La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 110 (Vulgata 109): Dixit Dominus, Cristo re e sacerdote
Dixit Dominus
Il salmo 110 delle Bibbie moderne, salmo 109 della Vulgata, è il *Dixit Dominus*: «Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra». È uno dei salmi più citati nel Nuovo Testamento e quello che apre i Vespri della domenica. Qui sotto trovate il testo del Martini con la Vulgata latina a fronte; la guida ne spiega il significato, l'uso che ne fa Gesù, il sacerdozio secondo Melchisedech, il posto nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 109 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 108.
1 Psalmus David. Dixit Dominus Domino meo : Sede a dextris meis, donec ponam inimicos tuos scabellum pedum tuorum.
1 Salmo di David. Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra: Fino a tanto che io ponga i tuoi nemici sgabello a' tuoi piedi.
2 Virgam virtutis tuæ emittet Dominus ex Sion : dominare in medio inimicorum tuorum.
2 Da Sionne stenderà il Signore lo scettro di tua possanza: esercita il tuo dominio in mezzo de' tuoi nemici.
3 Tecum principium in die virtutis tuæ in splendoribus sanctorum : ex utero, ante luciferum, genui te.
3 Teco è il principato nel giorno di tua possanza tragli splendori della santità: avanti la stella del mattino io dal mio seno ti generai.
4 Juravit Dominus, et non pœnitebit eum : Tu es sacerdos in æternum secundum ordinem Melchisedech.
4 Il Signore ha giurato, ed ei non si muterà: tu se' sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedech.
5 Dominus a dextris tuis ; confregit in die iræ suæ reges.
5 Il Signore sta al tuo fianco: egli nel giorno dell'ira sua i regi atterrò.
6 Judicabit in nationibus, implebit ruinas ; conquassabit capita in terra multorum.
6 Farà giudizio delle nazioni: moltiplicherà le rovine: spezzerà sulla terra le teste di molti,
7 De torrente in via bibet ; propterea exaltabit caput.
7 (E dirà): Egli nel suo viaggio berà al torrente: per questo alzerà la sua testa.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 110 o salmo 109?
Lo stesso salmo porta due numeri. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 110; la Vulgata, la Settanta e i libri liturgici lo contano come salmo 109, perché uniscono in uno solo i salmi ebraici 9 e 10. In latino comincia con Dixit Dominus Domino meo, e con questo nome lo conoscono il Breviario e la storia della musica. I versetti sono sette in entrambe le numerazioni. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Attenzione alla confusione opposta: il salmo 109 delle Bibbie moderne è un altro testo, il Deus, laudem meam, «Non tener celata, o Dio, la mia lode» (salmo 108 della Vulgata), il salmo delle maledizioni che san Pietro applica a Giuda. E il salmo 111 ebraico è il Confitebor tibi, 110 della Vulgata, che segue il nostro ai Vespri.
Che cosa significa il salmo 110?
Il salmo è breve e denso. Porta il titolo «Salmo di David» e contiene due oracoli di Dio, il primo regale, il secondo sacerdotale, seguiti da una visione di giudizio e da un'immagine misteriosa.
Il re alla destra di Dio (v. 1-2). «Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra: Fino a tanto che io ponga i tuoi nemici sgabello a' tuoi piedi» (v. 1). Dio parla al Messia, che Davide chiama «mio Signore». Sedere alla destra del re significava condividerne il trono e il potere. Lo sgabello è l'immagine della vittoria piena: i nemici vinti posti sotto i piedi del vincitore. Poi: «Da Sionne stenderà il Signore lo scettro di tua possanza: esercita il tuo dominio in mezzo de' tuoi nemici» (v. 2). Il regno comincia da Sion, ma non resta chiuso in Sion: si stende in mezzo ai nemici, cioè nel mondo che ancora resiste.
Generato prima dell'aurora (v. 3). Il versetto 3 è il più misterioso. Il Martini traduce la Vulgata: «Teco è il principato nel giorno di tua possanza tragli splendori della santità: avanti la stella del mattino io dal mio seno ti generai». In latino: Tecum principium in die virtutis tuæ in splendoribus sanctorum: ex utero ante luciferum genui te. Il testo ebraico di questo versetto è difficile, e le Bibbie moderne lo traducono in modi diversi; la lettura greca e latina, che la Chiesa canta, vi ha udito la generazione eterna del Figlio dal Padre, “prima della stella del mattino”, cioè prima di ogni creatura. È questo versetto che la liturgia canta nella notte di Natale.
Sacerdote in eterno (v. 4). Il secondo oracolo è un giuramento: «Il Signore ha giurato, ed ei non si muterà: tu se' sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedech». Il re è anche sacerdote: un'unione che nella Legge di Mosè non esisteva, perché i re venivano da Giuda e i sacerdoti da Levi.
