La Sacra Bibbia · Martini · Biblia Sacra Vulgata
Salmo 84 (Vulgata 83): Quam dilecta, il desiderio della casa di Dio
Quam dilecta
Il salmo 84 delle Bibbie moderne è il salmo 83 della Vulgata, *Quam dilecta tabernacula tua, Domine virtutum*: il canto del pellegrino che si strugge per gli atri del Signore e per il quale un solo giorno nella casa di Dio vale più di mille. Qui sotto trovate il testo completo del Martini con la Vulgata latina a fronte; la guida ne spiega il significato, la valle di lagrime, la lettura dei Padri, l'uso nella liturgia del 1962 e il modo di pregarlo.
Cercate il salmo 83 secondo la numerazione delle Bibbie tradotte dall'ebraico? È qui Salmo 82.
1 In finem, pro torcularibus filiis Core. Psalmus.
1 Per la fine: per li strettoi: salmo a' figliuoli di Core.
2 Quam dilecta tabernacula tua, Domine virtutum !
2 Quanto amabili sono i tuoi tabernacoli, o Signor degli eserciti!
3 Concupiscit, et deficit anima mea in atria Domini ; cor meum et caro mea exsultaverunt in Deum vivum.
3 l'anima mia si consuma pel desiderio di tua magione. Il cuor mio, e la mia carne esultano in Dio vivo.
4 Etenim passer invenit sibi domum, et turtur nidum sibi, ubi ponat pullos suos : altaria tua, Domine virtutum, rex meus, et Deus meus.
4 Perocché la passera si trova una casa, e la tortorella un nido dove riporre i suoi parti. I tuoi altari, Signor degli eserciti, mio re, e mio Dio.
5 Beati qui habitant in domo tua, Domine ; in sæcula sæculorum laudabunt te.
5 Beati coloro, che abitano nella tua casa, o Signore: ti loderanno in perpetuo.
6 Beatus vir cujus est auxilium abs te : ascensiones in corde suo disposuit,
6 Beato l'uomo, la fortezza del quale è in te: egli nella valle di lagrime ha disposte in cuor suo le ascensioni
7 in valle lacrimarum, in loco quem posuit.
7 fino al luogo, cui egli si fece.
8 Etenim benedictionem dabit legislator ; ibunt de virtute in virtutem : videbitur Deus deorum in Sion.
8 Perocché li benedirà il legislatore: andranno di virtù in virtù: (ad essi) si rivelerà il Dio degli dei in Sionne.
9 Domine Deus virtutum, exaudi orationem meam ; auribus percipe, Deus Jacob.
9 Signore Dio degli eserciti, esaudisci la mia orazione: porgi le tue orecchie, o Dio di Giacobbe.
10 Protector noster, aspice, Deus, et respice in faciem christi tui.
10 Volgi il tuo sguardo, o Dio protettor nostro, e mira la faccia del tuo Cristo.
11 Quia melior est dies una in atriis tuis super millia ; elegi abjectus esse in domo Dei mei magis quam habitare in tabernaculis peccatorum.
11 Imperocché val più un sol giorno nella tua casa, che mille (altrove). Mi sono eletto di essere abbietto nella casa del mio Dio piuttosto, che abitare ne' padiglioni de' peccatori.
12 Quia misericordiam et veritatem diligit Deus : gratiam et gloriam dabit Dominus.
12 Imperocché il Signore ama la misericordia, e la verità: il Signore darà la grazia, e la gloria.
13 Non privabit bonis eos qui ambulant in innocentia : Domine virtutum, beatus homo qui sperat in te.
13 Ei non priverà dei beni coloro, che camminano nell'innocenza: Signore degli eserciti, beato l'uomo, che spera in te.
Latino: Biblia Sacra Vulgata (1592). Italiano: La Sacra Bibbia (Martini) (1769-1781).
Salmo 84 o salmo 83?
Questo salmo è l'84 nelle Bibbie moderne, che seguono l'ebraico, e l'83 nella Vulgata, nel Breviario e nel Messale: la Vulgata unisce in un solo salmo i salmi ebraici 9 e 10 e da lì conta un numero in meno. È lo stesso cantico dei figli di Core, che in latino comincia con Quam dilecta tabernacula tua. La tavola completa è nella pagina dei Salmi.
