La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Il libro di Naum
Il libro di Naum, settimo dei profeti minori, è l'«annunzio grave contro di Ninive»: tre capitoli che predicono la caduta della capitale assira, la città che al tempo di Giona aveva fatto penitenza e poi era tornata alla violenza. Qui sotto trovate i capitoli nel testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida spiega chi era il profeta, quando scrisse, il riassunto e la lettura cattolica del libro.
Leggere Naum: 3 capitoli
Naum è il settimo dei dodici profeti minori, fra Michea e Abacuc. Il suo libro quasi non parla a Israele: parla a Ninive, la capitale dell'Assiria, l'impero che aveva distrutto Samaria e tenuto Giuda sotto il suo giogo per più di un secolo. Il libro di Giona mostrava Ninive perdonata perché si era convertita; quello di Naum la mostra giudicata perché è ricaduta nei suoi delitti. I due libri si rispondono e vanno letti insieme. Ecco ciò che si sa del profeta, del suo tempo e del suo messaggio.
Chi era il profeta Naum?
Il titolo del libro ne dà l'autore: «Annunzio grave contro di Ninive. Libro della visione di Nahum Elceseo» (Na 1, 1). Il Martini scrive Nahum, come la Vulgata; le Bibbie italiane moderne scrivono Naum. L'“annunzio grave” rende il latino onus, il peso: è il nome che i profeti danno a un oracolo di minaccia, che grava su coloro contro cui è pronunciato.
Il nome significa consolazione o consolatore, e san Girolamo lo spiega proprio così: la rovina dell'oppressore è una consolazione per Giuda. Il profeta non compare in nessun altro luogo della Scrittura. Il Nahum che si legge nella genealogia di Nostro Signore secondo san Luca (Lc 3, 25) è un altro personaggio.
“Elceseo” indica l'abitante di Elkos (o Elcesi), un villaggio che la Bibbia non nomina altrove. San Girolamo, nel prologo al suo commento, racconta che gli fu mostrato in Galilea un piccolo villaggio con quel nome. Un'altra tradizione antica lo colloca in Giudea, verso il territorio di Simeone; un'altra ancora, più tarda, mostra la sua tomba ad Alqosh, nell'attuale Iraq settentrionale. Il Martirologio Romano ne fa memoria il 1° dicembre e dice che riposa a Begabar, l'antica Betogabri della Giudea. Il nome di Cafarnao significa “villaggio di Naum”, ma nulla prova che si tratti del profeta. Della sua vita non sappiamo altro: il libro stesso parla a Giuda e a Gerusalemme, ed è da lì che il profeta guarda Ninive.
Chi ha scritto il libro di Naum?
La Chiesa ha sempre ricevuto il libro come opera del profeta nominato nel primo versetto. Il libro è breve e compatto, scritto in una poesia ebraica che gli interpreti mettono fra le più vigorose dei profeti per la forza delle immagini e il ritmo serrato delle descrizioni di battaglia. Alcuni critici moderni hanno pensato che il salmo iniziale del capitolo 1 sia stato aggiunto o adattato; nessuna ragione decisiva obbliga a staccarlo dal resto, perché il Dio che giudica, cantato al capitolo 1, è lo stesso che i capitoli 2 e 3 mostrano all'opera contro Ninive.
Quando è stato scritto il libro di Naum?
Il libro stesso dà i suoi limiti. Da una parte Naum ricorda a Ninive la caduta di un'altra capitale: «Se' tu forse migliore della popolosa Alessandria, che risiede in mezzo a' fiumi, ed è cinta dalle acque» (Na 3, 8). L'ebraico dice No-Amon, la città del dio Amon; la Vulgata, seguendo un'interpretazione giudaica del suo tempo, ha tradotto “Alessandria”, e il Martini la segue. Si tratta in realtà di Tebe, la grande capitale dell'Alto Egitto, presa e saccheggiata dal re assiro Assurbanipal verso il 663 avanti Cristo. Naum scrive dunque dopo quell'avvenimento, che presenta come ancora vivo nella memoria.
