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Il libro di Giosuè
Il libro di Giosuè racconta come Israele, guidato dal successore di Mosè, passa il Giordano, vede cadere le mura di Gerico, conquista la terra promessa e la divide fra le dodici tribù. Qui sotto trovate i ventiquattro capitoli nel testo del Martini, con la Vulgata latina a fronte; la guida spiega chi era Giosuè nella Bibbia, chi ha scritto il libro, il riassunto di ogni parte e la lettura che ne dà la Chiesa.
Leggere Giosuè: 24 capitoli
Il libro di Giosuè si apre all'indomani della morte di Mosè: «E dopo la morte di Mosè, servo del Signore, egli avvenne che parlò il Signore a Giosuè figliuolo di Nun, ministro di Mosè» (Gs 1, 1). Si chiude su tre sepolture nella terra promessa ai patriarchi: quella di Giosuè, quella del sommo sacerdote Eleazaro e quella delle ossa di Giuseppe, riportate dall'Egitto. In mezzo, Israele passa il Giordano, vede cadere Gerico, conquista il paese e lo riceve in sorte. È il primo dei libri storici dell'Antico Testamento, e il Giosuè di cui parla non è il poeta Carducci, ma il figlio di Nun, il condottiero che portò il nome stesso di Gesù.
Chi era Giosuè nella Bibbia?
Giosuè, figlio di Nun, era della tribù di Efraim: nella lista degli esploratori mandati in Canaan si legge «Della tribù di Ephraim, Osee figliuolo di Nun» (Nm 13, 9). Il suo primo nome era dunque Osea, e fu Mosè a cambiarlo: «ad Osee figliuolo di Nun diede il nome di Giosuè» (Nm 13, 17). In ebraico Yehoshua significa il Signore salva: è lo stesso nome che, in greco Iesous, porterà Nostro Signore.
Prima di essere capo, Giosuè fu soldato e servitore. Comandò Israele contro Amalec mentre Mosè pregava sul monte, e «Giosuè sbaragliò Amalec» (Es 17, 13). Accompagnò Mosè sul Sinai, e quando Mosè parlava con Dio nella tenda, «il suo giovine ministro Giosuè figliuolo di Nun non si dipartiva dal tabernacolo» (Es 33, 11). Fra i dodici esploratori, solo lui e Caleb incoraggiarono il popolo a entrare nel paese, e per questo furono gli unici della loro generazione a vederlo (Nm 14, 30). Infine Mosè gli impose le mani davanti al sommo sacerdote Eleazaro, e «Giosuè figliuolo di Nun fu ripieno di spirito di sapienza, perché Mosè gli aveva imposte le sue mani» (Dt 34, 9).
Giosuè non era figlio di Mosè, come si sente dire talvolta: i figli di Mosè si chiamavano Gersam ed Eliezer (Es 18, 3-4). Era il suo ministro e il suo successore. Morì a centodieci anni e fu sepolto nella sua eredità, a Thamnath-sare, sul monte di Efraim (Gs 24, 29-30). Il Martirologio Romano lo commemora il 1° settembre.
Chi ha scritto il libro di Giosuè?
La Chiesa ha ricevuto il libro sotto il nome del suo protagonista, e l'opinione comune dei commentatori cattolici tiene che Giosuè stesso l'abbia scritto: il libro porta il suo nome perché contiene la storia di quanto avvenne sotto di lui. Il Talmud (trattato Baba Bathra) dice allo stesso modo che Giosuè scrisse il libro che porta il suo nome, e che il racconto della sua morte fu aggiunto poi da un'altra mano.
Il libro stesso sostiene questa opinione. Al rinnovamento dell'alleanza in Sichem si legge che Giosuè «Scrisse ancora tutte queste cose nel libro della legge del Signore» (Gs 24, 26). Rahab e i suoi vivono fra gli Israeliti «come sono fino al dì d'oggi» (Gs 6, 25), il che conviene a uno scrittore della sua generazione. I confini delle tribù sono descritti con precisione da agrimensore, e il libro conosce un paese in cui i Gebusei abitano ancora Gerusalemme (Gs 15, 63) e i Cananei vivono ancora a Gazer (Gs 16, 10). Tutto indica un autore vicino agli avvenimenti, e in ogni caso anteriore alla presa di Gerusalemme da parte di Davide.
