La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 54 (Vulgata 53): Deus, in nomine tuo, salvami per il tuo nome
Il salmo 54 delle Bibbie moderne, salmo 53 della Vulgata, è il *Deus, in nomine tuo salvum me fac*: la preghiera di Davide tradito dagli abitanti di Zif, che in pochi versetti passa dal grido d'angoscia alla certezza che «Dio mi aiuta». Qui sotto trovate il testo completo nella traduzione di mons. Antonio Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il posto a Terza e nella Settimana santa, e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 53 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 52.
1 In finem, in carminibus. Intellectus David,
1 Sopra i cantici salmo di intelligenza di Davidde,
2 cum venissent Ziphæi, et dixissent ad Saul : Nonne David absconditus est apud nos ?
2 essendo andati gli Zifei a dire a Saulle: Davidde non è egli nascosto nel nostro paese?
3 Deus, in nomine tuo salvum me fac, et in virtute tua judica me.
3 Salvami, o Dio, pel tuo nome, colla tua potenza difendimi.
4 Deus, exaudi orationem meam ; auribus percipe verba oris mei.
4 Esaudisci, o Dio, la mia orazione: porgi orecchie alle parole della mia bocca.
5 Quoniam alieni insurrexerunt adversum me, et fortes quæsierunt animam meam, et non proposuerunt Deum ante conspectum suum.
5 Imperocché uomini stranieri hanno alzato bandiera contro di me; e uomini potenti cercano l'anima mia, e non hanno avuto Dio dinanzi agli occhi loro.
6 Ecce enim Deus adjuvat me, et Dominus susceptor est animæ meæ.
6 Ecco però, che Dio mi aiuta, e il Signore ha presa a difendere la mia vita.
7 Averte mala inimicis meis ; et in veritate tua disperde illos.
7 Ritorci il male sopra de' miei nemici, e dispergili secondo la tua verità.
8 Voluntarie sacrificabo tibi, et confitebor nomini tuo, Domine, quoniam bonum est.
8 Ti offerirò sagrifizio volontario, e darò laude al nome tuo, o Signore, perché buona cosa ell'è questa.
9 Quoniam ex omni tribulatione eripuisti me, et super inimicos meos despexit oculus meus.
9 Perocché da ogni tribolazione mi hai liberato, e gli occhi miei con disprezzo han veduti li miei nemici.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 54 o salmo 53?
Questo salmo porta due numeri, secondo la Bibbia che aprite. Le Bibbie moderne, compresa la traduzione CEI, seguono la numerazione ebraica e lo chiamano salmo 54; la Vulgata latina e la Settanta greca, di cui si servono il Breviario, il Messale e i Padri, lo contano come salmo 53. La ragione è all'inizio del Salterio: la Vulgata unisce in uno i salmi 9 e 10 dell'ebraico e da lì in avanti conserva un numero di ritardo. È lo stesso testo, che in latino comincia con Deus, in nomine tuo salvum me fac. Per questo nei libretti si trova spesso la doppia indicazione “salmo 53 (54)”. La tavola completa delle corrispondenze è nella pagina dei Salmi.
Chi cerca «salmo 53» in una Bibbia moderna troverà invece il Dixit insipiens, «Disse lo insensato in cuor suo: Iddio non è», che nella Vulgata è il salmo 52 e ripete quasi alla lettera il salmo 14 (Vulgata 13).
Quanto ai versetti, nel Martini, come nella Vulgata e nella CEI, il titolo occupa i versetti 1 e 2: la preghiera comincia al versetto 3, e il versetto della fiducia, «Ecco però, che Dio mi aiuta», è il 6 in tutte queste edizioni.
Che cosa significa il salmo 54?
Il titolo: il tradimento degli Zifei (v. 1-2)
Il titolo lega il salmo al momento in cui gli abitanti di Zif andarono «a dire a Saulle: Davidde non è egli nascosto nel nostro paese?» (v. 2). Il racconto si trova nel primo libro dei Re, capitolo 23 (1 Samuele nelle Bibbie moderne): «gli Ziphei andarono a trovar Saul in Gabaa». La stessa denuncia ritorna al capitolo 26. Davide, inseguito da Saul, si era rifugiato nel deserto di Zif, in Giuda, presso gente della sua stessa tribù; e furono proprio loro a consegnarlo. Il salmo nasce da questa doppia angoscia: la caccia del re e il tradimento dei suoi.
