La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 124 (Vulgata 123): Nisi quia Dominus, il canto della liberazione
Il salmo 124 delle Bibbie moderne è il salmo 123 della Vulgata, il *Nisi quia Dominus erat in nobis*: Israele ringrazia di essere scampato alla morte, come un passero dal laccio dei cacciatori, perché il Signore era con lui. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il versetto 8 che apre la Messa, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 123 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 122.
1 Canticum graduum. Nisi quia Dominus erat in nobis, dicat nunc Israël,
1 Cantico dei gradi. Se il Signore non fosse stato con noi; dica adesso Israele: Se il Signore non fosse stato con noi,
2 nisi quia Dominus erat in nobis : cum exsurgerent homines in nos,
2 Allorché gli uomini si levaron su contro di noi, ci avrebber forse ingoiati vivi:
3 forte vivos deglutissent nos ; cum irasceretur furor eorum in nos,
3 Allorché il loro furore infuriava contro di noi
4 forsitan aqua absorbuisset nos ;
4 forse l'acqua ci avrebbe assorti.
5 torrentem pertransivit anima nostra ; forsitan pertransisset anima nostra aquam intolerabilem.
5 L'anima nostra ha valicato il torrente: forse l'anima nostra avrebbe dovuto valicare un' acqua insuperabile.
6 Benedictus Dominus, qui non dedit nos in captionem dentibus eorum.
6 Benedetto Dio, che non ci ha fatti preda de' loro denti.
7 Anima nostra sicut passer erepta est de laqueo venantium ; laqueus contritus est, et nos liberati sumus.
7 L'anima nostra è stata sciolta qual passera dal lacciuolo de' cacciatori: Il laccio è stato spezzato, e noi siamo stati liberati.
8 Adjutorium nostrum in nomine Domini, qui fecit cælum et terram.
8 Il nostro aiuto è nel nome del Signore, che fece il cielo, e la terra.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 124 o salmo 123?
Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono la numerazione ebraica e chiamano questo salmo salmo 124; la Vulgata e la liturgia latina, che contano come un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico, lo numerano salmo 123. Il testo è lo stesso e comincia in latino con Nisi quia Dominus erat in nobis. I versetti hanno la stessa numerazione nelle due Bibbie. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Attenzione alla confusione inversa:
- salmo 124 (ebraico) = salmo 123 (Vulgata): Se il Signore non fosse stato con noi, presentato in questa pagina;
- salmo 125 (ebraico) = salmo 124 (Vulgata): il Qui confidunt in Domino, «Coloro, che confidano nel Signore sono come il monte di Sion», che lo segue ai Vespri del martedì.
Che cosa significa il salmo 124?
È un cantico dei gradi, uno dei quindici canti dei pellegrini che salivano a Gerusalemme (salmi 119-133 della Vulgata). Il titolo ebraico aggiunge «di Davide»; la Vulgata e il Martini dicono soltanto «Cantico dei gradi». Tutto il salmo poggia su un'ipotesi che il fedele quasi non osa portare a termine: «Se il Signore non fosse stato con noi; dica adesso Israele: Se il Signore non fosse stato con noi» (v. 1). La ripetizione è quella di un coro: un solista intona, il popolo riprende.
Il pericolo (v. 2-5). Due immagini dicono la morte scampata. Prima le fiere: i nemici «ci avrebber forse ingoiati vivi» (v. 2). Poi l'acqua, il torrente in piena che travolge ogni cosa: «forse l'acqua ci avrebbe assorti» (v. 4). Il versetto 5, nella Vulgata, guarda già oltre il pericolo: «L'anima nostra ha valicato il torrente».
La liberazione (v. 6-7). «Benedetto Dio, che non ci ha fatti preda de' loro denti» (v. 6). Viene allora l'immagine più amata del salmo: «L'anima nostra è stata sciolta qual passera dal lacciuolo de' cacciatori: Il laccio è stato spezzato, e noi siamo stati liberati» (v. 7). L'uccello non si è liberato da sé: è il laccio che si è rotto.
La professione di fede (v. 8). Il salmo si chiude con un versetto che è diventato una delle formule più dette di tutta la liturgia: «Il nostro aiuto è nel nome del Signore, che fece il cielo, e la terra». Lo stesso titolo di Dio Creatore apre il salmo 121 (Vulgata 120), Levavi oculos: «Il mio aiuto vien dal Signore, che fece il cielo, e la terra».
