La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 81 (Vulgata 80): Exsultate Deo, il fior di frumento e il miele della rupe
Il salmo 81 delle Bibbie moderne è il salmo 80 della Vulgata, l'*Exsultate Deo adjutori nostro*: un canto di festa che diventa l'appello di Dio al suo popolo, dal primo comandamento fino all'«ottimo frumento» e al miele della rupe. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, la lettura cristiana, l'introito del Corpus Domini e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 80 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 79.
1 In finem, pro torcularibus. Psalmus ipsi Asaph.
1 Per la fine: per li strettoi: salmo allo stesso Asaph.
2 Exsultate Deo adjutori nostro ; jubilate Deo Jacob.
2 Esultate lodando Dio aiuto nostro: alzate voci di giubilo al Dio di Giacobbe.
3 Sumite psalmum, et date tympanum ; psalterium jucundum cum cithara.
3 Intonate salmi, e sonate il timpano, il dolce salterio insieme colla cetra.
4 Buccinate in neomenia tuba, in insigni die solemnitatis vestræ :
4 Date fiato alla buccina nel novilunio, nel giorno insigne di vostra solennità.
5 quia præceptum in Israël est, et judicium Deo Jacob.
5 Imperocché tal è il comando dato ad Israele, e il rito istituito dal Dio di Giacobbe.
6 Testimonium in Joseph posuit illud, cum exiret de terra Ægypti ; linguam quam non noverat, audivit.
6 Egli lo ha ordinato per memoria a Giuseppe quando uscì dalla terra d'Egitto, quando udì una lingua, che a lui era ignota.
7 Divertit ab oneribus dorsum ejus ; manus ejus in cophino servierunt.
7 Sgravò (Dio) gli omeri di lui da' pesi: le mani di lui avean servito a portare i corbelli.
8 In tribulatione invocasti me, et liberavi te. Exaudivi te in abscondito tempestatis ; probavi te apud aquam contradictionis.
8 Mi invocasti nella tribolazione, e io ti liberai: ti esaudii nella cupa tempesta: feci prova di te alle acque di contraddizione.
9 Audi, populus meus, et contestabor te. Israël, si audieris me,
9 Ascolta, popol mio, ed io ti istruirò: se tu ascolterai me, o Israele,
10 non erit in te deus recens, neque adorabis deum alienum.
10 non sarà presso di te dio novello, né adorerai dio straniero.
11 Ego enim sum Dominus Deus tuus, qui eduxi te de terra Ægypti. Dilata os tuum, et implebo illud.
11 Imperocché io sono il Signore Dio tuo, che ti trassi dalla terra d'Egitto: dilata la tua bocca, ed io adempirò i tuoi voti.
12 Et non audivit populus meus vocem meam, et Israël non intendit mihi.
12 Ma il popol mio non ascoltò la mia voce, e Israele non mi credette.
13 Et dimisi eos secundum desideria cordis eorum ; ibunt in adinventionibus suis.
13 E io li lasciai andare secondo i desiderj del loro cuore: cammineranno secondo i vani loro consigli.
14 Si populus meus audisset me, Israël si in viis meis ambulasset,
14 Se il popol mio mi avesse ascoltato, se nelle mie vie avesse camminato Israele,
15 pro nihilo forsitan inimicos eorum humiliassem, et super tribulantes eos misissem manum meam.
15 Con facilità avrei forse umiliati i loro nemici; e sopra color, che gli affliggono avrei stesa la mia mano.
16 Inimici Domini mentiti sunt ei, et erit tempus eorum in sæcula.
16 I nemici del Signore a lui mancaron di fede, ma verrà il loro tempo, che sarà eterno.
17 Et cibavit eos ex adipe frumenti, et de petra melle saturavit eos.
17 Ed ei gli ha nudriti di ottimo frumento: e gli ha saziati del miele, che usciva dal masso.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 81 o salmo 80?
Questo salmo è l'81 nelle Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, e l'80 nella Vulgata, che unisce in un solo salmo i salmi 9 e 10 e conta poi con un numero in meno. È lo stesso testo, l'Exsultate Deo. I versetti 10 e 11, spesso cercati, portano lo stesso numero nelle due tradizioni.
Chi cerca “salmo 81” può trovare anche un altro testo: nella Vulgata e nei libri liturgici il salmo 81 è il Deus stetit, «Iddio sta nell'adunanza degli dei» (Sal 81, 1), il giudizio di Dio sui giudici iniqui, che le Bibbie moderne numerano 82. E il salmo 80 delle Bibbie moderne è il salmo della vigna, Qui regis Israel, che nel lettore trovate al numero 79. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 81?
Il titolo lo attribuisce ad Asaf, il capo dei cantori stabiliti da Davide, e lo destina «per li strettoi» (v. 1), cioè per i torchi: si pensa alle feste d'autunno, al tempo della vendemmia. Il salmo ha due voci: quella del popolo in festa e quella di Dio che parla.
La festa (v. 2-6). Il salmo si apre come una solennità: «Esultate lodando Dio aiuto nostro: alzate voci di giubilo al Dio di Giacobbe» (v. 2). Timpano, salterio e cetra accompagnano la tromba: «Date fiato alla buccina nel novilunio, nel giorno insigne di vostra solennità» (v. 4). Il novilunio è la luna nuova, l'inizio del mese, che la Legge faceva celebrare al suono delle trombe. Questa festa non è un'invenzione umana: «tal è il comando dato ad Israele, e il rito istituito dal Dio di Giacobbe» (v. 5).
