La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 89 (Vulgata 88): Misericordias Domini, l'alleanza giurata a Davide
Il salmo 89 delle Bibbie moderne è il salmo 88 della Vulgata, il *Misericordias Domini in aeternum cantabo*: il grande cantico della fedeltà di Dio e del giuramento fatto a Davide, che si chiude con un lamento e una benedizione. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura cristiana, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 88 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 87.
1 Intellectus Ethan Ezrahitæ.
1 Istruzione di Ethan Ezrahita.
2 Misericordias Domini in æternum cantabo ; in generationem et generationem annuntiabo veritatem tuam in ore meo.
2 Le misericordie del Signore canterò io eternamente. A tutte le generazioni annunzierò colla mia bocca la tua verità.
3 Quoniam dixisti : In æternum misericordia ædificabitur in cælis ; præparabitur veritas tua in eis.
3 Imperocché tu dicesti, che la misericordia sarebbe stabilita per sempre ne'cieli, e che sopra di essi poserebbe la tua verità.
4 Disposui testamentum electis meis ; juravi David servo meo :
4 Io ho fermata alleanza co' miei eletti; ho giurato a Davidde mio servo:
5 Usque in æternum præparabo semen tuum, et ædificabo in generationem et generationem sedem tuam.
5 fino all'eternità serberò stabile il seme tuo. Ed io per tutte le generazioni farò stabile il tuo trono.
6 Confitebuntur cæli mirabilia tua, Domine ; etenim veritatem tuam in ecclesia sanctorum.
6 I cieli predicheranno, o Signore, le tue meraviglie: e alla tua verità (darà laude) la Chiesa de' santi;
7 Quoniam quis in nubibus æquabitur Domino ; similis erit Deo in filiis Dei ?
7 Imperocché, e chi sarà a Dio uguale nell'alto? qual de' figliuoli di Dio sarà simile a Dio?
8 Deus, qui glorificatur in consilio sanctorum, magnus et terribilis super omnes qui in circuitu ejus sunt.
8 Dio, che è glorificato nel concilio de' santi: grande, e terribile a tutti quelli, che a lui stanno d'intorno.
9 Domine Deus virtutum, quis similis tibi ? potens es, Domine, et veritas tua in circuitu tuo.
9 Signore Dio degli eserciti, chi è simile a te? Possente se' tu, o Signore, e intorno a te la tua verità.
10 Tu dominaris potestati maris ; motum autem fluctuum ejus tu mitigas.
10 Tu comandi all'orgoglio del mare, e il movimento de' flutti di lui tu reprimi.
11 Tu humiliasti, sicut vulneratum, superbum ; in brachio virtutis tuæ dispersisti inimicos tuos.
11 Tu umiliasti il superbo, come un che è ferito a morte: col robusto tuo braccio tu spergesti i tuoi nemici.
12 Tui sunt cæli, et tua est terra : orbem terræ, et plenitudinem ejus tu fundasti ;
12 Tuoi sono i cieli, e tua è la terra: tu il mondo formasti, e tutto quello, ond'egli è ripieno,
13 aquilonem et mare tu creasti. Thabor et Hermon in nomine tuo exsultabunt :
13 tu creasti l'aquilone, e il mare.
14 tuum brachium cum potentia. Firmetur manus tua, et exaltetur dextera tua :
14 Il Thabor, e l'Hermon esulteranno nel nome tuo: potente cosa egli è il tuo braccio.
15 justitia et judicium præparatio sedis tuæ : misericordia et veritas præcedent faciem tuam.
15 Sia robusta la mano tua, e celebrata sia la tua destra: la giustizia, e l'equità sono la base del tuo trono;
16 Beatus populus qui scit jubilationem : Domine, in lumine vultus tui ambulabunt,
16 La misericordia, e la verità anderanno innanzi a te: beato il popolo, che sa in te allegrarsi.
17 et in nomine tuo exsultabunt tota die, et in justitia tua exaltabuntur.