Gli ultimi versetti, sulla morte di Giosuè, non possono essere suoi: il Talmud li attribuisce al sommo sacerdote Eleazaro, poi a suo figlio Finees per la menzione della morte di Eleazaro. Molti esegeti moderni vedono invece nel libro una parte di una vasta opera storica molto più tarda, compilata da fonti antiche.
Quando è stato scritto il libro di Giosuè?
Secondo l'opinione tradizionale, il libro fu scritto mentre Giosuè era in vita, e gli ultimi versetti furono aggiunti poco dopo la sua morte; è comunque anteriore a Davide. Quanto alla conquista, la Scrittura conta quattrocentottanta anni dall'uscita dall'Egitto al quarto anno di Salomone (III Re 6, 1, 1 Re nelle Bibbie moderne): secondo questo calcolo l'ingresso in Canaan si colloca nel secondo millennio avanti Cristo, senza che i cronologi si siano mai accordati sull'anno esatto. All'interno del libro le guerre durano circa sette anni, come si ricava dalle parole di Caleb: aveva quarant'anni quando Mosè lo mandò a esplorare il paese (Gs 14, 7), e al momento della divisione dice: «io ho oggi ottantacinque anni» (Gs 14, 10).
Di cosa parla il libro di Giosuè? Riassunto
Il libro si divide in tre parti: la conquista (capitoli 1-12), la divisione del paese (13-22), l'addio di Giosuè (23-24).
Il passaggio del Giordano (capitoli 1-5)
Al capitolo 1, Dio esorta Giosuè al coraggio e alla meditazione della Legge: «Abbi mai sempre alla bocca il libro di questa legge, e meditalo i giorni, e le notti» (Gs 1, 8). Al capitolo 2, due esploratori partono da Setim verso Gerico ed entrano «in casa di una donna di mala vita, per nome Rahab» (Gs 2, 1), che li nasconde perché ha capito che «il Signore Dio vostro egli è Dio lassù in cielo, e quaggiù in terra» (Gs 2, 11). Come segno riceve «questa cordicella di color di scarlatto» da legare alla finestra (Gs 2, 18).
Al capitolo 3, quando i sacerdoti che portano l'arca mettono i piedi nel Giordano in piena, le acque di sopra si fermano e, «gonfiandosi come un monte apparivan da lungi» (Gs 3, 16), mentre «tutto il popolo passava pel letto che era a secco» (Gs 3, 17). Al capitolo 4, dodici pietre tolte dal letto del fiume sono erette a Galgala, e altre dodici poste in mezzo al Giordano, dove stavano i sacerdoti. Al capitolo 5, la nuova generazione è circoncisa, si celebra la Pasqua, e «mancò la manna dopoché ebber mangiato de' frutti della terra» (Gs 5, 12). Davanti a Gerico appare a Giosuè un uomo con la spada sguainata: «io sono il principe dell'esercito del Signore» (Gs 5, 14), e Giosuè si prostra.
Le mura di Gerico, Hai e i Gabaoniti (capitoli 6-9)
Al capitolo 6, l'esercito fa per sei giorni il giro di Gerico, una volta al giorno, dietro l'arca. Il settimo giorno ne fa sette volte il giro, i sacerdoti suonano «le sette trombe che si adoperano pel giubbileo» (Gs 6, 4), il popolo alza il grido, e «le mura caddero subitamente: e ciascheduno vi entrò per la parte che gli stava davanti» (Gs 6, 20). Solo Rahab e la sua casa sono risparmiate.
Al capitolo 7, Achan, della tribù di Giuda, si appropria di una parte dell'anatema, e Israele è battuto davanti alla piccola città di Hai finché la colpa non viene scoperta. Giosuè gli dice: «Figliuolo mio, dà gloria al Signore Dio d'Israele, e confessa» (Gs 7, 19), e il colpevole è punito nella valle di Achor. Al capitolo 8, Hai è presa con un'imboscata; poi Giosuè costruisce un altare sul monte Hebal, scrive sulle pietre la legge di Mosè e la legge davanti a tutto il popolo. Al capitolo 9, i Gabaoniti, con «de' sacchi vecchi, e degli otri da vino rotti, e ricuciti» (Gs 9, 4), ottengono con l'astuzia un'alleanza; hanno salva la vita e diventano tagliatori di legna e portatori d'acqua per l'altare.
