La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 33 (Vulgata 32): Exsultate, justi, la lode del Creatore
Il salmo 33 delle Bibbie moderne è il salmo 32 della Vulgata, l'*Exsultate, justi, in Domino*: l'invito ai giusti a cantare un cantico nuovo al Dio che ha creato i cieli con la sua parola, guida la storia e veglia su quelli che sperano nella sua misericordia. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il versetto finale ripreso dal *Te Deum*, il suo posto nella liturgia del 1962 e la differenza con il “Benedirò il Signore in ogni tempo”.
Cercate il salmo 32 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 31.
1 Psalmus David. Exsultate, justi, in Domino ; rectos decet collaudatio.
1 Salmo di David. Esultate nel Signore, o giusti: a coloro, che sono retti sta bene il lodarlo.
2 Confitemini Domino in cithara ; in psalterio decem chordarum psallite illi.
2 Lodate il Signore sulla cetera: cantate inni a lui sul saltero da dieci corde.
3 Cantate ei canticum novum ; bene psallite ei in vociferatione.
3 Cantate a lui un nuovo cantico: cantate a lui inni soavi con alto suono.
4 Quia rectum est verbum Domini, et omnia opera ejus in fide.
4 Perocché diritta ell'è la parola del Signore, e tutte le opere di lui sono nella fedeltà.
5 Diligit misericordiam et judicium ; misericordia Domini plena est terra.
5 Egli ama la misericordia, e la giustizia: della misericordia del Signore è ripiena la terra.
6 Verbo Domini cæli firmati sunt, et spiritu oris ejus omnis virtus eorum.
6 Dalla parola del Signore i cieli ebbero sussistenza, e dallo spirito della sua bocca tutte le loro virtudi.
7 Congregans sicut in utre aquas maris ; ponens in thesauris abyssos.
7 Ei che raduna le acque del mare quasi in un otre, e gli abissi ripone ne' suoi serbatoi.
8 Timeat Dominum omnis terra ; ab eo autem commoveantur omnes inhabitantes orbem.
8 La terra tutta tema il Signore, e dinanzi a lui tremino tutti gli abitatori dell'universo.
9 Quoniam ipse dixit, et facta sunt ; ipse mandavit et creata sunt.
9 Perocché egli disse, e furon fatte le cose: comandò, e furon create.
10 Dominus dissipat consilia gentium ; reprobat autem cogitationes populorum, et reprobat consilia principum.
10 Il Signore manda in fumo i disegni delle nazioni, e vani rende i pensieri de' popoli, e rende vani i consigli de' principi.
11 Consilium autem Domini in æternum manet ; cogitationes cordis ejus in generatione et generationem.
11 Ma il consiglio del Signore è stabile per tutta l'eternità: i pensieri del cuore di lui per tutte le etadi, e generazioni.
12 Beata gens cujus est Dominus Deus ejus ; populus quem elegit in hæreditatem sibi.
12 Beato il popolo, che ha per suo Dio il Signore; il popolo, cui egli si elesse per sua eredità.
13 De cælo respexit Dominus ; vidit omnes filios hominum.
13 Dal cielo mirò il Signore; vide tutti i figliuoli degli uomini.
14 De præparato habitaculo suo respexit super omnes qui habitant terram :
14 Da quella mansione sua, ch'ei preparò, gettò lo sguardo sopra tutti coloro, che abitano la terra.
15 qui finxit sigillatim corda eorum ; qui intelligit omnia opera eorum.
15 Egli che formò a uno a uno i loro cuori, egli che le opere loro tutte conosce.
16 Non salvatur rex per multam virtutem, et gigas non salvabitur in multitudine virtutis suæ.
16 Non trova salvezza il re nelle molte squadre: e il gigante non si salverà per la sua molta fortezza.
17 Fallax equus ad salutem ; in abundantia autem virtutis suæ non salvabitur.
17 Fallace mezzo per la salute è il cavallo; e la molta sua robustezza nol salverà.
18 Ecce oculi Domini super metuentes eum, et in eis qui sperant super misericordia ejus :
18 Ecco gli occhi del Signore sopra color, che lo temono, e sopra color, che confidano nella sua misericordia.
19 ut eruat a morte animas eorum, et alat eos in fame.