17 Signore, alla luce della tua faccia cammineranno, e nel nome tuo esulteranno tuttodì, e mediante la tua giustizia saranno esaltati.
18 Quoniam gloria virtutis eorum tu es, et in beneplacito tuo exaltabitur cornu nostrum.
18 Perocché gloria della loro fortezza se' tu; e per la buona tua volontà il poter nostro sarà esaltato;
19 Quia Domini est assumptio nostra, et sancti Israël regis nostri.
19 Imperocché protezione nostra egli è il Signore, e il Santo di Israele, che è nostro Re.
20 Tunc locutus es in visione sanctis tuis, et dixisti : Posui adjutorium in potente, et exaltavi electum de plebe mea.
20 Tu parlasti allora in visione ai tuoi Santi, e dicesti: Ho preparato in un uomo potente l'aiuto, e ho esaltato quello, che io elessi di mezzo al mio popolo.
21 Inveni David, servum meum ; oleo sancto meo unxi eum.
21 Ho trovato Davidde mio servo: lo ho unto coll'olio mio santo;
22 Manus enim mea auxiliabitur ei, et brachium meum confortabit eum.
22 Imperocché la mano mia lo assisterà, e farallo forte il mio braccio.
23 Nihil proficiet inimicus in eo, et filius iniquitatis non apponet nocere ei.
23 Non guadagnerà nulla sopra di lui il nemico, e il figliuolo di iniquità non saprà fargli danno.
24 Et concidam a facie ipsius inimicos ejus, et odientes eum in fugam convertam.
24 E distruggerò dinanzi a lui i suoi nemici: e metterò in fuga color, che lo odiano.
25 Et veritas mea et misericordia mea cum ipso, et in nomine meo exaltabitur cornu ejus.
25 E con lui sarà la mia verità, e la mia misericordia: e nel nome mio crescerà egli in potenza.
26 Et ponam in mari manum ejus, et in fluminibus dexteram ejus.
26 E la mano di lui stenderò sopra il mare, e la sua destra sopra i fiumi.
27 Ipse invocabit me : Pater meus es tu, Deus meus, et susceptor salutis meæ.
27 Egli a me griderà: Tu se' il Padre mio, mio Dio, e principio di mia salute.
28 Et ego primogenitum ponam illum, excelsum præ regibus terræ.
28 E io lo costituirò primogenito più eccelso dei re della terra.
29 In æternum servabo illi misericordiam meam, et testamentum meum fidele ipsi.
29 A lui conserverò la mia misericordia in eterno, e la mia alleanza con lui sarà stabile.
30 Et ponam in sæculum sæculi semen ejus, et thronum ejus sicut dies cæli.
30 E il seme di lui farò che sussista per tutti i secoli, e il trono di lui quanto i giorni del cielo.
31 Si autem dereliquerint filii ejus legem meam, et in judiciis meis non ambulaverint ;
31 Che se i figliuoli di lui abbandoneranno la mia legge, e non cammineranno secondo i miei comandamenti,
32 si justitias meas profanaverint, et mandata mea non custodierint :
32 Se violeranno i giusti miei documenti, e non osserveranno i miei precetti:
33 visitabo in virga iniquitates eorum, et in verberibus peccata eorum ;
33 Visiterò colla verga le loro iniquità: e colla sferza i loro peccati.
34 misericordiam autem meam non dispergam ab eo, neque nocebo in veritate mea,
34 Ma non torrò a lui la mia misericordia, e non farò torto alla mia verità:
35 neque profanabo testamentum meum : et quæ procedunt de labiis meis non faciam irrita.
35 E non violerò il mio patto, e non ritratterò le parole, che vengono dalla mia bocca.
36 Semel juravi in sancto meo, si David mentiar :
36 Una volta per sempre giurai per la mia santità: non mancherò di parola a Davidde:
37 semen ejus in æternum manebit.
37 il seme di lui durerà eternamente.
