La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 116, 10-19 (Vulgata 115): Credidi, il calice di salute
Credidi
Il salmo 115 della Vulgata, il *Credidi, propter quod locutus sum*, corrisponde ai versetti 10-19 del salmo 116 delle Bibbie moderne: «Che renderò io al Signore per tutte le cose ch' egli ha date a me?». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte; la guida spiega le due numerazioni, il calice di salute che il sacerdote nomina nella Messa prima di comunicarsi al Sangue, la morte preziosa dei santi e il posto del salmo nella liturgia del 1962.
Cercate il salmo 115 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 113.
1 Alleluja. Credidi, propter quod locutus sum ; ego autem humiliatus sum nimis.
1 Alleluia. Lodate Dio. Credetti; per questo parlai: ma io fui umiliato oltre modo.
2 Ego dixi in excessu meo : Omnis homo mendax.
2 Io dissi nella mia perturbazione: Tutti gli uomini sono mendaci.
3 Quid retribuam Domino pro omnibus quæ retribuit mihi ?
3 Che renderò io al Signore per tutte le cose ch' egli ha date a me?
4 Calicem salutaris accipiam, et nomen Domini invocabo.
4 Prenderò il calice di salute, e invocherò il nome del Signore.
5 Vota mea Domino reddam coram omni populo ejus.
5 I voti da me fatti al Signore scioglierò alla presenza di tutto il suo popolo:
6 Pretiosa in conspectu Domini mors sanctorum ejus.
6 preziosa nel cospetto del Signore è la morte de' santi suoi.
7 O Domine, quia ego servus tuus ; ego servus tuus, et filius ancillæ tuæ. Dirupisti vincula mea :
7 Perché io, o Signore, son tuo servo, io tuo servo, e figliuolo di tua ancella.
8 tibi sacrificabo hostiam laudis, et nomen Domini invocabo.
8 Tu hai spezzate le mie ritorte: a te sagrificherò ostia di lode, e invocherò il nome del Signore.
9 Vota mea Domino reddam in conspectu omnis populi ejus ;
9 Scioglierò i voti fatti da me al Signore alla presenza di tutto il suo popolo:
10 in atriis domus Domini, in medio tui, Jerusalem.
10 nell'atrio della casa del Signore, in mezzo a te, o Gerusalemme.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 116 o salmo 115?
Il salmo 116 delle Bibbie moderne, compresa la CEI, è un solo canto di diciannove versetti. La Vulgata e la Settanta lo dividono in due: il 114, Dilexi, per i versetti 1-9, che trovate alla pagina del salmo 116, 1-9 (Vulgata 114), e il 115, Credidi, per i versetti 10-19, presentato qui. Per passare da una numerazione all'altra basta togliere 9 al versetto ebraico:
- il versetto 11, «Tutti gli uomini sono mendaci», è il nostro versetto 2;
- il versetto 12, «Che renderò io al Signore», è il versetto 3, e il 13, il calice di salute, il versetto 4;
- il versetto 15, la morte preziosa dei santi, è il versetto 6.
I libri che usano la numerazione latina chiamano dunque “salmo 115” proprio questo salmo del calice. Il salmo 115 ebraico è invece il Non nobis, Domine, che la Vulgata unisce all'In exitu Israel nel salmo 113. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 116, 10-19?
Il Credidi continua il ringraziamento del Dilexi. L'uomo strappato alla morte si domanda come rendere grazie a Dio, e la sua risposta è liturgica: prenderà il calice, offrirà il sacrificio di lode, scioglierà i suoi voti davanti a tutto il popolo, nel Tempio. Il salmo appartiene all'Hallel, i salmi 113-118 dell'ebraico che gli Ebrei cantavano nella cena pasquale; con ogni probabilità è uno dei canti che Gesù e gli Apostoli dissero quando, dopo l'ultima Cena, «cantato l'inno, andarono al monte Oliveto» (Matteo 26, 30).