Dall'altra parte, annuncia la rovina di Ninive come futura. Ninive cadde nel 612 avanti Cristo sotto i colpi dei Medi e dei Babilonesi. Il libro si colloca dunque fra queste due date, nel VII secolo, e molti interpreti lo pongono piuttosto verso la fine di quel periodo, quando la potenza assira cominciava a vacillare. Naum è così contemporaneo di Sofonia, che annunzia anch'egli la desolazione di Ninive (Sof 2, 13), e dei primi anni di Geremia.
Di cosa parla il libro di Naum? Riassunto
Il libro conta tre capitoli e quarantasette versetti nella Vulgata. Si legge in un quarto d'ora.
Il Dio geloso e buono (capitolo 1)
Il capitolo 1 si apre con un salmo sulla maestà del Giudice: «Il Signore è un Dio zelatore, che fa vendetta; il Signore fa vendetta, e si arma di furore» (Na 1, 2). Ma il versetto seguente tempera subito: «Il Signore paziente, e grande in possanza, né avrà alcuno per mondo, e per innocente» (Na 1, 3). Tutta la natura trema davanti a lui: il mare si asciuga, il Basan e il Carmelo inaridiscono, «languiscono i fiori del Libano» (Na 1, 4). «Chi sussister potrà all'apparir del suo sdegno?» (Na 1, 6).
Al centro di questo quadro tremendo sta un versetto di pura dolcezza: «Buono il Signore, e consola nel giorno di tribolazione; e conosce quelli, che sperano in lui» (Na 1, 7). L'ira e la bontà non sono due dèi, ma un solo Dio, visto dall'oppressore e dall'oppresso.
Il profeta si rivolge poi ora a Ninive, da cui «uscirà colui, che mal pensa contro il Signore» (Na 1, 11), ora a Giuda, al quale Dio dice: «Io ti ho afflitto, ma non ti affliggerò di più» (Na 1, 12), e «la verga di lui romperò infesta al tuo dorso, e spezzerò le tue catene» (Na 1, 13). Il capitolo culmina nel messaggero della buona notizia: «Ecco sui monti i piedi di colui, che annunzia la buona novella: annunzia la pace: celebra, o Giuda, le tue solennità» (Na 1, 15).
Nelle Bibbie tradotte dall'ebraico questo ultimo versetto è numerato 2, 1, e tutto il capitolo 2 è spostato di un versetto.
L'assedio e la presa di Ninive (capitolo 2)
Il capitolo 2 è una visione di battaglia di rara potenza. L'assalitore si mette in marcia (Na 2, 1); le rotelle dei campioni gettano fiamme, i soldati vestono di porpora, i carri «s'infrangono nelle piazze: i loro occhi sono come accese faci, come folgori, che strisciano» (Na 2, 4). «Le porte de' fiumi sono spalancate, e il tempio è atterrato sino ai fondamenti» (Na 2, 6): Ninive sorgeva sul Tigri ed era cinta di canali, e un racconto antico riferisce che una piena contribuì ad aprirne le mura. Le donne condotte schiave «gemono come colombe» (Na 2, 7); i difensori fuggono: «fermatevi, fermatevi: ma nissuno si volge indietro» (Na 2, 8); i predoni si gettano sull'oro e sull'argento (Na 2, 9).
Il profeta conclude con un'immagine ironica: «Dov' è la tana de' leoni, e i paschi de' lioncelli?» (Na 2, 11). Il leone era l'emblema dei re d'Assiria, che si facevano raffigurare mentre cacciavano la belva; Ninive aveva riempito le sue tane di prede. Dio pronunzia la sentenza: «Eccomi a te, dice il Signore degli eserciti» (Na 2, 13).
Guai alla città di sangue (capitolo 3)
Il capitolo 3 comincia con un grido: «Guai a te, città di sangue, tutta menzogne, piena di strage, e di incessante rapina» (Na 3, 1). I versi si precipitano come i carri: «Romor di sferza, romore di ruote precipitose, e di frementi cavalli» (Na 3, 2), fino alla strage in cui «gli uni cadono sui corpi degli altri» (Na 3, 3). Ninive è paragonata a una meretrice incantatrice, «che ha fatte schiave di sue fornicazioni le genti» (Na 3, 4): la sua seduzione era quella della potenza e del commercio.
