La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 11 (Vulgata 10): In Domino confido, la fiducia del giusto
Il salmo 11 delle Bibbie moderne, salmo 10 della Vulgata, è l'*In Domino confido*: la risposta del giusto a chi lo spinge a fuggire come un uccello sul monte. «Nel Signore pongo la mia speranza», perché il Signore siede nel suo tempio e vede tutto. Qui sotto trovate il testo del Martini con la Vulgata latina a fronte; la guida ne spiega il significato, i versetti più discussi, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 10 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 9.
1 In finem. Psalmus David.
1 Per la fine, salmo di David.
2 In Domino confido ; quomodo dicitis animæ meæ : Transmigra in montem sicut passer ?
2 Nel Signore pongo la mia speranza: perché dite voi all'anima mia: Trafugati al monte come una passera?
3 Quoniam ecce peccatores intenderunt arcum ; paraverunt sagittas suas in pharetra, ut sagittent in obscuro rectos corde :
3 Imperocché ecco che i peccatori hanno teso l'arco, tengono preparate le loro saette nel turcasso per saettare all'oscuro quelli, che sono di cuore retto.
4 quoniam quæ perfecisti destruxerunt ; justus autem, quid fecit ?
4 Perché quello, che tu facesti di buono lo hanno ridotto a niente: or il giusto che ha egli fatto?
5 Dominus in templo sancto suo ; Dominus in cælo sedes ejus. Oculi ejus in pauperem respiciunt ; palpebræ ejus interrogant filios hominum.
5 Il Signore nel tempio suo santo: il Signore nel cielo ha sua sede: Gli occhi di lui al povero son rivolti: le pupille di lui disaminano i figliuoli degli uomini.
6 Dominus interrogat justum et impium ; qui autem diligit iniquitatem, odit animam suam.
6 Il Signore disamina il giusto, e l'empio: e chi ama l'iniquità odia l'anima propria.
7 Pluet super peccatores laqueos ; ignis et sulphur, et spiritus procellarum, pars calicis eorum.
7 Ei pioverà lacci sopra de' peccatori: il fuoco, e il zolfo, e il vento procelloso è la porzione del loro calice.
8 Quoniam justus Dominus, et justitias dilexit : æquitatem vidit vultus ejus.
8 Imperocché il Signore è giusto, ed ha amato la giustizia; la faccia di lui è rivolta alla equità.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 11 o salmo 10?
È lo stesso salmo sotto due numeri. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 11; la Vulgata e la liturgia latina, che uniscono in uno solo i salmi ebraici 9 e 10, lo chiamano salmo 10. In latino comincia con In Domino confido. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Anche i versetti si spostano di un'unità. Il Martini conta il titolo da solo come versetto 1, «Per la fine, salmo di David», mentre la CEI lo unisce alle prime parole del salmo: il versetto 3 della CEI, quello delle fondamenta distrutte, è qui il versetto 4, e il versetto 6, quello del fuoco e dello zolfo, è il versetto 7.
Chi cerca il «salmo 10» può dunque volere due testi diversi:
- salmo 11 (ebraico) = salmo 10 (Vulgata): In Domino confido, in questa pagina;
- salmo 10 (ebraico): è la seconda metà del salmo 9 della Vulgata, che comincia con «E perché, o Signore, ti se' ritirato in lontananza»;
- il “salmo 11” della numerazione latina è invece il Salvum me fac, «Salvami, o Signore, dappoiché non rimane più un santo» (Vulgata 11), salmo 12 delle Bibbie moderne.
Che cosa significa il salmo 11?
Il salmo è breve e tutto teso verso un solo atto: la fiducia. Alcune voci spingono il giusto a fuggire; egli rifiuta, perché il suo rifugio non è un monte, ma Dio.
Versetti 2-4: «Trafugati al monte come una passera»
La prima parola è una professione di fede: «Nel Signore pongo la mia speranza: perché dite voi all'anima mia: Trafugati al monte come una passera?» (v. 2). Chi parla così non è necessariamente un nemico: forse sono amici prudenti, che vedono crescere il pericolo. Ma il loro consiglio porta a cercare la sicurezza altrove che in Dio. La passera che vola via è l'immagine dell'anima spaventata. Nostro Signore riprenderà l'uccellino per dire il contrario: «due passerotti si vendono un quattrino: e un solo di questi non cascherà per terra senza del Padre vostro» (Matteo 10, 29).
