La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 105 (Vulgata 104): Confitemini Domino, la memoria dell'alleanza
Il salmo 105 delle Bibbie moderne è il salmo 104 della Vulgata, il *Confitemini Domino, et invocate nomen ejus*: una storia sacra cantata, da Abramo all'Esodo, che racconta non ciò che gli uomini hanno fatto, ma ciò che Dio ha fatto per loro. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 104 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 103.
1 Alleluja. Confitemini Domino, et invocate nomen ejus ; annuntiate inter gentes opera ejus.
1 Alleluia, cioè lodate il Signore. Date lode al Signore, e invocate il suo nome: annunziate le opere di lui tralle genti.
2 Cantate ei, et psallite ei ; narrate omnia mirabilia ejus.
2 Cantate la gloria di lui sugli strumenti di musica: raccontate tutte le sue meraviglie.
3 Laudamini in nomine sancto ejus ; lætetur cor quærentium Dominum.
3 Gloriatevi nel santo nome di lui: sia nell'allegrezza il cuore di quelli, che cercano il Signore.
4 Quærite Dominum, et confirmamini ; quærite faciem ejus semper.
4 Cercate il Signore, e fatevi forti: cercate mai sempre la sua presenza.
5 Mementote mirabilium ejus quæ fecit ; prodigia ejus, et judicia oris ejus :
5 Ricordatevi delle meraviglie, che egli fece: de' suoi prodigj, delle leggi, ch'ei pronunziò di sua bocca,
6 semen Abraham servi ejus ; filii Jacob electi ejus.
6 O voi seme di Abramo, servi di lui; o voi figliuoli di Giacobbe gli eletti di lui.
7 Ipse Dominus Deus noster ; in universa terra judicia ejus.
7 Egli il Signore Dio nostro: i giudizj di lui sono noti a tutta quanta la terra.
8 Memor fuit in sæculum testamenti sui ; verbi quod mandavit in mille generationes :
8 Egli si è ricordato sempre della sua alleanza: della parola fermata da lui per mille generazioni.
9 quod disposuit ad Abraham, et juramenti sui ad Isaac :
9 Della parola, ch'ei diede ad Abramo, e del giuramento suo ad Isacco.
10 et statuit illud Jacob in præceptum, et Israël in testamentum æternum,
10 Giuramento, ch'ei confermò quasi legge a Giacobbe, e ad Israele qual patto sempiterno.
11 dicens : Tibi dabo terram Chanaan, funiculum hæreditatis vestræ :
11 Dicendo: A te darò la terra di Chanaan divisa come vostra eredità.
12 cum essent numero brevi, paucissimi, et incolæ ejus.
12 Bench'ei fossero in piccol numero; pochissimi di numero, e in essa stranieri:
13 Et pertransierunt de gente in gentem, et de regno ad populum alterum.
13 E passarono da una nazione ad un' altra, e da un regno a un altro popolo.
14 Non reliquit hominem nocere eis : et corripuit pro eis reges.
14 Non permise, che uomo facesse loro alcun male, e per essi gastigò dei re.
15 Nolite tangere christos meos, et in prophetis meis nolite malignari.
15 Non toccate i miei cristi, e non malignate contro de' miei profeti.
16 Et vocavit famem super terram, et omne firmamentum panis contrivit.
16 E chiamò sulla terra la fame, e tolse tutto il sostegno del pane.
17 Misit ante eos virum : in servum venundatus est, Joseph.
17 Mandò avanti di loro un uomo: Giuseppe fu venduto per ischiavo.
18 Humiliaverunt in compedibus pedes ejus ; ferrum pertransiit animam ejus :
18 Lo umiliarono inceppandogli i piedi: il ferro trapassò l'anima di lui
19 donec veniret verbum ejus. Eloquium Domini inflammavit eum.
19 fino a tanto che si adempisse la sua parola. La legge del Signore lo avea messo nel fuoco:
20 Misit rex, et solvit eum ; princeps populorum, et dimisit eum.
20 il Re mandò a scioglierlo: il principe de' popoli lo liberò.