38 Et thronus ejus sicut sol in conspectu meo, et sicut luna perfecta in æternum, et testis in cælo fidelis.
38 E il trono di lui sarà in eterno dinanzi a me, come il sole, e come la luna piena, e come il testimone fedele nel cielo.
39 Tu vero repulisti et despexisti ; distulisti christum tuum.
39 Tu però hai rigettato, e messo in non cale, e allontanato da te il tuo Cristo.
40 Evertisti testamentum servi tui ; profanasti in terra sanctuarium ejus.
40 Hai rotta l'alleanza col tuo servo: hai conculcato per terra il suo sagro diadema.
41 Destruxisti omnes sepes ejus ; posuisti firmamentum ejus formidinem.
41 Hai distrutti tutti i suoi ripari; ne' luoghi forti di lui hai posto lo sbigottimento.
42 Diripuerunt eum omnes transeuntes viam ; factus est opprobrium vicinis suis.
42 Tutti que', che passavan per via lo han depredato: è divenuto lo scherno de' suoi vicini.
43 Exaltasti dexteram deprimentium eum ; lætificasti omnes inimicos ejus.
43 Hai dato gagliardia alla mano di coloro, che lo insultano: rallegrasti tutti i suoi nemici.
44 Avertisti adjutorium gladii ejus, et non es auxiliatus ei in bello.
44 Hai renduto ottuso il taglio della sua spada, e nella guerra non gli hai dato soccorso.
45 Destruxisti eum ab emundatione, et sedem ejus in terram collisisti.
45 Hai annichilato il suo splendore: e hai spezzato in terra il suo trono.
46 Minorasti dies temporis ejus ; perfudisti eum confusione.
46 Hai accorciati i giorni di sua bella età, lo hai ricoperto d'ignominia.
47 Usquequo, Domine, avertis in finem ? exardescet sicut ignis ira tua ?
47 Fino a quando, o Signore, ti terrai ascoso continuamente e come fuoco divamperà il tuo sdegno?
48 Memorare quæ mea substantia : numquid enim vane constituisti omnes filios hominum ?
48 Ricorditi qual sia l'esser mio: perocché non hai tu soggettati alla vanità tutti i figliuoli degli uomini?
49 Quis est homo qui vivet et non videbit mortem ? eruet animam suam de manu inferi ?
49 Qual è quell'uomo, che avrà vita, senza veder mai la morte? chi trarrà l'anima sua dalle mani d'inferno?
50 Ubi sunt misericordiæ tuæ antiquæ, Domine, sicut jurasti David in veritate tua ?
50 Dove sono, o Signore, le antiche tue misericordie, cui tu giurasti a Davidde per la tua verità?
51 Memor esto, Domine, opprobrii servorum tuorum, quod continui in sinu meo, multarum gentium :
51 Ricordati, o Signore, de' rimproveri (che nel mio seno celati io tengo), che sono fatti a' tuoi servi da molte genti.
52 quod exprobraverunt inimici tui, Domine ; quod exprobraverunt commutationem christi tui.
52 De' rimproveri fatti, o Signore, da' tuoi nemici, i quali ci hanno rimproverato la mutazione del tuo Cristo.
53 Benedictus Dominus in æternum. Fiat, fiat.
53 Benedetto il Signore in eterno: così sia, così sia.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 89 o salmo 88?
Sotto il numero 89 si incrociano due salmi. Nelle Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, il salmo 89 è il cantico dell'alleanza con Davide presentato in questa pagina; la Vulgata, seguita dalla liturgia e dal Breviario, lo conta come salmo 88, perché unisce in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico.
Al contrario, il «salmo 89» della Vulgata è la preghiera di Mosè sulla brevità della vita, Domine, refugium, che le Bibbie moderne chiamano salmo 90: lo trovate al salmo 90 (Vulgata 89). E il salmo 88 delle Bibbie moderne è il lamento più oscuro del Salterio, «Signore Dio di mia salute, di giorno, e di notte alzai le mie grida dinanzi a te», cioè il salmo 87 della Vulgata. Il canto “Canterò per sempre l'amore del Signore”, invece, viene proprio da questo salmo: è la resa moderna del versetto 2. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 89?
