La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Il libro di Zaccaria
Il libro di Zaccaria è il più lungo dei dodici profeti minori: quattordici capitoli di visioni notturne e di oracoli, pronunziati dal 520 avanti Cristo per i Giudei tornati da Babilonia. È anche uno dei libri più messianici dell'Antico Testamento: il Re che cavalca un'asina, le trenta monete d'argento, Colui che hanno trafitto. Qui sotto trovate i capitoli nel testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida spiega chi era il profeta, le otto visioni, il riassunto e il senso cristiano del libro.
Leggere Zaccaria: 14 capitoli
Nella Bibbia cattolica la profezia di Zaccaria viene dopo il libro di Aggeo e prima di quello di Malachia, che chiude la serie dei profeti minori: è dunque il libro “fra Aggeo e Malachia” che molti cercano. Aggeo aveva scosso gli esuli scoraggiati perché ricostruissero il Tempio; Zaccaria, suo contemporaneo, mostra loro angeli, cavalieri, un candelabro d'oro e delle corone, poi guarda oltre il secondo Tempio, verso Cristo. Gli evangelisti lo citano nel cuore del racconto della Passione, e la Chiesa lo canta la domenica delle Palme, in Avvento e a Natale.
Chi era il profeta Zaccaria?
La Chiesa ha sempre ricevuto questo libro come opera del profeta nominato nel primo versetto: «Il mese ottavo dell'anno secondo del re Dario, il Signore parlò a Zaccaria figliuolo di Barachia, figliuolo di Addo, profeta» (Zc 1, 1). Il suo nome significa il Signore si è ricordato, e questo nome riassume già il suo messaggio.
Il libro di Esdra conferma il suo ministero, nominandolo accanto ad Aggeo: «E profetarono nel nome di Dio d'Israele il profeta Aggeo, e Zacharia figliuolo di Addo ai Giudei, che erano nella Giudea, e in Gerusalemme» (Esd 5, 1). Esdra lo chiama “figlio di Addo” là dove il profeta si dice figlio di Barachia: lo si spiega di solito facendo di Addo suo nonno, capo di una famiglia ben nota. Il libro di Neemia nomina Addo fra i sacerdoti tornati con Zorobabele (Ne 12, 4) e, una generazione dopo, un Zaccaria a capo di una casata sacerdotale (Ne 12, 16): se, come si pensa comunemente, è il profeta, Zaccaria era anche sacerdote. Era probabilmente giovane quando cominciò, se è lui che l'angelo chiama «quel giovine» (Zc 2, 4).
Della sua morte la Scrittura non dice nulla. Il Martirologio Romano ne fa memoria il 6 settembre: racconta che tornò dalla Caldea già vecchio, che morì in patria e che fu sepolto accanto al profeta Aggeo. A Roma lo vedete ogni volta che entrate nella Cappella Sistina: Michelangelo lo ha dipinto sopra la porta d'ingresso, di fronte a Giona che sta sopra l'altare.
Non confondetelo con gli altri Zaccaria
Il profeta non è il padre di san Giovanni Battista, il sacerdote Zaccaria del Vangelo di san Luca, «della classe di Abia», vissuto «al tempo di Erode» (Lc 1, 5), cinque secoli più tardi. Il Martirologio ricorda quest'ultimo il 5 novembre, ed è a lui che è dedicata, per esempio, la chiesa di San Zaccaria a Venezia. Quanto allo Zaccaria «figliuolo di Barachia» ucciso fra il tempio e l'altare, di cui parla Nostro Signore (Mt 23, 35), molti interpreti vi vedono il sacerdote figlio di Ioiada, lapidato «nell'atrio della casa del Signore» (II Par 24, 21, 2 Cronache nelle Bibbie moderne): la Scrittura non dice che il nostro profeta sia morto martire.
Chi ha scritto il libro di Zaccaria?
L'unità del libro non fu messa in dubbio nell'antichità. Nel Seicento l'inglese Joseph Mede propose di attribuire i capitoli 9-11 a Geremia, perché san Matteo cita sotto il nome di quel profeta l'oracolo delle trenta monete (Mt 27, 9); sant'Agostino, nel trattato Sull'accordo degli evangelisti (III, 7), vi aveva già visto una disposizione della Provvidenza piuttosto che un errore. Molti critici moderni attribuiscono i capitoli 9-14 a uno o più autori più tardi; i difensori dell'unità osservano che gli stessi temi messianici percorrono le due parti e che il cambiamento di tono si spiega con il passaggio dalle visioni in prosa agli oracoli poetici, composti a distanza di anni. La Pontificia Commissione Biblica non si è pronunziata su questo libro.