Il sole fermato e le campagne del sud e del nord (capitoli 10-12)
Al capitolo 10, cinque re amorrei assediano Gabaon. Giosuè marcia di notte, il Signore fa piovere dal cielo «delle grandi pietre» sui nemici (Gs 10, 11), e Giosuè esclama: «Sole, non ti muovere di sopra Gabaon; Luna, non muoverti di sopra la valle di Ajalon» (Gs 10, 12). Le città del sud cadono l'una dopo l'altra. Al nord, al capitolo 11, Iabin re di Asor raduna una moltitudine «come l'arena che è sul lido del mare» (Gs 11, 4), e viene sconfitto presso le acque di Merom. Il capitolo 12 riepiloga i re vinti sulle due rive del Giordano: «in tutto trentun re» (Gs 12, 24).
La divisione della terra promessa (capitoli 13-22)
Divenuto vecchio, Giosuè divide il paese a sorte (capitolo 13). Ruben, Gad e mezza tribù di Manasse hanno già la loro parte a oriente del Giordano. Al capitolo 14, Caleb, a ottantacinque anni ancora vigoroso, chiede Hebron: «sono così forte, come lo era in quel tempo» (Gs 14, 11). Giuda riceve la sua parte al capitolo 15, Efraim e Manasse ai capitoli 16 e 17. Al capitolo 18, «si raunarono tutti i figliuoli d'Israele a Silo, e ivi alzarono il tabernacolo del testimonio» (Gs 18, 1); le sette tribù rimanenti ricevono la loro sorte (capitolo 19).
Il capitolo 20 designa le città di rifugio, nelle quali «chiunque avrà ucciso un uomo senza volerlo possa ricoverarsi» (Gs 20, 3); il capitolo 21 assegna le città dei Leviti e si chiude con queste parole: «Una sola delle parole che egli avea promesso di adempire non restò indietro; ma tutte furon verificate dall'evento» (Gs 21, 43). Al capitolo 22, le tribù d'oriente tornano a casa e costruiscono un grande altare presso il Giordano; la guerra civile è evitata quando spiegano che è soltanto un testimone, e lo chiamano «Testimonianza nostra, come il Signore egli è Dio» (Gs 22, 34).
L'addio di Giosuè e l'alleanza di Sichem (capitoli 23-24)
Al capitolo 23, il vecchio condottiero mette in guardia i capi contro le nazioni e i loro dèi: «io oggi m'incammino verso il comun termine degli uomini», e di tutte le promesse del Signore «una sola non è rimasa senza effetto» (Gs 23, 14). Al capitolo 24, a Sichem, ripercorre tutto ciò che Dio ha fatto da Abramo in poi, rinnova l'alleanza e pone una grande pietra sotto la quercia del santuario come testimone. Muore, e «Israele servì al Signore tutto il tempo della vita di Giosuè» (Gs 24, 31). Il libro si chiude sulle ossa di Giuseppe sepolte in Sichem e su Eleazaro sepolto sul monte di Efraim. La storia continua nel libro dei Giudici, che si apre proprio «Dopo la morte di Giosuè» (Gdc 1, 1).
Temi e lettura cattolica
Giosuè e Gesù
In ebraico i due nomi sono uno solo, e la Vulgata, seguita dal Martini, lo mostra in due luoghi. L'Ecclesiastico loda Giosuè chiamandolo «Gesù figliuolo di Nave», che «fu grande come porta il suo nome» ed «Egli fu più che grande nel salvare gli eletti di Dio» (Sir 46, 1-2). E la lettera agli Ebrei costruisce un intero ragionamento su questo nome: «se Gesù avesse dato loro la requie, non avrebbe mai parlato in appresso di un altro giorno» (Eb 4, 8); qui Gesù è Giosuè, che introdusse Israele nella terra, ma non nel riposo vero.
Mosè, cioè la Legge, poté condurre il popolo fino al confine; solo Gesù lo fa entrare. San Giustino, nel Dialogo con Trifone, si sofferma a lungo su questo cambiamento di nome, e san Girolamo, nella lettera a Paolino, chiama Giosuè figura del Signore non solo per le sue gesta, ma anche per il suo nome.
