La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 53 (Vulgata 52): Dixit insipiens, lo stolto che dice «Iddio non è»
Il salmo 53 delle Bibbie moderne è il salmo 52 della Vulgata, il *Dixit insipiens* di Davide: «Disse lo insensato in cuor suo: Iddio non è», e la corruzione che segue l'oblio di Dio. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il legame col salmo 14 e con la Lettera ai Romani, il posto a Prima del mercoledì e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 52 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 51.
1 In finem, pro Maëleth intelligentiæ David. Dixit insipiens in corde suo : Non est Deus.
1 Per la fine: sul Maeleth: salmo di intelligenza di Davidde. Disse lo insensato in cuor suo: Iddio non è.
2 Corrupti sunt, et abominabiles facti sunt in iniquitatibus ; non est qui faciat bonum.
2 Si sono corrotti, e sono divenuti abbominevoli nelle iniquità, non havvi chi faccia il bene.
3 Deus de cælo prospexit super filios hominum, ut videat si est intelligens, aut requirens Deum.
3 Dio gettò lo sguardo dal cielo sopra i figliuoli degli uomini per vedere se siavi chi abbia intelletto, o chi cerchi Dio.
4 Omnes declinaverunt ; simul inutiles facti sunt : non est qui faciat bonum, non est usque ad unum.
4 Tutti son usciti di strada, son divenuti egualmente inutili: non havvi chi faccia il bene, non ve n'ha nemmen uno.
5 Nonne scient omnes qui operantur iniquitatem, qui devorant plebem meam ut cibum panis ?
5 Non se n' avvedrann' eglino tutti coloro, che fan loro mestiero delle iniquità, che divorano il popol mio, come un pezzo di pane?
6 Deum non invocaverunt ; illic trepidaverunt timore, ubi non erat timor. Quoniam Deus dissipavit ossa eorum qui hominibus placent : confusi sunt, quoniam Deus sprevit eos.
6 Non hanno invocato Dio: ivi tremaron di paura; ove non era timore. Imperocché Dio ha spezzate le ossa di coloro, che godon la grazia degli uomini: son rimasi svergognati, perché Dio gli ha dispregiati.
7 Quis dabit ex Sion salutare Israël ? cum converterit Deus captivitatem plebis suæ, exsultabit Jacob, et lætabitur Israël.
7 Chi darà di Sionne la salute di Israele? Quando Dio libererà il popol suo dalla schiavitù, esulterà Giacobbe, e rallegrerassi Israele.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 53 o salmo 52?
Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, lo numerano 53; la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia latina, lo numerano 52. Lo scarto nasce dal fatto che la Vulgata unisce in un solo salmo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, il Dixit insipiens.
Chi cerca “salmo 53” può dunque trovare due salmi diversi. Nella numerazione della Vulgata e dei libri liturgici il salmo 53 è il Deus, in nomine tuo, «Salvami, o Dio, pel tuo nome, colla tua potenza difendimi» (Sal 53, 3), che nelle Bibbie moderne è il 54. Il salmo 52 della CEI, invece, è il Quid gloriaris, che nel lettore trovate al numero 51. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 53?
Il titolo lo presenta come «salmo di intelligenza di Davidde» (v. 1), cioè un salmo che istruisce. L'indicazione «sul Maeleth» è oscura: si pensa a una melodia o a uno strumento, ma il senso è incerto.
Lo stolto e la sua negazione (v. 1-2)
«Disse lo insensato in cuor suo: Iddio non è» (v. 1). L'insensato della Scrittura non è un uomo di poco ingegno: è colui che vive come se Dio non ci fosse. Non lo dice necessariamente con la bocca, lo dice «in cuor suo», cioè con le scelte della sua vita. La conseguenza segue subito: «Si sono corrotti, e sono divenuti abbominevoli nelle iniquità, non havvi chi faccia il bene» (v. 2). L'oblio di Dio e la corruzione dei costumi camminano insieme.
Lo sguardo di Dio (v. 3-4)
Lo stolto crede che nessuno lo veda. Il salmo risponde mostrando Dio che guarda: «Dio gettò lo sguardo dal cielo sopra i figliuoli degli uomini per vedere se siavi chi abbia intelletto, o chi cerchi Dio» (v. 3). La constatazione è severa: «Tutti son usciti di strada, son divenuti egualmente inutili: non havvi chi faccia il bene, non ve n'ha nemmen uno» (v. 4).
La paura dei persecutori (v. 5-6)
I malvagi sono quelli «che divorano il popol mio, come un pezzo di pane» (v. 5): opprimono i deboli con la stessa naturalezza con cui si mangia. Ma la loro forza è vuota: «Non hanno invocato Dio: ivi tremaron di paura; ove non era timore» (v. 6). Lo stesso versetto porta una parola che il salmo gemello non contiene: «Dio ha spezzate le ossa di coloro, che godon la grazia degli uomini». Dove l'ebraico parla di coloro che assediano il popolo, la Vulgata, dietro la Settanta, legge qui hominibus placent, quelli che piacciono agli uomini. Il rispetto umano, il cercare l'approvazione degli altri invece di quella di Dio, diventa così un'altra forma dell'oblio di Dio.
