La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 69 (Vulgata 68): Salvum me fac, il grido del Giusto nelle acque
Il salmo 69 delle Bibbie moderne è il salmo 68 della Vulgata, *Salvum me fac, Deus, quoniam intraverunt aquæ usque ad animam meam*: la supplica del giusto sommerso dalle acque e dagli oltraggi, uno dei salmi più citati dal Nuovo Testamento. Qui trovate il testo del Martini con la Vulgata a fronte; la guida ne spiega le parti, il legame con la Passione di Cristo e l'uso nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 68 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 67.
1 In finem, pro iis qui commutabuntur. David.
1 Per la fine: per quelli, che saranno cangiati, di Davidde.
2 Salvum me fac, Deus, quoniam intraverunt aquæ usque ad animam meam.
2 Salvami, o Dio: imperocché son penetrate le acque fino all'anima mia.
3 Infixus sum in limo profundi et non est substantia. Veni in altitudinem maris, et tempestas demersit me.
3 Son fitto in profondissimo fango, che non ha consistenza. Son venuto in alto mare, e la tempesta mi ha sommerso.
4 Laboravi clamans, raucæ factæ sunt fauces meæ ; defecerunt oculi mei, dum spero in Deum meum.
4 Mi sono stancato a gridare: le mie fauci sono inaridite: si sono ottenebrati gli occhi miei, mentre aspettando li tengo rivolti al mio Dio.
5 Multiplicati sunt super capillos capitis mei qui oderunt me gratis. Confortati sunt qui persecuti sunt me inimici mei injuste ; quæ non rapui, tunc exsolvebam.
5 Son cresciuti di numero sopra i capelli della mia testa coloro, che mi odiano senza ragione. Son divenuti più forti i nemici miei, che mi perseguitano ingiustamente: io allora pagai quello, che io non aveva rapito.
6 Deus, tu scis insipientiam meam ; et delicta mea a te non sunt abscondita.
6 Tu conosci, o Dio, la mia stoltezza, e i miei peccati non sono nascosi a te.
7 Non erubescant in me qui exspectant te, Domine, Domine virtutum ; non confundantur super me qui quærunt te, Deus Israël.
7 Non abbian per causa mia da arrossire coloro, i quali aspettano te, o Dio degli eserciti. Non sian confusi per cagion mia coloro, che cercano te, o Dio d'Israele.
8 Quoniam propter te sustinui opprobrium ; operuit confusio faciem meam.
8 Perocché per amor tuo ho sofferta ignominia, e di confusione è stato coperto il mio volto.
9 Extraneus factus sum fratribus meis, et peregrinus filiis matris meæ.
9 Son divenuto straniero a' miei fratelli, e ignoto a' figliuoli della mia madre.
10 Quoniam zelus domus tuæ comedit me, et opprobria exprobrantium tibi ceciderunt super me.
10 Perché lo zelo della tua casa mi divorò, e gli insulti di coloro, che ti insultavano son ricaduti sopra di me.
11 Et operui in jejunio animam meam, et factum est in opprobrium mihi.
11 E umiliai col digiuno l'anima mia, e tutto questo si è per me convertito in obbrobrio.
12 Et posui vestimentum meum cilicium ; et factus sum illis in parabolam.
12 E presi per mia veste il cilicio, e fui il loro ludibrio.
13 Adversum me loquebantur qui sedebant in porta, et in me psallebant qui bibebant vinum.
13 Contro di me parlavano quei, che stavano assisi alla porta: e sopra di me i bevoni cantavano delle canzoni.
14 Ego vero orationem meam ad te, Domine ; tempus beneplaciti, Deus. In multitudine misericordiæ tuæ, exaudi me in veritate salutis tuæ.
14 Ma io a te, o Signore, rivolgo la mia orazione: tempo di favore, o Dio, egli è questo. Esaudiscimi secondo la moltitudine della tua misericordia, secondo la verità della salute, ch'io aspetto da te.
15 Eripe me de luto, ut non infigar ; libera me ab iis qui oderunt me, et de profundis aquarum.
15 Trammi dal fango, affinché io non vi resti sommerso: liberami da coloro, che mi odiano, e dalle acque profonde.
16 Non me demergat tempestas aquæ, neque absorbeat me profundum, neque urgeat super me puteus os suum.
16 Non mi sommerga la tempesta, e non mi assorbisca il mar profondo, e il pozzo non serri la sua bocca sopra di me.
17 Exaudi me, Domine, quoniam benigna est misericordia tua ; secundum multitudinem miserationum tuarum respice in me.
17 Esaudiscimi, o Signore, perché benefica ella è la tua misericordia: secondo la molta tua pietà a me rivolgi lo sguardo.
