La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 112 (Vulgata 111): Beatus vir qui timet Dominum, beato l'uomo che teme il Signore
Beatus vir qui timet Dominum
Il salmo 112 delle Bibbie moderne è il salmo 111 della Vulgata, il *Beatus vir qui timet Dominum*: il ritratto del giusto che teme Dio, dona ai poveri e resta saldo davanti alle cattive notizie, cantato ogni domenica ai Vespri. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte; la guida ne spiega il significato, il versetto 7, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 111 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 110.
1 Alleluja, reversionis Aggæi et Zachariæ. Beatus vir qui timet Dominum : in mandatis ejus volet nimis.
1 Alleluia: Del ritorno di Aggeo, e di Zaccaria. Beato l'uomo, che teme il Signore: egli avrà cari oltre modo i suoi comandamenti.
2 Potens in terra erit semen ejus ; generatio rectorum benedicetur.
2 La sua posterità sarà potente sopra la terra: il secolo dei giusti sarà benedetto.
3 Gloria et divitiæ in domo ejus, et justitia ejus manet in sæculum sæculi.
3 Gloria, e ricchezze nella casa di lui: e la sua giustizia dura perpetuamente.
4 Exortum est in tenebris lumen rectis : misericors, et miserator, et justus.
4 È nata tralle tenebre la luce per gli uomini di retto cuore: il misericordioso, il benigno, il giusto.
5 Jucundus homo qui miseretur et commodat ; disponet sermones suos in judicio :
5 Fortunato l'uomo che è compassionevole, e dà in prestito: e con saggezza dispensa le sue parole:
6 quia in æternum non commovebitur.
6 perocché egli non sarà mai vacillante.
7 In memoria æterna erit justus ; ab auditione mala non timebit. Paratum cor ejus sperare in Domino,
7 Il giusto sarà in memoria eternamente: non temerà di udire sinistre parole.
8 confirmatum est cor ejus ; non commovebitur donec despiciat inimicos suos.
8 Il suo cuore è disposto a sperar nel Signore: il suo cuore è costante: ei non vacillerà, e neppur farà caso de' suoi nemici.
9 Dispersit, dedit pauperibus ; justitia ejus manet in sæculum sæculi : cornu ejus exaltabitur in gloria.
9 A mani piene ha dato ai poveri: la giustizia di lui dura in perpetuo: la sua robusta virtù sarà esaltata nella gloria.
10 Peccator videbit, et irascetur ; dentibus suis fremet et tabescet : desiderium peccatorum peribit.
10 Vedrallo il peccatore, e avranne sdegno, digrignerà i denti, e si consumerà: il desiderio de' peccatori andrà in fumo.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 112 o salmo 111?
Questo salmo porta il numero 112 nelle Bibbie moderne, compresa la CEI, che seguono la numerazione ebraica, e il numero 111 nella Vulgata, nella Settanta e nel Breviario. Lo scarto viene dal fatto che la Vulgata unisce in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso Beatus vir qui timet Dominum. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 112» o «salmi 112» può dunque trovare due testi diversi:
- salmo 112 (ebraico) = salmo 111 (Vulgata): Beatus vir, “Beato l'uomo che teme il Signore”, in questa pagina;
- salmo 112 della Vulgata = salmo 113 (ebraico): il Laudate, pueri, Dominum, «Fanciulli, lodate il Signore», che lo segue ai Vespri della domenica.
Non va confuso nemmeno con il salmo 1, che comincia anch'esso con Beatus vir, «Beato l'uomo, che non va dietro ai consigli degli empj»: due ritratti del giusto, all'inizio del Salterio e nel cuore dei salmi dell'Alleluia.
Che cosa significa il salmo 112?
Come il salmo che lo precede, il salmo è alfabetico nell'ebraico: ogni mezzo versetto comincia con una lettera nuova. Il titolo latino, che il Martini traduce «Alleluia: Del ritorno di Aggeo, e di Zaccaria» (v. 1), viene dalla tradizione greca e collega il salmo ai due profeti del ritorno dall'esilio di Babilonia, al tempo della ricostruzione del Tempio; è un'indicazione antica, non una certezza sull'autore. Il salmo non racconta nulla: descrive, tratto dopo tratto, l'uomo giusto.