È uno dei salmi più lunghi e più drammatici. Il titolo lo attribuisce a «Ethan Ezrahita», uno dei sapienti e cantori del tempo di Davide e di Salomone. Si svolge in tre movimenti, l'ultimo dei quali sembra contraddire i primi due.
L'inno alla fedeltà di Dio (v. 2-19). Il versetto d'apertura ne dà il tema: «Le misericordie del Signore canterò io eternamente. A tutte le generazioni annunzierò colla mia bocca la tua verità» (v. 2). Misericordia e verità, cioè bontà e fedeltà, tornano senza sosta. Dio è senza pari, «chi è simile a te?» (v. 9); doma il mare, ha creato l'universo: «Tuoi sono i cieli, e tua è la terra: tu il mondo formasti, e tutto quello, ond'egli è ripieno» (v. 12). Anche i monti esultano: «Il Thabor, e l'Hermon esulteranno nel nome tuo» (v. 14). Il suo trono poggia su due colonne: «la giustizia, e l'equità sono la base del tuo trono; La misericordia, e la verità anderanno innanzi a te» (v. 15-16).
Il giuramento a Davide (v. 20-38). Dio richiama l'oracolo dato per mezzo del profeta Natan, che si legge nel secondo libro dei Re, capitolo 7 (2 Samuele nelle Bibbie moderne): «Ho trovato Davidde mio servo: lo ho unto coll'olio mio santo» (v. 21). Il re sarà figlio: «Egli a me griderà: Tu se' il Padre mio, mio Dio, e principio di mia salute» (v. 27); e primogenito: «E io lo costituirò primogenito più eccelso dei re della terra» (v. 28). Neppure il peccato dei discendenti spezzerà l'alleanza: «Visiterò colla verga le loro iniquità: e colla sferza i loro peccati. Ma non torrò a lui la mia misericordia» (v. 33-34). Il trono durerà «come il sole, e come la luna piena» (v. 38).
Il lamento (v. 39-52). Bruscamente tutto crolla: «Tu però hai rigettato, e messo in non cale, e allontanato da te il tuo Cristo» (v. 39). Il diadema è calpestato, le fortezze in rovina, il re coperto d'ignominia. Il salmista ricorda a Dio la brevità della vita: «Qual è quell'uomo, che avrà vita, senza veder mai la morte?» (v. 49). E pone la domanda che attraversa tutto il salmo: «Dove sono, o Signore, le antiche tue misericordie, cui tu giurasti a Davidde per la tua verità?» (v. 50).
L'ultimo versetto non risponde, benedice: «Benedetto il Signore in eterno: così sia, così sia» (v. 53). È la dossologia che chiude il terzo libro del Salterio.
Cristo, figlio di Davide e primogenito
Il salmo pone un enigma che solo il Nuovo Testamento risolve. Dio ha giurato un trono eterno, e il trono è rovesciato. I Padri rispondono: la promessa non mirava anzitutto a una dinastia terrena, ma al Cristo, figlio di Davide secondo la carne. L'angelo Gabriele la riprende all'Annunciazione: «a lui darà il Signore Iddio la sede di Davidde suo padre: e regnerà sopra la casa di Giacobbe in eterno» (Luca 1, 32). San Paolo, ad Antiochia di Pisidia, cita il versetto 21: «Ho trovato Davidde figliuolo di Jesse, uomo secondo il cuor mio» (Atti 13, 22).
Il versetto 28 non si applica pienamente a nessun re di Giuda. San Giovanni lo riferisce a Gesù, «il testimone fedele, primogenito di trai morti, e principe dei Re della terra» (Apocalisse 1, 5), riprendendo anche il «testimone fedele nel cielo» del versetto 38. Nel lamento finale i Padri vedono la Passione: il Cristo respinto e coperto di obbrobrio è il Crocifisso, la cui Risurrezione ha rialzato il trono per sempre. È la regalità che la Chiesa celebra nella festa di Cristo Re.
