La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 83 (Vulgata 82): Deus, quis similis erit tibi, la preghiera contro i nemici del popolo di Dio
Il salmo 83 delle Bibbie moderne è il salmo 82 della Vulgata, il *Deus, quis similis erit tibi?*: la supplica di Asaf contro le nazioni coalizzate per cancellare il nome d'Israele, che termina con la confessione del Dio unico, «tu solo Altissimo sopra tutta la terra». Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte, versetto per versetto; la guida ne spiega il significato, il versetto 18 (19), l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 82 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 81.
1 Canticum Psalmi Asaph.
1 Cantico, o salmo di Asaph.
2 Deus, quis similis erit tibi ? ne taceas, neque compescaris, Deus :
2 Chi a te sarà simile, o Dio? non istar cheto, e non rattenerti:
3 quoniam ecce inimici tui sonuerunt, et qui oderunt te extulerunt caput.
3 Imperocché ecco, che gran remore menano i tuoi nemici; e quei, che ti odiano hanno alzata la testa.
4 Super populum tuum malignaverunt consilium, et cogitaverunt adversus sanctos tuos.
4 Han formato de' malvagi disegni contro il tuo popolo; e han macchinato contro de' santi tuoi.
5 Dixerunt : Venite, et disperdamus eos de gente, et non memoretur nomen Israël ultra.
5 Hanno detto: Venite, leviamoli dall'essere di nazione; e non si rammenti mai più il nome d'Israele.
6 Quoniam cogitaverunt unanimiter ; simul adversum te testamentum disposuerunt :
6 Imperocché hanno fatta cospirazione: hanno formata alleanza insieme contro di te
7 tabernacula Idumæorum et Ismahelitæ, Moab et Agareni,
7 i padiglioni degli Idumei, e gli Ismaeliti; Moab, e gli Agareni,
8 Gebal, et Ammon, et Amalec ; alienigenæ cum habitantibus Tyrum.
8 Gebal, e Ammon, e Amalec, gli stranieri cogli abitanti di Tiro.
9 Etenim Assur venit cum illis : facti sunt in adjutorium filiis Lot.
9 Con essi è venuto anche l'Assiro: ha dato aiuto a' figliuoli di Loth.
10 Fac illis sicut Madian et Sisaræ, sicut Jabin in torrente Cisson.
10 Fa ad essi come a Madianiti, e a Sisara, e come a Jabin al torrente di Cisson.
11 Disperierunt in Endor ; facti sunt ut stercus terræ.
11 Eglino perirono in Endor: diventarono come lo sterco della terra.
12 Pone principes eorum sicut Oreb, et Zeb, et Zebee, et Salmana : omnes principes eorum,
12 Tratta i loro principi come Oreb, e Zeb, e Zebee, e Salmana.
13 qui dixerunt : Hæreditate possideamus sanctuarium Dei.
13 Tutti i loro principi, i quali hanno detto: Occupiamo come nostra eredità il santuario di Dio.
14 Deus meus, pone illos ut rotam, et sicut stipulam ante faciem venti.
14 Dio mio, fa che siano come ruota, e come paglia al soffiare del vento.
15 Sicut ignis qui comburit silvam, et sicut flamma comburens montes,
15 Come fuoco, che incendia la selva, e come fiamma, che arde i monti;
16 ita persequeris illos in tempestate tua, et in ira tua turbabis eos.
16 Così tu col tuo spirito tempestoso li assalirai, e coll'ira tua li porrai in confusione.
17 Imple facies eorum ignominia, et quærent nomen tuum, Domine.
17 Cuopri d'ignominia i loro volti, e cercheranno il nome tuo, o Signore.
18 Erubescant, et conturbentur in sæculum sæculi, et confundantur, et pereant.
18 Abbian vergogna, e turbamento per sempre, e siano confusi, e periscano.
19 Et cognoscant quia nomen tibi Dominus : tu solus Altissimus in omni terra.
19 E conoscano, che tu ti nomi il Signore: tu solo Altissimo sopra tutta la terra.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 83 o salmo 82?
