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Il primo libro dei Paralipomeni (1 Cronache)
Il primo libro dei Paralipomeni, che le Bibbie moderne chiamano 1 Cronache, ripercorre la storia sacra da Adamo alla morte del re Davide: le genealogie, l'arca portata a Gerusalemme, la promessa di Nathan e la preparazione del Tempio. Qui sotto trovate i ventinove capitoli nel testo del Martini, con la Vulgata latina a fronte; la guida spiega il nome del libro, chi l'ha scritto, il riassunto delle sue parti e la lettura che ne dà la Chiesa.
Leggere I Paralipomeni: 29 capitoli
Il primo libro dei Paralipomeni si apre con tre nomi, «Adam, Seth, Enos» (1 Par 1, 1), e si chiude sulla morte di Davide, che «morì in prospera vecchiezza; pieno di giorni, e di ricchezze, e di gloria» (1 Par 29, 28). Nove capitoli di nomi e venti capitoli di storia mostrano come Dio abbia scelto la casa di Davide, e come Davide abbia preparato la casa di Dio. La Vulgata lo intitola Liber I Paralipomenon, e il Martini, che la segue, lo chiama primo libro de' Paralipomeni; le Bibbie italiane di oggi lo chiamano Primo libro delle Cronache (1 Cronache, abbreviato 1 Cr).
Perché si chiama libro dei Paralipomeni?
Il titolo ebraico, Dibre hayyamim, significa “le parole dei giorni”, cioè gli annali. I traduttori greci della Settanta lo chiamarono Paraleipomena, “le cose tralasciate”, perché vi vedevano un complemento ai libri dei Re, e il nome passò nella Vulgata e nel Martini. Il nome moderno di «Cronache» risale anch'esso a san Girolamo: nel prologo che pose in testa ai libri dei Re (il Prologus galeatus), rende il titolo ebraico con Verba dierum e aggiunge che lo si potrebbe chiamare, con più proprietà, la cronaca di tutta la storia divina.
San Girolamo stimava moltissimo questo libro. Nella lettera a san Paolino (lettera 53) lo presenta come un compendio di tutto l'Antico Testamento, tanto importante che chi pretendesse di conoscere le Scritture senza di esso si renderebbe ridicolo; e aggiunge che vi si sciolgono molte questioni del Vangelo. Presso gli Ebrei i due libri dei Paralipomeni formavano un'opera sola: il secondo libro dei Paralipomeni continua la storia da Salomone fino all'editto di Ciro. Sui nomi diversi che i libri portano nelle varie Bibbie, vedete la nostra guida Quale Bibbia cattolica leggere.
Chi ha scritto il libro delle Cronache?
Il libro non nomina il suo autore, ma gli antichi scrittori cattolici lo hanno comunemente attribuito a Esdra, il sacerdote e scriba che guidò un ritorno da Babilonia. Il Talmud (trattato Baba Bathra, 15a) riferisce la stessa tradizione: Esdra scrisse il suo libro e le genealogie delle Cronache fino ai suoi tempi.
L'esame del testo va nella stessa direzione. I Paralipomeni e il libro di Esdra hanno lo stesso stile, lo stesso amore per il Tempio e per i Leviti, la stessa cura delle genealogie; e gli ultimi versetti del secondo libro dei Paralipomeni si ritrovano, quasi parola per parola, all'inizio del libro di Esdra. Molti autori moderni parlano invece di un «Cronista» anonimo.
L'autore cita le sue fonti. Le gesta di Davide, scrive, «sono scritte nel libro di Samuele profeta, e nel libro di Nathan profeta, e in quello di Gad profeta» (1 Par 29, 29). Dove il suo racconto corre parallelo al secondo libro dei Re (2 Samuele nelle Bibbie moderne), i due testi concordano nella sostanza, e spesso alla lettera. La Pontificia Commissione Biblica, il 23 giugno 1905, ha ricordato che i libri storici della Scrittura vanno ricevuti come storia vera, a meno di prove solide del contrario; ed è così che la Chiesa ha sempre letto i Paralipomeni.
Quando è stato scritto il libro delle Cronache?
