La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata

Salmo 123 (Vulgata 122): Ad te levavi oculos meos, gli occhi del servo

Il salmo 123 delle Bibbie moderne è il salmo 122 della Vulgata, il *Ad te levavi oculos meos*: uno dei cantici dei gradi, quattro versetti in cui il fedele tiene gli occhi fissi su Dio come il servo sulla mano del padrone. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.

Cercate il salmo 122 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 121.

Lingua

1 Canticum graduum. Ad te levavi oculos meos, qui habitas in cælis.

1 Cantico dei gradi. Alzai gli occhi miei a te, che fai tuo soggiorno ne' cieli.

2 Ecce sicut oculi servorum in manibus dominorum suorum ; sicut oculi ancillæ in manibus dominæ suæ : ita oculi nostri ad Dominum Deum nostrum, donec misereatur nostri.

2 Ecco che come gli occhi de' servi son fissamente rivolti alle mani de' padroni; Come gli occhi dell'ancella son fissamente rivolti alle mani della padrona; così gli occhi nostri al Signore Dio nostro in aspettando, ch'egli abbia di noi pietà.

3 Miserere nostri, Domine, miserere nostri, quia multum repleti sumus despectione ;

3 Abbi pietà di noi, o Signore, abbi di noi pietà; perocché siam satolli di disprezzo oltre modo:

4 quia multum repleta est anima nostra opprobrium abundantibus, et despectio superbis.

4 Perché molto ne è satolla l'anima nostra: ella oggetto di obbrobrio ai facoltosi, e di scherno ai superbi.

Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).

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