La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 52 (Vulgata 51): Quid gloriaris in malitia, l'olivo nella casa di Dio
Il salmo 52 delle Bibbie moderne è il salmo 51 della Vulgata, il *Quid gloriaris in malitia*: la risposta di Davide alla delazione di Doeg, che oppone la lingua ingannatrice del malvagio all'olivo fecondo piantato nella casa di Dio. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 51 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 50.
1 In finem. Intellectus David,
1 Salmo di intelligenza di Davidde,
2 cum venit Doëg Idumæus, et nuntiavit Sauli : Venit David in domum Achimelech.
2 quando Doeg Idumeo andò a dar avviso a Saulle dicendo: Davidde è stato a casa di Achimelech.
3 Quid gloriaris in malitia, qui potens es in iniquitate ?
3 Perchè fai tu gloria della malvagità, tu, che se' potente a far male?
4 Tota die injustitiam cogitavit lingua tua ; sicut novacula acuta fecisti dolum.
4 Tutto il dì la tua lingua ha meditato l'ingiustizia: quale affilato rasoio hai fatto tradimento.
5 Dilexisti malitiam super benignitatem ; iniquitatem magis quam loqui æquitatem.
5 Hai amato la malizia più che la bontà, il parlare iniquo piuttosto, che il giusto.
6 Dilexisti omnia verba præcipitationis ; lingua dolosa.
6 Hai amato tutte le parole da recar perdizione, o lingua ingannatrice.
7 Propterea Deus destruet te in finem ; evellet te, et emigrabit te de tabernaculo tuo, et radicem tuam de terra viventium.
7 Per questo Iddio ti distruggerà per sempre, ti schianterà, e ti scaccerà fuora del tuo padiglione, e ti sradicherà dalla terra de' vivi.
8 Videbunt justi, et timebunt ; et super eum ridebunt, et dicent :
8 Vedran ciò i giusti, e temeranno, e di lui rideranno dicendo:
9 Ecce homo qui non posuit Deum adjutorem suum ; sed speravit in multitudine divitiarum suarum, et prævaluit in vanitate sua.
9 Ecco l'uomo, il quale non ha eletto Dio per suo protettore, ma sperò nelle sue molte ricchezze, e si fece forte ne' suoi averi.
10 Ego autem, sicut oliva fructifera in domo Dei ; speravi in misericordia Dei, in æternum et in sæculum sæculi.
10 Ma io come olivo fecondo nella casa di Dio, ho sperato nella misericordia di Dio per l'eternità, e per tutti i secoli.
11 Confitebor tibi in sæculum, quia fecisti ; et exspectabo nomen tuum, quoniam bonum est in conspectu sanctorum tuorum.
11 Te loderò io pe' secoli, perché hai fatta tal cosa, e aspetterò l'aiuto del nome tuo, perché buona cosa è questa nel cospetto de' santi tuoi.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 52 o salmo 51?
Le Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, numerano questo salmo 52; la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia latina, lo numerano 51, perché uniscono in uno solo i salmi 9 e 10 dell'ebraico. È lo stesso testo, il Quid gloriaris.
Qui la confusione è frequente, perché il salmo 51 più conosciuto è un altro: il Miserere, il grande salmo penitenziale di Davide, è il salmo 51 delle Bibbie moderne e il salmo 50 della Vulgata. Chi cerca «salmo 51» pensando al Miserere lo troverà a quella pagina. Il salmo 52 della Vulgata, infine, è il Dixit insipiens, «Disse lo insensato in cuor suo: Iddio non è», cioè il salmo 53 delle Bibbie moderne (salmo 52 della Vulgata). La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 52?
Il titolo: la delazione di Doeg (v. 1-2). Il titolo colloca il salmo «quando Doeg Idumeo andò a dar avviso a Saulle dicendo: Davidde è stato a casa di Achimelech» (v. 2). Il racconto si legge nel primo libro dei Re (1 Samuele nelle Bibbie moderne): Davide, in fuga da Saul, aveva ricevuto dal sacerdote Achimelech i pani e la spada di Golia; Doeg, il primo dei servi di Saul, lo vide e andò a riferirlo: «Io vidi il figliuolo d'Isai a Nobe presso il sacerdote Achimelech» (1 Samuele 22, 9). Saul fece massacrare i sacerdoti di Nobe, e fu Doeg stesso a ucciderli. Il salmo è la risposta di Davide a quest'uomo.
Il ritratto del malvagio (v. 3-6). Il salmo si apre con una domanda: «Perchè fai tu gloria della malvagità, tu, che se' potente a far male?» (v. 3). Il peccato di Doeg è anzitutto un peccato di lingua: «Tutto il dì la tua lingua ha meditato l'ingiustizia: quale affilato rasoio hai fatto tradimento» (v. 4). Non aveva mentito sui fatti, ma aveva parlato per perdere. Il salmo lo accusa di aver amato «tutte le parole da recar perdizione, o lingua ingannatrice» (v. 6): la delazione, la maldicenza, la parola che consegna l'innocente.