Dopo il ritorno dalla schiavitù di Babilonia. La genealogia della casa di Davide scende oltre Zorobabel, che guidò il primo ritorno (1 Par 3, 19). Il capitolo 9 elenca i sacerdoti, i Leviti e le famiglie di Giuda e di Beniamino tornati ad abitare Gerusalemme, dopo aver detto che gli Israeliti «furon trasportati a Babilonia pei loro peccati» (1 Par 9, 1).
Il testo ebraico conta perfino le offerte per il Tempio in darici, moneta persiana, che la Vulgata rende con solidos e il Martini con «soldi (d'oro)» (29, 7). Gli autori cattolici collocavano dunque il libro alla fine del V o all'inizio del IV secolo avanti Cristo, al tempo di Esdra e di Neemia; molti autori moderni propongono una data un po' più bassa. Il libro fu scritto per la piccola comunità tornata dall'esilio, senza re e senza ricchezze, per ricordarle che resta il popolo della promessa.
Di cosa parla il primo libro delle Cronache? Riassunto
Il primo libro dei Paralipomeni non è una semplice ripetizione dei libri di Samuele e dei Re: è la stessa storia raccontata dal punto di vista del Tempio. Tace il peccato con Betsabea e la ribellione di Assalonne, e aggiunge molto sull'arca, sui Leviti e sui cantori, che non si trova altrove. Si divide in due grandi parti: le genealogie (capitoli 1-9) e il regno di Davide (capitoli 10-29).
Le genealogie, da Adamo al ritorno dall'esilio (capitoli 1-9)
Il capitolo 1 va da Adamo a Noè, poi percorre le nazioni, Abramo ed Esaù. Il capitolo 2 comincia i figli d'Israele da Giuda e ne segue la discendenza per Booz e Isai fino a Davide: «Sesto Asom, settimo David» (1 Par 2, 15). Il capitolo 3 dà i figli di Davide e la serie dei re di Giuda fino a dopo l'esilio. Il capitolo 4 contiene la preghiera di Jabes. Il capitolo 6 traccia la tribù di Levi, con i sommi sacerdoti e i cantori Heman e Asaph; i capitoli 7 e 8 passano in rassegna le altre tribù e la casa di Saul, e il capitolo 9 arriva al ripopolamento di Gerusalemme.
La morte di Saul e l'unzione di Davide (capitoli 10-12)
Di Saul l'autore conserva soltanto la morte sul monte Gelboe e la sua causa: «Morì adunque Saul pelle sue iniquità; perocché egli non osservò i comandamenti intimati a lui dal Signore, e li trasgredì: e di più ancora consultò la Pitonissa» (1 Par 10, 13). Al capitolo 11, tutto Israele va da Davide in Hebron e gli dice: «Noi siam tue ossa, e tua carne»; Davide è unto re e prende «la fortezza di Sion, che fu poi la Città di David» (11, 5). Al capitolo 12 si raccolgono intorno a lui i prodi di ogni tribù, e Amasai, «mosso dallo spirito», gli dice: «pace, pace a te, e pace a quelli, che ti porgono aiuto» (12, 18).
L'arca portata a Gerusalemme (capitoli 13-16)
La prima cura di Davide è l'arca, «perocché noi non abbiamo pensato ad essa a' tempi di Saul» (1 Par 13, 3). Oza, che stende la mano per reggerla, è colpito a morte. Al capitolo 14, Hiram re di Tiro manda cedri e Davide sconfigge i Filistei. Al capitolo 15, Davide ristabilisce l'ordine della Legge: «Non è lecito, che l'arca di Dio sia portata da altri, che dai Leviti» (1 Par 15, 2). Al capitolo 16, l'arca è collocata sotto la tenda, e Davide stabilisce Asaph e i suoi fratelli perché lodino continuamente il Signore.
La promessa di Nathan a Davide (capitolo 17)
Davide, che abita «in una casa di cedro» mentre l'arca «sta sotto le pelli», vuole costruire una casa al Signore; Dio gli risponde per mezzo del profeta Nathan che sarà lui, il Signore, a fondare la casa di Davide: «io farò sorgere dopo di te uno di tua stirpe, il quale sarà de' tuoi discendenti, e darò a lui un regno perenne. Egli mi edificherà una casa, e io farò stabile il suo trono in eterno» (1 Par 17, 11-12).