Il giudizio e il torrente (v. 5-7). «Il Signore sta al tuo fianco: egli nel giorno dell'ira sua i regi atterrò» (v. 5); egli «Farà giudizio delle nazioni» (v. 6). Il salmo si chiude con un'immagine enigmatica: «Egli nel suo viaggio berà al torrente: per questo alzerà la sua testa» (v. 7). Le parole «(E dirà)» all'inizio del versetto sono un'aggiunta esplicativa del Martini.
Gesù e il salmo 110: «Disse il Signore al mio Signore»
Nessun salmo ha un posto così importante nel Nuovo Testamento. È Gesù stesso a citarlo per primo, nel Tempio, ai Farisei: «Che vi pare del Cristo: di chi è egli figliuolo? Gli risposero: Di Davidde. Egli disse loro: Come adunque Davidde in ispirito lo chiama Signore» (Matteo 22, 42-43). E il Vangelo conclude: «E nessuno potea replicargli parola» (Matteo 22, 46). La domanda contiene la risposta: il Messia è figlio di Davide secondo la carne, ma è anche il suo Signore, perché è Dio.
Davanti al Sinedrio, il Signore annuncia: «vedrete di poi il Figliuolo dell'uomo sedere alla destra della virtù di Dio» (Matteo 26, 64), unendo il nostro salmo alla visione di Daniele. Il giorno di Pentecoste, san Pietro cita il primo versetto per annunciare Cristo risorto e salito al cielo, e ne trae la conclusione: «Dio ha constituito Signore, e Cristo questo Gesù, il quale voi avete crocifisso» (Atti 2, 36). San Paolo vi legge la vittoria finale di Cristo: «è necessario, che egli regni, sino a tanto che (Dio) gli abbia posti sotto dei piedi tutti i nimici» (1 Corinzi 15, 25). San Marco chiude il suo Vangelo con l'Ascensione nelle parole del salmo: il Signore Gesù «fu assunto al cielo, e siede alla destra di Dio» (Marco 16, 19).
Di qui viene un articolo del Credo: sedet ad dexteram Patris, “siede alla destra del Padre”. Ogni volta che il cristiano recita il Simbolo, ripete il primo versetto del Dixit Dominus.
Sacerdote secondo l'ordine di Melchisedech
Melchisedech compare una sola volta nella storia di Abramo: «Melchisedec re di Salem, messo fuora del pane e del vino: perocché egli era sacerdote di Dio Altissimo» (Genesi 14, 18). Benedice Abramo, e Abramo gli dà la decima. Il Messia del salmo non sarà sacerdote secondo Aronne, ma secondo questo sacerdozio regale, più antico della Legge e senza fine.
La Lettera agli Ebrei costruisce su questo versetto tutto il suo insegnamento: Cristo è il sommo sacerdote annunciato dal giuramento di Dio, «tu se' sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedech» (Ebrei 7, 17), e poiché vive in eterno, «ha un sacerdozio, che non passa» (Ebrei 7, 24). Il pane e il vino di Melchisedech sono stati letti dai Padri come figura dell'Eucaristia, il sacrificio che Cristo perpetua all'altare per mezzo dei suoi sacerdoti. Il Canone romano se ne ricorda ogni giorno quando, dopo Abele e Abramo, nomina il sacrificio offerto da summus sacerdos tuus Melchisedech, sanctum sacrificium, immaculatam hostiam.
I Padri e il Dixit Dominus
Per i Padri il salmo è una sintesi del mistero di Cristo. Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vi riconosce le due nature del Signore: figlio di Davide secondo la carne, Signore di Davide secondo la divinità. Nel versetto 3 i Padri hanno letto la generazione eterna del Figlio; nel versetto 4 il suo sacerdozio; nei versetti 5-6 il giudizio finale, quando verrà a giudicare i vivi e i morti.
Il torrente del versetto 7 ha ricevuto una lettura particolarmente bella. Sant'Agostino vi vede il corso di questa vita mortale e la Passione: Cristo, passando per la via, ha bevuto al torrente delle sofferenze umane, si è abbassato fino alla morte, e «per questo» il Padre gli ha fatto alzare il capo nella Risurrezione e nell'Ascensione. È lo stesso movimento che san Paolo descrive ai Filippesi: abbassamento, poi esaltazione.
Il salmo 110 nella liturgia del 1962
Vespri della domenica e delle feste. Nel Breviario romano del 1962 il Dixit Dominus è il primo salmo dei Vespri della domenica, sotto l'antifona che ne riprende l'inizio: Dixit Dominus Domino meo: Sede a dextris meis. Lo seguono il salmo 110, Confitebor, il salmo 111, Beatus vir, il salmo 112, Laudate pueri e il salmo 113, In exitu Israel. È anche il primo salmo dei Vespri di quasi tutte le feste: ogni sera di festa la Chiesa comincia la sua lode contemplando Cristo alla destra del Padre. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno e leggerne la storia nella guida ai Vespri.
