La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 29 (Vulgata 28): Afferte Domino, la voce del Signore sopra le acque
Il salmo 29 delle Bibbie moderne è il salmo 28 della Vulgata, l'*Afferte Domino, filii Dei*: un inno alla maestà di Dio, in cui sette volte risuona «La voce del Signore», come il tuono di un temporale che attraversa tutta la terra santa. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962, dall'Epifania alle Lodi del lunedì, e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 28 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 27.
1 Psalmus David, in consummatione tabernaculi. Afferte Domino, filii Dei, afferte Domino filios arietum.
1 Salmo di David nel terminarsi il tabernacolo. Presentate al Signore, o figliuoli di Dio, presentate al Signore gli agnelli.
2 Afferte Domino gloriam et honorem ; afferte Domino gloriam nomini ejus ; adorate Dominum in atrio sancto ejus.
2 Presentate al Signore la gloria, e l'onore, presentate al Signore la gloria dovuta al suo nome, adorate il Signore nell'atrio del suo santuario.
3 Vox Domini super aquas ; Deus majestatis intonuit : Dominus super aquas multas.
3 La voce del Signore sopra le acque; il Signore della maestà tuonò, il Signore sopra le molte acque.
4 Vox Domini in virtute ; vox Domini in magnificentia.
4 La voce del Signore è possente; la voce del Signore piena di magnificenza.
5 Vox Domini confringentis cedros, et confringet Dominus cedros Libani :
5 La voce del Signore, che spezza i cedri: e il Signore spezzerà i cedri del Libano.
6 et comminuet eas, tamquam vitulum Libani, et dilectus quemadmodum filius unicornium.
6 E faragli in pezzi come un vitello del Libano, e il diletto (è) come il figlio dell'unicorno.
7 Vox Domini intercidentis flammam ignis ;
7 La voce del Signore, che divide la fiamma del fuoco:
8 vox Domini concutientis desertum : et commovebit Dominus desertum Cades.
8 La voce del Signore, che scuote il deserto, e il Signore scuoterà il deserto di Cades.
9 Vox Domini præparantis cervos : et revelabit condensa, et in templo ejus omnes dicent gloriam.
9 La voce del Signore, che prepara i cervi, e le folte macchie rischiara, e nel tempio di lui tutti gli daran gloria.
10 Dominus diluvium inhabitare facit, et sedebit Dominus rex in æternum.
10 Il Signore vi manderà un diluvio, e sarà assiso il Signore qual Re in eterno.
11 Dominus virtutem populo suo dabit ; Dominus benedicet populo suo in pace.
11 Il Signore darà fortezza al suo popolo: il Signore darà al popol suo benedizione di pace.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 29 o salmo 28?
Questo salmo porta due numeri. Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, lo chiamano salmo 29; la Vulgata, la Settanta e i libri liturgici della Chiesa lo contano come salmo 28, perché uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, che in latino comincia con Afferte Domino, filii Dei. La tavola delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Il numero 29 della Vulgata indica invece il salmo seguente, l'Exaltabo te, Domine, quello di «La sera saravvi il pianto, e al mattino allegrezza», che nelle Bibbie moderne è il 30: lo trovate alla pagina del salmo 30 (Vulgata 29).
Che cosa significa il salmo 29?
Il titolo latino, Psalmus David, in consummatione tabernaculi, diventa nel Martini «Salmo di David nel terminarsi il tabernacolo» (v. 1). L'aggiunta, che manca nell'ebraico, viene dalla Settanta; molti interpreti la intendono della chiusura della festa dei Tabernacoli, quando il salmo si sarebbe cantato. Il senso esatto è incerto.
L'invito all'adorazione (v. 1-2). Il salmo si apre con un invito ripetuto: «Presentate al Signore, o figliuoli di Dio, presentate al Signore gli agnelli» (v. 1). La Vulgata unisce qui due letture della Settanta, e il Martini ne fa un'offerta di agnelli; le Bibbie moderne, dall'ebraico, invitano i “figli di Dio” a dare al Signore gloria e potenza. Poi: «Presentate al Signore la gloria, e l'onore, […] adorate il Signore nell'atrio del suo santuario» (v. 2). Chi sono questi figli di Dio? Gli angeli, secondo molti interpreti; i fedeli raccolti nel Tempio, secondo altri. In entrambi i casi il salmo comincia nell'adorazione.
La voce del Signore (v. 3-9). Viene allora il temporale. Sette volte ritorna la stessa parola, «La voce del Signore», come sette colpi di tuono. Essa è «sopra le acque» (v. 3), le acque del mare da cui sale la tempesta; è «possente» e «piena di magnificenza» (v. 4). Raggiunge le montagne del nord: «La voce del Signore, che spezza i cedri: e il Signore spezzerà i cedri del Libano» (v. 5).
Diventa fuoco: «La voce del Signore, che divide la fiamma del fuoco» (v. 7), il lampo che si spezza nel cielo. Scende infine verso il sud: «La voce del Signore, che scuote il deserto, e il Signore scuoterà il deserto di Cades» (v. 8). Il temporale ha attraversato tutta la terra santa, dal Libano al deserto, e alla fine «nel tempio di lui tutti gli daran gloria» (v. 9): mentre fuori il cielo tuona, dentro il Tempio si canta.