Le guerre e il censimento (capitoli 18-21)
I capitoli 18-20 riassumono le vittorie di Davide sui Filistei, su Moab, sulla Siria e su Ammon. Al capitolo 21, Satana spinge Davide a contare Israele; la peste colpisce il popolo, e l'angelo sterminatore si ferma «presso all'aia di Ornan Jebuseo» (21, 15). Lì Davide erge un altare, e il Signore lo esaudisce «mandando fuoco dal cielo sull'altare dell'olocausto» (1 Par 21, 26). Su quel luogo sorgerà il Tempio.
Davide prepara il Tempio e il suo culto (capitoli 22-29)
Davide raduna pietre, cedro, oro e bronzo, e affida a Salomone la costruzione, perché a lui Dio ha detto: «Tu hai sparso molto sangue, e hai fatte molte guerre», mentre il figlio «sarà chiamato il Pacifico» (1 Par 22, 8-9). Il capitolo 23 ordina i Leviti, che dovranno trovarsi «la mattina a cantare le lodi del Signore: e parimente la sera» (23, 30); il capitolo 24 divide i sacerdoti in ventiquattro classi tirate a sorte; il capitolo 25 stabilisce i maestri del canto sacro, «dugento ottantotto»; i capitoli 26 e 27 elencano portinai, tesorieri e ufficiali del regno.
In un'assemblea solenne Davide consegna a Salomone il modello del Tempio: «Tutte queste cose, disse egli, sono state mandate a me descritte di mano del Signore» (1 Par 28, 19). Al capitolo 29, il popolo offre con gioia, Davide benedice Dio, Salomone è unto «per la seconda volta», e Davide muore dopo quarant'anni di regno, sette in Hebron e trentatré in Gerusalemme.
Temi e lettura cattolica
Cristo, figlio di Davide
L'oracolo di Nathan, come lo riferiscono i Paralipomeni, va ancora più lontano di quello del secondo libro dei Re: «E io gli darò il governo della mia casa, e del mio regno in eterno: e immobile sarà il suo trono in perpetuo» (1 Par 17, 14). La lettera agli Ebrei applica a Cristo la parola del versetto precedente: «io sarogli padre, ed ei sarammi figliuolo» (Eb 1, 5); e l'angelo annunzia alla Vergine che a suo Figlio «darà il Signore Iddio la sede di Davidde suo padre», e che «il suo regno non avrà fine» (Lc 1, 32-33). Sant'Agostino dedica un capitolo della Città di Dio (XVII, 8) a mostrare che queste promesse non si sono compiute in Salomone, ma pienamente in Cristo.
Le genealogie e il Vangelo
I primi capitoli preparano le genealogie di Nostro Signore. San Matteo segue la stessa linea per Giuda, Phares, Booz e Isai (Mt 1); san Luca risale, come i Paralipomeni, fino ad Adamo, «il quale fu di Dio» (Lc 3, 38). È in questo senso che san Girolamo diceva che il libro scioglie questioni del Vangelo.
Il sacerdozio e il canto sacro
Davide non costruisce nulla, ma ordina tutto: questi capitoli insegnano che il culto pubblico dev'essere regolato, servito da un sacerdozio consacrato e ornato dalla musica sacra. Le classi sacerdotali istituite da Davide servivano ancora al tempo del Vangelo: Zaccaria, padre di san Giovanni Battista, era «della classe di Abia» (Lc 1, 5), l'ottava estratta a sorte (1 Par 24, 10). I figli di Asaph, di Heman e d'Idithun, scelti «perchè cantassero le lodi di Dio al suono delle cetre, de' salterj, e de' cimbali» (25, 1), e i Leviti che lodavano il Signore mattina e sera stanno all'origine della tradizione che la Chiesa continua nella salmodia dell'Ufficio, alle Lodi e ai Vespri: la spiega la nostra pagina sulla Liturgia delle Ore.
