La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 127 (Vulgata 126): Nisi Dominus, se il Signore non costruisce la casa
Nisi Dominus
Il salmo 127 delle Bibbie moderne è il salmo 126 della Vulgata, il *Nisi Dominus ædificaverit domum*: «Se il Signore non edifica egli la casa, invano si affaticano quegli, che la edificano». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con il latino a fronte; la guida ne spiega il significato, il versetto 3 sui figli, la confusione con il salmo del matrimonio, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 126 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 125.
1 Canticum graduum Salomonis. Nisi Dominus ædificaverit domum, in vanum laboraverunt qui ædificant eam. Nisi Dominus custodierit civitatem, frustra vigilat qui custodit eam.
1 Cantico de' gradi. Di Salomone. Se il Signore non edifica egli la casa, invano si affaticano quegli, che la edificano.
2 Vanum est vobis ante lucem surgere : surgite postquam sederitis, qui manducatis panem doloris. Cum dederit dilectis suis somnum,
2 Se il Signore non sarà egli il custode della città, indarno veglia colui, che la custodisce. È cosa inutile a voi il levarvi prima del giorno: levatevi dopo, che avrete riposato voi, che mangiate pan di dolore.
3 ecce hæreditas Domini, filii ; merces, fructus ventris.
3 Quando egli a' suoi diletti avrà dato il sonno, ecco dal Signore l'eredità, i figliuoli, il lucro, i parti.
4 Sicut sagittæ in manu potentis, ita filii excussorum.
4 Quai saette nella mano d'uomo possente, così sono i figliuoli dei tribolati.
5 Beatus vir qui implevit desiderium suum ex ipsis : non confundetur cum loquetur inimicis suis in porta.
5 Beato l'uomo, il di cui desiderio riguardo ad essi è adempiuto: ei non sarà svergognato quando avrà da parlare co' suoi nemici alla porta.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 127 o salmo 126?
Il numero 127 è quello della numerazione ebraica, adottata dalle Bibbie moderne e dalla CEI. La Vulgata latina e la Settanta, che il Breviario, il Messale e i Padri seguono, uniscono in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico e contano quindi questo salmo come il 126. È lo stesso testo, il Nisi Dominus. La tavola delle due numerazioni è nella pagina dei Salmi.
Lo scarto produce una confusione molto frequente in Italia, dove i libretti liturgici indicano spesso il numero latino. Il «salmo 127» che si legge ai matrimoni, Beato chi teme il Signore, non è questo salmo: è il seguente, il salmo 128 delle Bibbie moderne, Beati omnes, che nella Vulgata porta proprio il numero 127. In sintesi:
- salmo 127 (ebraico) = salmo 126 (Vulgata): Nisi Dominus, “Se il Signore non costruisce la casa”, in questa pagina;
- salmo 128 (ebraico) = salmo 127 (Vulgata): Beati omnes, il salmo della famiglia e delle nozze.
Chi cerca “salmo 127-128” ha dunque ragione di leggerli insieme: sono due salmi vicini che parlano della stessa casa.
Che cosa significa il salmo 127?
È uno dei quindici cantici dei gradi (salmi 119-133 della Vulgata), che i pellegrini cantavano salendo a Gerusalemme, e si trova esattamente al centro della raccolta: è l'ottavo dei quindici. È anche l'unico che il titolo attribuisce a Salomone: «Cantico de' gradi. Di Salomone» (v. 1). Il figlio di Davide è l'uomo che costruì la casa del Signore, il Tempio; il salmo insegna che quella casa, come ogni altra, è prima di tutto opera di Dio.
Il lavoro vano senza Dio (v. 1-2). «Se il Signore non edifica egli la casa, invano si affaticano quegli, che la edificano». E subito dopo: «Se il Signore non sarà egli il custode della città, indarno veglia colui, che la custodisce» (v. 2). Il muratore e la sentinella rappresentano tutta l'attività umana: costruire e difendere, lavorare e vegliare. Il salmo non dice loro di incrociare le braccia; dice che il loro sforzo resta sterile se Dio non vi mette mano.
Lo stesso versetto si rivolge poi all'uomo ansioso: «È cosa inutile a voi il levarvi prima del giorno: levatevi dopo, che avrete riposato voi, che mangiate pan di dolore». Il latino dice surgite postquam sederitis: alzatevi dopo esservi seduti, cioè dopo il riposo. Il salmo non abolisce la fatica, toglie l'angoscia. Dio, che secondo il salmo 121 (Vulgata 120) «non assonnerà, né dormirà», dà a quelli che ama il riposo che l'inquietudine rifiuta.
