La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 116, 1-9 (Vulgata 114): Dilexi, il ringraziamento dell'anima liberata
Dilexi
Il salmo 114 della Vulgata, il *Dilexi, quoniam exaudiet Dominus*, corrisponde ai versetti 1-9 del salmo 116 delle Bibbie moderne: il ringraziamento di un uomo che ha visto da vicino la morte e ne è stato liberato. «Torna, o anima mia nella tua requie». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il suo posto ai Vespri del lunedì e nell'Ufficio dei defunti, e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 114 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 113.
1 Alleluja. Dilexi, quoniam exaudiet Dominus vocem orationis meæ.
1 Alleluia: lodate Dio. Ho amato, perché esaudirà il Signore la voce della mia orazione;
2 Quia inclinavit aurem suam mihi, et in diebus meis invocabo.
2 Perocché egli le sue orecchie chinò a udirmi: ed io ne' miei giorni lo invocherò.
3 Circumdederunt me dolores mortis ; et pericula inferni invenerunt me. Tribulationem et dolorem inveni,
3 Mi circondarono dolori di morte: pericoli di inferno mi investirono.
4 et nomen Domini invocavi : o Domine, libera animam meam.
4 Trovai tribolazione, e affanno: e il nome del Signore invocai. Libera, o Signore, l'anima mia:
5 Misericors Dominus et justus, et Deus noster miseretur.
5 il Signore è misericordioso, e giusto, e il nostro Dio è benigno.
6 Custodiens parvulos Dominus ; humiliatus sum, et liberavit me.
6 Il Signore custodisce i piccolini: fui umiliato, ed egli mi liberò.
7 Convertere, anima mea, in requiem tuam, quia Dominus benefecit tibi :
7 Torna, o anima mia nella tua requie: perocché il Signore ti ha fatto del bene.
8 quia eripuit animam meam de morte, oculos meos a lacrimis, pedes meos a lapsu.
8 Imperocché egli ha sottratta l'anima mia alla morte; gli occhi miei alle lagrime, i miei piedi alle cadute.
9 Placebo Domino in regione vivorum.
9 Sarò accetto al Signore nella regione de' viventi.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 116 o salmi 114 e 115?
Nelle Bibbie moderne, compresa la CEI, che seguono l'ebraico, il salmo 116 è un solo canto di diciannove versetti. La Vulgata e la Settanta lo dividono in due salmi: il 114, Dilexi, per i versetti 1-9, presentato in questa pagina, e il 115, Credidi, per i versetti 10-19, che trovate alla pagina del salmo 116, 10-19 (Vulgata 115). È lì che si leggono «Che renderò io al Signore» e «preziosa nel cospetto del Signore è la morte de' santi suoi». In questa prima parte la numerazione dei versetti è la stessa nelle due Bibbie: il versetto 7 dell'ebraico è il nostro versetto 7.
Chi cerca «salmo 116» in un libro che segue la Vulgata trova invece il salmo più breve del Salterio, Laudate Dominum, omnes gentes: «Quante voi siete, date laude al Signore: popoli tutti, lodatelo», cioè il salmo 117 delle Bibbie moderne (Vulgata 116). Lo stesso gioco di numeri vale poco prima: la Vulgata unisce in un solo salmo, il 113, i salmi ebraici 114 e 115. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Che cosa significa il salmo 116?
Questi nove versetti sono il ringraziamento di un uomo che ha visto da vicino la morte e ne è stato liberato. Il salmo appartiene all'Hallel (salmi 113-118 dell'ebraico), la lode che gli Ebrei cantavano a Pasqua. Una tradizione largamente accolta pensa che siano questi i salmi di cui parla il Vangelo quando, dopo l'ultima Cena, Gesù e gli Apostoli, «cantato l'inno, andarono al monte Oliveto» (Matteo 26, 30).
L'amore che risponde all'esaudimento (v. 1-2). Il salmo si apre con una confessione d'amore: «Ho amato, perché esaudirà il Signore la voce della mia orazione» (v. 1). Il latino Dilexi non dice chi è amato: è l'amore stesso che sgorga, nato dall'esperienza di essere stato ascoltato. Questo amore impegna tutta la vita: «Perocché egli le sue orecchie chinò a udirmi: ed io ne' miei giorni lo invocherò» (v. 2).
Il ricordo dell'angoscia (v. 3-4). «Mi circondarono dolori di morte: pericoli di inferno mi investirono» (v. 3). Il salmista ha conosciuto la malattia mortale o il pericolo estremo. In fondo alla tribolazione ha avuto una sola preghiera, breve come un grido: «Libera, o Signore, l'anima mia» (v. 4).
Il Dio che custodisce i piccoli (v. 5-6). La risposta è una confessione di fede: «il Signore è misericordioso, e giusto, e il nostro Dio è benigno» (v. 5). Poi il versetto dell'umiltà: «Il Signore custodisce i piccolini: fui umiliato, ed egli mi liberò» (v. 6). È perché era piccolo, senza altre risorse, che Dio lo ha salvato. Il latino parvulos torna nel Vangelo latino sulle labbra di Gesù, quando benedice il Padre che ha nascosto i suoi misteri ai sapienti «e le hai rivelate ai piccolini» (Matteo 11, 25): la piccolezza non è un ostacolo alla salvezza, ne è la porta.
