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Il libro di Sofonia
Il libro di Sofonia, nono dei profeti minori, annunzia in tre capitoli il grande giorno del Signore, quel «Giorno d'ira» da cui la Vulgata ha tratto il *Dies irae*, poi la salvezza di un popolo povero e umile e la gioia della figlia di Sion. Qui sotto trovate i capitoli nel testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida spiega chi era il profeta, quando scrisse, il riassunto e la lettura cattolica del libro.
Leggere Sofonia: 3 capitoli
Sofonia è il nono dei dodici profeti minori, fra Abacuc e Aggeo. Il suo libro è uno dei più brevi dell'Antico Testamento, tre capitoli e cinquantatré versetti, eppure una sua riga è risuonata per secoli a ogni Messa da Requiem: in latino il capitolo 1 contiene le parole Dies irae, dies illa, giorno d'ira, quel giorno. Lo stesso libro, che si apre sull'immagine più cupa del giudizio, si chiude su una delle più liete di tutta la Bibbia. Ecco ciò che si sa del profeta, del suo tempo e del suo messaggio.
Chi era il profeta Sofonia?
Il primo versetto dà una genealogia eccezionale: «Parola del Signore rivelata a Sofonia figliuolo di Chusi, figliuolo di Godolia, figliuolo di Amaria, figliuolo di Ezechia a' tempi di Giosia figliuolo di Amon, re di Giuda» (Sof 1, 1). Nessun altro profeta risale così alla quarta generazione. Molti interpreti ne hanno concluso che questo Ezechia sia il santo re di quel nome, il che farebbe di Sofonia un principe di sangue reale, lontano parente del re Giosia; altri giudicano la cosa possibile ma non provata, perché il testo non dà a Ezechia il titolo di re.
Il nome di Sofonia significa probabilmente “il Signore ha nascosto” o “il Signore protegge”. In italiano si pronuncia Sofonìa, con l'accento sulla i, come Geremìa o Zaccarìa. Il profeta viveva a Gerusalemme, di cui conosce le porte e i quartieri: «la porta dei pesci», «la seconda», «Pila» (Sof 1, 10-11). La Scrittura non lo nomina in nessun altro luogo. Il Martirologio Romano ne fa memoria il 3 dicembre.
Quando è stato scritto il libro di Sofonia?
«A' tempi di Giosia», che regnò dal 640 al 609 avanti Cristo. Parecchi indizi collocano la profezia all'inizio di quel regno, prima della grande riforma religiosa compiuta «l'anno decimo ottavo del re Josia» (IV Re 22, 3, 2 Re nelle Bibbie moderne), cioè nel 622. Il profeta denunzia ancora «gli avanzi di Baal», quelli «che adorano sui solai la milizia del cielo» e che giurano per Melchom (Sof 1, 4-5), e i principi «vestiti di abito straniero» (Sof 1, 8). Tutte queste pratiche furono abolite dalla riforma, quando il re tolse di mezzo «quelli, che bruciavano gl'incensi a Baal, e al sole, e alla luna» (IV Re 23, 5); la predicazione di Sofonia può aver contribuito a prepararla.
Il profeta annunzia inoltre la rovina di Ninive come futura (Sof 2, 13): scrive dunque prima del 612. È contemporaneo dei primi anni di Geremia, chiamato «il decimoterzo anno del regno» di Giosia (Ger 1, 2), e di Naum.
Di cosa parla il libro di Sofonia? Riassunto
Il giorno d'ira su Giuda e sul mondo (capitolo 1)
Il capitolo 1 comincia con una minaccia universale, che rovescia l'ordine della creazione: «Ne sgombrerò gli uomini, e i bestiami; ne sgombrerò gli uccelli dell'aria, e i pesci del mare» (Sof 1, 3). Poi il giudizio si concentra su Giuda e Gerusalemme, sull'idolatria e su «que', che non cercano il Signore, e non vanno in traccia di lui» (Sof 1, 6). Il profeta chiede silenzio: «State in silenzio dinanzi al Signore Dio, perchè il giorno del Signore è vicino, il Signore ha preparata la vittima» (Sof 1, 7).