Il timore di Dio e la sua benedizione (v. 1-3). Tutto parte dal primo versetto: «Beato l'uomo, che teme il Signore: egli avrà cari oltre modo i suoi comandamenti». Il latino dice in mandatis ejus volet nimis: li vuole, li desidera molto. Questo timore non è un peso; il giusto vi trova la sua gioia. La benedizione si estende alla sua discendenza, «La sua posterità sarà potente sopra la terra: il secolo dei giusti sarà benedetto» (v. 2), e alla sua casa: «Gloria, e ricchezze nella casa di lui: e la sua giustizia dura perpetuamente» (v. 3). La ricchezza di cui si parla non è anzitutto materiale; il seguito mostra che consiste nel donare.
La luce nella notte (v. 4-6). «È nata tralle tenebre la luce per gli uomini di retto cuore: il misericordioso, il benigno, il giusto» (v. 4). La Chiesa ha riconosciuto in questa luce Cristo stesso, e la canta così nei Vespri di Natale (vedete sotto). Il giusto, a sua volta, diventa luce con la sua misericordia: «Fortunato l'uomo che è compassionevole, e dà in prestito: e con saggezza dispensa le sue parole» (v. 5), «perocché egli non sarà mai vacillante» (v. 6).
La fermezza nella prova (v. 7-8). Il versetto 7 risponde a un'angoscia molto attuale: «Il giusto sarà in memoria eternamente: non temerà di udire sinistre parole». E il motivo è dato subito: «Il suo cuore è disposto a sperar nel Signore: il suo cuore è costante» (v. 8).
L'elemosina che rimane (v. 9-10). «A mani piene ha dato ai poveri: la giustizia di lui dura in perpetuo: la sua robusta virtù sarà esaltata nella gloria» (v. 9). Il latino dice cornu ejus, il suo corno: nella Bibbia il corno è l'immagine della forza e della dignità. L'ultimo versetto oppone al giusto il peccatore, che lo vede e si rode: «il desiderio de' peccatori andrà in fumo» (v. 10).
Salmo 112, 7: non temere le cattive notizie
Molti cercano questo versetto perché tocca una paura comune: la telefonata nella notte, la diagnosi, la notizia che sconvolge. Il Martini traduce: «non temerà di udire sinistre parole»; il latino, ab auditione mala non timebit. Il giusto non è al riparo dalle cattive notizie; non ne è travolto, perché il suo cuore è «disposto a sperar nel Signore» (v. 8). La sua pace non è spensieratezza: è fiducia.
La Chiesa ha dato a questo versetto un posto singolare. Nella Messa dei defunti del Messale del 1962, il graduale, dopo il Requiem æternam, canta proprio il versetto 7 del salmo: In memoria æterna erit justus: ab auditione mala non timebit. Davanti alla bara, la Chiesa afferma che il giusto non deve temere la sentenza del giudizio, perché la sua memoria è custodita da Dio per sempre. È uno dei motivi per cui il salmo si addice alla preghiera per i defunti.
La luce sorta nelle tenebre: la lettura dei Padri
Il Beatus vir fa coppia con il salmo che lo precede, il salmo 111 delle Bibbie moderne (Vulgata 110), Confitebor tibi. Quello si chiude con «principio della sapienza il timor del Signore» (salmo 110, 9); questo comincia con «Beato l'uomo, che teme il Signore». Il primo canta le opere di Dio, il secondo l'uomo che le imita. I due salmi usano perfino le stesse parole per Dio e per il giusto: del Signore si dice che «è benigno, e misericordioso» (salmo 110, 4), del giusto che è «il misericordioso, il benigno, il giusto»; di entrambi che la loro giustizia rimane per sempre. È come dire che la santità è una somiglianza.
Molti Padri hanno letto questo ritratto anzitutto come quello di Cristo, il Giusto per eccellenza, luce sorta nelle tenebre; poi come quello di ogni cristiano che lo imita. San Paolo, raccogliendo la colletta per i poveri della Chiesa di Gerusalemme, cita il versetto 9: «Conforme sta scritto: profuse, diede a' poveri: La giustizia di lui sussiste ne' secoli de' secoli» (II Corinzi 9, 9); e aggiunge nello stesso capitolo che «Dio ama l'ilare donatore». Il salmo prepara così le parole del Signore: «Beati i misericordiosi: perché questi troveranno misericordia» (Matteo 5, 7). Si veda anche la pagina sulle opere di misericordia.
