La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 111 (Vulgata 110): Confitebor tibi, Domine, il memoriale delle meraviglie di Dio
Confitebor tibi, Domine
Il salmo 111 delle Bibbie moderne è il salmo 110 della Vulgata, *Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo*: la lode delle opere di Dio, che «Ha lasciata memoria di sue meraviglie» e «ha dato un cibo a quei, che lo temono». Qui trovate il testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida ne spiega i versetti, la lettura eucaristica e il suo posto ai Vespri della domenica nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 110 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 109.
1 Alleluja. Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo, in consilio justorum, et congregatione.
1 Alleluia: lodate Dio. A te darò laude, o Signore, con tutto il cuor mio: nel consesso de' giusti, e nella adunanza.
2 Magna opera Domini : exquisita in omnes voluntates ejus.
2 Grandi sono le opere del Signore: appropiate a tutte le sue volontà.
3 Confessio et magnificentia opus ejus, et justitia ejus manet in sæculum sæculi.
3 Gloria, e magnificenza sono le opere di lui: e la sua giustizia è stabile per tutti i secoli.
4 Memoriam fecit mirabilium suorum, misericors et miserator Dominus.
4 Ha lasciata memoria di sue meraviglie il Signore, che è benigno, e misericordioso:
5 Escam dedit timentibus se ; memor erit in sæculum testamenti sui.
5 ha dato un cibo a quei, che lo temono. Ei sarà memore eternamente di sua alleanza:
6 Virtutem operum suorum annuntiabit populo suo,
6 le opere di sua possanza rivelerà al suo popolo:
7 ut det illis hæreditatem gentium. Opera manuum ejus veritas et judicium.
7 A' quali darà l'eredità delle genti: le opere delle sue mani son verità, e giustizia.
8 Fidelia omnia mandata ejus, confirmata in sæculum sæculi, facta in veritate et æquitate.
8 Fedeli tutti i comandamenti di lui: confermati per tutti i secoli: fondati nella verità, e nell'equità.
9 Redemptionem misit populo suo ; mandavit in æternum testamentum suum. Sanctum et terribile nomen ejus.
9 Ha mandata la redenzione al suo popolo: ha stabilito per l'eternità il suo testamento. Santo, e terribile il nome di lui: principio della sapienza il timor del Signore.
10 Initium sapientiæ timor Domini ; intellectus bonus omnibus facientibus eum : laudatio ejus manet in sæculum sæculi.
10 Buono intelletto hanno tutti quelli, che agiscono con questo timore: sarà egli laudato pe' secoli de' secoli.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 111 o salmo 110?
Questo salmo è il 111 nelle Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, e il 110 nella Vulgata, nel Breviario e nel Martini, che uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, che in latino comincia con Confitebor tibi, Domine, in toto corde meo. La tavola delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 111» può volere anche un altro testo: il salmo 111 della Vulgata e dei libri liturgici è il Beatus vir, qui timet Dominum, il ritratto del giusto, che le Bibbie moderne chiamano 112 e che trovate al salmo 112 (Vulgata 111). E il salmo 110 di una Bibbia moderna è il Dixit Dominus, al salmo 110 (Vulgata 109).
Che cosa significa il salmo 111?
Nell'ebraico il salmo è alfabetico: ciascuno dei suoi emistichi comincia con una lettera, nell'ordine dell'alfabeto. Questa forma dice la pienezza della lode, che percorre tutto da un capo all'altro. Il salmo non racconta una liberazione particolare: abbraccia con uno sguardo l'insieme dell'opera di Dio.
La lode nell'assemblea (v. 1-3)
Il titolo è un Alleluia, e il fedele loda Dio «con tutto il cuor mio: nel consesso de' giusti, e nella adunanza» (v. 1). La sua lode non è solitaria, ma si leva in mezzo al popolo. Ne dà il motivo: «Grandi sono le opere del Signore: appropiate a tutte le sue volontà» (v. 2); «la sua giustizia è stabile per tutti i secoli» (v. 3).
Il memoriale e il cibo (v. 4-5)
Il cuore del salmo sta in due versetti: «Ha lasciata memoria di sue meraviglie il Signore, che è benigno, e misericordioso: ha dato un cibo a quei, che lo temono» (v. 4-5). Alla lettera sono la Pasqua, memoriale dell'uscita dall'Egitto, e la manna del deserto. Ma la tradizione vi ha riconosciuto l'annuncio dell'Eucaristia: il memoriale della Passione che Cristo istituisce nell'ultima Cena dicendo «fate questo in memoria di me» (Luca 22, 19), e il vero pane del cielo, «Io sono il pane vivo, che son disceso dal cielo» (Giovanni 6, 51), dato a quelli che temono Dio.