Le viene opposto l'esempio di Tebe (Na 3, 8-10), poi le sue difese sono derise: le fortezze cadranno «come que' fichi primaticci, i quali ad una scossa cadono in bocca di chi se li mangia» (Na 3, 12); i mercanti, più numerosi delle stelle, e i custodi volano via come locuste al sorgere del sole (Na 3, 16-17). Il libro termina con una domanda che è un giudizio della storia: «tutti quelli, che hanno udite nuove di te, hanno battuto palma a palma per l'allegrezza: imperocché a chi non fece male in ogni tempo la tua malizia?» (Na 3, 19).
Temi e lettura cattolica
L'ira di Dio non è una passione
Il linguaggio di Naum, gelosia, vendetta, furore, può sorprendere. La Chiesa l'ha sempre inteso della volontà giusta di Dio di punire il male, non di un moto disordinato simile all'ira umana, che è uno dei sette peccati capitali. Sant'Agostino lo spiega nella Città di Dio (XV, 25): in Dio l'ira non turba la mente; è il giudizio con cui egli infligge al peccato la sua pena. Lo “zelo” di Dio, come traduce il Martini, è il suo amore che non sopporta che l'uomo si consegni agli idoli. E lo stesso capitolo afferma la pazienza e la bontà: Dio attende a lungo, come aveva atteso Ninive al tempo di Giona, poi giudica.
La Provvidenza nella storia
Naum insegna che nessun impero sfugge a Dio. L'Assiria sembrava invincibile; scomparve così completamente che Ninive non fu più che un campo di rovine, i cui palazzi furono riportati alla luce solo nell'Ottocento. Il credente che soffre l'oppressione trova qui una consolazione, quella del nome stesso del profeta: il Signore «conosce quelli, che sperano in lui».
Il messaggero della pace
Il versetto 1, 15 riprende quasi le parole di Isaia: «Quanto son belli i piedi di colui, il quale sui monti annunzia, e predica la pace!» (Is 52, 7). San Paolo applica il testo ai predicatori del Vangelo: «Quanto sono belli i piedi di coloro, che evangelizzano novella della pace» (Rm 10, 15). La Vulgata di Naum dice pedes evangelizantis, i piedi di colui che evangelizza. Gli interpreti cristiani hanno visto così nella caduta di Ninive la figura di una liberazione più alta: la sconfitta del demonio, che il versetto chiama Belial, e l'annuncio della pace di Cristo.
Ninive e Babilonia
L'Apocalisse descrive la caduta di Babilonia, la grande meretrice, con tratti che ricordano Naum: la città seduttrice con cui i re della terra «fornicarono», i mercanti che piangono, i re che assistono alla sua rovina (Ap 18, 9). Ninive diventa così l'immagine di ogni potenza del mondo levata contro Dio, e la sua caduta un annuncio del Giudizio universale.
Versetti celebri di Naum
- Naum 1, 3: «Il Signore paziente, e grande in possanza».
- Naum 1, 7: «Buono il Signore, e consola nel giorno di tribolazione; e conosce quelli, che sperano in lui». È il versetto più cercato del libro.
- Naum 1, 9: «non verrà doppia tribolazione» (Na 1, 9).
- Naum 1, 15: «Ecco sui monti i piedi di colui, che annunzia la buona novella: annunzia la pace» (2, 1 nelle Bibbie tradotte dall'ebraico).
- Naum 3, 1: «Guai a te, città di sangue».
- Naum 3, 19: «La tua ferita non è segreta, gravissima ell' è la tua piaga».
Naum nel canone e nella liturgia
Naum è un libro protocanonico, ricevuto dagli Ebrei e da tutti i cristiani; il Concilio di Trento, nella sessione IV (1546), lo nomina fra i dodici profeti minori. Il testo latino è la traduzione di san Girolamo sull'ebraico. Anche il libro di Tobia lega la rovina di Ninive alla parola di Dio, quando il vecchio Tobia, morente, annunzia: «Ell'è imminente la rovina di Ninive, imperocchè non cade per terra la parola del Signore» (Tb 14, 6).