19 Per liberare le anime loro dalla morte, e per sostentarli nel tempo di fame.
20 Anima nostra sustinet Dominum, quoniam adjutor et protector noster est.
20 L'anima nostra aspetta in pazienza il Signore, perché egli è nostro aiuto, e protettore.
21 Quia in eo lætabitur cor nostrum, et in nomine sancto ejus speravimus.
21 Perché in lui si rallegrerà il nostro cuore, e nel nome santo di lui porrem nostra speranza.
22 Fiat misericordia tua, Domine, super nos, quemadmodum speravimus in te.
22 Sia sopra di noi, o Signore, la tua misericordia, conforme noi in te abbiamo sperato.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 33 o salmo 32?
Le Bibbie moderne, compresa la CEI, seguono l'ebraico e chiamano questo salmo 33. La Vulgata e la Settanta, che uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico, lo contano come 32: è lo stesso Exsultate, justi. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Per questo una stessa ricerca, “salmo 33”, può indicare due testi diversi:
- salmo 33 delle Bibbie moderne = salmo 32 della Vulgata: l'Exsultate, justi, «Esultate nel Signore, o giusti», presentato in questa pagina;
- salmo 33 della Vulgata = salmo 34 delle Bibbie moderne: il Benedicam Dominum, «In ogni tempo io benedirò il Signore», che trovate alla pagina del salmo 34 (Vulgata 33). Chi cerca “salmo 33, benedirò il Signore in ogni tempo” cerca dunque quel salmo, secondo la numerazione della Vulgata e dei libri di devozione antichi.
Allo stesso modo, il salmo 32 delle Bibbie moderne è il Beati quorum remissæ sunt iniquitates, la gioia del perdono, che nella Vulgata è il salmo 31. I versetti del nostro salmo coincidono con quelli della CEI.
Che cosa significa il salmo 33?
Il salmo riprende esattamente l'appello con cui finiva il precedente. Il salmo 31 della Vulgata si chiudeva con «Nel Signore rallegratevi, ed esultate, o giusti» (salmo 32 (Vulgata 31), 11); il nostro comincia con le stesse parole (v. 1). Dopo la gioia del perdono viene la lode di Dio per ciò che egli è e per ciò che fa. L'ebraico non gli dà alcun titolo; la Vulgata lo intitola «Salmo di David». Si sviluppa in quattro movimenti.
L'invito alla lode (v. 1-3)
«Esultate nel Signore, o giusti: a coloro, che sono retti sta bene il lodarlo» (v. 1): la lode si addice a chi ha la vita retta. Il salmista convoca la cetra e il salterio «da dieci corde» (v. 2) e chiede un canto nuovo: «Cantate a lui un nuovo cantico» (v. 3). Sant'Agostino commenta spesso questa espressione: il cantico nuovo è quello dell'uomo nuovo, rinnovato dalla carità; lo si canta con la vita più che con la voce. L'Apocalisse fa udire questo stesso cantico davanti al trono dell'Agnello: «E cantavano un nuovo cantico, dicendo: degno sei tu, o Signore» (Apocalisse 5, 9).
La Parola che crea (v. 4-9)
Il motivo della lode è anzitutto la fedeltà di Dio: «Perocché diritta ell'è la parola del Signore, e tutte le opere di lui sono nella fedeltà» (v. 4). E subito la sua bontà: «della misericordia del Signore è ripiena la terra» (v. 5). Poi viene il grande versetto della creazione: «Dalla parola del Signore i cieli ebbero sussistenza, e dallo spirito della sua bocca tutte le loro virtudi» (v. 6). Il salmo riassume il primo capitolo della Genesi, dove «Dio disse: Sia fatta la luce. E la luce fu fatta» (Genesi 1, 3), in una formula folgorante: «Perocché egli disse, e furon fatte le cose: comandò, e furon create» (v. 9). Dio non lotta con una materia ribelle: parla, e l'essere obbedisce.
