La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 2: Quare fremuerunt gentes, il Cristo Re delle nazioni
Quare fremuerunt gentes
Il salmo 2, *Quare fremuerunt gentes*, è il grande salmo del Messia Re: le nazioni congiurano invano contro il Signore e contro il suo Cristo, perché Dio ha stabilito il suo Re sopra Sion e gli dice: Tu sei mio Figlio. Qui sotto trovate il testo completo nella traduzione di mons. Antonio Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura degli Apostoli, il posto a Natale, nel Venerdì santo e a Pasqua, e il modo di pregarlo.
1 Quare fremuerunt gentes, et populi meditati sunt inania ?
1 Per qual ragione fremon le genti, e i popoli macchinano dei vani disegni?
2 Astiterunt reges terræ, et principes convenerunt in unum adversus Dominum, et adversus christum ejus.
2 Si sono levati su i re della terra, e i principi si son collegati insieme contro il Signore, e contro il suo Cristo.
3 Dirumpamus vincula eorum, et projiciamus a nobis jugum ipsorum.
3 Rompiamo i loro lacci, e rigettiam lungi da noi il lor giogo.
4 Qui habitat in cælis irridebit eos, et Dominus subsannabit eos.
4 Colui, che ne' cieli risiede, si burlerà di costoro, e il Signore gli schernirà.
5 Tunc loquetur ad eos in ira sua, et in furore suo conturbabit eos.
5 Allora egli parlerà ad essi nella sua indignazione, e nel suo furore gli atterrirà.
6 Ego autem constitutus sum rex ab eo super Sion, montem sanctum ejus, prædicans præceptum ejus.
6 Ma io da lui sono stato costituito re sopra Sionne (sopra) il monte santo di lui, affine di annunziare i suoi precetti.
7 Dominus dixit ad me : Filius meus es tu ; ego hodie genui te.
7 Il Signore disse a me: Tu se' mio figliuolo; io oggi ti ho generato.
8 Postula a me, et dabo tibi gentes hæreditatem tuam, et possessionem tuam terminos terræ.
8 Chiedimi, e io ti darò in tuo retaggio le genti, e in tuo dominio gli ultimi confini del mondo.
9 Reges eos in virga ferrea, et tamquam vas figuli confringes eos.
9 Governerai coloro con scettro di ferro, e gli stritolerai come un vaso di creta.
10 Et nunc, reges, intelligite ; erudimini, qui judicatis terram.
10 Adesso adunque voi, o regi, imparate: ravvedetevi voi, che siete giudici della terra.
11 Servite Domino in timore, et exsultate ei cum tremore.
11 Servite a lui nel timore, e in lui con tremore esultate.
12 Apprehendite disciplinam, nequando irascatur Dominus, et pereatis de via justa.
12 Abbracciate la buona dottrina, affinchè non abbia il Signore a sdegnarsi, e voi vi perdiate, smarrita la via della giustizia.
13 Cum exarserit in brevi ira ejus, beati omnes qui confidunt in eo.
13 Allorché subitamente l'ira di lui divamperà, beati tutti coloro, che si confidano in lui.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Il salmo 2 ha due numeri?
No: è uno dei pochi salmi che portano lo stesso numero in tutte le Bibbie. La differenza fra la numerazione ebraica, seguita dalle Bibbie moderne e dalla CEI, e quella della Vulgata e della Settanta, seguita dalla liturgia latina e dal Martini, comincia soltanto col salmo 10, perché la Vulgata unisce in uno i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Dal salmo 1 al salmo 9 i numeri coincidono. Anche i versetti coincidono: il salmo 2 non ha titolo e la preghiera comincia al versetto 1. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Nell'ebraico, del resto, il salmo 2 non porta il nome di un autore. Gli Apostoli, però, lo citano come parola detta dallo Spirito Santo «per bocca di Davidde» (Atti 4, 25), e la tradizione cristiana lo ha sempre ricevuto come salmo davidico. Forma con il salmo 1, Beatus vir, il doppio portale del Salterio: il primo mostra la via del giusto, il secondo il Re che Dio ha scelto.
Che cosa significa il salmo 2?
Il salmo 2 è un piccolo dramma in quattro scene: i ribelli sulla terra, Dio nel cielo, il Re che proclama il decreto, il salmista che ammonisce i potenti. Non racconta una battaglia: mostra l'inutilità di ogni rivolta contro Dio e la regalità che il Padre ha dato al Figlio.
Il tumulto delle nazioni (v. 1-3)
«Per qual ragione fremon le genti, e i popoli macchinano dei vani disegni?» (v. 1). La domanda contiene già la risposta: i loro disegni sono vani. I re si levano, i principi si accordano «contro il Signore, e contro il suo Cristo» (v. 2). Il latino dice adversus Christum ejus: è la prima volta che il Salterio chiama Cristo, cioè Unto, il re scelto da Dio. La parola d'ordine dei ribelli è quella di ogni rivolta contro Dio: «Rompiamo i loro lacci, e rigettiam lungi da noi il lor giogo» (v. 3). Ciò che essi chiamano catene è la legge di Dio; Cristo dirà invece che il suo giogo è dolce.