La fede messa alla prova (v. 1-2). «Credetti; per questo parlai: ma io fui umiliato oltre modo» (v. 1). La fede lo ha fatto parlare anche nel fondo dell'umiliazione. Poi il versetto più cercato: «Io dissi nella mia perturbazione: Tutti gli uomini sono mendaci» (v. 2). Il latino in excessu meo indica uno smarrimento, quasi un uscire di sé. Al colmo della prova il salmista ha scoperto che nessun uomo è un appoggio sicuro: solo Dio non inganna.
Che cosa renderò? (v. 3-4). «Che renderò io al Signore per tutte le cose ch' egli ha date a me?» (v. 3). La domanda non ha risposta all'altezza dei doni ricevuti, e il salmista trova una sola cosa da rendere: ricevere ancora. «Prenderò il calice di salute, e invocherò il nome del Signore» (v. 4). Nel culto d'Israele era la coppa di libagione del sacrificio di ringraziamento; i Padri vi hanno riconosciuto il calice del Signore, quello della sua Passione e quello dell'Eucaristia.
La morte preziosa dei santi (v. 5-6). Il salmista promette: «I voti da me fatti al Signore scioglierò alla presenza di tutto il suo popolo» (v. 5), e subito aggiunge: «preziosa nel cospetto del Signore è la morte de' santi suoi» (v. 6). Fin dai primi secoli il versetto ha nutrito il culto dei martiri, la cui morte è un sacrificio unito a quello di Cristo.
Il servo liberato (v. 7-10). «Perché io, o Signore, son tuo servo, io tuo servo, e figliuolo di tua ancella» (v. 7). Le «ritorte» spezzate del versetto seguente sono i lacci della morte di cui parlava il Dilexi: «Tu hai spezzate le mie ritorte: a te sagrificherò ostia di lode, e invocherò il nome del Signore» (v. 8). Il salmo finisce dov'era cominciato il voto, nel Tempio: «nell'atrio della casa del Signore, in mezzo a te, o Gerusalemme» (v. 10).
«Tutti gli uomini sono mendaci»: san Paolo e i Padri
San Paolo cita due volte il Credidi. Nella seconda lettera ai Corinzi ne prende il primo versetto per descrivere lo spirito dell'apostolo: «avendo lo stesso spirito di fede, conforme sta scritto: credetti, per questo parlai: noi pur crediamo, e per questo anche parliamo» (2 Corinzi 4, 13). Chi crede davvero non può tacere. Nella lettera ai Romani riprende il versetto 2: «Dio è verace: gli uomini poi tutti menzogneri» (Romani 3, 4).
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vi legge una parola di umiltà: l'uomo, lasciato a se stesso, non ha di che essere verace; lo diventa aderendo alla verità di Dio. Lo stesso Agostino e altri Padri hanno letto il «calice di salute» come il calice della passione che i martiri bevono dopo il loro Signore, quello di cui Gesù chiedeva ai figli di Zebedeo: «Potete voi bere il calice, che berrò io?» (Matteo 20, 22).
Le parole «io tuo servo, e figliuolo di tua ancella» sono state applicate a Cristo, figlio di colei che si disse «l'ancella del Signore» (Luca 1, 38). L'«ostia di lode» del versetto 8, infine, è quella che la lettera agli Ebrei chiede ai cristiani: «offeriamo mai sempre a Dio ostia di laude» (Ebrei 13, 15).
Il calice di salute nella Messa
Nella Messa tradizionale, il sacerdote, dopo essersi comunicato all'Ostia, scopre il calice, raccoglie i frammenti e dice i versetti 3 e 4 di questo salmo prima di comunicarsi al preziosissimo Sangue: Quid retribuam Domino pro omnibus quæ retribuit mihi? Calicem salutaris accipiam, et nomen Domini invocabo. Vi aggiunge un versetto del salmo 18 (Vulgata 17), Laudans invocabo Dominum, et ab inimicis meis salvus ero. Poco prima, prendendo l'Ostia, aveva detto Panem cælestem accipiam, et nomen Domini invocabo, parole che riecheggiano lo stesso versetto. Il «calice di salute» del salmista diventa così, alla lettera, il calice del Sangue di Cristo, «il sangue mio del nuovo testamento» (Matteo 26, 28). Per l'insieme del rito potete leggere la nostra guida alla Messa tridentina e la pagina sul Preziosissimo Sangue.