Dio ricorda l'Esodo (v. 7-11). Poi, all'improvviso, il canto lascia il posto a una voce: è Dio che parla e ricorda la liberazione dall'Egitto, quando Israele fu sgravato dai pesi e dai «corbelli» della schiavitù. «Mi invocasti nella tribolazione, e io ti liberai» (v. 8). Ricorda anche la prova del deserto: «feci prova di te alle acque di contraddizione», cioè a Meriba, dove il popolo mormorò per la mancanza d'acqua: «Questa è l'acqua di contraddizione, dove i figliuoli d'Israele altercarono contro il Signore» (Numeri 20, 13).
Viene allora il primo comandamento, quasi con le parole del Sinai: «non sarà presso di te dio novello, né adorerai dio straniero» (v. 10). E la promessa: «Imperocché io sono il Signore Dio tuo, che ti trassi dalla terra d'Egitto: dilata la tua bocca, ed io adempirò i tuoi voti» (v. 11). È l'eco esatta del Decalogo: «Io sono il Signore Dio tuo, che ti trassi dalla terra di Egitto, dalla casa di schiavitù» (Esodo 20, 2).
Il lamento di Dio (v. 12-17). La fine del salmo è il lamento di un Dio respinto: «Ma il popol mio non ascoltò la mia voce, e Israele non mi credette» (v. 12). La sanzione è la più terribile di tutte, essere lasciati a se stessi: «E io li lasciai andare secondo i desiderj del loro cuore» (v. 13). Eppure Dio sospira ancora: «Se il popol mio mi avesse ascoltato, se nelle mie vie avesse camminato Israele» (v. 14). L'ultimo versetto ricorda ciò che egli dava, e che avrebbe dato ancora: «Ed ei gli ha nudriti di ottimo frumento: e gli ha saziati del miele, che usciva dal masso» (v. 17).
La lettura cristiana
Questo salmo ha la stessa struttura del salmo 95 (Vulgata 94), Venite, exsultemus, che si recita ogni giorno all'invitatorio del Mattutino: un invito gioioso alla lode, poi l'avvertimento di Dio, «Oggi se la voce di lui udirete, non vogliate indurare i vostri cuori». La festa non vale nulla senza l'obbedienza del cuore.
«Dilata la tua bocca» è stato letto dagli autori spirituali come l'invito alla preghiera fiduciosa: Dio non misura i suoi doni sulla nostra piccolezza, ma sul desiderio che trova in noi. Il frumento e il miele della rupe, infine, sono stati intesi dell'Eucaristia. La rupe, dice san Paolo, era Cristo: «bevevano della pietra spirituale, che gli accompagnava: e quella pietra era Cristo» (1 Corinzi 10, 4); e il frumento più puro è il suo Corpo. Il salmo 147 della Vulgata, Lauda, Jerusalem, canta allo stesso modo il Dio che «di fior di frumento ti pasce».
Il salmo 81 nella liturgia del 1962
Il Mattutino del venerdì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 80 della Vulgata si canta al Mattutino del venerdì, fra i grandi salmi di Asaf sulla storia d'Israele, con un'antifona tratta dal versetto 11: Ego sum Dominus Deus tuus, Israël, qui eduxi te de terra Ægypti. Potete pregare quest'Ufficio nel breviario del giorno.
Il Corpus Domini. Il salmo è anche al terzo notturno del Mattutino della festa del Corpus Domini, con l'antifona Cibavit nos Dominus ex adipe frumenti. Nel Messale del 1962 apre la Messa della festa: l'introito Cibavit eos ex adipe frumenti riprende il versetto 17, e il suo versetto salmico è il versetto 2, Exsultate Deo adjutori nostro. Lo stesso introito apre la Messa del lunedì di Pentecoste. La Chiesa vi canta il vero pane dato al suo popolo.
Altre Messe. Il versetto 2 è il versetto salmico dell'introito della domenica in Albis, Quasi modo geniti infantes, rivolto ai neobattezzati; i versetti 2-5 formano l'introito del mercoledì delle Quattro Tempora di settembre, con il versetto 6 come versetto salmico; i versetti 2-3 sono l'Alleluia dell'undicesima domenica dopo Pentecoste.
Come pregare il salmo 81
- Come esame sul primo comandamento: quale «dio novello» occupa il vostro cuore? La pagina sui dieci comandamenti aiuta a farlo.
- Prima della Comunione, aprendo la bocca dell'anima perché Dio la colmi: «dilata la tua bocca». Conviene in particolare a chi si prepara alla prima Comunione.
- Nei giorni di festa, per ricordare che la gioia liturgica chiede l'ascolto della voce di Dio.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 81?
È un canto di festa liturgica che diventa un appello di Dio al suo popolo. Dio ricorda l'uscita dall'Egitto, ripete il primo comandamento e si lamenta di non essere stato ascoltato. Promette di colmare chi gli obbedisce di fior di frumento e di miele della rupe.
Che cosa dice il salmo 81, versetto 10?
«non sarà presso di te dio novello, né adorerai dio straniero.» È l'eco del primo dei dieci comandamenti, dato al Sinai. Il versetto 11 aggiunge la promessa: «dilata la tua bocca, ed io adempirò i tuoi voti».
Chi ha scritto il salmo 81?
Il titolo lo attribuisce ad Asaf, capo dei cantori stabiliti da Davide, come i salmi che lo circondano. La tradizione accoglie questa attribuzione; l'autore principale è lo Spirito Santo.
Perché il salmo 81 è legato al Corpus Domini?
Perché il suo ultimo versetto, «Ed ei gli ha nudriti di ottimo frumento», fornisce l'introito della Messa del Santissimo Sacramento nel Messale del 1962. Il frumento e il miele del deserto vi diventano figura dell'Eucaristia.
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