21 Constituit eum dominum domus suæ, et principem omnis possessionis suæ :
21 Lo costituì padrone della sua casa, e principe di quanto ei possedeva.
22 ut erudiret principes ejus sicut semetipsum, et senes ejus prudentiam doceret.
22 Affinchè egli sua saggezza comunicasse a' suoi grandi, e al senato di lui insegnasse prudenza.
23 Et intravit Israël in Ægyptum, et Jacob accola fuit in terra Cham.
23 E Israele entrò nell'Egitto, e Giacobbe pellegrinò nella terra di Cham.
24 Et auxit populum suum vehementer, et firmavit eum super inimicos ejus.
24 E (Dio) moltiplicò grandemente il popol suo, e lo rendette più forte de' suoi nemici.
25 Convertit cor eorum, ut odirent populum ejus, et dolum facerent in servos ejus.
25 Ei cangiò il cuor di coloro perché prendesser in odio il popol suo, e facesser soverchieria a' suoi servi.
26 Misit Moysen servum suum ; Aaron quem elegit ipsum.
26 Spedì il suo servo Mosè, e Aronne, cui pur egli elesse.
27 Posuit in eis verba signorum suorum, et prodigiorum in terra Cham.
27 E pose nelle lor mani i suoi miracoli, e i prodigj da farsi nella terra di Cham.
28 Misit tenebras, et obscuravit ; et non exacerbavit sermones suos.
28 Mandò le tenebre, e tutto fu oscurità: ed egli non rendette vane le sue parole.
29 Convertit aquas eorum in sanguinem, et occidit pisces eorum.
29 Cangiò in sangue le loro acque, e uccise i loro pesci.
30 Edidit terra eorum ranas in penetralibus regum ipsorum.
30 La terra mandò fuori i ranocchi nelle più segrete stanze dei regi istessi.
31 Dixit, et venit cœnomyia et ciniphes in omnibus finibus eorum.
31 A una sua parola venner le mosche, e i mosconi per tutto quanto il loro paese.
32 Posuit pluvias eorum grandinem : ignem comburentem in terra ipsorum.
32 Mutò in grandine le loro pioggie: piovve sulla loro terra un fuoco divoratore.
33 Et percussit vineas eorum, et ficulneas eorum, et contrivit lignum finium eorum.
33 E percosse le loro viti, e le loro ficaie, e fece in pezzi le piante delle loro regioni.
34 Dixit, et venit locusta, et bruchus cujus non erat numerus :
34 A una parola di lui venne la locusta, e il bruco, ed erano senza numero:
35 et comedit omne fœnum in terra eorum, et comedit omnem fructum terræ eorum.
35 E mangiaron tutta l'erba de' loro terreni, e mangiarono tutti i frutti de' loro campi.
36 Et percussit omne primogenitum in terra eorum, primitias omnis laboris eorum.
36 E percosse tutti i primogeniti nella loro terra, le primizie di lor robustezza.
37 Et eduxit eos cum argento et auro, et non erat in tribubus eorum infirmus.
37 E menò via Israele coll'argento, e coll'oro; e nelle loro tribù non era un malato.
38 Lætata est Ægyptus in profectione eorum, quia incubuit timor eorum super eos.
38 Si rallegrò della loro partenza l'Egitto, perché era sopraffatto dal timore, che avea di essi.
39 Expandit nubem in protectionem eorum, et ignem ut luceret eis per noctem.
39 Stese una nuvola, che li coprisse, e fè, che il fuoco gli illuminasse di notte.
40 Petierunt, et venit coturnix, et pane cæli saturavit eos.
40 Chiesero, e venner le quaglie: e li saziò con pane del cielo.
41 Dirupit petram, et fluxerunt aquæ : abierunt in sicco flumina.
41 Fendette la pietra, e scorser le acque: sgorgaron fiumi in un luogo di siccità.
42 Quoniam memor fuit verbi sancti sui, quod habuit ad Abraham puerum suum.
42 Perché egli ebbe memoria di quella sua santa parola, detta ad Abramo suo servo.
43 Et eduxit populum suum in exsultatione, et electos suos in lætitia.
43 E il suo popolo trasse fuora tutto esultante, e i suoi eletti pieni di allegrezza.
44 Et dedit illis regiones gentium, et labores populorum possederunt :
44 E diede loro i paesi delle nazioni, e furon padroni delle fatiche de' popoli,
45 ut custodiant justificationes ejus, et legem ejus requirant.