I Padri hanno letto di più nel versetto 6. La «parola» del Signore è il Verbo di cui san Giovanni dice: «Per mezzo di lui furon fatte le cose tutte» (Giovanni 1, 3); lo «spirito della sua bocca» è lo Spirito Santo. Parecchi di loro vi hanno visto un annuncio velato della Trinità all'opera nella creazione: il Padre crea per mezzo del Verbo, nello Spirito.
Il Dio che guida la storia (v. 10-15)
Chi ha creato governa anche. «Il Signore manda in fumo i disegni delle nazioni» (v. 10), «Ma il consiglio del Signore è stabile per tutta l'eternità: i pensieri del cuore di lui per tutte le etadi, e generazioni» (v. 11). È la dottrina della Provvidenza: nulla sfugge allo sguardo di Dio, che «formò a uno a uno i loro cuori» e «le opere loro tutte conosce» (v. 15). Di qui la beatitudine del versetto 12: «Beato il popolo, che ha per suo Dio il Signore; il popolo, cui egli si elesse per sua eredità» (v. 12).
Le false sicurezze e la vera (v. 16-22)
Il salmo smonta poi le sicurezze umane: né l'esercito del re, né la forza del gigante, né il cavallo da guerra salvano: «Fallace mezzo per la salute è il cavallo» (v. 16-17). Il salmo 20 (Vulgata 19), Exaudiat te Dominus, dice lo stesso dei cocchi e dei cavalli, e il salmo 146 (Vulgata 145), Lauda, anima mea, lo ripete dei principi. L'unica sicurezza è lo sguardo di Dio: «Ecco gli occhi del Signore sopra color, che lo temono, e sopra color, che confidano nella sua misericordia» (v. 18), «Per liberare le anime loro dalla morte, e per sostentarli nel tempo di fame» (v. 19). Il popolo risponde con un atto di speranza: «L'anima nostra aspetta in pazienza il Signore, perché egli è nostro aiuto, e protettore» (v. 20).
L'ultimo versetto, dall'Antico Testamento al Te Deum
Il salmo si chiude con una preghiera che la Chiesa non ha mai smesso di ripetere: «Sia sopra di noi, o Signore, la tua misericordia, conforme noi in te abbiamo sperato» (v. 22). In latino: Fiat misericordia tua, Domine, super nos, quemadmodum speravimus in te. Questo versetto figura parola per parola tra le ultime suppliche del Te Deum, subito prima del conclusivo In te, Domine, speravi: non confundar in æternum. Ogni volta che la Chiesa ringrazia solennemente, riprende dunque, prima di concludere, la parola di questo salmo. Lo si ritrova anche nelle preci feriali del Breviario.
La misura della misericordia domandata è notevole: «conforme noi in te abbiamo sperato». Dio dà in proporzione della fiducia che gli si accorda. Il salmo insegna così che la speranza non è un'attesa passiva, ma la disposizione stessa che apre l'anima al dono. Nei foglietti della Messa moderna, ritornelli come “Dell'amore del Signore è piena la terra” o “Su di noi sia il tuo amore, Signore” traducono i versetti 5 e 22 del nostro salmo.
Il salmo 32 nella liturgia del 1962
A Nona del lunedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 32 della Vulgata si dice a Nona del lunedì, diviso in due parti (versetti 1-11 e 12-22), dopo il salmo 31, sotto l'antifona Exsultate, justi, et gloriamini, omnes recti corde. I due salmi si seguono nell'ufficio come nel Salterio: la gioia del peccatore perdonato, poi la lode del Creatore. Li trovate quel giorno nel breviario.