I versetti coincidono con quelli della CEI, che conta anch'essa il titolo come versetto 1: il versetto del giorno passato negli atri di Dio è l'11 in entrambe. Due confusioni sono frequenti. Il “salmo 84” dei libri che usano la numerazione latina è il Benedixisti, il salmo dell'Avvento che dice «Fa vedere a noi, o Signore, la tua misericordia, e dà a noi la tua salute» (Vulgata 84); e il salmo 83 delle Bibbie moderne è il Deus, quis similis erit tibi, «Chi a te sarà simile, o Dio?» (Vulgata 82).
Che cosa significa il salmo 84?
È il canto di un uomo che ama la casa di Dio fino ad ammalarsene di desiderio. Il titolo lo attribuisce ai figli di Core, una famiglia di leviti cantori del Tempio, e porta un'indicazione curiosa: «per li strettoi» (v. 1), cioè per i torchi, forse un'indicazione musicale o il ricordo di una festa della vendemmia. Sant'Agostino, nelle Enarrationes in Psalmos, vi legge le Chiese, dove i fedeli sono premuti dalle prove come l'uva nel torchio, perché ne esca il vino.
La nostalgia del santuario (v. 2-5). Il primo grido è un'ammirazione: «Quanto amabili sono i tuoi tabernacoli, o Signor degli eserciti!» (v. 2). Il desiderio prende tutto l'uomo: «l'anima mia si consuma pel desiderio di tua magione. Il cuor mio, e la mia carne esultano in Dio vivo» (v. 3). Il pellegrino invidia perfino gli uccelli che fanno il nido presso il Tempio: «Perocché la passera si trova una casa, e la tortorella un nido dove riporre i suoi parti. I tuoi altari, Signor degli eserciti, mio re, e mio Dio» (v. 4). E conclude con una beatitudine: «Beati coloro, che abitano nella tua casa, o Signore: ti loderanno in perpetuo» (v. 5).
Il cammino del pellegrino (v. 6-8). La seconda beatitudine è per chi è ancora in cammino: «Beato l'uomo, la fortezza del quale è in te: egli nella valle di lagrime ha disposte in cuor suo le ascensioni» (v. 6). La valle era probabilmente un passaggio arido che i pellegrini attraversavano salendo a Gerusalemme; nella lingua cristiana è diventata l'immagine di questa vita. Il cammino però non sfinisce: «andranno di virtù in virtù: (ad essi) si rivelerà il Dio degli dei in Sionne» (v. 8).
La preghiera per l'unto (v. 9-10). Il pellegrino prega per il re: «Volgi il tuo sguardo, o Dio protettor nostro, e mira la faccia del tuo Cristo» (v. 10). «Cristo» vuol dire unto, il re consacrato; i Padri vi hanno udito il nome del Signore stesso. Pregando il salmo, la Chiesa chiede al Padre di guardare il volto del Figlio e, per lui, di guardare noi.
Il prezzo di un solo giorno (v. 11-13). Viene il versetto più celebre: «Imperocché val più un sol giorno nella tua casa, che mille (altrove). Mi sono eletto di essere abbietto nella casa del mio Dio piuttosto, che abitare ne' padiglioni de' peccatori» (v. 11). Il pellegrino preferisce l'ultimo posto vicino a Dio a tutti gli onori del mondo. La ragione: «Imperocché il Signore ama la misericordia, e la verità: il Signore darà la grazia, e la gloria» (v. 12). La grazia in questa vita, la gloria nell'altra. E il salmo si chiude con una terza beatitudine: «Signore degli eserciti, beato l'uomo, che spera in te» (v. 13).
La valle di lagrime e la Salve Regina
L'espressione latina del versetto 6, in valle lacrimarum, è passata nella preghiera di tutti i giorni. Quando i fedeli recitano la Salve Regina e dicono gementes et flentes in hac lacrimarum valle, “gementi e piangenti in questa valle di lacrime”, riprendono l'immagine del nostro salmo: la vita presente come una valle da attraversare, salendo verso la casa di Dio. Il salmo aggiunge però ciò che la Salve Regina sottintende: chi cammina con Dio vi trova la forza, e la valle stessa si fa strada di ascesa.