Dio frugherà la città fin negli angoli: «Sarà allora, che io anderò ricercando Gerusalemme colla lucerna alla mano, e anderò a cercare gli uomini fitti nelle loro immondezze, i quali dicono in cuor loro: Il Signore non farà del bene, e non farà del male» (Sof 1, 12). È il peccato dell'indifferenza, di chi non nega Dio ma vive come se egli non agisse. Allora scoppia il grande oracolo: «È vicino il giorno grande del Signore, egli è vicino, e si avanza con grande celerità» (Sof 1, 14).
«Giorno d'ira egli è quello, giorno di tribolazione, e di angustia, giorno di calamità, e di miseria, giorno di tenebre, e di caligine, giorno di nebbia, e di bufera» (Sof 1, 15), «Giorno della tromba strepitante contro le città forti» (Sof 1, 16). Nulla potrà riscattare i colpevoli: «né il loro argento, né l'oro non potrà liberarli nel dì dell'ira del Signore» (Sof 1, 18).
L'appello all'umiltà e il giudizio delle nazioni (capitolo 2)
Il capitolo 2 apre una porta: «Venite tutti, raunatevi insieme» (Sof 2, 1), prima che venga il giorno. L'appello si rivolge agli umili: «Cercate il Signore, tutti voi umili della terra, voi che avete praticati i suoi precetti: cercate la giustizia, cercate la mansuetudine, se mai poteste mettervi al coperto nel dì del furor del Signore» (Sof 2, 3).
Il giudizio si estende poi ai quattro punti cardinali: a occidente i Filistei, Gaza, Ascalone, Azoto, Accaron (Sof 2, 4); a oriente Moab e Ammon, che saranno «come Sodoma» (Sof 2, 9); a mezzogiorno gli Etiopi (Sof 2, 12); a settentrione l'Assiria e Ninive, ridotta a deserto dove «l'onocrotalo, e il riccio abiteranno ne' suoi cortili» (Sof 2, 14). La capitale superba diceva in cuor suo: «Io son quella, ed altra non v'ha dopo di me» (Sof 2, 15). Ma in mezzo alle rovine risuona un annuncio universale: «lui adoreranno gli uomini ciascuno nel suo paese; e le isole delle genti» (Sof 2, 11).
Gerusalemme giudicata, le genti purificate, la figlia di Sion consolata (capitolo 3)
Il capitolo 3 torna a Gerusalemme: «Guai a te, città, che provochi l'ira» (Sof 3, 1). I suoi principi sono «come lioni, che mandan ruggiti», i suoi giudici «lupi della sera» (Sof 3, 3), i suoi sacerdoti «hanno profanato il santuario» (Sof 3, 4). Eppure «Il Signore giusto, che è in mezzo a lei, non farà cosa ingiusta» (Sof 3, 5). Dio annunzia che radunerà le genti per il giudizio (Sof 3, 8), poi capovolge la minaccia in promessa: «Allora renderò a' popoli pure le labbra, affinchè tutti invochino il nome del Signore, e a lui servano sotto un sol giogo» (Sof 3, 9). Gli adoratori verranno «Di là dai fiumi dell'Etiopia» (Sof 3, 10).
Dio purifica anche il suo popolo dall'orgoglio: «E in mezzo a te lascerò un popolo povero, ed umile, il quale porrà sua speranza nel nome del Signore» (Sof 3, 12). «Le reliquie d'Israele non faranno ingiustizia, e non diranno bugia» (Sof 3, 13). Il libro esplode allora in un canto di gioia: «Canta inni, o figliuola di Sion, giubila, o Israele, rallegrati, ed esulta di tutto cuore, o figliuola di Gerusalemme» (Sof 3, 14), perché «Il Signore Re d'Israele sta in mezzo a te, tu non temerai più verun male» (Sof 3, 15).
«Non temere: non s'infiacchiscano le tue braccia, o Sionne» (Sof 3, 16). Il versetto 17 è forse il più tenero di tutti i profeti, perché è Dio stesso che si rallegra del suo popolo: «Il Signore, il Dio tuo forte sta in mezzo a te: egli ti salverà: in te egli troverà il suo gaudio, e la sua allegrezza: sarà fermo nella sua dilezione, esulterà, e celebrerà le tue lodi» (Sof 3, 17). Il libro finisce con il ritorno degli esuli e di «quella, che zoppicava» (Sof 3, 19-20).