45 Affinchè osservino i suoi comandamenti, e amino la sua legge.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 105 o salmo 104?
Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, contano questo salmo come il 105; la Vulgata, il Martini e i libri liturgici lo contano come il 104, perché uniscono i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, che comincia con Confitemini Domino, et invocate nomen ejus.
Due vicini possono trarre in inganno. Il salmo 104 delle Bibbie moderne è il grande inno al Creatore, Benedic, anima mea, Domino: nella Vulgata è il salmo 103. E il salmo 105 della Vulgata, che comincia anch'esso con Confitemini Domino, ma prosegue «perché egli è buono, perché eterna ell'è la sua misericordia», è il salmo 106 delle Bibbie moderne: lo trovate al salmo 105 della Vulgata. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 105?
È un salmo storico, una catechesi cantata. Non racconta anzitutto ciò che gli uomini hanno fatto, ma ciò che Dio ha fatto per loro, e si riassume in una frase: «Egli si è ricordato sempre della sua alleanza: della parola fermata da lui per mille generazioni» (v. 8).
L'invito alla lode (v. 1-7). «Alleluia, cioè lodate il Signore. Date lode al Signore, e invocate il suo nome: annunziate le opere di lui tralle genti» (v. 1). Il versetto 4, spesso cercato, ne dà lo spirito: «Cercate il Signore, e fatevi forti: cercate mai sempre la sua presenza» (v. 4). E il versetto 3 promette la gioia a chi cerca: «sia nell'allegrezza il cuore di quelli, che cercano il Signore».
I patriarchi (v. 8-15). La promessa fatta ad Abramo, giurata a Isacco, confermata a Giacobbe, riguarda la terra: «A te darò la terra di Chanaan divisa come vostra eredità» (v. 11). Erano pochi e stranieri, eppure Dio li protegge contro i re: «Non toccate i miei cristi, e non malignate contro de' miei profeti» (v. 15). I «cristi», cioè gli unti, sono qui i patriarchi stessi, consacrati dall'elezione divina; la tradizione cristiana ha spesso applicato questo versetto ai sacerdoti e a tutti coloro che Dio ha consacrati.
Giuseppe (v. 16-22). Arriva la carestia, e Dio ha già preparato la risposta: «Mandò avanti di loro un uomo: Giuseppe fu venduto per ischiavo» (v. 17). «Lo umiliarono inceppandogli i piedi: il ferro trapassò l'anima di lui» (v. 18), finché giunse l'ora di Dio; poi il re lo liberò e lo fece «padrone della sua casa» (v. 21). Santo Stefano riprende questo racconto davanti al Sinedrio: «I patriarchi poi per invidia venderon Giuseppe, onde fu condotto in Egitto: ma Dio era con lui» (Atti 7, 9).
L'Egitto e l'Esodo (v. 23-45). Israele entra in Egitto; Dio manda Mosè e Aronne, e le piaghe colpiscono il paese. Poi l'uscita con l'argento e l'oro, la nube e il fuoco, le quaglie e il pane del cielo: «Chiesero, e venner le quaglie: e li saziò con pane del cielo» (v. 40), e l'acqua dalla roccia. La ragione di tutto è ripetuta: «Perché egli ebbe memoria di quella sua santa parola, detta ad Abramo suo servo» (v. 42). Lo scopo è morale: la terra è data «Affinchè osservino i suoi comandamenti, e amino la sua legge» (v. 45).
La lettura dei Padri
I primi versetti si ritrovano quasi parola per parola nel canto che Davide affidò ad Asaf il giorno in cui l'arca entrò in Gerusalemme: «Date lode al Signore, e invocate il suo nome: annunziate le opere di lui alle genti» (1 Paralipomeni 16, 8, 1 Cronache nelle Bibbie moderne). Su questo si fonda l'attribuzione tradizionale a Davide.