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, intende il salmo della Chiesa e in particolare dei martiri. Il torrente è il corso di questo mondo, che trascina tutto ciò che non si aggrappa a Dio; il laccio è la tentazione con cui il nemico voleva trattenerli, l'amore di questa vita e la paura della morte. Quando il laccio si spezza, l'anima vola verso Dio.
Il cristiano ringrazia come san Pietro liberato dal carcere: «Adesso veramente so, che il Signore ha mandato il suo Angelo, e mi ha tratto dalle mani di Erode» (Atti 12, 11). San Paolo ne trae la domanda che riassume tutto il salmo: «se Dio è per noi, chi fia contro di noi?» (Romani 8, 31).
Il salmo 124 nella liturgia del 1962
Vespri del martedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 123 è il secondo dei Vespri del martedì, dopo il salmo 123 dell'ebraico (Vulgata 122), Ad te levavi oculos meos, con l'antifona Adjutorium nostrum in nomine Domini. Lo ritrovate quella sera nel breviario del giorno e nella nostra guida ai Vespri.
I santi Innocenti e i martiri. Nel Messale i versetti 7 e 8 formano il graduale della festa dei santi Innocenti, il 28 dicembre: Anima nostra, sicut passer, erepta est de laqueo venantium: laqueus contritus est, et nos liberati sumus. Lo stesso graduale ritorna nel Comune di più martiri e nella festa dei sette santi Fratelli martiri, il 10 luglio. La morte dei martiri è il laccio che si spezza.
All'inizio della Messa. Il versetto 8 si dice ogni giorno ai piedi dell'altare, nella Messa tridentina: dopo il salmo 42, Judica me, il sacerdote si segna e dice Adjutorium nostrum in nomine Domini, e il ministro risponde Qui fecit cælum et terram; segue il Confiteor. Lo stesso scambio precede il Confiteor a Compieta, si dice a Prima e apre la maggior parte delle benedizioni del Rituale romano.
Come pregare il salmo 124
- Dopo una prova superata. Un incidente evitato, una malattia guarita, un pericolo allontanato: si ringrazia riconoscendo che la salvezza è venuta da Dio. Il salmo si unisce bene alla preghiera di ringraziamento.
- Prima di agire. Il versetto 8 si dice segnandosi all'inizio di un lavoro, di un viaggio o della giornata, come fa il sacerdote all'altare.
- Nella tentazione. Si chiede che il laccio si spezzi, perché l'anima da sola non riesce a liberarsene.
Si prega volentieri con il salmo 91 (Vulgata 90), Qui habitat, che canta anch'esso la liberazione dal laccio dei cacciatori, e si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 124?
È il ringraziamento di un popolo salvato da un pericolo mortale. Riconosce che senza il Signore i nemici lo avrebbero divorato e le acque lo avrebbero sommerso, e si chiude con l'atto di fede: «Il nostro aiuto è nel nome del Signore».
Che cosa vuol dire il versetto 7 del salmo 124?
Paragona l'anima a un passero preso nella rete del cacciatore, che vola via quando la rete si rompe. La liberazione è opera di Dio, non dell'uccello. La Chiesa canta questo versetto per i martiri e per i santi Innocenti.
Da dove viene «Il nostro aiuto è nel nome del Signore»?
È l'ultimo versetto di questo salmo, in latino Adjutorium nostrum in nomine Domini, qui fecit cælum et terram. La liturgia ne ha fatto una formula d'inizio: ai piedi dell'altare, a Compieta, a Prima e nelle benedizioni.
Chi ha scritto il salmo 124?
Il titolo ebraico dice «di Davide», attribuzione che la tradizione accoglie; la Vulgata porta soltanto «Cantico dei gradi». Il salmo appartiene ai canti dei pellegrini che salivano al Tempio.
Il salmo 124 è lo stesso del salmo 123?
Sì, nella numerazione della Vulgata seguita dalla liturgia: il salmo 123 dei libri liturgici è il salmo 124 delle Bibbie moderne. Il salmo 123 delle Bibbie moderne è invece l'Ad te levavi oculos meos, salmo 122 della Vulgata.
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