Il pericolo è reale: «Imperocché ecco che i peccatori hanno teso l'arco, tengono preparate le loro saette nel turcasso per saettare all'oscuro quelli, che sono di cuore retto» (v. 3). Si tira nell'ombra: sono le armi della calunnia e del tradimento. Poi viene il versetto più discusso: «Perché quello, che tu facesti di buono lo hanno ridotto a niente: or il giusto che ha egli fatto?» (v. 4). Il testo ebraico, seguito dalle Bibbie moderne, dice: quando sono scosse le fondamenta, che cosa può fare il giusto? La Vulgata intende l'opera di Dio distrutta dai malvagi, e l'innocenza del giusto che non vi ha avuto parte. In entrambe le letture l'ordine sembra crollare, e il giusto pare disarmato.
Versetti 5-6: il Signore nel suo tempio
La risposta non viene dalla terra: «Il Signore nel tempio suo santo: il Signore nel cielo ha sua sede: Gli occhi di lui al povero son rivolti: le pupille di lui disaminano i figliuoli degli uomini» (v. 5). Quando tutto vacilla quaggiù, il trono di Dio non vacilla. E Dio non è uno spettatore lontano: i suoi occhi guardano il povero, le sue pupille scrutano, come quando si socchiudono gli occhi per vedere meglio.
«Il Signore disamina il giusto, e l'empio: e chi ama l'iniquità odia l'anima propria» (v. 6). Il giusto non è risparmiato dalla prova: Dio lo esamina per renderlo saldo. E la seconda metà del versetto è una delle sentenze più profonde del Salterio: amare il male significa odiare se stessi. Il peccatore crede di servirsi; in realtà si distrugge. La Sapienza dice lo stesso nei Proverbi: «chi contro di me peccherà, farà torto all'anima propria» (Proverbi 8, 36).
Versetti 7-8: il fuoco e lo zolfo, e il volto di Dio
«Ei pioverà lacci sopra de' peccatori: il fuoco, e il zolfo, e il vento procelloso è la porzione del loro calice» (v. 7). È il versetto 6 delle Bibbie moderne. L'immagine è quella di Sodoma: «Il Signore adunque piovve dal Signore sopra Sodoma e Gomorrha zolfo e fuoco dal cielo» (Genesi 19, 24). Il calice, nella Scrittura, è la sorte che Dio fa bere a ciascuno: il malvagio beve ciò che ha preparato.
L'ultimo versetto è luminoso: «Imperocché il Signore è giusto, ed ha amato la giustizia; la faccia di lui è rivolta alla equità» (v. 8). L'ebraico dice che gli uomini retti contempleranno il suo volto. Le due letture si incontrano: Dio guarda con amore la rettitudine, e la ricompensa del giusto è vedere Dio. La paura dell'inizio si scioglie nella visione.
Chi consiglia la fuga: il salmo e il Vangelo
La scena del salmo si ripete nella vita di Davide, a cui il titolo lo attribuisce. La tradizione lo collega alle persecuzioni di Saul, quando il re cercava di inchiodarlo al muro con la lancia, o alla rivolta di Absalom, quando gli amici gli consigliavano di mettersi in salvo. Davide fuggì più di una volta, e la prudenza non è una colpa; ma il salmo distingue la fuga che obbedisce a Dio da quella che lo abbandona.
Un episodio del Vangelo si può accostare a queste parole. Alcuni Farisei vanno da Gesù e gli dicono: «Partiti, e va via di qua: perché Erode ti vuole ammazzare» (Luca 13, 31). Il Signore non fugge: continua la sua opera e prosegue il cammino verso Gerusalemme, dove sa che lo attende la Croce. Il suo rifugio non è un monte lontano, ma la volontà del Padre.
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, sente nel consiglio di fuggire una tentazione sempre presente per il fedele: cercare il proprio appoggio in un uomo o in un partito piuttosto che in Cristo. Lo applicava agli eretici del suo tempo, che si presentavano come il vero monte e invitavano i cattolici a passare dalla loro parte. A chiunque prometta un rifugio fuori di Dio, l'anima risponde con la prima parola del salmo. Il monte vero è Cristo, e il soccorso viene dal Signore, come dice il salmo 121 (Vulgata 120): «Il mio aiuto vien dal Signore, che fece il cielo, e la terra».