Il Re e la pace (v. 10-11). Il salmo si placa su due versetti di grande calma. «Il Signore vi manderà un diluvio, e sarà assiso il Signore qual Re in eterno» (v. 10): il Dio che comanda alle acque regna sopra di esse, come al tempo del diluvio. E l'ultima parola non è il tuono, ma la pace: «Il Signore darà fortezza al suo popolo: il Signore darà al popol suo benedizione di pace» (v. 11). La forza che spezza i cedri protegge e benedice il popolo di Dio.
La voce del Vangelo: la lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, ascolta in questo salmo la voce di Cristo e del Vangelo. Le grandi acque, nella Scrittura, figurano spesso i popoli: la voce del Signore «sopra le acque» è dunque la predicazione degli Apostoli, portata sopra le nazioni. I cedri del Libano che essa spezza sono la superbia del mondo, abbattuta dall'umiltà della croce.
Diversi antichi commentatori hanno sentito nella «voce del Signore sopra le acque» la voce del Padre al battesimo di Cristo, quando sul Giordano «ecco una voce del cielo, che disse: Questi è il mio figlio il diletto, nel quale io mi sono compiaciuto» (Matteo 3, 17). Per questo la Chiesa canta il salmo all'Epifania, che celebra insieme i Magi, il battesimo nel Giordano e le nozze di Cana.
Il Re che siede «in eterno» è, per la tradizione, Cristo risorto, il cui regno non avrà fine; e la pace data al popolo è quella che il Signore lascia ai suoi.
Il salmo 29 nella liturgia del 1962
Le Lodi del lunedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio settimanale di san Pio X (1911), il salmo 28 è il terzo salmo delle Lodi del lunedì, in entrambi gli schemi delle Lodi: quello ordinario, con l'antifona Deus majestatis intonuit: afferte gloriam nomini ejus, e quello dei tempi di penitenza, con l'antifona Dominus dabit virtutem et benedicet populo suo in pace. La Chiesa apre così la settimana, all'alba, con l'adorazione della maestà di Dio. Potete pregare l'Ufficio del giorno nel breviario.
L'Epifania. È il primo salmo del Mattutino dell'Epifania, con l'antifona Afferte Domino filii Dei, adorate Dominum in aula sancta ejus: i Magi sono i primi dei popoli che portano al Signore la gloria e l'onore.
La Trasfigurazione e Cristo Re. Lo si canta anche al Mattutino della Trasfigurazione, il 6 agosto, con l'antifona Revelavit Dominus condensa, et in templo ejus omnes dicent gloriam, dal versetto 9, e al Mattutino di Cristo Re.
Nel Messale. Alla Messa di Cristo Re, l'ultima domenica di ottobre, il communio è tratto dagli ultimi due versetti: Sedebit Dominus Rex in æternum: Dominus benedicet populo suo in pace. Il giovedì della settimana di Passione il graduale canta il versetto 9: Revelavit Dominus condensa: et in templo ejus omnes dicent gloriam.
Come pregare il salmo 29
- Durante un temporale. È l'uso più semplice e più antico: dove gli altri temono il tuono, il cristiano vi ascolta la potenza del suo Dio e lo adora.
- Al mattino, come la Chiesa il lunedì alle Lodi, per cominciare la settimana dall'adorazione.
- Per la pace. Il versetto 11 è una preghiera per il popolo di Dio e per la patria, da unire alla preghiera per la pace.
- Nel tempo dell'Epifania, per chiedere che tutti i popoli vengano ad adorare il Signore.
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Perché il salmo 29 si chiama anche salmo 28?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia, uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il salmo 29 delle Bibbie moderne è il salmo 28 della Vulgata, l'Afferte Domino. Il salmo 29 della Vulgata è invece l'Exaltabo te, il 30 delle Bibbie moderne.
Che cosa significa “la voce del Signore sopra le acque”?
Alla lettera è il tuono del temporale che sale dal mare, immagine della potenza di Dio sul creato. Sant'Agostino vi ascolta la voce del Vangelo portata dagli Apostoli sopra i popoli; altri Padri vi riconoscono la voce del Padre al battesimo di Cristo nel Giordano.
Che cosa vuol dire il versetto 11 del salmo 29?
Nel Martini: «Il Signore darà fortezza al suo popolo: il Signore darà al popol suo benedizione di pace». È la conclusione del salmo: la potenza che spezza i cedri protegge e benedice il popolo di Dio. La Chiesa ne ha fatto il communio della festa di Cristo Re.
Chi ha scritto il salmo 29?
Il titolo lo attribuisce a Davide, e la Vulgata aggiunge «nel terminarsi il tabernacolo». La tradizione lo accoglie come opera del re profeta, ispirata dallo Spirito Santo.
Quando si prega il salmo 29 nella liturgia?
Nel Breviario del 1962 il lunedì alle Lodi, quando si dice l'Ufficio della feria, e al Mattutino dell'Epifania, della Trasfigurazione e di Cristo Re. Nel Messale ne viene il communio di Cristo Re.
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