Questo salmo porta il numero 83 nelle Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, e 82 nella Vulgata, che la Chiesa ha seguito nella liturgia e nel Breviario: la Vulgata unisce in uno solo i salmi 9 e 10, e da lì la sua numerazione resta indietro di uno. È lo stesso canto di Asaf, che in latino comincia con Deus, quis similis erit tibi?
Attenzione a non confonderlo con il suo vicino più amato: il salmo 84 delle Bibbie moderne, «Quanto amabili sono i tuoi tabernacoli, o Signor degli eserciti!», è il salmo 83 della Vulgata. E il salmo 82 delle Bibbie moderne, Dio che giudica in mezzo agli «dei», è il salmo 81 della Vulgata. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
Anche i versetti dipendono dal modo di contare il titolo. Il Martini, come la Vulgata, l'ebraico e la CEI, fa del titolo il versetto 1: l'ultimo versetto è quindi il 19. Le traduzioni che non numerano il titolo, tra cui quella dei Testimoni di Geova, ne fanno il versetto 18. Il “salmo 83, 18” spesso citato è dunque, in questa pagina, il versetto 19.
Che cosa significa il salmo 83?
L'appello al Dio che tace (v. 2-5). Il salmo comincia con un'invocazione: «Chi a te sarà simile, o Dio? non istar cheto, e non rattenerti» (v. 2). La ragione è urgente: «ecco, che gran remore menano i tuoi nemici; e quei, che ti odiano hanno alzata la testa» (v. 3). Non vogliono soltanto vincere Israele, ma cancellarlo: «Hanno detto: Venite, leviamoli dall'essere di nazione; e non si rammenti mai più il nome d'Israele» (v. 5).
L'elenco dei congiurati (v. 6-9). Il salmista vede in questa alleanza una rivolta contro Dio stesso: «hanno formata alleanza insieme contro di te» (v. 6). Nomina dieci popoli che stringono Israele da ogni lato: gli Idumei, gli Ismaeliti, Moab, gli Agareni, Gebal, Ammon, Amalec, i Filistei («gli stranieri»), Tiro e perfino l'Assiro, venuto in aiuto «a' figliuoli di Loth» (v. 9). Nessuna coalizione storica nota riunisce esattamente questi nomi; la tradizione vi vede volentieri l'immagine di tutti i nemici del popolo di Dio.
Il ricordo delle vittorie antiche (v. 10-13). Asaf chiede a Dio di rifare ciò che ha fatto al tempo dei Giudici: «Fa ad essi come a Madianiti, e a Sisara, e come a Jabin al torrente di Cisson» (v. 10). Ricorda la vittoria di Debora e Barac su Sisara, generale di Jabin, raccontata nel capitolo 4 dei Giudici, e quella di Gedeone sui principi di Madian, Oreb e Zeb, nel capitolo 7. Quei principi avevano detto: «Occupiamo come nostra eredità il santuario di Dio» (v. 13).
Le immagini della dispersione (v. 14-16). «Dio mio, fa che siano come ruota, e come paglia al soffiare del vento» (v. 14): vi si vede spesso il cardo secco che il vento fa rotolare nel deserto. Poi l'incendio della foresta, la fiamma sui monti, la tempesta.
Lo scopo: che Dio sia conosciuto (v. 17-19). Tutto il salmo si capovolge al versetto 17: «Cuopri d'ignominia i loro volti, e cercheranno il nome tuo, o Signore». La vergogna chiesta non è un fine, ma una strada verso Dio. E la conclusione è una professione di fede: «E conoscano, che tu ti nomi il Signore: tu solo Altissimo sopra tutta la terra» (v. 19).
Il versetto 18 (19): «tu ti nomi il Signore»
L'ultimo versetto è di gran lunga il più cercato, spesso per il modo in cui lo citano i Testimoni di Geova, che vi introducono il nome “Geova”. Là dove l'ebraico porta il Nome divino rivelato a Mosè nel roveto ardente, il Tetragramma, la Vulgata e il Martini dicono «il Signore». Non è un'infedeltà: per riverenza gli Ebrei non pronunciavano quel Nome e leggevano al suo posto Adonai, «Signore»; la Settanta e il Nuovo Testamento stesso hanno seguito questo uso.