Il salmo appartiene alla famiglia dei grandi salmi di fiducia nel pericolo: il salmo 3, dove Davide in fuga davanti ad Absalom dorme in pace, «Io dormii, e assonnai, e mi svegliai, perché per man mi prese il Signore»; il salmo 27 (Vulgata 26), Dominus illuminatio mea, «Il Signore mia luce, e mia salute: chi ho io da temere?»; e il salmo 91 (Vulgata 90), Qui habitat, la preghiera di protezione per eccellenza.
Il salmo 11 nella liturgia del 1962
Mattutino della domenica. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 10 si canta al Mattutino della domenica, nel terzo notturno, subito dopo le due ultime sezioni del salmo 9. L'antifona ne riprende l'ultimo versetto: Justus Dominus et justitiam dilexit, «il Signore è giusto, ed ha amato la giustizia». Nella notte che precede il giorno della Risurrezione, la Chiesa ripete che il Signore resta sul suo trono quando le fondamenta sembrano crollare. Potete seguire l'Ufficio del giorno nel breviario.
Il Comune dei martiri. Lo stesso versetto, con la sua seconda metà, Justus Dominus, et justitiam dilexit: æquitatem vidit vultus ejus, è l'antifona del salmo nel terzo notturno del Mattutino del Comune di un martire: il martire è il giusto che non è fuggito, e che ora vede il volto di Dio.
Nel Messale. La communio del mercoledì della II settimana di Quaresima canta il versetto 8: Justus Dominus, et justitiam dilexit: æquitatem vidit vultus ejus.
Come pregare il salmo 11
- Quando tutto sembra crollare. Una crisi in famiglia, nel lavoro o nella Chiesa: il versetto 5 ricorda che il trono di Dio non vacilla.
- Quando vi consigliano di fuggire. Il salmo aiuta a distinguere la prudenza legittima dalla paura che abbandona Dio.
- Contro l'angoscia. Il versetto 2 si ripete come un atto di fede: In Domino confido. Si può unire alla preghiera di liberazione.
- Nell'esame di coscienza. «Chi ama l'iniquità odia l'anima propria» è una luce per guardare i propri peccati come una ferita fatta a sé stessi; vedete la guida all'esame di coscienza.
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa dice il salmo 11, versetto 6?
Nelle Bibbie moderne il versetto 6 dice che Dio fa piovere sui malvagi fuoco e zolfo. Nel Martini è il versetto 7: «Ei pioverà lacci sopra de' peccatori: il fuoco, e il zolfo, e il vento procelloso è la porzione del loro calice». L'immagine ricorda il castigo di Sodoma: il malvagio beve il calice che ha preparato.
Che cosa significa il versetto 3 del salmo 11?
Il versetto 3 delle Bibbie moderne, “quando sono scosse le fondamenta, il giusto che cosa può fare?”, corrisponde al versetto 4 del Martini: «quello, che tu facesti di buono lo hanno ridotto a niente: or il giusto che ha egli fatto?». Descrive un mondo dove l'ordine sembra distrutto; la risposta del salmo viene subito dopo: il Signore è nel suo tempio santo.
Che cosa vuol dire «chi ama l'iniquità odia l'anima propria»?
È la seconda metà del versetto 6 del Martini, versetto 5 nelle Bibbie moderne. Il peccatore crede di cercare il proprio bene, ma amando il male fa torto a sé stesso e perde la propria anima. Il vero amore di sé passa per l'amore della giustizia.
Chi ha scritto il salmo 11?
Il titolo lo attribuisce a Davide: «Per la fine, salmo di David». La tradizione lo riferisce alle persecuzioni che subì, sotto Saul o durante la rivolta di Absalom, quando gli amici gli consigliavano la fuga. Come tutta la Scrittura, ha per autore principale lo Spirito Santo.
Il salmo 10 delle Bibbie moderne è questo salmo?
No. Il salmo 10 ebraico è la seconda parte del salmo 9 della Vulgata, quella che comincia con «E perché, o Signore, ti se' ritirato in lontananza» (Sal 9, 22). Il salmo 10 della Vulgata, In Domino confido, è l'11 delle Bibbie moderne.
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