Quando è stato scritto il libro di Zaccaria?
La prima parte è datata al giorno. Zaccaria comincia a predicare «Il mese ottavo dell'anno secondo del re Dario» (Zc 1, 1), cioè nel 520 avanti Cristo, due mesi dopo il primo oracolo di Aggeo (Ag 1, 1). Le visioni notturne seguono «Ai ventiquattro dell'undecimo mese di Sabath» (Zc 1, 7), all'inizio del 519. La consultazione sul digiuno è datata «L'anno quarto del re Dario […] ai quattro del mese nono, cioè di Casleu» (Zc 7, 1), alla fine del 518.
Il Tempio, i cui lavori erano ripresi alla voce di Aggeo, fu compiuto nel sesto anno di Dario, verso il 515. I capitoli 9-14 non portano data.
Di cosa parla il libro di Zaccaria? Riassunto
Il libro ha due grandi parti. I capitoli 1-8 contengono un appello alla conversione, otto visioni notturne sulla ricostruzione di Gerusalemme e del Tempio, e la risposta di Dio sulla questione del digiuno. I capitoli 9-14 riuniscono due “annunzi pesanti”, cioè due oracoli, sul Re che deve venire, sul Pastore rifiutato e sull'ultimo combattimento per Gerusalemme.
L'appello alla conversione (capitolo 1, 1-6)
Il libro si apre con una sola preghiera di Dio: «Tornate a me, dice il Signore degli eserciti, e io tornerò a voi» (Zc 1, 3). I padri che non avevano ascoltato i profeti antichi sono andati in esilio: «E i padri vostri dove son'eglino? e i profeti viverann' eglino eternamente?» (Zc 1, 5).
Le otto visioni della notte (capitoli 1, 7 - 6, 8)
In una sola notte il profeta vede otto quadri, che gli spiega «l'Angelo, che parlava in me».
- Il cavaliere fra i mirti (Zc 1, 8-17). Un uomo su un cavallo rosso, fermo fra i mirti, riferisce che tutta la terra è in quiete; l'angelo del Signore intercede per Gerusalemme, e Dio risponde: «Mi volgerò con misericordia verso Gerusalemme, ed in quella città sarà riedificata la mia casa» (Zc 1, 16).
- Le quattro corna e i quattro fabbri (Zc 1, 18-21). Le potenze che hanno disperso Giuda, e quelle che Dio suscita per abbatterle.
- L'uomo con la corda da misuratore (capitolo 2). È la “terza visione”, spesso cercata: un uomo va a misurare Gerusalemme, ma la città sarà «Senza mura», perché Dio dice: «Ed io sarò ad essa, dice il Signore, una muraglia di fuoco, che la circonderà» (Zc 2, 5).
- Il sommo sacerdote e Satana (capitolo 3). Satana accusa il sommo sacerdote Gesù; Dio lo respinge, «Ti reprima il Signore, o Satan» (Zc 3, 2), e fa togliere al sacerdote la veste sordida. È la parola che la lettera di san Giuda mette in bocca all'arcangelo Michele (Gd 9). Segue la promessa: «ecco, che io farò venire il mio servo, l'Oriente» (Zc 3, 8).
- Il candelabro d'oro e i due ulivi (capitolo 4). Il candelabro è alimentato da due ulivi, «i due unti, i quali stan dinanzi al Dominatore di tutta la terra» (Zc 4, 14): il sommo sacerdote e il principe. A Zorobabele Dio dice: «Non per mezzo di un esercito, né colla forza, ma per virtù del mio spirito» (Zc 4, 6).
- Il volume che vola (Zc 5, 1-4), «lungo venti cubiti, e largo dieci»: è la maledizione contro il ladro e lo spergiuro.
- La donna nell'anfora (Zc 5, 5-11). «Questa è l' empietà»: chiusa sotto una massa di piombo, è portata via «Nella terra di Sennaar», cioè a Babilonia.
- I quattro cocchi (Zc 6, 1-8). Escono «dalla gola di due montagne» di bronzo e percorrono la terra: «Questi sono i quattro venti del cielo».
L'incoronazione del sommo sacerdote (capitolo 6, 9-15)
Il profeta deve porre delle corone «sulla testa di Gesù figliuolo di Josedec sommo Sacerdote» (Zc 6, 11) e dirgli: «Ecco l'uomo, il cui nome è l'Oriente, ed ei germinerà da se stesso, ed egli edificherà il tempio al Signore» (Zc 6, 12). Egli «regnerà sul suo trono, e il sacerdote si starà sul suo trono, e sarà tra questi due unione di pace» (Zc 6, 13). La corona è data al sacerdote e non al principe: colui che è annunziato riunirà in sé regalità e sacerdozio.