Il riso di Dio e il Re stabilito su Sion (v. 4-6)
La scena passa dalla terra al cielo: «Colui, che ne' cieli risiede, si burlerà di costoro, e il Signore gli schernirà» (v. 4). Non è leggerezza, ma la tranquillità sovrana di Dio, che nessuna congiura raggiunge. Poi viene la sua parola, «nel suo furore» (v. 5).
Nella Vulgata, al versetto 6, a parlare è il Re stesso: «Ma io da lui sono stato costituito re sopra Sionne (sopra) il monte santo di lui, affine di annunziare i suoi precetti» (v. 6). Il testo ebraico mette invece la frase sulla bocca di Dio, che dichiara di aver consacrato il suo re. Le due letture dicono la stessa cosa da due lati: il Re non si è fatto da sé, è stato costituito.
«Tu se' mio figliuolo» (v. 7-9)
Ecco il centro del salmo, uno dei versetti più commentati dell'Antico Testamento: «Il Signore disse a me: Tu se' mio figliuolo; io oggi ti ho generato» (v. 7). Nel senso immediato, il re della stirpe di Davide era chiamato figlio di Dio per adozione, secondo la promessa fatta a Davide dal profeta Natan. Ma il salmo dice più di un'adozione: dice una generazione. Sant'Agostino osserva, nelle Enarrationes in Psalmos, che questo «oggi» indica l'eternità, nella quale non c'è passato né futuro: il Padre genera il Figlio in un presente senza tramonto.
Il versetto 8 dà l'eredità: «Chiedimi, e io ti darò in tuo retaggio le genti, e in tuo dominio gli ultimi confini del mondo» (v. 8). Nessun re di Gerusalemme ha regnato fino ai confini della terra; la promessa riguarda Cristo, la cui Chiesa si estende a tutte le nazioni. Lo scettro di ferro del versetto 9, «gli stritolerai come un vaso di creta», l'Apocalisse lo applica a Cristo vincitore: «Ed ei le governerà con verga di ferro» (Apocalisse 19, 15).
L'avvertimento ai re (v. 10-13)
Il salmo termina con un appello: «Adesso adunque voi, o regi, imparate: ravvedetevi voi, che siete giudici della terra» (v. 10). E poi: «Servite a lui nel timore, e in lui con tremore esultate» (v. 11). Timore e gioia non si escludono: è la gioia di chi sa davanti a chi sta.
Al versetto 12 la Vulgata dice Apprehendite disciplinam, che il Martini rende «Abbracciate la buona dottrina». L'ebraico è difficile; molte traduzioni moderne vi leggono un omaggio reso al Figlio. Il salmo si chiude con una beatitudine che risponde a quella del salmo 1: «beati tutti coloro, che si confidano in lui» (v. 13).
Il Cristo Re e Figlio: la lettura del Nuovo Testamento
Il senso messianico del salmo 2 non è una congettura dei commentatori: sono gli Apostoli a fissarlo. Dopo la prima persecuzione, la comunità di Gerusalemme prega con questo salmo e ne indica il compimento: «Imperocché veramente si unirono in questa città contro il santo tuo figliuolo Gesù Cristo, unto da te, ed Erode, e Ponzio Pilato con le genti, e con i popoli d'Israele» (Atti degli Apostoli, capitolo 4).
San Paolo, predicando ad Antiochia di Pisidia, applica il versetto 7 alla Risurrezione: Dio ha adempiuto la promessa «avendo risuscitato Gesù, siccome anche nel Salmo secondo sta scritto: Tu se' mio Figliuolo, oggi io ti ho generato» (Atti 13, 33). La Lettera agli Ebrei se ne serve per mostrare che il Figlio è al di sopra degli Angeli: «a qual mai degli Angeli disse: mio figliuolo se' tu, oggi io ti ho generato?» (Ebrei 1, 5); e lo cita ancora per il sacerdozio di Cristo (Ebrei 5, 5). La voce del Padre al Battesimo nel Giordano, «Questi è il mio figlio il diletto» (Matteo 3, 17), ne è come l'eco.
Per questo la tradizione pone il salmo 2 fra i grandi salmi regali e messianici, accanto al salmo 110 (Vulgata 109), Dixit Dominus, e al salmo 45 (Vulgata 44), Eructavit cor meum. È anche un salmo della Passione, come il salmo 22 (Vulgata 21), Deus, Deus meus: i principi coalizzati contro il Cristo sono quelli che lo hanno condannato. Ed è, molto prima che la Chiesa ne istituisse la festa, il salmo della regalità di Cristo sulle stesse società, perché sono i re e i giudici della terra che esso chiama a servire.
