La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 125 (Vulgata 124): Qui confidunt, saldi come il monte Sion
Il salmo 125 delle Bibbie moderne è il salmo 124 della Vulgata, il *Qui confidunt in Domino*: chi confida nel Signore resta saldo come il monte di Sion. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 124 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 123.
1 Canticum graduum. Qui confidunt in Domino, sicut mons Sion : non commovebitur in æternum, qui habitat
1 Cantico de' gradi. Coloro, che confidano nel Signore sono come il monte di Sion: non sarà vacillante in eterno chi abita in Gerusalemme.
2 in Jerusalem. Montes in circuitu ejus ; et Dominus in circuitu populi sui, ex hoc nunc et usque in sæculum.
2 Ella è cinta da' monti; e il Signore cinge il suo popolo e adesso, e per sempre.
3 Quia non relinquet Dominus virgam peccatorum super sortem justorum : ut non extendant justi ad iniquitatem manus suas,
3 Perocché il Signore non lascerà, che lo scettro de' peccatori (domini) sopra l'eredità de' giusti: affinchè non istendano i giusti le loro mani all'iniquità.
4 benefac, Domine, bonis, et rectis corde.
4 Sii tu benefico, o Signore, co' buoni, e con quelli di cuore retto.
5 Declinantes autem in obligationes, adducet Dominus cum operantibus iniquitatem. Pax super Israël !
5 Quelli poi, che a storti sentieri si volgono, li porrà insieme il Signore con quelli, che operan l'iniquità: pace sopra Israele.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 125 o salmo 124?
Il numero 125 è quello della Bibbia ebraica, seguito dalle Bibbie moderne e dalla CEI. La Vulgata e la Settanta, con le quali la Chiesa latina ha pregato nel Messale e nel Breviario, uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico e contano perciò questo salmo come il 124. È lo stesso testo, che in latino comincia con Qui confidunt in Domino.
Da qui nasce un equivoco frequente. I foglietti della Messa indicano spesso i salmi con la doppia cifra, “Sal 125 (126)”, mettendo prima il numero latino: in quella forma il “salmo 125” è il salmo seguente, l'In convertendo, quello del ritorno dalla schiavitù, che il Martini rende «Il Signore ha fatto cose grandi per noi: siamo inondati di letizia» (Sal 125, 3). Riassumendo:
- salmo 125 CEI = salmo 124 Vulgata: il Qui confidunt, questa pagina;
- salmo 126 CEI = salmo 125 Vulgata: l'In convertendo, «Il Signore ha fatto cose grandi per noi».
La tavola completa delle due numerazioni è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 125?
È uno dei quindici cantici dei gradi (salmi 119-133 della Vulgata), che il Martini intitola «Cantico de' gradi»: i canti dei pellegrini che salivano a Gerusalemme per le feste. Davanti agli occhi hanno la città costruita sul colle, circondata da alture, e ne fanno l'immagine della loro fede.
Il monte che non vacilla (v. 1-2). Tutto il salmo sta nel primo versetto: «Coloro, che confidano nel Signore sono come il monte di Sion: non sarà vacillante in eterno chi abita in Gerusalemme» (v. 1). La fiducia dà all'anima la stabilità della roccia. Il secondo versetto ne dà la ragione: «Ella è cinta da' monti; e il Signore cinge il suo popolo e adesso, e per sempre» (v. 2). Il vero baluardo non è l'altezza dei monti, ma Dio stesso che circonda i suoi.
La misura della prova (v. 3). Il versetto centrale è il più profondo: «il Signore non lascerà, che lo scettro de' peccatori (domini) sopra l'eredità de' giusti: affinchè non istendano i giusti le loro mani all'iniquità» (v. 3). La parola tra parentesi è un'aggiunta del Martini per chiarire il senso. Dio permette che i buoni siano oppressi, ma pone un limite all'oppressione, perché, sfiniti, non finiscano per imitare il male che subiscono. San Paolo insegna la stessa cosa ai Corinzi: «fedele è Dio, il quale non permetterà, che voi siate tentati oltre il vostro potere» (1 Corinzi 10, 13).