La questione del digiuno (capitoli 7 e 8)
Alcuni inviati chiedono se si debba ancora piangere e digiunare il quinto mese, anniversario dell'incendio del Tempio: «Debbo io piangere il quinto mese, o debbo io purificarmi, come ho fatto già per molti anni?» (Zc 7, 3). Dio risponde con un'altra domanda: «Quando voi digiunaste, e faceste lutto il quinto, e il settimo mese in questi settant'anni, digiunaste voi forse per me?» (Zc 7, 5). Ciò che attende è la giustizia: «Giudicate secondo la verità, e fate ciascun di voi frequenti opere di misericordia co' suoi prossimi» (Zc 7, 9), senza opprimere «la vedova, e il pupillo, e il forestiero, e il povero» (Zc 7, 10).
Il capitolo 8 accumula le promesse: «Gerusalemme sarà chiamata città della verità» (Zc 8, 3), e i digiuni diventeranno «giorni di gaudio, e di letizia, e d'insigne solennità: solo che voi amiate la verità, e la pace» (Zc 8, 19). Il capitolo si chiude sulla chiamata delle genti, il passo più universale del libro (8, 20-23): i popoli si diranno l'un l'altro «Andiamo a fare orazione dinanzi al Signore» (Zc 8, 21), e «dieci uomini di ogni lingua, di ogni nazione prenderanno pelle frange della veste un Giudeo, dicendo: Noi verremo con voi: perocché abbiamo inteso come Dio è con voi» (Zc 8, 23).
Primo annunzio: il Re umile e il Pastore rifiutato (capitoli 9-11)
Dopo il giudizio di Damasco, di Tiro e dei Filistei, il capitolo 9 annunzia a Sion il suo Re: «Esulta grandemente, o figliuola di Sion, giubila, o figliuola di Gerusalemme: Ecco che viene a te il tuo Re giusto, e Salvatore: egli è povero, e cavalca un'asina, e un asinello» (Zc 9, 9). Non viene con i carri: «quegli annunzierà la pace alle genti, e il suo dominio sarà da un mare all'altro» (Zc 9, 10).
Al capitolo 10 Dio si adira contro i cattivi pastori e promette di radunare il gregge disperso. Al capitolo 11 il profeta, incaricato di pascere «queste pecore da macello», prende due verghe, «la Speciosa» e «la Funicella», e le spezza. Come salario «ei mi pesarono per mia mercede trenta monete d'argento», e il Signore gli dice: «Getta a quello statuario questa bella somma, a cui mi han prezzolato» (Zc 11, 12-13). Il Martini segue la Vulgata, che dice ad statuarium; l'ebraico intende il vasaio, ed è il «campo d'un vasaio» del Vangelo (Mt 27, 10).
Secondo annunzio: il Trafitto e il giorno del Signore (capitoli 12-14)
Al capitolo 12 Dio difende Gerusalemme contro le nazioni e spande su di lei «lo spirito di grazia, e di orazione: e volgeranno lo sguardo a me, che han trafitto: e lui piangeranno, come suol piangersi un unico figlio» (Zc 12, 10). Il capitolo 13 apre «una fontana aperta per la casa di David, e per gli abitatori di Gerusalemme per lavanda del peccatore» (Zc 13, 1) e chiama la spada contro il pastore: «percuoti il pastore, e le pecorelle della greggia saran disperse» (Zc 13, 7).
Il capitolo 14 descrive l'ultimo combattimento. Il Signore apparirà, «poserà i suoi piedi sul monte degli ulivi» (Zc 14, 4), «sgorgheranno da Gerusalemme acque vive» (Zc 14, 8), e «il Signore regnerà sopra tutta la terra: in quel giorno un solo sarà il Signore, e un solo il suo nome» (Zc 14, 9).
Temi e lettura cattolica
Cristo, l'Oriente, Sacerdote e Re
Là dove l'ebraico parla del “Germoglio”, la Vulgata traduce Oriens, e il Martini “l'Oriente” (Zc 3, 8 e 6, 12). I Padri vi hanno riconosciuto Cristo, che sorge come il sole a illuminare il mondo. È la parola del Benedictus, il cantico di Zaccaria padre del Battista, che canta il «Sol nascente dall'alto» venuto a visitarci (Lc 1, 78), e della grande antifona d'Avvento del 21 dicembre, O Oriens. Il sommo sacerdote incoronato, che porta il nome stesso di Gesù, ne è la figura: il Messia sarà insieme re sul trono e sacerdote.