I figli, eredità del Signore (v. 3-5). «Quando egli a' suoi diletti avrà dato il sonno, ecco dal Signore l'eredità, i figliuoli, il lucro, i parti» (v. 3). Dopo la casa di pietra, ecco la casa viva: la famiglia. I figli sono un dono, come un'eredità che si riceve senza averla guadagnata; il latino dice merces, fructus ventris, la ricompensa è il frutto del grembo.
Il versetto 4 li paragona a frecce: «Quai saette nella mano d'uomo possente, cosi sono i figliuoli dei tribolati» (v. 4). Dove l'ebraico parla dei “figli della giovinezza”, la Vulgata ha filii excussorum, che il Martini rende con «i figliuoli dei tribolati». Il versetto 5 conclude: l'uomo che ne ha colmato il suo desiderio «non sarà svergognato quando avrà da parlare co' suoi nemici alla porta» (v. 5). La porta della città era il luogo del tribunale, dove i figli sostenevano il padre.
Salmo 127, 3: i figli dono di Dio
Il versetto più cercato, dopo il primo, è quello sui figli. Le Bibbie moderne lo traducono “Ecco, eredità del Signore sono i figli, è sua ricompensa il frutto del grembo”; nel Martini corrisponde alla seconda metà del versetto 3, perché la Vulgata divide i versetti in modo un po' diverso. Il senso è lo stesso: i figli non sono un peso né un possesso, ma un dono che viene da Dio e che a lui appartiene.
È la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato sul matrimonio: il Catechismo romano del Concilio di Trento annovera il desiderio della prole tra le ragioni per cui l'uomo e la donna si uniscono in matrimonio. Il salmo aggiunge la ragione più profonda: anche la fecondità, come la casa e la città, è opera del Signore.
La casa che Dio costruisce: la lettura dei Padri
Il salmo risponde a una promessa. Dio aveva detto a Davide, parlando di suo figlio, nel II libro dei Re (2 Samuele), capitolo 7: «Egli edificherà una casa al nome mio, e io stabilirò il trono del suo regno per l'eternità». Salomone costruì il Tempio; ma la casa che Dio prometteva di edificare egli stesso era la dinastia di Davide, che sfocia nel Cristo.
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, legge dunque la casa come la Chiesa, che Cristo edifica: i predicatori lavorano e i vescovi vegliano come sentinelle, ma invano se il Signore non costruisce e non custodisce. Nostro Signore stesso lo ha detto a Pietro: «sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa» (Matteo 16, 18). San Paolo scrive ai Corinzi: «cultura di Dio siete voi, voi edifizio di Dio» (I Corinzi 3, 9). E il saggio del Vangelo è colui «che fondò la sua casa sul sasso» (Matteo 7, 24).
Le saette del versetto 4 sono state lette come gli Apostoli, lanciati dalla mano di Cristo fino agli estremi confini della terra. E il sonno dato ai diletti ha ricevuto nella tradizione un senso ancora più alto: come Dio trasse Eva dal fianco di Adamo addormentato, così la Chiesa è nata dal fianco di Cristo addormentato nella morte sulla Croce.
Il salmo 127 nella liturgia del 1962
Vespri del martedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio settimanale di san Pio X (1911), il salmo 126 è il quinto e ultimo salmo dei Vespri del martedì, dopo il salmo 125, In convertendo. La sua antifona ne fa una preghiera: Dominus ædificet nobis domum, et custodiat civitatem, il Signore ci costruisca la casa e custodisca la città. Lo trovate alla sua ora nel breviario del giorno e nella guida ai Vespri.
Le feste della Madonna. Il salmo appartiene ai Vespri delle feste della Beata Vergine e del Comune delle vergini, con i salmi 109, 112, 121 e 147. Nei Vespri mariani lo accompagna l'antifona del Cantico dei Cantici Jam hiems transiit, imber abiit et recessit: surge, amica mea, et veni. La Vergine vi appare come la casa che il Signore si è costruita da sé. Per questo il Nisi Dominus fa parte del repertorio dei grandi Vespri mariani posti in musica: Claudio Monteverdi lo incluse nel suo Vespro della Beata Vergine del 1610, e Antonio Vivaldi compose un Nisi Dominus che si esegue ancora oggi.
