La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 20 (Vulgata 19): Exaudiat te Dominus, la preghiera per il re
Il salmo 20 delle Bibbie moderne è il salmo 19 della Vulgata, l'*Exaudiat te Dominus in die tribulationis*: la preghiera del popolo per il suo re che parte per la battaglia, e la professione di fede di chi non confida nei cocchi né nei cavalli, ma nel nome del Signore. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, i versetti più cercati, la lettura cristiana del re e il suo posto nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 19 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 18.
1 In finem. Psalmus David.
1 Per la fine, salmo di David.
2 Exaudiat te Dominus in die tribulationis ; protegat te nomen Dei Jacob.
2 Ti esaudisca il Signore nel giorno di tribolazione, e sia tua difesa il nome del Dio di Giacobbe.
3 Mittat tibi auxilium de sancto, et de Sion tueatur te.
3 Egli spedisca a te aiuto dal luogo santo, e da Sionne ti porga sostegno.
4 Memor sit omnis sacrificii tui, et holocaustum tuum pingue fiat.
4 Siangli graditi tutti i tuoi sagrifizj, e sia accettevole il tuo olocausto.
5 Tribuat tibi secundum cor tuum, et omne consilium tuum confirmet.
5 Dia a te quello, che brama il cuor tuo, e adempia tutti i tuoi disegni.
6 Lætabimur in salutari tuo ; et in nomine Dei nostri magnificabimur.
6 Noi sarem lieti della salute, che tu ci darai, e trionferemo nel nome del nostro Dio.
7 Impleat Dominus omnes petitiones tuas ; nunc cognovi quoniam salvum fecit Dominus christum suum. Exaudiet illum de cælo sancto suo, in potentatibus salus dexteræ ejus.
7 Adempia il Signore tutte le tue richieste: adesso ho conosciuto, come il Signore ha salvato il suo Cristo. Ei lo esaudirà dal cielo, dal suo santuario: nella potente mano di lui sta la salute.
8 Hi in curribus, et hi in equis ; nos autem in nomine Domini Dei nostri invocabimus.
8 Quelli parlano di cocchi, e questi di cavalli: ma noi il nome del Signore Dio nostro invochiamo.
9 Ipsi obligati sunt, et ceciderunt ; nos autem surreximus, et erecti sumus.
9 Ei furono presi al laccio, e dieder per terra, ma noi ci rialzammo, e fummo ripieni di vigore.
10 Domine, salvum fac regem, et exaudi nos in die qua invocaverimus te.
10 Signore, salva il re, ed esaudisci la nostra orazione nel di, in cui ti invochiamo.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 20 o salmo 19?
È lo stesso salmo sotto due numeri. Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e lo chiamano salmo 20; la Vulgata e la Settanta, di cui la liturgia della Chiesa conserva la numerazione, lo contano come salmo 19, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Due precisazioni evitano gli equivoci:
- il salmo 20 della Vulgata è il salmo seguente, Domine, in virtute tua lætabitur rex, il ringraziamento per la vittoria del re, che nelle Bibbie moderne è il salmo 21 (Vulgata 20);
- il salmo 19 delle Bibbie moderne è il Cæli enarrant gloriam Dei, «i cieli narrano la gloria di Dio», che nella Vulgata è il salmo 18.
I versetti, invece, si corrispondono: il Martini, come la CEI, conta il titolo come versetto 1. Il “salmo 20, 4” o il “salmo 20, 5” che si cercano sono dunque i versetti 4 e 5 di questa pagina.
Che cosa significa il salmo 20?
È un salmo regale. Il titolo dice «Per la fine, salmo di David» (v. 1), e il testo lascia indovinare la scena: il re sta per partire in guerra, offre un sacrificio nel santuario, e il popolo prega per lui. Il salmo ha tre tempi: gli auguri del popolo (v. 2-6), l'improvvisa certezza dell'esaudimento (v. 7), la professione di fede e l'ultima supplica (v. 8-10).