La Passione annunziata
La domenica delle Palme Cristo compie alla lettera l'oracolo di Zc 9, 9, come sottolinea san Matteo: «Or tutto questo seguì, affinchè si adempisse quanto era stato detto dal Profeta» (Mt 21, 4), e come ripete san Giovanni: «Non temere, figlia di Sion: ecco che il tuo Re viene sedente sopra un asinello» (Gv 12, 15). Le trenta monete di Giuda furono riportate al Tempio, e con esse «comperaron […] il campo d'un vasajo» (Mt 27, 7): è il vasaio di Zc 11, 13.
Il Giovedì santo Nostro Signore applica a se stesso la spada contro il pastore: «Percuoterò il pastore, saran disperse le pecorelle del gregge» (Mt 26, 31). San Giovanni, che vide il soldato aprire il costato di Cristo, cita Zaccaria: «Volgeran gli sguardi a colui, che hanno trafitto» (Gv 19, 37), e la riprende all'inizio dell'Apocalisse (Ap 1, 7).
La fontana aperta e il Sacro Cuore
La fontana aperta «per lavanda del peccatore» (Zc 13, 1) è stata accostata dai Padri al costato trafitto, da cui «ne uscì sangue, e acqua» (Gv 19, 34), e la tradizione vi vede i sacramenti che nascono dalla Croce. È una delle radici bibliche della devozione al Sacro Cuore di Gesù. Le piaghe del versetto 13, 6, «Che son elleno queste piaghe nel mezzo delle tue mani?», sono state applicate da molti autori cristiani alle piaghe del Signore, anche se il contesto immediato parla del falso profeta; la Chiesa stessa le fa leggere nella Messa votiva della Passione.
L'Eucaristia
«Ma che è il buono di lui, e il bello di lui, se non il frumento degli eletti, e il vino, che fa germogliare le vergini?» (Zc 9, 17). Seguendo la Vulgata, frumentum electorum et vinum germinans virgines, gli interpreti cattolici vi hanno riconosciuto il pane e il vino eucaristici, nutrimento degli eletti e sorgente della verginità cristiana. Il Messale del 1962 ne fa l'offertorio della Messa di santa Margherita Maria Alacoque, la confidente del Sacro Cuore.
Versetti celebri di Zaccaria
- Zaccaria 1, 3: «Tornate a me, dice il Signore degli eserciti, e io tornerò a voi».
- Zaccaria 2, 8: «chi tocca voi, tocca la pupilla dell'occhio mio» (Zc 2, 8). Le Bibbie tradotte dall'ebraico lo numerano 2, 12.
- Zaccaria 4, 6: «Non per mezzo di un esercito, né colla forza, ma per virtù del mio spirito, dice il Signore degli eserciti».
- Zaccaria 9, 9-10: «Ecco che viene a te il tuo Re giusto, e Salvatore: egli è povero, e cavalca un'asina».
- Zaccaria 12, 10: «volgeranno lo sguardo a me, che han trafitto».
- Zaccaria 13, 6: «Che son elleno queste piaghe nel mezzo delle tue mani? Ed egli dirà: Queste mi sono state fatte nella casa di coloro, che mi amavano» (Zc 13, 6).
Zaccaria nel canone e nella liturgia
Zaccaria si trova in tutte le Bibbie, cattoliche, protestanti ed ebraiche: è un libro protocanonico, mai contestato. Il Concilio di Trento (sessione IV, 1546) lo nomina fra i dodici profeti minori, fra Aggeo e Malachia. I capitoli sono gli stessi in tutte le Bibbie, ma la Vulgata chiude il capitolo 1 al versetto 21, mentre l'ebraico ne conta diciassette: i versetti 1, 18-21 della Vulgata e del Martini sono 2, 1-4 nelle Bibbie moderne, e la numerazione del capitolo 2 è spostata di quattro.
Nella liturgia del 1962 Zaccaria risuona più di qualsiasi altro profeta minore:
- In Avvento. Le Lodi della prima domenica d'Avvento cantano due antifone prese da lui: Jucundare, filia Sion, et exsulta satis, filia Jerusalem (9, 9) ed Ecce Dominus veniet, et omnes Sancti ejus cum eo: et erit in die illa lux magna (14, 5-6). La stessa frase è il communio del venerdì delle Quattro Tempora d'Avvento, e l'offertorio del sabato seguente è Exsulta satis, filia Sion (9, 9). Il 21 dicembre, l'antifona O Oriens saluta l'Oriente annunziato in 3, 8 e 6, 12.