Il salmo 112 nella liturgia del 1962
I Vespri della domenica. Nel Breviario romano del 1962, il salmo 111 è il terzo salmo dei Vespri della domenica, tra il Confitebor tibi e il Laudate pueri, sotto l'antifona Qui timet Dominum, in mandatis ejus cupit nimis. È dunque uno dei salmi più cantati della tradizione latina: chi cerca il salmo 112 cantato lo trova lì, sui toni gregoriani, ogni settimana. Per saperne di più leggete la pagina sui Vespri, o pregate l'Ufficio con il breviario del giorno.
Il Natale. Ai secondi Vespri di Natale il salmo torna con un'antifona che ne dice il senso cristiano: Exortum est in tenebris lumen rectis corde: misericors, et miserator, et justus Dominus. La luce sorta nelle tenebre è il Bambino di Betlemme. La stessa antifona, quasi identica, accompagna il salmo ai primi Vespri della festa del Sacro Cuore.
Le feste dei Santi. Il salmo ha nutrito i propri di molti Santi. Nel Messale del 1962, il tratto della Messa di san Giuseppe, il 19 marzo, è formato dai versetti 1-3, Beatus vir, qui timet Dominum, e lo stesso tratto si canta nei Comuni dei martiri e dei confessori. L'introito di san Gioacchino, il 16 agosto, comincia con il versetto 9, Dispersit, dedit pauperibus; il graduale di san Girolamo Emiliani, padre degli orfani, il 20 luglio, canta Jucundus homo, qui miseretur et commodat. L'offertorio della Trasfigurazione, il 6 agosto, riprende il versetto 3: Gloria et divitiæ in domo ejus.
La Messa dei defunti. Come si è detto, il graduale della Messa da Requiem canta il versetto 7, In memoria æterna erit justus.
Come pregare il salmo 112
- Davanti a una cattiva notizia. Riprendere il versetto 7 e chiedere un cuore «disposto a sperar nel Signore».
- Prima di un'elemosina o di un servizio. I versetti 5 e 9 ricordano che ciò che si dona non si perde: la giustizia di chi dona «dura in perpetuo».
- Per la propria casa. Il salmo benedice la casa e la discendenza del giusto; lo si può unire al salmo 128 delle Bibbie moderne (Vulgata 127), Beati omnes, il salmo della famiglia cristiana, e alla preghiera per la famiglia.
- La domenica sera. È il suo posto nell'Ufficio: dirlo con il Dixit Dominus e il Confitebor è unirsi ai Vespri della Chiesa.
- Per i defunti. Con il versetto 7 del graduale del Requiem, affidando a Dio la memoria dei giusti.
Lo si conclude con il Gloria Patri, come all'Ufficio.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 112?
È il ritratto dell'uomo che teme Dio: ama i comandamenti, presta e dona ai poveri, resta saldo davanti alle cattive notizie. La sua giustizia rimane, mentre il desiderio del peccatore svanisce. I Padri vi vedono Cristo e il cristiano che lo imita.
Che cosa dice il versetto 7 del salmo 112?
Nel Martini: «Il giusto sarà in memoria eternamente: non temerà di udire sinistre parole». Il giusto non è al riparo dalle prove, ma la fiducia in Dio lo custodisce dall'angoscia. La Chiesa canta queste parole nel graduale della Messa dei defunti.
Che cosa dice il versetto 3 del salmo 112?
«Gloria, e ricchezze nella casa di lui: e la sua giustizia dura perpetuamente». Il seguito del salmo mostra che la vera ricchezza del giusto è la sua generosità, e che la sua giustizia rimane proprio perché dona.
Chi ha scritto il salmo 112?
Il salmo non nomina un autore. La Vulgata gli dà il titolo «Del ritorno di Aggeo, e di Zaccaria», che lo colloca al tempo del ritorno dall'esilio, ma si tratta di un'indicazione della tradizione greca. L'autore principale è lo Spirito Santo.
Il salmo 112 è il Laudate pueri?
Dipende dalla numerazione. Nella Vulgata e nei libri liturgici il salmo 112 è il Laudate, pueri, Dominum, salmo 113 delle Bibbie moderne. Il salmo 112 delle Bibbie moderne, presentato qui, è il Beatus vir, salmo 111 della Vulgata: i due si cantano uno dopo l'altro ai Vespri della domenica.
Quando si prega il salmo 112 nella liturgia?
Ogni domenica ai Vespri, come terzo salmo. La Chiesa lo canta anche ai secondi Vespri di Natale e ai primi Vespri del Sacro Cuore, e il suo versetto 7 forma il versetto del graduale della Messa dei defunti.
Tutta la Bibbia offline, con la pagina segnata e i versetti evidenziati: la Bibbia cattolica nell'applicazione.
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