Temi e lettura cattolica
Il giorno d'ira e il Giudizio universale
Il profeta vedeva anzitutto nel giorno del Signore la prossima rovina di Gerusalemme, avvenuta nel 587. La Chiesa vi ha sempre inteso anche il Giudizio finale, come fa il Nuovo Testamento: san Paolo parla del «giorno dell'ira, e della manifestazione del giusto giudizio di Dio» (Rm 2, 5), e l'Apocalisse esclama: «è venuto il giorno grande dell'ira di essi: e chi potrà reggervi?» (Ap 6, 17). Il giorno di Sofonia è così il modello della predicazione cristiana sui novissimi; vedete la nostra pagina sul Giudizio universale.
Il Dies irae
La Vulgata di Sofonia 1, 15 comincia con Dies irae dies illa, dies tribulationis et angustiae. La grande sequenza medievale della Messa dei defunti, attribuita per lo più al francescano Tommaso da Celano, nel XIII secolo, ha preso da questo versetto le sue prime parole: Dies irae, dies illa, solvet saeclum in favilla.
Il responsorio Libera me, ultimo responsorio del Mattutino dei morti e canto dell'assoluzione dopo la Messa da Requiem, riprende anch'esso le parole del profeta: Dies illa, dies irae, calamitatis et miseriae, dies magna et amara valde. Ogni volta che la Chiesa canta per i suoi defunti secondo il rito tradizionale, canta Sofonia, e ne fa una supplica: il giudice tremendo è anche il Rex tremendae majestatis che salva gratuitamente. Le nostre pagine sulla preghiera per i defunti e sulla Commemorazione dei defunti collocano questi canti nella pietà cattolica.
La chiamata delle genti
Sant'Agostino, nella Città di Dio (XVIII, 33), legge parecchi versetti di Sofonia come profezie di Cristo. La Vulgata del versetto 3, 8 dice in die resurrectionis meae, e il Martini traduce fedelmente: «al giorno futuro di mia risurrezione». Agostino vi vede la Risurrezione di Cristo, dopo la quale le genti sono radunate e adorano Dio ciascuna nel suo luogo (Sof 2, 11). Le labbra purificate dei popoli (3, 9) appaiono come il contrario di Babele, dove fu confusa la lingua di tutta la terra: a Pentecoste le lingue divise si ricompongono nella lode dello stesso Dio.
Il resto povero e umile
Dio non salva i potenti, ma «un popolo povero, ed umile». L'appello del capitolo 2, «Cercate il Signore, tutti voi umili della terra […] cercate la mansuetudine», annunzia la beatitudine: «Beati i mansueti: perché questi possederanno la terra» (Mt 5, 4); vedete le Beatitudini. L'Apocalisse riprende quasi il versetto 3, 13 per i redenti: «Nè si è trovata menzogna nella lor bocca» (Ap 14, 5). È la Chiesa degli umili, quella di cui la Vergine canta nel Magnificat che Dio innalza i piccoli.
La figlia di Sion
Il grido «Canta inni, o figliuola di Sion» e l'annuncio che il Signore «sta in mezzo a te» sono stati accostati da diversi esegeti cattolici al saluto dell'angelo a Maria: «Dio ti salvi, piena di grazia: il Signore è teco» (Lc 1, 28). Senza farne una profezia esplicita, vi si può vedere la preparazione del mistero in cui la Figlia di Sion per eccellenza accoglie in sé il Re d'Israele. Per questo il capitolo 3 si legge volentieri in Avvento, e il lezionario oggi in uso vi ha attinto la prima lettura di una domenica di quel tempo.
Versetti celebri di Sofonia
- Sofonia 1, 7: «State in silenzio dinanzi al Signore Dio, perchè il giorno del Signore è vicino».
- Sofonia 1, 12: «io anderò ricercando Gerusalemme colla lucerna alla mano».
- Sofonia 1, 14-15: «È vicino il giorno grande del Signore […] Giorno d'ira egli è quello, giorno di tribolazione, e di angustia».
- Sofonia 2, 3: «Cercate il Signore, tutti voi umili della terra».
- Sofonia 3, 9: «renderò a' popoli pure le labbra, affinchè tutti invochino il nome del Signore».