La forma “Geova” è una lettura tardiva, nata dall'unione delle consonanti del Tetragramma con le vocali di Adonai; non è mai stata quella della liturgia della Chiesa. Il senso del versetto, del resto, non dipende da questa discussione: proclama che Dio è unico e che il suo regno si estende a tutta la terra. Il Nome rivelato a Mosè, «io sono quegli, che sono» (Esodo 3, 14), dice l'Essere stesso di Dio, che nessuna coalizione può raggiungere.
La lettura dei Padri
I Padri hanno letto questo salmo in senso spirituale, come la preghiera della Chiesa in mezzo a quelli che la combattono. Le nazioni coalizzate figurano le potenze che di secolo in secolo si levano contro Cristo e la sua Chiesa, come nel salmo 2, dove i re della terra congiurano «contro il Signore, e contro il suo Cristo». Sant'Agostino si ferma sul versetto 17: la confusione chiesta per i nemici è una preghiera per la loro conversione, perché, umiliati, cerchino il nome del Signore. Le imprecazioni del salmo mirano alla rovina del male, non alla perdita delle anime.
Il salmo 82 nella liturgia del 1962
Nel salterio del Breviario romano del 1962, il salmo 82 si canta al Mattutino del venerdì: è l'ultimo dei nove salmi dell'unico notturno feriale, dopo il salmo 78 (ebraico 79), Deus, venerunt gentes, e il salmo 80. L'antifona è Ne taceas, Deus, quoniam inimici tui extulerunt caput (v. 2-3), e il versetto che segue la salmodia è preso dalla sua conclusione: Cognoscant quia nomen tibi Dominus. — Tu solus Altissimus super omnem terram. Potete seguire quest'Ufficio nel breviario del giorno.
Il Messale del 1962 ne fa il graduale della domenica di Sessagesima: Sciant gentes quoniam nomen tibi Deus: tu solus Altissimus super omnem terram. — Deus meus, pone illos ut rotam, et sicut stipulam ante faciem venti (v. 19 e 14). All'inizio del tempo che prepara la Quaresima, la Chiesa chiede che i nemici delle anime siano dispersi come paglia al vento.
Come pregare il salmo 83
- Per la Chiesa perseguitata. Il salmo dà voce ai cristiani minacciati a causa del Nome, chiedendo la confusione e la conversione dei persecutori.
- Nel combattimento spirituale. I nemici coalizzati figurano anche le tentazioni che si alleano contro l'anima: si chiede che siano disperse come paglia al vento. Si può unire alla preghiera a san Michele Arcangelo.
- Come preghiera di liberazione davanti a una minaccia ingiusta, affidando la causa a Colui che solo è l'Altissimo.
Domande Frequenti
Che cosa significa il salmo 83, versetto 18?
È l'ultimo versetto del salmo, numerato 18 nelle traduzioni che non contano il titolo e 19 nella Vulgata, nell'ebraico e nella CEI: «E conoscano, che tu ti nomi il Signore: tu solo Altissimo sopra tutta la terra». Proclama l'unicità di Dio e la sua sovranità su tutti i popoli.
Il salmo 83 parla di Geova?
Il testo ebraico contiene il Nome divino, il Tetragramma, che non si pronunciava. La forma “Geova” ne è una lettura tardiva, che non appartiene né alla Bibbia né alla liturgia della Chiesa. Le traduzioni cattoliche, come il Martini, rendono quel Nome con «il Signore».
Il salmo 83 è una profezia su una guerra futura?
La Scrittura lo presenta come una preghiera contro i vicini d'Israele. La tradizione cattolica lo ha letto in senso spirituale, come la preghiera della Chiesa davanti ai suoi nemici, non come l'annuncio di un preciso conflitto politico. Lo si prega nella fede, non per indovinare il futuro.
Chi ha scritto il salmo 83?
Il titolo, «Cantico, o salmo di Asaph», lo attribuisce ad Asaf, capo dei cantori stabilito da Davide. La tradizione accoglie questa attribuzione; l'autore principale è lo Spirito Santo.
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