutti, e non per te» (Est 15, 13); vedete l'Immacolata Concezione.
Versetti celebri del libro di Ester
- Est 4, 14: «E chi sa, che tu forse non sii pervenuta al regno per questo appunto».
- Est 4, 16: «non mangiate, e non bevete per tre dì, e per tre notti, ed io colle mie serve digiunerò nella stessa guisa».
- Est 13, 9: «Signore, Signore, Re onnipotente, dapoichè in tuo dominio sono tutte le cose, e non havvi chi al tuo volere resister possa».
- Est 14, 3: «Signore mio, che se' il solo nostro Re, aiuta me abbandonata, e che altro aiuto non ho fuori di te».
- Est 14, 13: «Metti nella mia bocca parole adattate, nel cospetto di quel lione».
- Est 15, 13-14: «Tu non morrai: perocché questa legge è fatta per tutti, e non per te. Appressati adunque, e tocca lo scettro».
Ester nel canone e nella liturgia
Dove si trova il libro di Ester nella Bibbia?
Ester si trova fra i libri storici dell'Antico Testamento cattolico, dopo Tobia e Giuditta e prima di Giobbe. Nella Bibbia ebraica è uno dei cinque “rotoli”, letto in sinagoga alla festa di Purim, che si celebrava già al tempo dei Maccabei, quando il tredici di Adar era detto «un giorno prima del giorno di Mardocheo» (2 Mac 15, 37).
Un libro protocanonico con parti deuterocanoniche
La Chiesa ha ricevuto il libro intero. I capitoli ebraici sono detti protocanonici, cioè mai messi in discussione; i passi greci (10, 4-16, 24) sono deuterocanonici, come le parti greche di Daniele: la loro appartenenza alla Scrittura fu discussa da alcuni nell'antichità prima di essere riconosciuta da tutti, ma hanno la stessa autorità del resto. Alcune liste orientali antiche avevano lasciato da parte Ester, quella di sant'Atanasio per esempio; ma i concili di Ippona (393) e di Cartagine (397) lo contano fra i libri santi, il Concilio di Firenze (1442) conferma questo canone, e il Concilio di Trento, sessione IV (8 aprile 1546), nomina Tobia, Giuditta ed Ester fra i libri sacri, da ricevere interi con tutte le loro parti. I Riformatori conservarono solo il testo ebraico; per questo le Bibbie protestanti hanno solo dieci capitoli di Ester.
Nel Messale e nel Breviario del 1962
- Il Mercoledì delle Ceneri. Durante l'imposizione delle ceneri si canta il responsorio Emendemus in melius, che il Messale indica come tratto da Ester 13 e da Gioele 2, e l'antifona Inter vestibulum et altare termina con le parole della preghiera di Mardocheo: ne claudas ora canentium te, Domine (Est 13, 17); vedete il Mercoledì delle Ceneri.
- Il mercoledì della seconda settimana di Quaresima. L'epistola è la preghiera di Mardocheo (Est 13, 8-11 e 15-17).
- La XXI domenica dopo Pentecoste. L'introito In voluntate tua, Domine, universa sunt posita riprende la stessa preghiera (Est 13, 9-11).
- La XXII domenica dopo Pentecoste. L'offertorio Recordare mei, Domine è preso dalla preghiera di Ester, che chiede parole giuste davanti al re (Est 14, 12-13).
- L'Ufficio del tempo. Nel Breviario il libro di Ester si legge al Mattutino alla fine del ciclo di settembre, dopo Tobia e Giuditta, con l'antifona Domine Rex omnipotens, in ditione tua cuncta sunt posita.
Come leggere il libro di Ester
Leggete prima i capitoli 1-10 d'un fiato: basta meno di un'ora, e si segue senza fatica il capovolgimento del racconto. Rileggetelo poi nell'ordine del greco, grazie alle indicazioni di san Girolamo: il sogno (11, 2-12, 6) prima del capitolo 1; l'editto di Aman (13, 1-7) dopo 3, 13; le due preghiere (13, 8-14, 19) dopo il capitolo 4; l'udienza (capitolo 15) al posto di 5, 1-2; l'editto del re (capitolo 16) dopo 8, 12; la spiegazione del sogno (10, 4-11, 1) alla fine. Pregate lentamente la preghiera di Ester del capitolo 14: è quella di ogni anima che non ha altra speranza che Dio, «esaudisci le voci di coloro, che non hanno altra speranza» (Est 14, 19).
Domande Frequenti
Di cosa parla il libro di Ester?
Racconta come Ester, giovane ebrea divenuta regina di Persia, salvò il suo popolo condannato a morte da un decreto ottenuto da Aman, primo ministro del re Assuero. Dopo tre giorni di digiuno si presenta al re senza essere chiamata, a rischio della vita, e smaschera Aman, che è appeso al patibolo preparato per Mardocheo. I Giudei celebrano questa liberazione con la festa di Purim.
Chi era la regina Ester nella Bibbia?
Ester, chiamata anche Edissa, era un'orfana della tribù di Beniamino, cresciuta a Susa dal parente Mardocheo. Scelta dal re Assuero al posto della regina Vasthi, tacque dapprima la sua origine, poi rischiò la vita per intercedere a favore del suo popolo. La tradizione cattolica vede in lei una figura della Vergine Maria.
Chi ha scritto il libro di Ester?
La maggior parte degli antichi commentatori lo attribuisce a Mardocheo, che secondo il capitolo 9 mise per iscritto tutte queste cose e le mandò ai Giudei. La tradizione giudaica lo attribuisce agli uomini della Grande Sinagoga. La Chiesa non ha definito nulla sull'autore umano, ma ha definito che il libro intero è ispirato.
Che cosa ci insegna il libro di Ester?
Insegna che Dio governa la storia anche quando sembra assente, che il digiuno unito alla preghiera ottiene ciò che la forza non ottiene, che l'adorazione è dovuta a Dio solo e che il superbo cade nella fossa che ha scavato.
Perché il libro di Ester è più corto nelle Bibbie protestanti?
I Riformatori conservarono solo il testo ebraico, che ha dieci capitoli. I passi conservati in greco, che san Girolamo raccolse nei capitoli da 10, 4 a 16, 24, furono relegati fra gli “apocrifi” e poi omessi. La Chiesa cattolica li riceve come Scrittura ispirata, secondo la definizione del Concilio di Trento.
Che cos'è la festa di Purim?
Purim, che il Martini scrive Phurim, è la festa giudaica delle “Sorti”, celebrata il 14 e il 15 di Adar, fra febbraio e marzo. Ricorda la liberazione narrata nel libro di Ester: la sorte gettata da Aman per fissare la strage fu mutata in giorno di gioia. Vi si legge il rotolo di Ester, si fa festa e si mandano doni ai poveri (Est 9, 22).
Quanti capitoli ha il libro di Ester?
Il libro di Ester ha sedici capitoli nella Vulgata e nel Martini, per 275 versetti: dieci capitoli tradotti dall'ebraico e sei capitoli di aggiunte greche, raccolte alla fine da san Girolamo. Le Bibbie protestanti ne hanno solo dieci.
Leggete il libro di Ester versetto per versetto, il Martini con il latino a fronte, anche nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
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