- Sofonia 3, 12: «lascerò un popolo povero, ed umile, il quale porrà sua speranza nel nome del Signore».
- Sofonia 3, 14: «Canta inni, o figliuola di Sion, giubila, o Israele».
- Sofonia 3, 17: «in te egli troverà il suo gaudio, e la sua allegrezza».
Sofonia nel canone e nella liturgia
Sofonia è un libro protocanonico, ricevuto dagli Ebrei e da tutti i cristiani; il Concilio di Trento, nella sessione IV (1546), lo nomina fra i dodici profeti minori. Occupa il nono posto nell'ebraico come nella Vulgata, e il testo latino è la traduzione di san Girolamo sull'ebraico.
Nel rito del 1962 Sofonia si ascolta soprattutto attraverso la liturgia dei defunti. La sequenza Dies irae va detta nelle Messe dei defunti di prima classe, cioè il 2 novembre, Commemorazione di tutti i fedeli defunti, e nella Messa delle esequie; nelle altre Messe dei defunti si può omettere. Il responsorio Libera me accompagna l'assoluzione al feretro. Nel Breviario Romano le tre lezioni del Mattutino del mercoledì dell'ultima settimana prima dell'Avvento, fra Abacuc e Aggeo, ne leggono l'inizio, quando l'ufficio è della feria. Potete seguire questi giorni nel calendario liturgico.
Come leggere il libro di Sofonia
Leggete il capitolo 1 lentamente, in latino se potete, e rileggete poi la sequenza Dies irae: vedrete come la Chiesa ha fatto di una minaccia una preghiera. Leggete il capitolo 2 come un appello personale all'umiltà. Serbate il capitolo 3 per l'Avvento o per un tempo di consolazione: insegna che l'ultima parola di Dio non è l'ira, ma la gioia che egli prende nel suo popolo. Per proseguire con i profeti, aprite Aggeo, capitolo 1.
Domande Frequenti
Chi era il profeta Sofonia?
Sofonia, figlio di Chusi, profetò a Gerusalemme sotto il re Giosia, nel VII secolo avanti Cristo. La sua genealogia risale a un Ezechia che molti identificano con il re di quel nome, il che lo farebbe discendente della famiglia reale. Della sua vita non si sa altro che ciò che dice il suo libro.
Come si pronuncia Sofonia?
Sofonìa, con l'accento sulla i, come Geremìa, Isaìa o Zaccarìa.
Di cosa parla il libro di Sofonia?
Annunzia il giorno del Signore, giorno d'ira contro l'idolatria e l'ingiustizia di Giuda e contro le nazioni vicine. Chiama gli umili a cercare il Signore per trovare riparo in quel giorno. Si chiude con la promessa di un resto povero e fedele, con la conversione dei popoli e con un canto di gioia alla figlia di Sion.
Che legame c'è fra Sofonia e il Dies irae?
La Vulgata di Sofonia 1, 15 comincia con Dies irae dies illa, giorno d'ira, quel giorno. La sequenza medievale della Messa dei defunti ha preso da questo versetto le sue prime parole, e il responsorio Libera me lo riprende anch'esso. Nel rito tradizionale Sofonia risuona così il 2 novembre e nella Messa delle esequie, e a ogni assoluzione al feretro.
Che cosa significa Sofonia 3, 14-17?
È il canto finale del libro: dopo il giudizio, Dio invita la figlia di Sion a esultare, perché ha tolto la sua condanna e abita in mezzo a lei come Re e salvatore. Il versetto 17 mostra Dio stesso che gioisce del suo popolo. La tradizione cattolica vi legge la gioia messianica, che si compie quando il Signore viene ad abitare in mezzo agli uomini.
Che cos'è l'Apocalisse di Sofonia?
È uno scritto apocrifo, non ispirato, che circolava sotto il nome del profeta e di cui restano solo frammenti. Non fa parte della Bibbia e non ha nulla in comune con il libro canonico di tre capitoli che trovate qui.
Quanti capitoli ha il libro di Sofonia?
Tre, con cinquantatré versetti, e la stessa divisione nella Vulgata, nel Martini e nelle Bibbie moderne. Il libro si legge in un quarto d'ora.
Leggete il libro di Sofonia versetto per versetto, in italiano e in latino, nell'app Bibbia cattolica di Iter Fidei.
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