Il salmo 88 nella liturgia del 1962
Nona del venerdì. Nel salterio del Breviario romano del 1962, il salmo 88 si canta a Nona del venerdì, l'Ora del primo pomeriggio, diviso in tre sezioni (v. 2-19, 20-38, 39-53), con l'antifona Misericordia et veritas praecedent faciem tuam, Domine. Il posto è eloquente: all'ora in cui Cristo morì sulla croce, il venerdì, la Chiesa canta il cantico dell'Unto respinto. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno.
Natale e Cristo Re. Il salmo apre il terzo notturno del Mattutino di Natale, con l'antifona Ipse invocabit me, alleluia: Pater meus es tu, alleluia (v. 27); e l'offertorio della terza Messa di Natale ne canta i versetti 12 e 15: Tui sunt caeli et tua est terra. Al Mattutino di Cristo Re è diviso in due salmi, con le antifone Et ego primogenitum ponam illum: excelsum prae regibus terrae e Thronus ejus sicut sol in conspectu meo. Al Mattutino della Trasfigurazione, il 6 agosto, l'antifona canta il versetto 14: Thabor et Hermon in nomine tuo exsultabunt.
Le Messe dei santi. Il versetto 2, Misericordias Domini in aeternum cantabo, è il versetto salmico dell'introito del Preziosissimo Sangue (1° luglio). Il versetto 21, Inveni David servum meum, ricorre nelle Messe di santi vescovi: è il graduale di san Nicola (6 dicembre) e l'offertorio di sant'Atanasio (2 maggio). Il versetto 6, Confitebuntur caeli mirabilia tua, Domine, si canta per gli Apostoli, ad esempio nella festa dei santi Filippo e Giacomo.
Come pregare il salmo 89
- In rendimento di grazie. La prima parte è una lode pura della fedeltà di Dio, che mantiene le sue promesse.
- Quando Dio sembra mancare alla sua parola. La terza parte insegna a gridare senza smettere di benedire, come l'ultimo versetto.
- Il venerdì, all'ora di Nona, in unione alla Passione.
- Per la Chiesa e i suoi pastori, affidando a Dio coloro che egli ha scelti e unti, come ha scelto Davide.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 89?
È il cantico dell'alleanza che Dio ha giurato a Davide: una discendenza e un trono eterni. Il salmo canta la fedeltà di Dio, ricorda il giuramento, poi si lamenta del trono rovesciato, e tuttavia termina benedicendo. La tradizione vi legge la promessa compiuta in Cristo, figlio di Davide, il cui regno non avrà fine.
“Canterò per sempre l'amore del Signore” è il salmo 89?
Sì. È la traduzione moderna del versetto 2, che il Martini rende «Le misericordie del Signore canterò io eternamente». In latino, Misericordias Domini in aeternum cantabo, è il versetto salmico dell'introito del Preziosissimo Sangue.
Chi ha scritto il salmo 89?
Il titolo lo attribuisce a Ethan Ezrahita, che la Scrittura nomina tra i saggi più illustri del tempo di Salomone. La tradizione accoglie questa attribuzione; l'autore principale è lo Spirito Santo.
Quale versetto del salmo 89 annuncia Cristo?
Soprattutto i versetti 27 e 28: il re chiama Dio «Padre mio», e Dio lo costituisce «primogenito più eccelso dei re della terra». Nessun re di Giuda ha realizzato questa parola; san Giovanni la applica a Cristo nell'Apocalisse, e la Chiesa la canta a Natale.
Il salmo 90 è il salmo 89?
Nella numerazione della Vulgata sì: il «salmo 89» dei libri liturgici è la preghiera di Mosè, Domine, refugium, salmo 90 delle Bibbie moderne. Il salmo 89 delle Bibbie moderne è invece il Misericordias Domini di questa pagina.
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