Le antifone delle feste mettono in luce ora l'uno ora l'altro versetto. Ai secondi Vespri di Natale si canta Tecum principium in die virtutis tuæ, in splendoribus sanctorum, ex utero ante luciferum genui te; ai Vespri del Corpus Domini, Sacerdos in æternum Christus Dominus secundum ordinem Melchisedech, panem et vinum obtulit: il sacerdote eterno che offrì il pane e il vino.
Nel Messale. Nella Messa della notte di Natale il graduale è tratto da questo salmo, con il versetto 3 e il versetto 1: Tecum principium… ex utero ante luciferum genui te. V. Dixit Dominus Domino meo: Sede a dextris meis; e il communio ripete In splendoribus sanctorum, ex utero ante luciferum genui te. Nella notte in cui il Verbo nasce nel tempo, la Chiesa canta la sua nascita eterna. Il versetto 4, Juravit Dominus, et non pœnitebit eum: Tu es sacerdos in æternum, è il versetto dell'Alleluia in diverse Messe di santi vescovi, come quella di sant'Ambrogio il 7 dicembre. Il Vangelo della XVII domenica dopo Pentecoste (Matteo 22, 34-46) è quello in cui Gesù interroga i Farisei sul Dixit Dominus.
Il Dixit Dominus nella musica
Poiché apriva i Vespri, il Dixit Dominus è stato messo in musica innumerevoli volte. Il Vespro della Beata Vergine di Claudio Monteverdi, pubblicato a Venezia nel 1610, comincia con esso dopo l'invocazione iniziale; Händel compose il suo Dixit Dominus a Roma nel 1707; Vivaldi ne ha lasciato più versioni, e i due Vespri di Mozart per Salisburgo si aprono con questo salmo. Sono opere da concerto, ma nate per la liturgia: il loro testo è quello che la Chiesa canta ogni domenica sera.
Come pregare il salmo 110
È un salmo di adorazione: non chiede nulla e contempla Cristo glorioso.
- La domenica sera, con l'Ufficio della Chiesa, per chiudere il giorno del Signore guardando a colui che siede alla destra del Padre.
- Davanti al Santissimo Sacramento, pensando al sacerdote eterno che si offre sull'altare sotto le specie del pane e del vino.
- Per i sacerdoti, che partecipano al sacerdozio di Cristo secondo l'ordine di Melchisedech, e per le vocazioni.
- Nei tempi di prova per la Chiesa, con il versetto 2: il regno di Cristo si esercita «in mezzo de' tuoi nemici», e la sua vittoria è promessa.
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Chi è il «Signore» del salmo 110?
È Cristo. Lo insegna Gesù stesso citando il primo versetto ai Farisei (Matteo 22, 41-46), e san Pietro lo applica a Cristo risorto nel giorno di Pentecoste. Davide chiama «mio Signore» colui che sarà suo discendente secondo la carne, ma che è Dio.
Che cosa significa «sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedech»?
Melchisedech, re e sacerdote, offrì pane e vino e benedisse Abramo. Cristo è sacerdote alla sua maniera: un sacerdozio unico, eterno, confermato da un giuramento di Dio, il cui sacrificio si perpetua nella Messa sotto le apparenze del pane e del vino.
Perché il salmo 110 si chiama anche salmo 109?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia latina, uniscono i salmi ebraici 9 e 10 e da lì contano un numero in meno. Il salmo 109 delle Bibbie moderne è invece il Deus, laudem meam, 108 della Vulgata.
Quando si canta il Dixit Dominus?
Nel Breviario del 1962 è il primo salmo dei Vespri di ogni domenica e di quasi tutte le feste. Nel Messale se ne cantano i versetti al graduale e al communio della Messa della notte di Natale.
Che cosa significa il versetto 1 del salmo 110?
«Siedi alla mia destra» annuncia l'esaltazione di Cristo, che dopo la Risurrezione e l'Ascensione condivide la gloria del Padre. Lo sgabello dei piedi indica la vittoria finale su tutti i nemici, fino all'ultimo, la morte.
Chi ha scritto il salmo 110?
Il titolo lo attribuisce a Davide, e Gesù stesso lo cita come parola di Davide «in ispirito», cioè ispirato dallo Spirito Santo (Matteo 22, 43).
Tutta la Bibbia offline, con la pagina segnata e i versetti evidenziati: la Bibbia cattolica nell'applicazione.
Salmo 109 (110) · con l'app
Accesso anticipato