Il Sacro Cuore. La festa del Sacro Cuore di Gesù ha fatto del versetto 11 la sua parola d'ingresso. L'Introito della Messa canta Cogitationes Cordis ejus in generatione et generationem: ut eruat a morte animas eorum, et alat eos in fame (v. 11 e 19), con il versetto Exsultate, justi, in Domino; e il Mattutino si apre con il nostro salmo, sotto l'antifona Cogitationes Cordis ejus. I «pensieri del cuore» di Dio, stabili per tutte le generazioni, sono letti come i disegni d'amore del Cuore di Cristo.
Il salmo dei santi. Il primo versetto, Exsultate, justi, in Domino: rectos decet collaudatio, è il versetto dell'Introito Gaudeamus di Ognissanti e di numerose feste di santi. Il Comune di più martiri canta il salmo al Mattutino con l'antifona Justi autem in perpetuum vivent, et apud Dominum est merces eorum.
Altre Messe. L'Introito della seconda domenica dopo Pasqua, quella del Buon Pastore, comincia con i versetti 5 e 6: Misericordia Domini plena est terra, alleluja: verbo Domini cæli firmati sunt, alleluja. Il graduale Beata gens, cujus est Dominus Deus eorum, dal versetto 12, si canta la diciassettesima domenica dopo Pentecoste, il mercoledì della quarta settimana di Quaresima e il mercoledì delle Tempora di settembre.
Come pregare il salmo 33
- Al risveglio. I versetti 6-9 formano un bell'atto di adorazione del Creatore all'inizio del giorno, come il salmo 104 (Vulgata 103), Benedic, anima mea.
- Davanti all'inquietudine del mondo. I versetti 10 e 11 ricordano che i progetti dei potenti passano e che il disegno di Dio rimane.
- Quando ci si fida troppo delle proprie forze. I versetti 16-20 correggono questa illusione e riconducono alla speranza.
- In rendimento di grazie. Il versetto 22 si dice da solo, come una giaculatoria, o insieme al Te Deum.
Lo si conclude con il Gloria Patri, come all'ufficio.
Domande Frequenti
Il salmo 33 è “Benedirò il Signore in ogni tempo”?
Non nelle Bibbie moderne. Quel salmo, il Benedicam Dominum, è il salmo 34 delle Bibbie moderne e il salmo 33 della Vulgata e dei libri di devozione antichi. Il salmo 33 delle Bibbie moderne è questo, l'Exsultate, justi: «Esultate nel Signore, o giusti».
Che cosa significa «egli disse, e furon fatte le cose»?
È l'affermazione della creazione per la sola parola di Dio, senza materia preesistente né fatica. Il versetto 9 riassume il racconto della Genesi, e i Padri vi riconoscono il Verbo eterno, per mezzo del quale tutto è stato fatto.
Che cos'è il «nuovo cantico» del salmo 33?
È il canto dell'uomo rinnovato dalla grazia. Sant'Agostino spiega che l'uomo vecchio canta un cantico vecchio e l'uomo nuovo un cantico nuovo: la vera lode suppone la conversione del cuore.
Da dove viene “Su di noi sia il tuo amore, Signore”?
Dall'ultimo versetto di questo salmo, che il Martini traduce «Sia sopra di noi, o Signore, la tua misericordia, conforme noi in te abbiamo sperato». Lo stesso versetto latino, Fiat misericordia tua, figura tra le ultime righe del Te Deum.
Chi ha scritto il salmo 33?
Il titolo della Vulgata dice «Salmo di David», ed è l'attribuzione tradizionale. Il testo ebraico non dà alcun titolo a questo salmo, cosa che i commentatori notano da sempre.
Quando la Chiesa prega il salmo 33?
Nel Breviario del 1962 ogni lunedì a Nona, e al Mattutino del Sacro Cuore. I suoi versetti tornano in molte Messe: l'Introito di Ognissanti e del Sacro Cuore, quello della domenica del Buon Pastore, il graduale Beata gens.
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