Il Giordano e il battesimo
Il mar Rosso aveva fatto uscire Israele dall'Egitto; il Giordano lo fa entrare nella sua eredità. Il libro stesso accosta i due prodigi: il Signore asciugò il Giordano «Come avea prima fatto nel mare Rosso» (Gs 4, 24). Nelle sue Omelie su Giosuè, Origene legge il passaggio come figura del battesimo, per il quale i fedeli entrano, sotto la guida di Gesù, nell'eredità che la legge di Mosè poteva soltanto mostrare da lontano. Proprio in questo fiume Cristo riceverà il battesimo di Giovanni. Il sacramento prefigurato dal Giordano è spiegato nella nostra pagina sui sette sacramenti.
La manna cessa
Appena Israele mangiò i frutti del paese, la manna cessò. I commentatori cattolici ne traggono questa lezione: come la manna fu tolta quando Israele entrò nella terra promessa, così l'Eucaristia, di cui essa era figura, e tutti i sacramenti cesseranno quando il popolo cristiano prenderà possesso della patria celeste, dove vedrà senza velo colui che quaggiù riceve sotto le specie.
Rahab e la cordicella scarlatta
San Clemente Romano, nella Lettera ai Corinzi, vede nella cordicella scarlatta il segno che la redenzione sarebbe venuta, per il sangue del Signore, a tutti quelli che credono e sperano in Dio. Il Nuovo Testamento loda la fede di Rahab, «Per la fede Rahab meretrice non perì con gl' increduli» (Eb 11, 31), e le sue opere (Gc 2, 25). Ella compare nella genealogia di Cristo come madre di Booz: «Salmon ebbe di Raab Booz: Booz ebbe di Ruth Obed» (Mt 1, 5), e le nozze di Booz sono raccontate nel libro di Rut.
Gerico, il principe dell'esercito e la guerra santa
In senso spirituale Gerico figura l'iniquità del mondo, e le trombe dei sacerdoti la predicazione della parola di Dio, che abbatte le mura quando i peccatori si convertono. La lettera agli Ebrei ne indica la causa: «Per la fede caddero le mura di Gerico, fattone il giro per sette giorni» (Eb 11, 30). Il principe dell'esercito del Signore è stato identificato da molti commentatori con san Michele, principe del popolo d'Israele; altri Padri, vedendo che Giosuè lo adora, vi hanno riconosciuto il Verbo stesso. Vedete san Michele Arcangelo.
Lo sterminio dei Cananei turba molti lettori. La Scrittura lo presenta come il giudizio di Dio su popoli le cui iniquità erano giunte al colmo: già ad Abramo Dio annunziava che «non sono ancora compiute le iniquità degli Amorrhei» (Gn 15, 16). Il libro della Sapienza aggiunge che Dio, «gradatamente punendoli lasciavi luogo alla penitenza» (Sap 12, 10). Il comando mirava anche a preservare Israele dalla loro idolatria e dai loro delitti, in particolare dai sacrifici di bambini.
Il sole fermato su Gabaon
Il versetto 10, 13, «Stette adunque fermo il sole nel mezzo del cielo», è stato al centro, nel Seicento, della disputa su Galileo, che nella lettera a Benedetto Castelli (1613) ne discusse l'interpretazione. La Chiesa insegna che l'autore sacro descrive i fenomeni come appaiono ai sensi, nel linguaggio comune del suo tempo, come ricorda Leone XIII nell'enciclica Providentissimus Deus (1893): ciò che il libro afferma è il prodigio, un giorno che non ebbe uguali, «obbedendo il Signore alla voce di un uomo» (Gs 10, 14). Il «libro de' giusti» citato al versetto 13, in ebraico Yashar, è un'antica raccolta oggi perduta.
Versetti celebri del libro di Giosuè
- Giosuè 1, 9: «Ecco che io tel comando: Fatti cuore, e sii costante: non aver paura, e non ismarrirti: perocché teco egli è il Signore Dio tuo in qualunque parte tu vada.» È il versetto più cercato del libro, e le Bibbie moderne lo rendono con “Sii forte e coraggioso”.
- Giosuè 1, 5: «come io fui con Mosè, così sarò teco: non ti lascerò, e non ti abbandonerò».
- Giosuè 4, 21-22: le pietre del Giordano, perché quando i figli domanderanno «Che significan queste pietre?», si risponda: «Israele passò questo fiume Giordano, di cui il letto era asciutto».
- Giosuè 6, 20: la caduta delle mura di Gerico al suono delle trombe.
- Giosuè 10, 13: «Stette adunque fermo il sole nel mezzo del cielo, e non si affrettò a tramontare per lo spazio di un giorno».