I Padri hanno letto tutta questa storia come figura della Chiesa e della salvezza. Giuseppe, venduto dai fratelli, umiliato e poi innalzato per nutrire quelli che lo avevano tradito, è una delle grandi figure di Cristo. Il pane del cielo è quello di cui Gesù dice: «Non diede Mosè a voi il pane del cielo, ma il Padre mio dà a voi il vero pane del cielo» (Giovanni 6, 32). E l'uscita dall'Egitto è la figura della Pasqua di Cristo e del Battesimo, che fa passare dalla schiavitù alla libertà dei figli di Dio.
Il salmo forma un dittico con il seguente, il salmo 106 (Vulgata 105): l'uno racconta la fedeltà di Dio, l'altro l'infedeltà del popolo. La stessa memoria della storia sacra si legge nel salmo 78 (Vulgata 77), Attendite.
Il salmo 104 nella liturgia del 1962
Il Mattutino del sabato. Il Breviario romano del 1962 lo assegna al Mattutino del sabato: diviso in tre parti, apre i nove salmi dell'unico notturno feriale, prima dei due salmi storici che lo seguono. Le antifone ne seguono il racconto: Memor fuit in saeculum testamenti sui Dominus Deus noster, Auxit Dominus populum suum, Eduxit Deus populum suum in exsultatione, et electos suos in laetitia. Il salterio vi unisce il versetto Memor fuit Dominus verbi sancti sui. — Quod locutus est ad Abraham, puerum suum. Potete seguirlo nel breviario del giorno.
L'ottava di Pasqua. Nel Messale del 1962, il versetto 1, Confitemini Domino, et invocate nomen ejus, è il versetto salmico degli introiti del lunedì e del martedì di Pasqua; e il Sabato in Albis l'introito canta il versetto 43: Eduxit Dominus populum suum in exsultatione, alleluia: et electos suos in laetitia. I neobattezzati della Veglia sono il nuovo Israele uscito dall'Egitto; vedete la pagina sulla Pasqua.
La Quaresima e le Tempora. I versetti 3 e 4, Laetetur cor quaerentium Dominum: quaerite Dominum, et confirmamini: quaerite faciem ejus semper, formano l'introito del giovedì della quarta settimana di Quaresima e del venerdì delle Tempora di settembre. Il versetto 1 è infine il versetto alleluiatico della diciannovesima domenica dopo Pentecoste.
Come pregare il salmo 105
- In rendimento di grazie, allargando la memoria dei propri benefici a quella di tutta la storia della salvezza; vedete la preghiera di ringraziamento.
- Nell'attesa, con l'esempio di Giuseppe: la promessa tarda, ma non è dimenticata.
- Nella ricerca di Dio. Il versetto 4 si custodisce come una giaculatoria: cercare sempre il suo volto.
- Nel tempo pasquale, quando la Chiesa lo canta come l'inno del nuovo Esodo.
Domande Frequenti
Perché il salmo 105 si chiama anche salmo 104?
Perché la Vulgata e la Settanta uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il salmo 105 delle Bibbie moderne è quindi il salmo 104 della Vulgata, Confitemini Domino, et invocate nomen ejus.
Che cosa significa il versetto 15 del salmo 105?
Nel Martini: «Non toccate i miei cristi, e non malignate contro de' miei profeti». Nel salmo, Dio protegge i patriarchi, suoi eletti, contro i re stranieri. La tradizione vi legge più largamente il rispetto dovuto a coloro che Dio ha consacrati.
Che cosa significa il versetto 4 del salmo 105?
«Cercate il Signore, e fatevi forti: cercate mai sempre la sua presenza.» Questa ricerca non ha fine quaggiù: il volto di Dio si contempla pienamente soltanto in Cielo. Con il versetto 3 forma l'introito Laetetur cor quaerentium Dominum.
Chi ha scritto il salmo 105?
La tradizione lo attribuisce a Davide, perché i suoi primi versetti formano il canto che, secondo il libro dei Paralipomeni, egli fece eseguire all'ingresso dell'arca in Gerusalemme. L'autore principale è lo Spirito Santo.
Tutta la Bibbia offline, con la pagina segnata e i versetti evidenziati: la Bibbia cattolica nell'applicazione.
Salmo 104 (105) · con l'app
Accesso anticipato