Gli auguri per il re (v. 2-6)
Il popolo parla al re: «Ti esaudisca il Signore nel giorno di tribolazione, e sia tua difesa il nome del Dio di Giacobbe» (v. 2). L'aiuto viene «dal luogo santo, e da Sionne» (v. 3), cioè dal luogo dove Dio abita in mezzo al suo popolo. Si domanda che Dio gradisca le offerte del re: «Siangli graditi tutti i tuoi sagrifizj, e sia accettevole il tuo olocausto» (v. 4). Il latino dice memor sit omnis sacrificii tui, “si ricordi di ogni tuo sacrificio”, e chiede che l'olocausto sia pingue, ricco, pienamente accetto.
Poi viene il versetto più cercato: «Dia a te quello, che brama il cuor tuo, e adempia tutti i tuoi disegni» (v. 5). Il popolo si impegna in anticipo alla gioia: «Noi sarem lieti della salute, che tu ci darai, e trionferemo nel nome del nostro Dio» (v. 6).
Il versetto 5 ben compreso
Questo versetto non è la promessa di ottenere tutto ciò che si vuole. Il cuore di cui si parla è quello di un re che ha appena offerto il suo olocausto, che ha rimesso la sua causa a Dio, e i cui disegni sono quelli del popolo di Dio. Un altro salmo ne dà la condizione: «Metti la tua consolazione nel Signore, ed ei ti darà quello, che il tuo cuore domanda» (salmo 37 (Vulgata 36), 4). È volgendosi prima a Dio che il desiderio del cuore diventa una preghiera che Dio può esaudire.
La certezza (v. 7)
Una voce sola si alza allora, forse quella di un sacerdote o di un profeta: «adesso ho conosciuto, come il Signore ha salvato il suo Cristo. Ei lo esaudirà dal cielo, dal suo santuario: nella potente mano di lui sta la salute» (v. 7). La preghiera non ha ancora ricevuto una risposta visibile, e già la fede la ritiene accordata.
I cocchi e i cavalli (v. 8-10)
Viene la professione di fede che è il vertice del salmo: «Quelli parlano di cocchi, e questi di cavalli: ma noi il nome del Signore Dio nostro invochiamo» (v. 8). L'esito è detto in un'immagine: i nemici «furono presi al laccio, e dieder per terra, ma noi ci rialzammo, e fummo ripieni di vigore» (v. 9). L'ultimo versetto riprende la supplica: «Signore, salva il re, ed esaudisci la nostra orazione nel di, in cui ti invochiamo» (v. 10). Il salmo finisce come era cominciato, con la parola exaudi: dal Exaudiat te al exaudi nos, la preghiera per il re diventa preghiera di tutti.
Il re del salmo è il Cristo
Al versetto 7 la Vulgata dice che il Signore ha salvato christum suum, e il Martini traduce senz'altro «il suo Cristo». La parola indica il re d'Israele, che riceveva l'unzione, ma annuncia l'Unto per eccellenza, il Cristo, al quale l'Angelo promette che il Signore darà «la sede di Davidde suo padre» (Luca 1, 32). Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, ascolta nel salmo la voce della Chiesa che prega per il suo Capo nel giorno della tribolazione, che è quello della Passione. I sacrifici e l'olocausto graditi sono l'offerta della Croce; e il Padre esaudisce il Figlio risuscitandolo dai morti, mentre i suoi nemici «dieder per terra».
Così letto, il salmo forma un dittico con il suo vicino, il salmo 21 (Vulgata 20), che ringrazia per la vittoria data al re: «Signore, nella tua possanza riporrà il re la sua consolazione». Nell'uno si supplica, nell'altro si ringrazia. Appartiene alla famiglia dei salmi regali e messianici, con il salmo 2, dove i re della terra si levano «contro il Signore, e contro il suo Cristo». La fiducia del versetto 8 ha la sua eco nel salmo 33 (Vulgata 32): «Fallace mezzo per la salute è il cavallo». Tutta la festa di Cristo Re è già in germe in questa preghiera d'Israele.