La sentenza (v. 7-9). «Per questo Iddio ti distruggerà per sempre, ti schianterà, e ti scaccerà fuora del tuo padiglione, e ti sradicherà dalla terra de' vivi» (v. 7). I giusti lo vedranno e diranno: «Ecco l'uomo, il quale non ha eletto Dio per suo protettore, ma sperò nelle sue molte ricchezze» (v. 9). La sua colpa profonda è di aver cercato la sicurezza fuori di Dio.
L'olivo fecondo (v. 10-11). Il contrasto è voluto. Il malvagio sarà sradicato; il giusto è piantato: «Ma io come olivo fecondo nella casa di Dio, ho sperato nella misericordia di Dio per l'eternità, e per tutti i secoli» (v. 10). È il versetto più cercato del salmo. L'olivo vive a lungo e dà l'olio della luce e dell'unzione; il giusto non deve il suo vigore a se stesso, ma alla casa di Dio dove ha messo radici. L'ultimo versetto promette la lode, «perché buona cosa è questa nel cospetto de' santi tuoi» (v. 11).
La lettura dei Padri
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vede in Doeg la figura dell'uomo terreno, che si vanta della sua malizia e della sua potenza, e in Davide quella di Cristo e della sua Chiesa, che i delatori perseguitano senza riuscire a sradicarla. L'olivo fecondo è la Chiesa stessa, e ogni fedele innestato in lei. San Paolo usa la stessa immagine dell'olivo per Israele e per le genti: «tu essendo un ulivo selvatico, se' stato in loro luogo innestato, e fatto consorte della radice, e del grasso dell'olivo» (Romani 11, 17).
Il salmo si accosta al salmo 1, dove il giusto «sarà come arbore piantato lungo la corrente delle acque», e al salmo 92 (Vulgata 91), Bonum est confiteri, dove i giusti, «piantati nella casa del Signore, fioriranno nell'atrio della casa del nostro Dio».
Il salmo 51 nella liturgia del 1962
Nel Breviario romano del 1962, il salmo 51 della Vulgata si dice a Prima del mercoledì, tra il salmo 25, Judica me, Domine, e il salmo 52, sotto l'antifona Misericordia tua, Domine, ante oculos meos: et complacui in veritate tua. Prima è l'Ora con cui la Chiesa santifica l'inizio del lavoro: questo esame della lingua vi trova posto prima delle parole della giornata. Potete pregarla nel breviario del giorno.
Come pregare il salmo 52
- Al mattino, prima delle conversazioni della giornata, come esame della lingua: maldicenza, calunnia e delazione sono peccati contro il prossimo e contro l'ottavo dei dieci comandamenti. Si unisce bene all'esame di coscienza e alla preparazione alla confessione.
- Nella calunnia. Conviene a chi è vittima di una denuncia ingiusta o di una campagna di menzogne, perché affidi la sua causa a Dio invece di rispondere con le stesse armi.
- Come atto di speranza. Il versetto 10 si può ripetere da solo, come una giaculatoria.
Domande Frequenti
Perché il salmo 52 si chiama anche salmo 51?
Perché la Vulgata e la Settanta, seguite dalla liturgia cattolica, sono indietro di un numero rispetto alle Bibbie moderne per la maggior parte dei salmi. Il Quid gloriaris è il 51 della Vulgata e il 52 delle Bibbie che seguono l'ebraico.
Il salmo 51 è il Miserere?
Nelle Bibbie moderne sì: il Miserere mei, Deus è il salmo 51. Nella Vulgata e nei libri liturgici il Miserere è invece il salmo 50, e il numero 51 indica il Quid gloriaris di questa pagina.
Che cosa dice il salmo 52, versetto 10?
«Ma io come olivo fecondo nella casa di Dio, ho sperato nella misericordia di Dio per l'eternità, e per tutti i secoli.» Il giusto, radicato in Dio, rimane e porta frutto, mentre il malvagio è sradicato dalla terra dei viventi.
Chi è Doeg nel salmo 52?
Doeg l'Idumeo era il primo dei servi di Saul. Denunciò al re il sacerdote Achimelech, che aveva aiutato Davide, e poi massacrò egli stesso i sacerdoti di Nobe. Il racconto si trova nel primo libro dei Re (1 Samuele), capitolo 22.
Chi ha scritto il salmo 52?
Il titolo, «Salmo di intelligenza di Davidde», lo attribuisce a Davide, al tempo in cui fuggiva da Saul. La tradizione accoglie questa attribuzione; l'autore principale è lo Spirito Santo.
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