Il salmo 2 nella liturgia del 1962
Mattutino della domenica. Nel salterio del Breviario romano del 1962 il salmo 2 si canta al primo notturno del Mattutino della domenica, dopo il salmo 1, con l'antifona Servite Domino in timore, et exsultate ei cum tremore, dal versetto 11. Ogni settimana l'Ufficio notturno del giorno del Signore si apre così sul doppio portale del Salterio. Potete seguire l'Ufficio nel breviario del giorno.
Natale. Il versetto 7 forma l'introito della Messa di mezzanotte: Dominus dixit ad me: Filius meus es tu, ego hodie genui te, con il versetto 1, Quare fremuerunt gentes, come versetto salmico; e ritorna come versetto dell'alleluia della stessa Messa. Nel Breviario il salmo 2 è il primo salmo del Mattutino di Natale, con l'antifona Dominus dixit ad me, e apre anche il Mattutino dell'ottava, il 1° gennaio.
Il Venerdì santo. Al Mattutino delle Tenebre del Venerdì santo il salmo 2 apre il primo notturno, con l'antifona Astiterunt reges terræ, et principes convenerunt in unum, adversus Dominum, et adversus Christum ejus. La culla e la Croce sono illuminate dallo stesso salmo.
Pasqua. Il Mattutino della domenica di Pasqua, di un solo notturno, canta i salmi 1, 2 e 3 (dalla riforma della Settimana santa del 1955 lo dice soltanto chi non ha preso parte alla Veglia pasquale); il salmo 2 vi ha l'antifona Postulavi Patrem meum, alleluja: dedit mihi gentes, alleluja, in hereditatem. È la lettura di san Paolo: il Figlio generato «oggi» è il Risorto.
Cristo Re. Nella festa di Cristo Re, l'ultima domenica di ottobre, l'offertorio della Messa canta il versetto 8, Postula a me, et dabo tibi gentes hereditatem tuam, e il salmo 2 apre il Mattutino con l'antifona Ego autem constitutus sum Rex ab eo super Sion montem sanctum ejus.
Altri usi. Il venerdì dopo le Ceneri il communio della Messa riprende i versetti 11 e 12, Servite Domino in timore. Nel Breviario, il Comune dei martiri e quello dei confessori pontefici aprono il Mattutino con i salmi 1, 2 e 3.
Come pregare il salmo 2
Come atto di fede in Cristo Re. Recitarlo significa riconoscere che Cristo regna già, e sottomettergli la propria vita prima di chiedere che regni sulle nazioni. Il versetto 11 diventa un proposito per la giornata.
Quando il male sembra vincere. Davanti alle potenze coalizzate contro la Chiesa, il versetto 4 insegna la pace: Colui che risiede nei cieli non è inquieto. Il cristiano prega senza paura, perché la storia ha già un Re.
A Natale e a Pasqua. Il versetto 7 si può ripetere davanti al presepio e nella notte di Pasqua, come fa la liturgia: è l'atto di fede nel Figlio eterno fatto uomo, morto e risorto.
Si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa «Tu se' mio figliuolo; io oggi ti ho generato»?
È il versetto 7. Per il re d'Israele era una figliolanza adottiva; per la fede della Chiesa è la generazione eterna del Figlio dal Padre. Gli Apostoli lo applicano anche alla Risurrezione (Atti 13, 33), e la liturgia lo canta a Natale. L'«oggi» è l'eternità di Dio, che non conosce ieri né domani.
Chi ha scritto il salmo 2?
Il testo ebraico non ha titolo né nome d'autore. Gli Apostoli lo citano come parola dello Spirito Santo «per bocca di Davidde» (Atti 4, 25), e la tradizione lo attribuisce perciò a Davide. Autore principale, come di tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Perché il salmo 2 è chiamato messianico?
Perché parla dell'Unto di Dio, il Christus, costituito Re e Figlio, al quale sono promesse tutte le nazioni. Il Nuovo Testamento lo applica esplicitamente a Gesù nella Passione, nella Risurrezione e nella sua superiorità sugli Angeli.
Che cosa vuol dire «Servite a lui nel timore»?
È il versetto 11. Il timore di Dio non è paura servile, ma il rispetto filiale di chi conosce la sua grandezza; per questo il salmo unisce il timore all'esultanza. La Chiesa ne ha fatto l'antifona del salmo al Mattutino della domenica.
Perché il salmo 2 si legge a Natale e nel Venerdì santo?
A Natale, perché il versetto 7 proclama il Figlio generato dal Padre. Nel Venerdì santo, perché i re e i principi coalizzati contro il Signore e il suo Cristo sono Erode e Pilato, come insegnano gli Atti degli Apostoli. Lo stesso salmo illumina il presepio e la Croce.
Quando si recita il salmo 2?
Nel Breviario del 1962 ogni domenica al Mattutino; nelle grandi feste di Natale, di Pasqua e di Cristo Re; nelle Tenebre del Venerdì santo. Chi vuole pregarlo da sé può dirlo la domenica, come atto di fede nella regalità di Cristo.
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