Il riposo dell'anima (v. 7-9). Il salmista parla allora a se stesso: «Torna, o anima mia nella tua requie: perocché il Signore ti ha fatto del bene» (v. 7). Fa il conto della liberazione: «egli ha sottratta l'anima mia alla morte; gli occhi miei alle lagrime, i miei piedi alle cadute» (v. 8). L'ultimo versetto è una promessa: «Sarò accetto al Signore nella regione de' viventi» (v. 9). Il latino dice Placebo Domino in regione vivorum.
Il salmo 116 e la risurrezione
Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, sente in questo salmo la voce dell'anima che, in mezzo alle pene di questa vita, sospira verso la terra dei viventi: non questa terra dove si muore, ma la patria del cielo, dove si piace a Dio senza fine. Il riposo in cui l'anima è invitata a tornare è il riposo di Dio stesso.
La tradizione vi ha riconosciuto anche Cristo risorto. San Pietro, il giorno di Pentecoste, annuncia che Dio lo ha risuscitato «sciolto avendolo dai dolori dell'inferno, siccome era impossibile, che da questo fosse egli ritenuto» (Atti 2, 24): sono gli stessi «dolori di morte» e «pericoli di inferno» del versetto 3, che hanno circondato il Signore senza poterlo trattenere.
«La regione de' viventi» richiama il salmo 27 (Vulgata 26), Dominus illuminatio mea: «Credo, che io vedrò i beni del Signore nella terra de' vivi».
Il salmo 116 nella liturgia del 1962
Vespri del lunedì. Nel Breviario romano del 1962 il salmo 114 della Vulgata è il primo salmo dei Vespri del lunedì, con l'antifona Inclinavit Dominus aurem suam mihi, presa dal versetto 2. Lo seguono il Credidi, poi i salmi 119, 120 e 121 della Vulgata, i primi salmi graduali, che nel Martini portano il titolo di «Cantico dei gradi» e che i pellegrini cantavano salendo a Gerusalemme: il primo è il salmo 120 (Vulgata 119). Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno e leggerne la storia nella guida ai Vespri.
Vespri dei defunti. Il salmo apre anche i Vespri dell'Ufficio dei defunti, con l'antifona tratta dal suo ultimo versetto: Placebo Domino in regione vivorum. Nel Medioevo, per questa ragione, questi Vespri si chiamavano semplicemente il Placebo. La Chiesa mette così sulle labbra del defunto il ringraziamento dell'anima liberata, e prega perché entri nella terra dei viventi. Lo stesso Ufficio comprende il salmo 130 (Vulgata 129), De profundis. Si canta in modo particolare il 2 novembre, nella Commemorazione dei defunti.
Come pregare il salmo 116
- Per i defunti. È il primo salmo che la Chiesa canta per loro: si può dire la sera di un lutto, o visitando il cimitero, insieme alla preghiera per i defunti.
- Dopo una guarigione o un pericolo scampato, come ringraziamento, fermandosi sul versetto 8.
- Nell'angoscia, con la preghiera del versetto 4, che sta in poche parole: «Libera, o Signore, l'anima mia».
- La sera, con il versetto 7, per ritrovare la pace prima del riposo.
Lo si conclude, come all'Ufficio, con il Gloria Patri; per i defunti, con il Requiem æternam.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 116?
È il ringraziamento di un uomo liberato dalla morte. I versetti 1-9, Dilexi, dicono l'amore nato dall'esaudimento e il riposo ritrovato; i versetti 10-19, Credidi, dicono la fede, la riconoscenza e il sacrificio di lode.
Chi ha scritto il salmo 116?
Il salmo non porta il nome di un autore, ma soltanto l'Alleluia. La tradizione lo ha accostato a Davide, come la maggior parte del Salterio, senza che il testo lo dica. Il suo autore principale è lo Spirito Santo, che lo ha ispirato.
Che cosa dice il versetto 7 del salmo 116?
Nel Martini: «Torna, o anima mia nella tua requie: perocché il Signore ti ha fatto del bene». Dopo la prova, il salmista invita la propria anima a ritrovare la pace in Dio. I Padri vi vedono anche il riposo eterno promesso ai santi.
Dov'è il versetto “Che renderò io al Signore”?
Nella seconda parte del salmo 116, che la Vulgata numera 115, il Credidi. La stessa pagina contiene «Prenderò il calice di salute» e la morte preziosa dei santi.
Perché il salmo 116 è legato alla preghiera per i morti?
Perché la Chiesa apre i Vespri dell'Ufficio dei defunti con questo salmo, sotto l'antifona Placebo Domino in regione vivorum, «Sarò accetto al Signore nella regione de' viventi». Vi chiede per il defunto la liberazione e il riposo eterno.
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