- A Natale, il communio della Messa dell'aurora riprende lo stesso oracolo: Exsulta, filia Sion, lauda, filia Jerusalem: ecce Rex tuus venit sanctus, et salvator mundi.
- La domenica delle Palme, il Vangelo letto alla benedizione e alla processione dei rami (Mt 21, 1-9) cita Zaccaria 9, 9 come compiuto, e il Martirologio di quel giorno ricorda che il Signore entrò in Gerusalemme “secondo la profezia di Zaccaria”.
- Il Venerdì santo, la Passione secondo san Giovanni contiene la citazione di Zaccaria sul Trafitto; e la Messa votiva della Passione, il venerdì, ha per lettura Zc 12, 10-11 e 13, 6-7.
- Il sabato delle Quattro Tempora di settembre, una delle letture della Messa è Zc 8, 14-19, la promessa dei digiuni mutati in giorni di gioia.
- Il 17 ottobre, santa Margherita Maria Alacoque: l'offertorio è Zc 9, 17.
- Nel Breviario il libro si legge al Mattutino del venerdì dell'ultima settimana prima dell'Avvento, fra Aggeo e Malachia. Potete pregare l'ufficio del giorno nel Breviario.
Come leggere il libro di Zaccaria
Leggete prima Aggeo, poi prendete Zaccaria in due volte. I capitoli 1-8 si leggono visione per visione, lasciando che l'angelo le spieghi; non cercate di capire tutto subito, san Girolamo stesso ne confessava l'oscurità. Leggete i capitoli 9-14 tenendo accanto il racconto della Passione, ai capitoli 26 e 27 di san Matteo e al capitolo 19 di san Giovanni.
Domande Frequenti
Chi è il profeta Zaccaria?
Un profeta, e probabilmente un sacerdote, dei Giudei tornati da Babilonia, «figliuolo di Barachia, figliuolo di Addo» (Zc 1, 1), che predicò a Gerusalemme con Aggeo dal 520 avanti Cristo per far ricostruire il Tempio (Esd 5, 1). È l'undicesimo dei profeti minori, autore del più lungo dei loro libri. Il Martirologio Romano lo ricorda il 6 settembre.
Di cosa parla il libro di Zaccaria?
Incoraggia i Giudei tornati da Babilonia a ricostruire il Tempio e a tornare a Dio. I capitoli 1-8 riferiscono otto visioni notturne e una risposta sul digiuno; i capitoli 9-14 annunziano il Re umile che cavalca un'asina, il Pastore valutato trenta monete d'argento, Colui che hanno trafitto, e il regno finale di Dio su tutta la terra.
Che cosa significa il nome Zaccaria?
“Il Signore si è ricordato”. Dio, dice il profeta, non ha dimenticato Gerusalemme: «Ho avuto zelo grande per Gerusalemme, e per Sionne» (Zc 1, 14).
Chi è Zorobabele nel libro di Zaccaria?
Zorobabele, figlio di Salathiel e discendente del re Davide, era il governatore di Giuda sotto i Persiani e guidava la ricostruzione del Tempio. Zaccaria gli annunzia che la porterà a termine «per virtù del mio spirito» e non con la forza, e lo mostra, con il sommo sacerdote Gesù, come uno dei «due unti» della quarta visione.
Il profeta Zaccaria è il padre di Giovanni Battista?
No. Il profeta visse nel VI secolo avanti Cristo, al ritorno dall'esilio. Il padre di san Giovanni Battista è il sacerdote Zaccaria «della classe di Abia», vissuto al tempo di Erode (Lc 1, 5), circa cinquecento anni dopo; il Martirologio lo ricorda il 5 novembre. Portano soltanto lo stesso nome.
Come è morto il profeta Zaccaria?
La Scrittura non lo dice. Il Martirologio Romano riferisce che tornò dalla Caldea già vecchio, morì in patria e fu sepolto accanto al profeta Aggeo. Lo Zaccaria «che voi uccideste tra il tempio, e l'altare», di cui parla Gesù (Mt 23, 35), è per lo più identificato con il sacerdote figlio di Ioiada, lapidato nell'atrio del Tempio.
Quanti capitoli ha il libro di Zaccaria?
Quattordici, il che ne fa il più lungo dei dodici profeti minori. Il capitolo 1 ha ventun versetti nella Vulgata e nel Martini, diciassette nelle Bibbie tradotte dall'ebraico, e questo sposta la numerazione del capitolo 2.
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