L'attesa della salvezza (v. 7)
Il salmo termina con un desiderio: «Chi darà di Sionne la salute di Israele? Quando Dio libererà il popol suo dalla schiavitù, esulterà Giacobbe, e rallegrerassi Israele» (v. 7).
Il gemello del salmo 14
Questo salmo riprende quasi parola per parola il salmo 14 delle Bibbie moderne, salmo 13 della Vulgata, che comincia allo stesso modo: «Disse lo insensato in cuor suo: Iddio non è». Il Salterio contiene così due volte lo stesso canto, con alcune varianti: il nostro dice «Dio» dove l'altro dice «il Signore», e il suo versetto 6 parla delle ossa spezzate di chi piace agli uomini.
San Paolo cita questi versetti per mostrare che Giudei e pagani sono tutti sotto il peccato e hanno bisogno della grazia di Cristo: «Tutti sono usciti di strada, sono insieme diventati inutili, non v'ha chi faccia il bene, non ve n' ha neppur uno» (Romani 3, 12). Il salmo diventa così un testimone della dottrina del peccato originale: senza Dio l'uomo non compie il bene che salva.
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, sottolinea che lo stolto dice «in cuor suo» ciò che non sempre osa dire con la bocca: si può confessare Dio con le labbra e negarlo con le opere. L'ateismo del salmo non è anzitutto una teoria, è un modo di vivere. Il desiderio finale, la salvezza che viene da Sion, è letto dai Padri come l'attesa del Redentore, che verrà a liberare il suo popolo dalla schiavitù più grave, quella del peccato.
Il salmo 53 nella liturgia del 1962
Nel Breviario romano del 1962 il salmo 52 della Vulgata si recita a Prima del mercoledì, come terzo salmo, dopo il salmo 25, Judica me, e il salmo 51, Quid gloriaris, che denuncia anch'esso l'uomo che confida nella propria forza invece che in Dio. Il salmo che lo segue nel Salterio, il salmo 53, Deus, in nomine tuo, apre poco dopo l'Ora di Terza dello stesso giorno. Il gemello del salmo 14 si recita invece al Mattutino del lunedì. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno; la pagina sulla Liturgia delle Ore ne spiega la distribuzione settimanale.
Prima è l'Ora che consacra a Dio il lavoro della giornata: dire ogni mercoledì mattina che lo stolto vive come se Dio non lo vedesse è un modo di cominciare il giorno sotto il suo sguardo.
Come pregare il salmo 53
- Come esame di coscienza. Lo stolto non è soltanto l'ateo dichiarato: è anche il cristiano che agisce come se Dio non lo vedesse. Chiedetevi in quali ambiti della vostra vita Dio è come assente.
- Contro il rispetto umano. Il versetto 6 mette in guardia da chi cerca di piacere agli uomini più che a Dio: si prega per avere il coraggio della fede.
- Per la conversione degli increduli, quando la negazione di Dio sembra prevalere attorno a voi.
- Come attesa della salvezza. Il versetto 7 si prega con il desiderio dell'Avvento: che da Sion venga la salvezza.
Domande Frequenti
Perché il salmo 53 si chiama anche salmo 52?
Per le due numerazioni del Salterio. La Vulgata e la liturgia cattolica lo contano come 52, le Bibbie moderne come 53. È lo stesso salmo, il Dixit insipiens.
Che cosa significa il salmo 53?
Descrive l'uomo che esclude Dio dalla sua vita e la corruzione che ne deriva, poi lo sguardo di Dio che giudica e l'attesa della salvezza che viene da Sion. San Paolo lo cita per mostrare che tutti gli uomini hanno bisogno della grazia di Cristo.
Che differenza c'è tra il salmo 53 e il salmo 14?
Sono quasi lo stesso testo. Il salmo 53 chiama Dio Elohim, dove il 14 dice “il Signore”, e al versetto 6 parla delle ossa spezzate di chi piace agli uomini. Entrambi cominciano con «Disse lo insensato in cuor suo: Iddio non è».
Chi ha scritto il salmo 53?
Il titolo lo attribuisce a Davide, «salmo di intelligenza di Davidde», e la tradizione accoglie questa attribuzione. L'autore principale, come per tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Il salmo 53 protegge dal malocchio?
La Chiesa non conosce un uso dei salmi come amuleti, e la paura del malocchio è superstizione. Il salmo insegna anzi a non temere che Dio: i malvagi «tremaron di paura; ove non era timore». Lo si prega con fiducia, affidandosi a Dio.
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