Il grido (v. 3-5)
La preghiera comincia senza preamboli: «Salvami, o Dio, pel tuo nome, colla tua potenza difendimi» (v. 3). Il latino dice et in virtute tua judica me: Davide non chiede soltanto di scampare, chiede di essere giudicato, cioè riconosciuto innocente da colui che vede i cuori. Rimette la sua causa a Dio invece di difenderla con la spada.
Il versetto 4 insiste: «Esaudisci, o Dio, la mia orazione: porgi orecchie alle parole della mia bocca» (v. 4). Poi viene la ragione dell'angoscia: «uomini stranieri hanno alzato bandiera contro di me; e uomini potenti cercano l'anima mia, e non hanno avuto Dio dinanzi agli occhi loro» (v. 5). Il male del nemico sta tutto qui: agisce come se Dio non vedesse. Gli «stranieri» sono, paradossalmente, uomini della sua stessa tribù: chi tradisce si fa straniero.
La svolta (v. 6-7)
Il salmo cambia di colpo: «Ecco però, che Dio mi aiuta, e il Signore ha presa a difendere la mia vita» (v. 6). Nulla è cambiato fuori: Saul è sempre là, gli Zifei hanno parlato. Ma la fede vede il soccorso prima che arrivi. È il versetto che si ricorda di questo salmo. Il latino dice Ecce enim Deus adjuvat me, et Dominus susceptor est animæ meæ: il Signore è colui che prende su di sé la mia anima e la sostiene.
Il versetto 7 chiede: «Ritorci il male sopra de' miei nemici, e dispergili secondo la tua verità» (v. 7). Non è la vendetta di un uomo, ma la consegna del giudizio a Dio, «secondo la tua verità»: il male ricada su chi l'ha ordito, non per mano di Davide.
Il rendimento di grazie (v. 8-9)
Il salmo termina come se la liberazione fosse già venuta: «Ti offerirò sagrifizio volontario, e darò laude al nome tuo, o Signore, perché buona cosa ell'è questa» (v. 8). Il Nome invocato nel primo versetto è lodato nell'ultimo. «Perocché da ogni tribolazione mi hai liberato» (v. 9): il passato esprime la certezza della fede.
Il Nome che salva: la lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, sente in questo salmo la voce di Cristo e del suo Corpo. Seguendo l'interpretazione dei nomi ebraici in uso ai suoi tempi, spiega che gli Zifei significano florentes, i fiorenti: sono coloro che fioriscono in questo mondo come l'erba e perseguitano i giusti, che fioriranno nell'altro. Gli Zifei che consegnano Davide figurano così quelli che consegnarono Cristo, e più largamente il mondo che perseguita la Chiesa.
Il «nome» per il quale Davide chiede di essere salvato riceve nel Vangelo tutto il suo senso. San Pietro dichiara davanti al sinedrio: «non havvi sotto del cielo altro nome dato agli uomini, mercé di cui abbiam noi ad essere salvati» (Atti 4, 12). Il cristiano che dice Deus, in nomine tuo salvum me fac invoca il nome di Gesù.
Questo salmo appartiene a una famiglia di preghiere di Davide perseguitato. Si può pregarlo con il salmo 3, Domine, quid multiplicati sunt, nato dalla fuga davanti ad Assalonne, con il salmo 27 (Vulgata 26), Dominus illuminatio mea, e con il salmo 70 (Vulgata 69), Deus, in adjutorium meum intende, il cui primo versetto apre ogni Ora dell'Ufficio. Precede immediatamente il salmo 55 (Vulgata 54), Exaudi, Deus, altra preghiera dell'uomo tradito dall'amico, con il quale condivide l'Ora di Terza.