18 Et ne avertas faciem tuam a puero tuo ; quoniam tribulor, velociter exaudi me.
18 E non perder di vista il tuo servo: esaudiscimi prontamente, perché io son tribolato.
19 Intende animæ meæ, et libera eam ; propter inimicos meos, eripe me.
19 Fatti dappresso all'anima mia, e dalle salute: a riguardo de' miei nemici conducimi a salvamento.
20 Tu scis improperium meum, et confusionem meam, et reverentiam meam ;
20 A te son noti gli obbrobrj, ch'io soffro, e la confusione mia, e la mia ignominia.
21 in conspectu tuo sunt omnes qui tribulant me. Improperium exspectavit cor meum et miseriam : et sustinui qui simul contristaretur, et non fuit ; et qui consolaretur, et non inveni.
21 Sotto degli occhi tuoi sono tutti quelli, che mi tormentano: il mio cuore si aspettò obbrobrj, e miserie. E aspettai chi entrasse a parte di mia tristezza, e non vi fu, e chi mi porgesse consolazione, e nol trovai.
22 Et dederunt in escam meam fel, et in siti mea potaverunt me aceto.
22 E il fiele dettero a me per cibo: e nella sete mia mi abbeverarono coll'aceto.
23 Fiat mensa eorum coram ipsis in laqueum, et in retributiones, et in scandalum.
23 La loro mensa diventi per essi lacciuolo, e scandalo per loro retribuzione.
24 Obscurentur oculi eorum, ne videant, et dorsum eorum semper incurva.
24 Si offuschino i loro occhi, sicché non veggano: e aggrava mai sempre il loro dorso.
25 Effunde super eos iram tuam, et furor iræ tuæ comprehendat eos.
25 Scarica sopra di loro l'ira tua, e gli serri il furore dell'ira tua.
26 Fiat habitatio eorum deserta, et in tabernaculis eorum non sit qui inhabitet.
26 La loro abitazione diventi un deserto, e non siavi chi abiti sotto i loro padiglioni.
27 Quoniam quem tu percussisti persecuti sunt, et super dolorem vulnerum meorum addiderunt.
27 Perocché hanno perseguitato colui, cui tu avevi percosso, e al dolore delle mie piaghe aggiunser dolore.
28 Appone iniquitatem super iniquitatem eorum, et non intrent in justitiam tuam.
28 Aggiungi iniquità alle loro iniquità, e alla giustizia tua non pervengano.
29 Deleantur de libro viventium, et cum justis non scribantur.
29 Siano cancellati dal libro de' viventi, e non sian descritti trai giusti.
30 Ego sum pauper et dolens ; salus tua, Deus, suscepit me.
30 Io son povero, e addolorato; la tua salute, o Dio, mi ha sostenuto.
31 Laudabo nomen Dei cum cantico, et magnificabo eum in laude :
31 Loderò il nome di Dio co' miei cantici, e lo glorificherò coi rendimenti di grazie:
32 et placebit Deo super vitulum novellum, cornua producentem et ungulas.
32 E questi piaceranno a Dio più, che un giovane vitello, che butti fuora le corna, e le unghie.
33 Videant pauperes, et lætentur ; quærite Deum, et vivet anima vestra :
33 Veggan ciò i poveri, e si consolino: cercate Dio, e l'anima vostra avrà vita:
34 quoniam exaudivit pauperes Dominus, et vinctos suos non despexit.
34 Imperocché il Signore ha esauditi i poveri, e non ha posti in non cale quei, che sono per lui in catene.
35 Laudent illum cæli et terra ; mare, et omnia reptilia in eis.
35 Dian lode a lui i cieli, e la terra: il mare, e gli animali tutti, che sono in lor contenuti:
36 Quoniam Deus salvam faciet Sion, et ædificabuntur civitates Juda, et inhabitabunt ibi, et hæreditate acquirent eam.
36 Imperocché Dio salverà Sionne, e saranno edificate le città di Giuda. Ed ivi avran ferma stanza, e la possederanno come proprio retaggio.
37 Et semen servorum ejus possidebit eam ; et qui diligunt nomen ejus habitabunt in ea.
37 E i figliuoli de' servi di lui avran di essa il possesso: e in essa dimoreranno quelli, che amano il di lui nome.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 69 o salmo 68?
