La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 147, 12-20 (Vulgata 147): Lauda, Jerusalem, Dominum
Il salmo 147 della Vulgata, *Lauda, Jerusalem, Dominum*, corrisponde ai versetti 12-20 del salmo 147 delle Bibbie moderne: «Loda, o Gerusalemme, il Signore: loda, o Sionne, il tuo Dio». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte; la guida spiega le due numerazioni, il «fior di frumento» letto dell'Eucaristia, la parola che scioglie il gelo e il posto del salmo alle Lodi del venerdì, al Corpus Domini e nei Vespri della Madonna.
1 Alleluja. Lauda, Jerusalem, Dominum ; lauda Deum tuum, Sion.
1 Alleluia. Lodate Dio. Loda, o Gerusalemme, il Signore: loda, o Sionne, il tuo Dio.
2 Quoniam confortavit seras portarum tuarum ; benedixit filiis tuis in te.
2 Perocché forti sbarre ha egli messe alle tue porte: ha benedetti i tuoi figliuoli dentro di te.
3 Qui posuit fines tuos pacem, et adipe frumenti satiat te.
3 Egli ha messa ne' tuoi confini la pace, e di fior di frumento ti pasce.
4 Qui emittit eloquium suum terræ : velociter currit sermo ejus.
4 Egli manda la sua parola alla terra: la sua parola corre velocemente.
5 Qui dat nivem sicut lanam ; nebulam sicut cinerem spargit.
5 Ei dà la neve come fiocchi di lana: come cenere sparge la nebbia.
6 Mittit crystallum suam sicut buccellas : ante faciem frigoris ejus quis sustinebit ?
6 Manda il suo gelo come pezzi di pane: chi può reggere al freddo, ch'ei porta?
7 Emittet verbum suum, et liquefaciet ea ; flabit spiritus ejus, et fluent aquæ.
7 Manderà i suoi ordini, e farà, ch'ei si sciolgano: soffierà lo spirito di lui, e scorreranno le acque.
8 Qui annuntiat verbum suum Jacob, justitias et judicia sua Israël.
8 Egli, che annunzia la sua parola a Giacobbe, i suoi precetti, e i suoi giudizj ad Israele.
9 Non fecit taliter omni nationi, et judicia sua non manifestavit eis. Alleluja.
9 Non ha fatto così a tutte le nazioni, né ha manifestati ad essi i suoi giudizj. Alleluia.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 147 o salmi 146 e 147?
Le Bibbie moderne, compresa la CEI, riuniscono in un solo salmo 147 di venti versetti ciò che la Vulgata, dopo la Settanta, conta come due salmi:
- il salmo 146, Laudate Dominum, per i versetti 1-11, che trovate alla pagina del salmo 147, 1-11 (Vulgata 146): è lì il celebre versetto 3, «Egli è, che risana i contriti di cuore»;
- il salmo 147, Lauda, Jerusalem, Dominum, per i versetti 12-20, presentato in questa pagina.
Qui il numero del salmo è lo stesso nelle due Bibbie, ma i versetti no: basta aggiungere 11 al numero del lettore. Il “Glorifica il Signore, Gerusalemme” delle Bibbie moderne, versetto 12, è il nostro versetto 1; il versetto 14, la pace e il fior di frumento, è il versetto 3; l'ultimo versetto, il 20, è il versetto 9. Il «salmo 148» invece coincide di nuovo in tutte le Bibbie: è il Laudate Dominum de cælis. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 147, Lauda Jerusalem?
È un appello alla città santa ricostruita dopo l'esilio: lodi il Dio che l'ha fortificata, nutrita, e che a lei sola ha affidato la sua parola. Il salmo non porta titolo, ma soltanto l'Alleluia; i commentatori lo collocano dopo il ritorno da Babilonia, forse al tempo in cui Neemia rialzò le mura, senza che lo si possa dire con certezza. I Padri lo hanno letto della Chiesa, la nuova Gerusalemme, e di ogni anima fedele.
Una città custodita e saziata (v. 1-3)
«Loda, o Gerusalemme, il Signore: loda, o Sionne, il tuo Dio» (v. 1). Le ragioni della lode sono quelle di una città in pace: «Perocché forti sbarre ha egli messe alle tue porte: ha benedetti i tuoi figliuoli dentro di te» (v. 2). Poi: «Egli ha messa ne' tuoi confini la pace, e di fior di frumento ti pasce» (v. 3). Il «fior di frumento» traduce il latino adipe frumenti, il meglio del grano. La tradizione latina vi ha riconosciuto la figura dell'Eucaristia, il pane che sazia la città di Dio: «Io sono il pane vivo, che son disceso dal cielo» (Giovanni 6, 51).
La parola che corre (v. 4-7)
Dalla città il salmo passa all'intera creazione, governata dalla parola di Dio: «Egli manda la sua parola alla terra: la sua parola corre velocemente» (v. 4). Segue un quadro d'inverno, raro nella Bibbia: «Ei dà la neve come fiocchi di lana: come cenere sparge la nebbia» (v. 5); «Manda il suo gelo come pezzi di pane: chi può reggere al freddo, ch'ei porta?» (v. 6). Poi il disgelo: «Manderà i suoi ordini, e farà, ch'ei si sciolgano: soffierà lo spirito di lui, e scorreranno le acque» (v. 7).
La tradizione cristiana ha letto questi versetti come una parabola della grazia. La stessa parola che manda il gelo lo scioglie; il vento, in latino spiritus, fa scorrere le acque. Il cuore indurito come il ghiaccio è sciolto dal Verbo e dallo Spirito, e la grazia torna a scorrere. È la parola di cui parla Isaia: come la pioggia e la neve non tornano al cielo senza aver fecondato la terra, «Così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca: ella non tornerà a me senza frutto» (Isaia 55, 11).