Il salmo 54 nella liturgia del 1962
Terza del mercoledì. Nel salterio del Breviario romano del 1962 il salmo 53 della Vulgata si dice a Terza del mercoledì, seguito dal salmo 54 della Vulgata diviso in due sezioni, con l'antifona Deus adjuvat me: et Dominus susceptor est animæ meæ, dal versetto 6. Terza è l'Ora di metà mattina, quando il lavoro è in pieno svolgimento: la Chiesa vi pone la consegna della propria causa a Dio. Potete seguire quest'Ora nel breviario del giorno.
Prima, nel Breviario antico. Prima della riforma del salterio voluta da san Pio X nel 1911, il Deus, in nomine tuo apriva l'Ora di Prima ogni giorno dell'anno, prima delle sezioni del salmo 118. Per secoli il clero romano ha cominciato così la giornata di lavoro: chiedendo di essere salvato per il Nome di Dio.
Le Tenebre. La Settimana santa gli dà un posto più grave. Al Mattutino del Venerdì santo il salmo chiude il secondo notturno, con l'antifona Alieni insurrexerunt in me, et fortes quæsierunt animam meam, dal versetto 5: i potenti che cercano l'anima del giusto sono quelli che condannano Cristo. Al Mattutino del Sabato santo apre il terzo notturno, con l'antifona Deus adjuvat me, et Dominus susceptor est animæ meæ: Cristo nel sepolcro si affida al Padre, che lo risusciterà.
Alla Messa. Nel Messale del 1962 i versetti 6 e 7 formano l'introito della nona domenica dopo Pentecoste, Ecce Deus adjuvat me, con il versetto 3 come versetto salmico. Il versetto 3, con il 4, forma invece l'introito del lunedì della quarta settimana di Quaresima, Deus, in nomine tuo salvum me fac; e il graduale del lunedì di Passione canta Deus, exaudi orationem meam.
Come pregare il salmo 54
Nel pericolo o nel tradimento. È il salmo di chi è denunciato, calunniato o consegnato dai suoi. Insegna a rimettere la propria causa a Dio invece di farsi giustizia. Trova il suo posto fra i testi della preghiera di liberazione.
Al mattino, prima del lavoro. Sull'esempio di Terza, e dell'antica Prima, si può dirlo all'inizio delle occupazioni della giornata.
In una frase. Nell'urgenza basta il versetto 3: «Salvami, o Dio, pel tuo nome». Il versetto 6, «Ecco però, che Dio mi aiuta», si custodisce nella memoria per le ore di angoscia.
In ringraziamento. Dopo una liberazione, i versetti 8 e 9 diventano il grazie: lodare il Nome che ha salvato.
Si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Perché il salmo 54 si chiama anche salmo 53?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia latina e dal Martini, riuniscono in uno i salmi 9 e 10 dell'ebraico. Il salmo 54 delle Bibbie moderne, Deus, in nomine tuo, è dunque il salmo 53 della Vulgata. Nelle Bibbie moderne il salmo 53 è il Dixit insipiens.
Che cosa significa «Ecco però, che Dio mi aiuta»?
È il versetto 6, il cuore del salmo. Davide è ancora in pericolo, ma la fede vede già il soccorso di Dio. Il latino susceptor animæ meæ dice che il Signore prende su di sé la vita del suo fedele e la sostiene.
Chi erano gli Zifei?
Erano gli abitanti di Zif, una località nel deserto di Giuda. Davide, perseguitato da Saul, si era nascosto presso di loro; essi andarono da Saul a rivelare il suo nascondiglio. Il racconto è nel primo libro dei Re (1 Samuele), capitoli 23 e 26.
Chi ha scritto il salmo 54?
Il titolo lo attribuisce a Davide e lo collega al tradimento degli Zifei. La tradizione accoglie questa attribuzione; autore principale, come di tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Il salmo 54 è una preghiera di protezione?
Sì: è la preghiera di chi è in pericolo e si affida al nome di Dio invece che alle proprie forze. Non è una formula magica, ma un atto di fiducia; la Chiesa lo ha cantato ogni settimana e lo ha messo sulle labbra di Cristo nella Passione.
Quando si prega il salmo 54?
Nel Breviario del 1962 il mercoledì a Terza, quando si dicono i salmi della feria, e nelle Tenebre del Venerdì e del Sabato santo. Personalmente si addice al mattino, nelle ore di pericolo e dopo ogni liberazione.
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