- Giosuè 24, 15: «eleggete oggi quel che vi pare, e a chi piuttosto servir dobbiate […] io poi, e la mia casa serviremo al Signore».
Giosuè nel canone e nella liturgia
Giosuè è il sesto libro della Bibbia. Viene dopo i cinque libri di Mosè, dalla Genesi al Deuteronomio, e prima dei Giudici e di Rut. Non fa parte della Torah: nella Bibbia ebraica apre la sezione dei “Profeti anteriori”, e il canone cristiano lo ha sempre conservato allo stesso posto, in testa ai libri storici. Tutte le Bibbie cristiane lo contengono, e il Concilio di Trento lo nomina nel suo elenco dei libri santi (sessione IV, 1546). Il Martini segue la Vulgata (Liber Josue) nelle forme dei nomi: Gerico, Hai, Galgala, Setim, Thamnath-sare.
Nella liturgia, il passaggio del Giordano risuona ogni domenica: il salmo 113 della Vulgata, In exitu Israel de Aegypto, cantato ai Vespri della domenica nel salterio del 1962, ricorda che «il Giordano si rivolse indietro» (Sal 113, 3). Il Breviario dà ogni giorno l'Ufficio intero.
Come leggere il libro di Giosuè
Leggete d'un fiato, come un racconto, i capitoli 1-12. Prendete più lentamente quelli della divisione, 13-21: mostrano Dio che mantiene la sua promessa palmo a palmo, e disegnano la carta di tutto il resto dell'Antico Testamento. Tenete per la fine i due discorsi d'addio dei capitoli 23 e 24, che raccolgono il senso dell'insieme. In ogni pagina di capitolo il latino è a fronte dell'italiano.
Domande Frequenti
Chi era Giosuè nella Bibbia?
Giosuè, figlio di Nun, della tribù di Efraim, fu il ministro di Mosè e il suo successore alla guida d'Israele. Si chiamava Osea, e Mosè gli diede il nome di Giosuè, che significa il Signore salva, lo stesso nome di Gesù. Condusse il popolo attraverso il Giordano, conquistò la terra promessa, la divise fra le tribù e morì a centodieci anni.
Chi ha scritto il libro di Giosuè?
Secondo l'opinione comune dei commentatori cattolici, Giosuè stesso. Il Talmud dice lo stesso, e Giosuè 24, 26 riferisce che egli «Scrisse ancora tutte queste cose nel libro della legge del Signore». Gli ultimi versetti, sulla sua morte, furono aggiunti da un'altra mano; il Talmud nomina Eleazaro e Finees. Molti esegeti moderni propongono una compilazione molto più tarda.
Come sono cadute le mura di Gerico?
Per ordine di Dio l'esercito fece il giro della città una volta al giorno per sei giorni, dietro l'arca e i sacerdoti con le trombe; il settimo giorno ne fece sette volte il giro, il popolo alzò un grande grido e le mura caddero (Gs 6). La Scrittura attribuisce la vittoria non alla forza delle armi, ma alla fede d'Israele (Eb 11, 30).
Chi fu salvata da Giosuè a Gerico?
Rahab, la donna di Gerico che aveva nascosto i due esploratori. In cambio ottenne la vita per sé e per la sua famiglia, con il segno della cordicella scarlatta legata alla finestra. Entrò nel popolo d'Israele e, secondo san Matteo, fu madre di Booz e antenata di Cristo.
Giosuè era figlio di Mosè?
No. Giosuè era figlio di Nun; i figli di Mosè erano Gersam ed Eliezer. Giosuè fu il ministro di Mosè fin dalla giovinezza e ricevette da lui l'imposizione delle mani, che ne fece il successore.
Quanti capitoli ha il libro di Giosuè?
Ventiquattro, con 658 versetti nella Vulgata e nel Martini. I capitoli 1-12 raccontano la conquista, 13-22 la divisione del paese, 23 e 24 l'addio e la morte di Giosuè.
Che cosa significa Giosuè 1, 9?
È la parola con cui Dio investe Giosuè all'inizio della sua missione: non aver paura, perché il Signore è con te ovunque tu vada. Il coraggio chiesto non nasce dalla forza del condottiero, ma dalla presenza di Dio, la stessa promessa a Mosè: «non ti lascerò, e non ti abbandonerò».
Il libro di Giosuè si legge anche versetto per versetto, in italiano e in latino, nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
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