L'alleanza e la redenzione (v. 6-9)
Dio dà al suo popolo «l'eredità delle genti» (v. 7); i suoi comandamenti sono «Fedeli […] confermati per tutti i secoli» (v. 8). Il versetto 9 riassume la storia della salvezza: «Ha mandata la redenzione al suo popolo: ha stabilito per l'eternità il suo testamento. Santo, e terribile il nome di lui» (v. 9). Il latino dice Redemptionem misit populo suo: i Padri hanno sentito in questa parola la Redenzione compiuta da Cristo.
Il principio della sapienza (v. 9-10)
Il salmo si chiude con una sentenza celebre: «principio della sapienza il timor del Signore» (v. 9), e aggiunge: «Buono intelletto hanno tutti quelli, che agiscono con questo timore» (v. 10). La stessa parola si legge nei Proverbi, capitolo 9: «Principio della sapienza egli è il timor del Signore». Non è la paura dello schiavo, ma il timore filiale, che teme di offendere un Padre amato: è uno dei sette doni dello Spirito Santo.
La lettura dei Padri
I commentatori cristiani hanno letto nel cibo dato a chi teme Dio il pane che scende dal cielo, e nel memoriale delle meraviglie quello che Cristo ha lasciato alla sua Chiesa. Il salmo forma una coppia con il seguente, il Beatus vir, anch'esso alfabetico: l'uno canta le opere di Dio, l'altro l'uomo giusto che le imita; e il secondo comincia là dove il primo finisce, dal timore del Signore.
Il versetto 4 chiama Dio «benigno, e misericordioso»: è la formula della rivelazione del Nome a Mosè sul Sinai, «misericordioso e clemente, paziente, e di molta misericordia» (Esodo 34, 6), che torna anche nel salmo 103 (Vulgata 102), Benedic, anima mea.
Il salmo 111 nella liturgia del 1962
Vespri della domenica. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 110 è il secondo salmo dei Vespri della domenica, subito dopo il Dixit Dominus, con l'antifona Magna opera Domini: exquisita in omnes voluntates ejus (v. 2). La sera del giorno del Signore la Chiesa canta prima Cristo re e sacerdote, poi le opere di Dio e il memoriale delle sue meraviglie. Potete pregarli nel breviario del giorno e conoscerne la storia nella nostra pagina sui Vespri.
Corpus Domini. Nell'Ufficio composto da san Tommaso d'Aquino, il salmo si canta ai Vespri del Corpus Domini con l'antifona Miserator Dominus escam dedit timentibus se in memoriam suorum mirabilium, che ne rende esplicita la lettura eucaristica. Un'antifona simile, Misericors et miserator Dominus: escam dedit timentibus se, lo introduce ai Vespri del Sacro Cuore.
Natale. Ai secondi Vespri di Natale lo si canta con l'antifona Redemptionem misit Dominus populo suo: mandavit in æternum testamentum suum (v. 9); ai primi Vespri con Magnificatus est Rex pacificus super omnes reges universæ terræ. Il salmo torna anche ai Vespri del Comune della Dedicazione di una chiesa.
La Messa. Nel Messale del 1962 il primo alleluia della III domenica dopo Pasqua è preso dal versetto 9: Redemptionem misit Dominus populo suo.
Come pregare il salmo 111
- Dopo la Comunione, soffermandosi sui versetti 4-5, il memoriale e il cibo; si unisce bene all'adorazione eucaristica.
- La domenica sera, con la Chiesa, per rileggere la settimana alla luce delle opere di Dio.
- All'inizio di uno studio o di un lavoro, chiedendo la sapienza che comincia dal timore del Signore.
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Perché il salmo 111 si chiama anche salmo 110?
Perché la Vulgata, seguita dalla liturgia e dal Martini, unisce in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il Confitebor tibi, Domine, salmo 111 delle Bibbie moderne, vi porta il numero 110. Il salmo 111 della Vulgata è il Beatus vir, qui timet Dominum.
Chi ha scritto il salmo 111?
Il salmo non ha un titolo d'autore: si apre soltanto con Alleluia. La tradizione lo riceve tra i salmi di lode del Salterio, senza attribuzione certa.
Che cosa significa «principio della sapienza il timor del Signore»?
Che la vera sapienza comincia dal rispetto filiale di Dio: chi teme di offenderlo impara a vivere secondo la verità. È il dono del timore di Dio, che sant'Agostino pone al primo gradino della salita dell'anima verso la sapienza.
Perché il salmo 111 è legato all'Eucaristia?
Per i versetti 4 e 5: Dio ha lasciato un memoriale delle sue meraviglie e ha dato un cibo a chi lo teme. La Chiesa vi ha riconosciuto la Messa e la Comunione, e san Tommaso ne ha fatto un'antifona dei Vespri del Corpus Domini.
Quando si prega il salmo 111 nel Breviario?
Nel Breviario del 1962 ogni domenica ai Vespri, come secondo salmo. Torna ai Vespri di Natale, del Corpus Domini e del Sacro Cuore.
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