La Santa Famiglia. Ai primi Vespri della festa della Santa Famiglia, la domenica dopo l'Epifania, il salmo ha come antifona Magi, intrantes domum, invenerunt Puerum cum Maria, matre ejus: la casa di Nazaret è la casa che Dio ha costruito per suo Figlio.
San Giuseppe Artigiano. Nel Messale del 1962 il versetto dell'introito della Messa di san Giuseppe Artigiano, il 1° maggio, è il primo versetto del salmo: Nisi Dominus ædificaverit domum, in vanum laborant qui ædificant eam. Il lavoro del falegname di Nazaret è il modello del lavoro che Dio benedice; vedete anche la pagina su san Giuseppe.
Il salmo 127 e il matrimonio
Il Nisi Dominus si sceglie spesso per un matrimonio, e a ragione: parla della casa e dei figli. Nel Messale del 1962, tuttavia, è il salmo vicino, il Beati omnes, che la Messa votiva pro Sponsis mette sulle labbra della Chiesa, dal versetto dell'introito al graduale e al tratto: «La tua consorte come vite feconda: nell'interior di tua casa» (salmo 128, Vulgata 127). I due salmi si rispondono: l'uno dice che Dio costruisce la casa, l'altro descrive la casa che teme Dio. Gli sposi e i fidanzati possono pregarli insieme, e nutrirne la preghiera per la famiglia.
Come pregare il salmo 127
- All'inizio di un'opera. Prima di un lavoro, di un progetto, di una costruzione, di un trasloco, il versetto 1 consegna l'impresa a Dio, senza il quale si costruisce invano.
- Per una casa e una famiglia. Gli sposi lo pregano per la loro casa e i loro figli, i genitori per quelli che hanno ricevuto in eredità.
- Nel lavoro e nella stanchezza. Quando ci si alza prima del giorno e si mangia «pan di dolore», il versetto 2 ricorda che anche il riposo è un dono di Dio. Lo si può unire alla preghiera per il lavoro e dire la sera, prima di dormire.
- Per la Chiesa. Con sant'Agostino, si può pregare per i pastori, sentinelle che vegliano invano se Dio non custodisce la città.
È la dottrina della Provvidenza fatta preghiera: Dio conserva e governa tutte le cose, e il nostro lavoro porta frutto solo per lui. Lo si conclude con il Gloria Patri, come all'Ufficio.
Domande Frequenti
Perché il salmo 127 si chiama anche salmo 126?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia, uniscono i salmi 9 e 10 dell'ebraico; da lì in avanti il numero latino è inferiore di uno. Il salmo 127 delle Bibbie moderne è dunque il salmo 126 della Vulgata, il Nisi Dominus. Il salmo 127 della Vulgata è invece il Beati omnes, salmo 128 delle Bibbie moderne.
Che cosa dice il salmo 127, versetto 1?
Nel Martini: «Se il Signore non edifica egli la casa, invano si affaticano quegli, che la edificano». In latino: Nisi Dominus ædificaverit domum, in vanum laboraverunt qui ædificant eam. Insegna che ogni opera umana porta frutto solo se Dio la costruisce con noi.
Che cosa dice il salmo 127, versetto 3, sui figli?
Che i figli sono eredità e ricompensa che vengono dal Signore. Nel Martini: «ecco dal Signore l'eredità, i figliuoli, il lucro, i parti». Sono presentati come un dono e una benedizione, non come un peso.
Il salmo 127 è un salmo per il matrimonio?
Lo si legge spesso alle nozze, per la casa e i figli di cui parla. Il salmo che il Messale del 1962 canta nella Messa degli sposi è però il Beati omnes, salmo 127 della Vulgata e 128 delle Bibbie moderne: per questo si incontra la doppia ricerca “salmo 127-128 matrimonio”.
Chi ha scritto il salmo 127?
Il titolo lo attribuisce a Salomone, figlio di Davide e costruttore del Tempio, il che si accorda con il tema della casa edificata da Dio. Come per tutto il Salterio, l'autore principale è lo Spirito Santo che lo ha ispirato.
Il Nisi Dominus di Vivaldi e di Monteverdi è questo salmo?
Sì. Entrambi hanno musicato il testo latino di questo salmo, numerato 126 nella Vulgata; Monteverdi lo inserì nel Vespro della Beata Vergine, perché il salmo si canta ai Vespri delle feste della Madonna. Il latino cantato è quello che trovate a fronte del Martini in questa pagina.
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