L'aia di Ornan
Davide si offre per il suo popolo: «Io sono, che ho peccato, io, che ho fatto il male: che ha meritato questo gregge?» (1 Par 21, 17). Il suo sacrificio ferma la spada dell'angelo, e su quel luogo sarà costruito il Tempio, dove per secoli i sacrifici annunzieranno l'unico sacrificio del Calvario. Davide rifiuta anche il terreno offerto in dono: non vuole offrire al Signore «olocausti, che non mi costino nulla» (21, 24).
Satana e il censimento
Il secondo libro dei Re dice che il furore del Signore si accese contro Israele, e Davide «si mosse a dar ordini, che si facesse il registro» del popolo (2 Sam 24, 1); i Paralipomeni precisano: «Ma Satan si levò su contro Israele: e incitò David a fare il censo d'Israele» (1 Par 21, 1). Il secondo testo spiega il primo: Dio permette la tentazione, Satana la suscita.
La generosità verso Dio
Gli ultimi due capitoli sono una meditazione sul dono. «Il popolo si allegrò in promettendo le sue offerte volontarie: perchè di tutto cuore le facevano al Signore» (29, 9), e Davide confessa che tutto viene da Dio: «tue sono tutte le cose, e a te abbiam dato quello, che dalla mano tua abbiam ricevuto» (1 Par 29, 14). È lo spirito stesso dell'offertorio della Messa.
Versetti celebri del primo libro delle Cronache
- La preghiera di Jabes (1 Par 4, 10): «Se tu mi benedirai distintamente, e dilaterai i miei confini, e se sarà meco la tua mano, e non permetterai, ch'io venga oppresso dalla malvagità. E Dio gli concedette quello, ch'ei domandò.» Sua madre gli aveva dato quel nome dicendo: «L'ho partorito con dolore» (4, 9). È il versetto più cercato del libro.
- Il cantico di Davide per l'arca (1 Par 16, 8-36): riprende salmi noti. Nella numerazione della Vulgata, i versetti 8-22 sono l'inizio del salmo 104 (105 nelle Bibbie moderne), i versetti 23-33 corrispondono al salmo 95 (96) e la conclusione riprende il salmo 105 (106). Vi si legge: «Cercate il Signore, e la sua virtù: cercate mai sempre la sua presenza» (16, 11); «Non toccate gli unti miei: e non fate torto a' miei profeti» (16, 22); e «Date gloria al Signore, perchè egli è buono; perchè la misericordia di lui è in eterno» (16, 34), un'intera preghiera di ringraziamento in una riga.
- Il consiglio di Davide a Salomone (1 Par 28, 9): «servilo con cuore perfetto, e di buona voglia: perocché il Signore è scrutatore di tutti i cuori […] Se lo cercherai, tu lo troverai». E poco dopo: «Opera virilmente, e fatti animo, e pon mano all'opera: non temere, non ti sbigottire» (1 Par 28, 20).
- La benedizione di Davide (1 Par 29, 11): «Tua ell'è, o Signore, la magnificenza, la possanza, la gloria, e la vittoria; e tua è la lode: perocché tutte le cose, che sono in cielo, e in terra, sono tue: tuo, o Signore, è il regno». La dossologia sul regno, la potenza e la gloria che alcuni manoscritti greci e l'uso protestante aggiungono al Padre nostro riecheggia queste parole; non appartiene né al testo della Vulgata né al rito romano.
- La semplicità del cuore (1 Par 29, 17): «Io so, Dio mio, che tu disamini i cuori, e ami la semplicità».
Il primo libro dei Paralipomeni nel canone e nella liturgia
Il primo libro dei Paralipomeni è un libro storico dell'Antico Testamento, protocanonico: lo ricevono Ebrei, cattolici, ortodossi e protestanti. Corre parallelo alla fine del primo libro dei Re (1 Samuele) e al secondo (2 Samuele), e arriva all'inizio del terzo (1 Re). Il Concilio di Trento (sessione IV, 1546) nomina i due libri dei Paralipomeni (Paralipomenon duo) fra i libri canonici e dichiara autentica la Vulgata di san Girolamo. Nella Bibbia ebraica le Cronache chiudono il canone; nella Vulgata e nel Martini seguono i quattro libri dei Re e precedono Esdra.