Le Bibbie moderne, come la CEI, seguono l'ebraico e chiamano questo salmo 69; la Vulgata, i Padri, il Breviario e il Messale romano lo contano come 68, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, che in latino comincia con Salvum me fac, Deus. La tavola delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 69» può dunque trovare due testi:
- salmo 69 (ebraico) = salmo 68 (Vulgata): il Salvum me fac, presentato in questa pagina;
- salmo 69 (Vulgata) = salmo 70 (ebraico): il breve Deus, in adjutorium meum intende, da cui viene l'invocazione che apre ogni Ora dell'Ufficio.
Allo stesso modo, il salmo 68 di una Bibbia moderna è l'Exsurgat Deus, che nella Vulgata è il salmo 67. Il titolo conta come versetto 1 in entrambe le tradizioni, perciò i numeri dei versetti coincidono: il versetto 10 della CEI è il versetto 10 del Martini.
Che cosa significa il salmo 69?
Il titolo lo attribuisce a Davide: «Per la fine: per quelli, che saranno cangiati, di Davidde» (v. 1). La lettura cristiana ha visto in questo «cambiamento» quello operato dalla Passione e dalla Risurrezione di Cristo. È un lungo lamento che passa dall'angoscia al rendimento di grazie.
Le acque fino all'anima (v. 2-6)
Il salmo si apre con il grido di chi annega: «Salvami, o Dio: imperocché son penetrate le acque fino all'anima mia» (v. 2). Il giusto sprofonda: «Son fitto in profondissimo fango, che non ha consistenza» (v. 3); si è sfinito a gridare, i suoi occhi si sono consumati nell'attesa di Dio (v. 4). I nemici sono più dei capelli del suo capo, «coloro, che mi odiano senza ragione», e lui paga «quello, che io non aveva rapito» (v. 5). Non si dice senza colpa: «Tu conosci, o Dio, la mia stoltezza, e i miei peccati non sono nascosi a te» (v. 6).
L'obbrobrio sofferto per Dio (v. 7-13)
L'umiliazione che lo schiaccia nasce dalla sua fedeltà: «Perocché per amor tuo ho sofferta ignominia» (v. 8). Diventato straniero ai suoi fratelli, ne dà la ragione: «Perché lo zelo della tua casa mi divorò, e gli insulti di coloro, che ti insultavano son ricaduti sopra di me» (v. 10). Digiuno e cilicio gli valgono solo scherno; lo deridono quelli che siedono alla porta e i bevitori ne fanno una canzone (v. 11-13).
La supplica (v. 14-22)
Il giusto si volge a Dio: «tempo di favore, o Dio, egli è questo» (v. 14). Chiede di essere tratto dal fango e dalle acque profonde, che «il pozzo non serri la sua bocca sopra di me» (v. 16). Poi il culmine del dolore, la solitudine: «E aspettai chi entrasse a parte di mia tristezza, e non vi fu, e chi mi porgesse consolazione, e nol trovai» (v. 21); e l'ultimo oltraggio: «E il fiele dettero a me per cibo: e nella sete mia mi abbeverarono coll'aceto» (v. 22).
Le imprecazioni (v. 23-29)
Seguono maledizioni contro i persecutori: che la loro mensa diventi un laccio, la loro casa un deserto, che «Siano cancellati dal libro de' viventi» (v. 29). I Padri non vi leggono un desiderio di vendetta personale, ma l'annuncio profetico della sorte di chi respinge ostinatamente Dio: odio del peccato più che del peccatore.
Il rendimento di grazie (v. 30-37)
Il tono cambia di colpo: «Io son povero, e addolorato; la tua salute, o Dio, mi ha sostenuto» (v. 30). La lode piacerà a Dio più di un giovane vitello (v. 32); i poveri sono invitati alla gioia: «cercate Dio, e l'anima vostra avrà vita» (v. 33). Il salmo termina con Sion salvata e le città di Giuda ricostruite (v. 36).
Il salmo della Passione
Il Nuovo Testamento cita questo salmo in ogni tappa della vita di Cristo. Quando Gesù scaccia i venditori dal Tempio, i discepoli ricordano il versetto 10: «Lo zelo della tua casa mi ha consumato» (Giovanni 2, 17). Nell'ultima Cena il Signore applica a sé il versetto 5: «Mi odiarono senza motivo» (Giovanni 15, 25). San Paolo cita la seconda metà del versetto 10 per mostrare che «Cristo niun riguardo ebbe a se» (Romani 15, 3), e i versetti 23-24 a proposito dell'accecamento d'Israele (Romani 11, 9-10).
Sul Calvario si compie il versetto 22. San Matteo racconta che a Gesù diedero «del vino mescolato con fiele» (Matteo 27, 34), e san Giovanni che il Signore, «affinchè si adempisse la Scrittura, disse: Ho sete», e gli fu presentata una spugna inzuppata d'aceto (Giovanni 19, 28-29). Infine san Pietro applica il versetto 26 a Giuda, quando si deve scegliere chi prenderà il suo posto (Atti 1, 20).