Il Messale del 1962 non trae da Naum né epistole né canti. Il libro si legge invece nel Breviario Romano: nell'ultima settimana dell'anno liturgico, quella che segue la quinta domenica di novembre, il Mattutino percorre un profeta minore al giorno, e il lunedì comincia Incipit Nahum Propheta, seguito da Abacuc il martedì, Sofonia il mercoledì, Aggeo il giovedì, Zaccaria il venerdì e Malachia il sabato, quando l'ufficio è della feria. L'Avvento è alle porte, e la Chiesa ascolta i profeti del giudizio prima di cantare la venuta del Salvatore. Potete seguire l'ufficio del giorno nel Breviario e l'ordine dei tempi nella nostra pagina sull'anno liturgico.
Come leggere il libro di Naum
Leggete prima il capitolo 3 di Giona, la penitenza di Ninive: «Dio ne ebbe compassione, e non fece loro il male, che avea detto di fare» (Gio 3, 10). Poi leggete Naum d'un fiato: vedrete che la misericordia di Dio non abolisce la sua giustizia, e che la conversione di un giorno non dispensa dalla perseveranza. Leggete il capitolo 1 come un salmo, fermandovi al versetto 7. Leggete i capitoli 2 e 3 come una pagina di storia, pensando alle potenze che in ogni epoca si credono eterne. Il latino a fronte conserva la forza delle immagini: vae civitas sanguinum, guai alla città di sangue.
Domande Frequenti
Chi è Naum nella Bibbia?
Naum, “l'Elceseo”, è un profeta di Giuda di cui conosciamo solo il nome e la patria, Elkos, che san Girolamo pone in Galilea. Il suo nome significa “consolazione”. Annunziò la caduta di Ninive nel VII secolo avanti Cristo. Il Martirologio Romano lo ricorda il 1° dicembre.
Quanti sono i capitoli di Naum?
Tre, con quarantasette versetti nella Vulgata e nel Martini. Nelle Bibbie tradotte dall'ebraico il versetto 1, 15 diventa 2, 1, e il capitolo 2 conta quattordici versetti invece di tredici.
Di cosa parla il libro di Naum?
Annunzia la distruzione di Ninive, capitale dell'Assiria, in castigo delle sue violenze, delle sue rapine e della sua idolatria. Il capitolo 1 celebra la potenza e la bontà di Dio, il capitolo 2 descrive l'assedio e la presa della città, il capitolo 3 pronunzia il guai sulla «città di sangue». Per Giuda questa caduta è una liberazione e una consolazione.
Che cosa significa Naum 1, 7?
«Buono il Signore, e consola nel giorno di tribolazione; e conosce quelli, che sperano in lui.» In mezzo a un salmo sul giudizio, il profeta ricorda che lo stesso Dio che abbatte l'oppressore è rifugio per chi confida in lui. “Conoscere”, nella Scrittura, vuol dire amare e custodire.
Che legame c'è fra Giona e Naum?
Entrambi i libri parlano di Ninive. In Giona la città fa penitenza e Dio la perdona; in Naum, più di un secolo dopo, è ricaduta nei suoi delitti e Dio la giudica. Letti insieme, mostrano che Dio è misericordioso con il peccatore che si converte e giusto con chi persevera nel male.
Che cos'è l'“Alessandria” di Naum 3, 8?
È la traduzione della Vulgata, seguita dal Martini, per il nome ebraico No-Amon. Si tratta in realtà di Tebe d'Egitto, saccheggiata dagli Assiri verso il 663 avanti Cristo: Naum la cita a Ninive come esempio di una città creduta imprendibile e tuttavia caduta. Alessandria fu fondata solo tre secoli dopo.
San Naum di Ocrida è il profeta?
No. San Naum di Ocrida, il cui monastero sorge sul lago di Ocrida, fu un discepolo dei santi Cirillo e Metodio, morto all'inizio del X secolo. Porta soltanto il nome del profeta, vissuto quindici secoli prima.
Leggete il libro di Naum versetto per versetto, in italiano e in latino, nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
Naum · con l'app
Accesso anticipato