Le due vie (v. 4-5). Il salmista chiede il bene per i giusti: «Sii tu benefico, o Signore, co' buoni, e con quelli di cuore retto» (v. 4). Chi invece prende «storti sentieri» avrà la sorte di «quelli, che operan l'iniquità» (v. 5). Il salmo si chiude con un augurio brevissimo, che è anche una benedizione: «pace sopra Israele».
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, mette in guardia contro una lettura troppo umana del versetto 2. I monti che circondano Gerusalemme possono figurare i santi e i pastori che proteggono la Chiesa; ma la speranza non si ferma a loro, perché il salmo aggiunge subito che è «il Signore» a cingere il suo popolo. Ci si appoggia ai monti solo perché Dio è dietro di loro.
Il monte di Sion, per i Padri, è la Chiesa, fondata da Cristo su una roccia che non crolla. Il Signore le ha dato la stessa promessa del salmo: «sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non avran forza contro di lei» (Matteo 16, 18). Chi «abita in Gerusalemme», cioè chi resta nella Chiesa e nella grazia, partecipa della sua stabilità.
Il salmo 125 nella liturgia del 1962
Vespri del martedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio di san Pio X (1911), il salmo 124 della Vulgata è il terzo dei Vespri del martedì, fra il salmo 123, Nisi quia Dominus, e il salmo 125, In convertendo: tutti i Vespri del martedì sono fatti di cantici dei gradi. La sua antifona riprende il versetto 2: In circuitu populi sui Dominus, ex hoc nunc et usque in sæculum. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno; la pagina sui Vespri ne spiega la storia.
La domenica Laetare. Nel Messale del 1962 i primi due versetti formano il tratto della quarta domenica di Quaresima, la domenica Lætare, la cui Messa è tutta intessuta dei cantici di Gerusalemme: Qui confidunt in Domino, sicut mons Sion. A metà del cammino penitenziale la Chiesa ricorda che la fiducia regge l'anima come il monte regge la città.
La dedicazione di una chiesa. Gli stessi versetti formano il tratto della Messa della dedicazione, quando la si celebra dopo la Settuagesima: l'edificio consacrato a Dio è cantato come il monte che non vacilla.
Come pregare il salmo 125
- Nell'inquietudine. Quando tutto sembra vacillare, il versetto 1 restituisce all'anima il suo appoggio: non si sta in piedi per forza propria, ma per Colui nel quale si confida.
- In una prova che dura. Il versetto 3 assicura che lo scettro dei malvagi non resterà per sempre sopra i giusti, e chiede la grazia di non rispondere al male col male.
- Per la Chiesa. Lo si prega perché essa resti salda in mezzo alle scosse del mondo, e per i pastori, che sono come i monti attorno alla città.
- Il martedì sera, con la Chiesa, ai Vespri.
Si prega volentieri insieme agli altri salmi della fiducia: il salmo 121 (Vulgata 120), Levavi oculos, «Il mio aiuto vien dal Signore», e il salmo 46 (Vulgata 45), Deus noster refugium. Lo si conclude, come all'Ufficio, con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 125?
Insegna che la fiducia in Dio rende incrollabili, come il monte di Sion. Dio circonda il suo popolo come i monti circondano Gerusalemme e non lascia che la prova dei giusti superi le loro forze. Si chiude con l'augurio della pace sopra Israele.
Che cosa dice il versetto 1 del salmo 125?
Nel Martini: «Coloro, che confidano nel Signore sono come il monte di Sion: non sarà vacillante in eterno chi abita in Gerusalemme». In latino: Qui confidunt in Domino, sicut mons Sion: non commovebitur in æternum.
Che cosa vuol dire il versetto 3?
Promette che il dominio dei malvagi sopra i buoni avrà un termine. Dio lo limita perché i giusti, provati troppo a lungo, non siano tentati di fare a loro volta il male.
“Grandi cose ha fatto il Signore per noi” è il salmo 125?
Lo è nella numerazione latina, usata nei foglietti come “Sal 125 (126)”. Nella Bibbia CEI quel salmo è il 126, l'In convertendo, che nel lettore trovate alla pagina successiva, al numero 125 della Vulgata.
Chi ha scritto il salmo 125?
Il titolo dice soltanto «Cantico de' gradi», senza nome d'autore. È uno dei canti dei pellegrini di Gerusalemme, entrati nel Salterio che la Chiesa riceve come ispirato dallo Spirito Santo; l'autore umano resta incerto.
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