La liturgia tradizionale prega ogni settimana la benedizione di Davide. Nel salterio del Breviario romano riformato da san Pio X e in uso nel 1962, il cantico dell'Antico Testamento delle Lodi del lunedì, nel primo schema, è il Canticum David (29, 10-13): Benedictus es, Domine, Deus Israël patris nostri, ab aeterno in aeternum. Il testo del Martini è al capitolo 29: «Benedetto se' tu, Signore Dio d'Israele padre nostro, d'eternità in eternità». Potete pregarlo con l'Ufficio del giorno nel nostro Breviario.
Al Messale, l'introito dell'Epifania, Ecce advenit dominator Dominus: et regnum in manu ejus, et potestas, et imperium, unisce una parola di Malachia a un'eco del versetto 29, 12, dove Davide dice a Dio: in manu tua virtus et potentia; il Messale del 1962 indica in margine le due fonti. L'offertorio della Messa della Dedicazione di una chiesa, Domine Deus, in simplicitate cordis mei laetus obtuli universa, è tratto dai versetti 17 e 18 dello stesso capitolo: «ond'io nella semplicità del mio cuore tutte queste cose ho offerte con gaudio».
Come leggere il primo libro delle Cronache
Seguite la linea da Adamo a Davide nei capitoli 1-3, poi scorrete più rapidamente fino al capitolo 10, fermandovi su Jabes e sui cantori. Tenete aperto il secondo libro dei Re accanto ai capitoli 11-21, per vedere che cosa l'autore aggiunge e che cosa tralascia. Pregate il capitolo 16 insieme ai salmi 95 e 104 della Vulgata, e leggete i capitoli 28 e 29 come una meditazione sulla generosità verso Dio. Passate poi al secondo libro dei Paralipomeni: i due libri formano un'opera sola.
Domande Frequenti
Che cosa significa Paralipomeni?
La parola viene dal greco della Settanta e significa “le cose tralasciate”: i traduttori vi vedevano un complemento ai libri dei Re. Il titolo ebraico vuol dire “le parole dei giorni”, cioè gli annali, e san Girolamo proponeva di vedervi la cronaca di tutta la storia sacra. Da qui il nome moderno di Cronache: 1 Paralipomeni e 1 Cronache sono lo stesso libro.
Chi ha scritto il primo libro delle Cronache?
Il libro non nomina il suo autore, ma la tradizione ebraica e cristiana lo attribuisce a Esdra, il sacerdote e scriba del ritorno dall'esilio. Il Talmud lo dice espressamente, e lo stile e lo spirito del libro sono molto vicini a quelli di Esdra. Molti autori moderni parlano di un «Cronista» rimasto anonimo.
Quanti capitoli ha il primo libro delle Cronache?
Ventinove, con 940 versetti nella Vulgata e nel Martini. I capitoli 1-9 sono genealogie, i capitoli 10-29 raccontano il regno di Davide. Ogni capitolo si apre dalla griglia in cima a questa pagina.
Che cos'è la preghiera di Jabes?
È la breve preghiera riferita in 1 Cronache 4, 10: Jabes, il cui nome ricordava il dolore della madre, chiese a Dio di benedirlo, di allargare i suoi confini, di tenere su di lui la sua mano e di non lasciarlo opprimere dal male, «E Dio gli concedette quello, ch'ei domandò». Insegna la fiducia nella preghiera di domanda, purché la si rimetta alla volontà di Dio.
Che cosa significa 1 Cronache 28, 20?
È l'esortazione di Davide a Salomone, al momento di affidargli la costruzione del Tempio: «Opera virilmente, e fatti animo […] non temere, non ti sbigottire», perché il Signore sarà con lui finché l'opera non sia compiuta.
Perché Davide non costruì il Tempio?
Perché Dio glielo negò: «Non edificherai tu una casa al nome mio, perchè se' uomo di battaglie, e hai sparso del sangue» (1 Par 28, 3). La costruzione fu riservata a suo figlio Salomone, l'uomo della pace. Davide ne preparò però tutti i materiali, il modello e l'ordine del culto.
Il primo libro dei Paralipomeni si legge anche versetto per versetto, in italiano e in latino, nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
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