I versetti 7-8 formano anche l'offertorio della Messa di san Gabriele dell'Addolorata, il 27 febbraio: O Domine, quia ego servus tuus, et filius ancillæ tuæ: dirupisti vincula mea, tibi sacrificabo hostiam laudis.
Il salmo nella liturgia del 1962
Vespri del lunedì. Nel Breviario romano del 1962 il Credidi è il secondo salmo dei Vespri del lunedì, dopo il Dilexi, con l'antifona Vota mea Domino reddam coram omni populo ejus (v. 5). Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno; la guida ai Vespri ne spiega l'ordinamento.
Le grandi feste del calice. Il salmo torna nei Vespri delle feste in cui la Chiesa guarda al calice del Signore:
- il Giovedì santo, i Vespri si aprono con l'antifona Calicem salutaris accipiam, et nomen Domini invocabo (dalle rubriche del 1955 li dice solo chi non assiste alla Messa vespertina in Cena Domini);
- al Corpus Domini, è il terzo salmo dei Vespri, con Calicem salutaris accipiam, et sacrificabo hostiam laudis;
- ai primi Vespri del Sacro Cuore, il quarto, con Quid retribuam Domino pro omnibus quæ retribuit mihi?
Apostoli e martiri. Nei secondi Vespri del Comune degli Apostoli si canta con l'antifona Dirupisti, Domine, vincula mea: tibi sacrificabo hostiam laudis; in quelli del Comune di più martiri, con In cælestibus regnis Sanctorum habitatio est. Ogni giorno, infine, a Prima, l'Ufficio continua dopo il Martirologio con il versetto 6: Pretiosa in conspectu Domini. R. Mors sanctorum ejus.
Come pregare il salmo 116, 10-19
- Dopo la Comunione, riprendendo lentamente «Che renderò io al Signore», poi il versetto del calice, come fa il sacerdote all'altare.
- Per ringraziare di una grazia ricevuta, con il sacrificio di lode del versetto 8; si accompagna bene alla preghiera di ringraziamento.
- Nella delusione causata dagli uomini, con il versetto 2: lo sguardo torna a Dio, il solo che non inganna.
- Nella festa di un martire, o accanto a un morente, con il versetto 6.
Lo si conclude con il Gloria Patri. Si può unire al salmo 50 (Vulgata 49), dove Dio chiede: «Offerisci a Dio sagrifizio di lode» (salmo 49, 14).
Domande Frequenti
Che cosa significa «Tutti gli uomini sono mendaci»?
È il versetto 11 del salmo 116 ebraico, il nostro versetto 2. Il salmista, nel fondo della prova, scopre che nessun uomo è un sostegno assolutamente sicuro e che solo Dio è verace. San Paolo lo riprende in Romani 3, 4.
Che cosa vuol dire «Prenderò il calice di salute»?
È il versetto 13 dell'ebraico, 4 della Vulgata. La coppa del ringraziamento dell'Antico Testamento annuncia il calice dell'Eucaristia; il sacerdote dice queste parole nella Messa prima di comunicarsi al Sangue di Cristo.
Dove si trova «Che renderò io al Signore»?
Nel salmo 116, 12 delle Bibbie moderne, che è il salmo 115, 3 della Vulgata e del Martini: «Che renderò io al Signore per tutte le cose ch' egli ha date a me?».
Che cosa significa «preziosa nel cospetto del Signore è la morte de' santi suoi»?
Che Dio tiene per preziosa la morte di quelli che gli appartengono. La Chiesa l'ha applicato ai martiri e lo ripete ogni giorno a Prima, dopo il Martirologio.
Chi ha scritto il salmo 116?
Il testo non porta nome d'autore, ma soltanto l'Alleluia; la tradizione lo accosta a Davide, come la maggior parte del Salterio, senza che il salmo lo dica. San Paolo ne cita il primo versetto come parola della Scrittura ispirata.
Il salmo 115 della Vulgata è il Non nobis, Domine?
No. Il Non nobis è il salmo 115 ebraico, unito nella Vulgata al salmo 113. Il salmo 115 della Vulgata è il Credidi, cioè la seconda metà del salmo 116 ebraico.
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