Il salmo 19 nella liturgia del 1962
Al Mattutino del lunedì. Nel Breviario romano del 1962, che segue il salterio settimanale di san Pio X (1911), il salmo 19 è il settimo dei nove salmi del Mattutino del lunedì, con l'antifona Exaudiat te Dominus in die tribulationis. Lo seguono il salmo 20, Domine, in virtute tua, e il salmo 29, Exaltabo te, Domine: la supplica per il re, il ringraziamento per la sua vittoria, il rendimento di grazie di chi Dio ha rialzato. Potete pregarlo alla sua ora nel breviario.
Al Corpus Domini. Il Mattutino della festa del Corpus Domini canta il salmo nel secondo notturno, con l'antifona Memor sit Dominus sacrificii nostri: et holocaustum nostrum pingue fiat, tratta dal versetto 4: la Chiesa vi riconosce il sacrificio dell'altare, l'unico olocausto pienamente gradito a Dio.
Alla Messa. Il Communio del martedì della quarta settimana di Quaresima canta il versetto 6: Lætabimur in salutari tuo: et in nomine Domini, Dei nostri, magnificabimur.
Domine, salvum fac regem. Il versetto 10 è entrato nelle preci feriali che il Breviario fa dire alle Lodi in alcuni giorni: V. Domine, salvum fac regem. R. Et exaudi nos in die, qua invocaverimus te. Per secoli, in Francia e in altri paesi cristiani, lo si è cantato per il sovrano al termine delle funzioni solenni, adattandolo poi ad altre forme di governo. La Chiesa obbediva così a san Paolo, che raccomanda di pregare «Pei Regi, e per tutti i costituiti in posto sublime» (1 Timoteo 2, 2).
Come pregare il salmo 20
Per chi governa. È l'uso più fedele al senso letterale: pregare per i capi dello Stato, per il Papa e i vescovi, per i padri di famiglia, per tutti quelli che portano la responsabilità di altri. Si sostituisce interiormente «il re» con coloro che si raccomandano a Dio.
Per una persona cara nella prova. Il salmo è scritto alla seconda persona: si prega per un altro. Per un malato, per chi affronta un esame, per un amico davanti a una decisione grave, chiede che Dio lo esaudisca «nel giorno di tribolazione». Si accosta bene alla preghiera per una grazia urgente.
Prima di un'impresa. Il versetto 8 è una regola di vita: fare tutto ciò che dipende da sé, ma non attendere il successo che dal nome di Dio.
Lo si conclude con il Gloria Patri, come all'ufficio.
Domande Frequenti
Perché il salmo 20 si chiama anche salmo 19?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia cattolica, uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il salmo 20 delle Bibbie moderne è quindi il salmo 19 della Vulgata, l'Exaudiat te Dominus. È lo stesso testo, con la stessa numerazione dei versetti.
Che cosa dice il salmo 20, versetto 4?
Nel Martini: «Siangli graditi tutti i tuoi sagrifizj, e sia accettevole il tuo olocausto». È l'augurio del popolo per il re che offre un sacrificio prima della battaglia. La Chiesa lo applica, al Corpus Domini, al sacrificio dell'altare.
Che cosa dice il salmo 20, versetto 5?
«Dia a te quello, che brama il cuor tuo, e adempia tutti i tuoi disegni». Non promette di soddisfare ogni desiderio, ma chiede che Dio compia i progetti di un cuore che si è rimesso a lui con il suo sacrificio.
Che cosa significa il salmo 20, versetto 8?
«Quelli parlano di cocchi, e questi di cavalli: ma noi il nome del Signore Dio nostro invochiamo». Il versetto oppone la fiducia nella forza umana alla fiducia in Dio. Non condanna i mezzi, ma vieta di chiedere loro ciò che solo Dio può dare.
Chi ha scritto il salmo 20?
Il titolo lo attribuisce a Davide: «Per la fine, salmo di David». La tradizione lo riceve come una preghiera composta dal re profeta per essere cantata dal popolo nel santuario. I Padri vi ascoltano, al di là di Davide, la preghiera della Chiesa per Cristo.
Dove trovo il testo completo del salmo 20?
In alto in questa pagina, nella traduzione di mons. Antonio Martini con la Vulgata latina a fronte, dal titolo al versetto 10. È il testo che la Chiesa canta nel Breviario, con la numerazione della Vulgata (salmo 19).
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