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, ascolta in tutto il salmo la voce del Cristo intero, Capo e Corpo. Cristo parla in nome proprio quando dice lo zelo, il fiele e l'aceto; parla in nome delle sue membra quando dice «la mia stoltezza» e «i miei peccati», lui che non aveva peccato ma ha preso su di sé quelli del suo Corpo. Così ogni cristiano può pregarlo con lui. È il fratello del salmo 22 (Vulgata 21), Deus, Deus meus, l'altro grande salmo della Passione.
Il salmo 69 nella liturgia del 1962
Mattutino del giovedì. Nel salterio del Breviario romano del 1962 il salmo 68, diviso in tre parti, chiude il Mattutino del giovedì (gli ultimi tre dei nove salmi dell'unico notturno feriale), con le antifone Salvum me fac, Deus, Propter inimicos meos eripe me, Domine e Quærite Dominum, et vivet anima vestra. Il Giovedì Santo apre il Mattutino delle Tenebre, con l'antifona Zelus domus tuæ comedit me. Potete pregare l'Ufficio nel breviario del giorno.
La Messa. Il Messale del 1962 gli deve molti testi della Settimana Santa:
- l'offertorio della Domenica delle Palme, dai versetti 21-22: Improperium exspectavit cor meum et miseriam … et dederunt in escam meam fel, et in siti mea potaverunt me aceto;
- il communio del martedì santo, dai versetti 13-14: Adversum me exercebantur, qui sedebant in porta;
- il graduale della prima lettura del mercoledì santo, dai versetti 18 e 2-3: Ne avertas faciem tuam a puero tuo.
Il Mercoledì delle Ceneri la benedizione delle ceneri si apre con l'antifona Exaudi nos, Domine, quoniam benigna est misericordia tua (v. 17) e il versetto Salvum me fac, Deus (v. 2). La festa del Sacro Cuore riprende il versetto 21 nel suo offertorio: il Cuore che aspettò chi lo consolasse e non lo trovò.
Come pregare il salmo 69
- In Quaresima e nella Settimana Santa, per meditare la Passione con le parole che Cristo ha compiuto; i versetti 21-22 si addicono al Venerdì Santo.
- Nell'angoscia che sommerge, quando «son penetrate le acque fino all'anima mia»: lutto, fallimento, abbattimento. Il salmo insegna a gridare a Dio e a sperare ancora.
- Quando si soffre per la fede, derisi o messi da parte a causa di Dio, con i versetti 8-10.
- Come atto di riparazione, unendosi al Cuore di Cristo che cerca chi lo consoli.
Domande Frequenti
Perché il salmo 69 si chiama anche salmo 68?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia e dal Martini, contano come un solo salmo il 9 e il 10 dell'ebraico. Il Salvum me fac, Deus, salmo 69 delle Bibbie moderne, vi porta il numero 68. Il salmo 69 della Vulgata è invece il Deus, in adjutorium.
Chi ha scritto il salmo 69?
Il titolo lo attribuisce a Davide, e san Paolo lo cita sotto il suo nome: «E Davidde dice» (Romani 11, 9). La Chiesa ha sempre ricevuto questa attribuzione, vedendo in Davide perseguitato la figura di Cristo sofferente.
Che cosa significa «lo zelo della tua casa mi divorò»?
L'amore di Dio e del suo culto consuma il giusto e gli attira addosso gli insulti rivolti a Dio. San Giovanni applica il versetto a Gesù che purifica il Tempio: è il primo segno, all'inizio del Vangelo, dello zelo che lo condurrà alla Croce.
Dove si compie nel Vangelo il fiele e l'aceto del salmo 69?
Sul Calvario. San Matteo riferisce il vino mescolato con fiele offerto a Gesù, san Giovanni la spugna d'aceto dopo il grido «Ho sete», detto «affinchè si adempisse la Scrittura» (Giovanni 19, 28).
Come si spiegano le maledizioni del salmo 69?
I Padri le leggono come profezia, non come augurio: annunciano la sorte di chi rifiuta Dio fino alla fine. San Pietro applica il versetto 26 a Giuda. Il cristiano le prega odiando il peccato e il demonio, non il prossimo.
Quando si prega il salmo 69 nel Breviario?
Nel Breviario del 1962 chiude, diviso in tre parti, il Mattutino del giovedì e apre il Mattutino del Giovedì Santo. Il Messale lo canta soprattutto nella Settimana Santa.
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