Il privilegio d'Israele (v. 8-9)
La conclusione torna al popolo: «Egli, che annunzia la sua parola a Giacobbe, i suoi precetti, e i suoi giudizj ad Israele» (v. 8). E l'ultimo versetto: «Non ha fatto così a tutte le nazioni, né ha manifestati ad essi i suoi giudizj» (v. 9). Il dono più grande non è la pace né il pane, ma la parola di Dio.
La Chiesa, erede di questa elezione, la porta a tutti i popoli chiamati al Vangelo. Il latino Non fecit taliter omni nationi è servito spesso a esprimere la gratitudine di un popolo per una grazia singolare: è l'antifona alla Comunione della Messa propria della Madonna di Guadalupe (12 dicembre), concessa ad alcuni paesi, e si racconta che Benedetto XIV l'abbia applicato per primo all'immagine messicana. Sulla devozione potete leggere la pagina sulla Madonna di Guadalupe.
Il salmo 147 nella liturgia del 1962
Lodi del venerdì. Nel Breviario romano del 1962 il Lauda, Jerusalem è l'ultimo salmo delle Lodi del venerdì, in entrambi gli schemi: nelle Lodi ordinarie con l'antifona Lauda, Jerusalem, Dominum, in quelle dei tempi di penitenza con Lauda Deum tuum, Sion, qui annuntiat judicia sua Israël. La prima metà del salmo ebraico, il Laudate Dominum, si canta il giorno prima, alle Lodi del giovedì. Potete pregare le Lodi nel breviario del giorno.
Corpus Domini. Il salmo chiude i Vespri del Corpus Domini, sotto un'antifona che ne dà la lettura eucaristica: Qui pacem ponit fines Ecclesiæ, frumenti adipe satiat nos Dominus, “il Signore che pone la pace nei confini della Chiesa ci sazia con il fior di frumento”. Il terzo salmo degli stessi Vespri è il Credidi, il salmo del calice. Sulla festa potete leggere la pagina del Corpus Domini.
I Vespri della Madonna. Il Lauda, Jerusalem è il quinto e ultimo salmo dei Vespri delle feste della Beata Vergine, dopo il Dixit Dominus, il Laudate pueri, il Lætatus sum e il Nisi Dominus. Maria vi è salutata come la Gerusalemme fortificata, di cui Dio ha benedetto il Figlio. Lo stesso salmo chiude i Vespri del Comune delle vergini e delle sante donne, della Dedicazione di una chiesa e della Sacra Famiglia. Claudio Monteverdi lo ha messo in musica nel suo Vespro della Beata Vergine del 1610. La guida ai Vespri spiega l'ordine di quest'Ora.
Domenica delle Palme. Nel rito riformato della Settimana santa, in vigore nel 1962, il salmo 147 si canta anche durante la processione delle palme, dopo il Gloria, laus et honor, con l'antifona Omnes collaudant nomen tuum. Gerusalemme loda il suo Dio mentre il Re entra per le sue porte: potete leggere la pagina sulla Domenica delle Palme.
Come pregare il salmo 147, Lauda Jerusalem
- Il venerdì mattina, con la Chiesa alle Lodi: la lode prima del lavoro.
- Dopo la Comunione, con il versetto 3: un ringraziamento già pronto per il pane eucaristico.
- Per la Chiesa e per la propria parrocchia, con i versetti 2 e 3, chiedendo per la città di Dio pace, sicurezza e figli benedetti.
- In onore della Madonna, nelle sue feste, come ultimo salmo dei suoi Vespri.
- D'inverno, con i versetti 5-7, davanti alla neve e al gelo: tutto obbedisce alla parola di Dio, e la stessa parola può sciogliere un cuore gelato.
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa dice il salmo 147, 12, “Glorifica il Signore, Gerusalemme”?
È il nostro versetto 1, che il Martini traduce: «Loda, o Gerusalemme, il Signore: loda, o Sionne, il tuo Dio». Apre l'invito alla città santa a lodare Dio per la pace, la sicurezza, il pane e la sua parola.
Che cosa significa «di fior di frumento ti pasce»?
Alla lettera, Dio dà a Gerusalemme in pace raccolti abbondanti, il meglio del grano. In senso spirituale la tradizione latina vi vede l'Eucaristia, il pane di vita con cui Dio nutre la sua Chiesa; per questo il salmo si canta ai Vespri del Corpus Domini.
Perché il salmo 147 è diviso in due nella Vulgata?
La Vulgata segue la Settanta greca, che conta i versetti 1-11 come salmo 146 e i versetti 12-20 come salmo 147. Il testo ebraico ne fa un solo salmo. Le due parti si rispondono: la prima loda il Dio che ricostruisce Gerusalemme, la seconda chiama Gerusalemme a lodarlo.
Perché il Lauda Jerusalem si canta nei Vespri della Madonna?
Perché i Vespri delle feste della Beata Vergine prendono cinque salmi, l'ultimo dei quali è il Lauda, Jerusalem. La tradizione applica a Maria ciò che il salmo dice della città santa, dimora di Dio, di cui egli ha benedetto il frutto.
Chi ha scritto il salmo 147?
L'autore è incerto. Il salmo non porta titolo, se non l'Alleluia; la menzione di Gerusalemme ricostruita, con le porte rinforzate e i confini in pace, lo fa collocare dopo il ritorno dall'esilio.
Quando si prega il Lauda Jerusalem?
Nel Breviario del 1962, ogni venerdì alle Lodi; inoltre ai Vespri del Corpus Domini, delle feste della Madonna e delle vergini, e nella processione della Domenica delle Palme.
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