La lettura dei Padri: di virtù in virtù
Sant'Agostino legge tutto il salmo come l'itinerario dell'anima verso la patria del cielo. I tabernacoli amabili sono la Gerusalemme di lassù; la valle di lagrime è questa vita mortale, luogo dell'umiltà e della penitenza; le «ascensioni» che il giusto dispone nel suo cuore sono i gradi dell'amore per cui sale verso Dio. De virtute in virtutem è diventata una formula di tutta la tradizione spirituale: la vita cristiana non si ferma, cresce fino alla visione di Dio, come promette Gesù: «Beati coloro, che hanno il cuor puro: perché questi vedranno Dio» (Matteo 5, 8).
La Lettera agli Ebrei dice lo stesso della Chiesa in cammino: «non abbiam qui ferma città, ma andiam cercando la futura» (Ebrei 13, 14). La casa desiderata dal salmo è la città santa che san Giovanni vede scendere dal cielo, «come una sposa, che si è abbigliata per il suo sposo» (Apocalisse 21, 2).
Il salmo è fratello del salmo 42 (Vulgata 41), dove l'anima desidera Dio «Come il cervo desidera le fontane di acqua», e del salmo 27 (Vulgata 26), dove Davide chiede una cosa sola: «che io possa abitare nella casa del Signore per tutti i giorni della mia vita». Annuncia anche la gioia dei pellegrini del salmo 122 (Vulgata 121), Lætatus sum.
Il salmo 84 nella liturgia del 1962
Sesta del venerdì. Nel salterio del Breviario romano del 1962, il salmo 83 si canta a Sesta del venerdì, diviso in due sezioni (versetti 2-8 e 9-13), seguito dal salmo 87 (Vulgata 86), Fundamenta ejus, il canto di Sion madre dei popoli. L'antifona è la beatitudine del versetto 5: Beati, qui habitant in domo tua, Domine. A mezzogiorno del venerdì, giorno della Croce, la Chiesa si volge alla casa di Dio. Potete pregare quest'Ora nel breviario del giorno.
La dedicazione delle chiese. Il salmo appartiene naturalmente alla festa della dedicazione di una chiesa: nel Messale, l'introito Terribilis est locus iste ha come versetto salmico Quam dilecta tabernacula tua; nel Breviario, al Mattutino del Comune della dedicazione, il salmo si canta sotto l'antifona Non est hic aliud, nisi domus Dei, et porta cæli, le parole di Giacobbe a Betel: «non è qui altra cosa, se non la casa di Dio, e la porta del cielo» (Genesi 28, 17).
Altre Messe. Il Messale del 1962 ne trae:
- la communio della III domenica di Quaresima, Passer invenit sibi domum (versetti 4-5), con la passera e la tortorella presso gli altari;
- l'introito della festa della Sacra Famiglia, la domenica dopo l'Epifania, che ha come versetto salmico Quam dilecta, e il suo graduale, Beati, qui habitant in domo tua, Domine: il Vangelo del giorno è quello di Gesù dodicenne ritrovato nel Tempio;
- l'introito della XIV domenica dopo Pentecoste, Protector noster, aspice, Deus… quia melior est dies una in atriis tuis super millia (versetti 10-11);
- il graduale della V domenica dopo Pentecoste e del lunedì della I settimana di Quaresima, Protector noster, aspice, Deus (versetti 10 e 9).
La preparazione alla Messa. Il Messale romano gli dà infine un posto più nascosto ma significativo: il salmo 83 apre la serie dei salmi che il sacerdote può recitare per prepararsi alla celebrazione, con i salmi 84, 85, 115 e 129 della Vulgata. Il sacerdote che sale all'altare vi esprime il desiderio del pellegrino che entra nella casa di Dio. È una ragione per pregarlo anche prima di assistere alla Messa tradizionale.
Come pregare il salmo 84
- Prima della Messa o di una visita al Santissimo. Nessun salmo dice meglio la gioia di entrare in chiesa. Si addice all'adorazione eucaristica, dove il cristiano passa «un sol giorno» che ne vale mille.
- Nel desiderio del cielo. Quando la valle di lagrime pesa, alza lo sguardo verso la patria.
- Per una vocazione. «Mi sono eletto di essere abbietto nella casa del mio Dio» è la preghiera di chi si dona al servizio dell'altare o del chiostro.
- In latino, almeno il primo versetto: Quam dilecta tabernacula tua, Domine virtutum!
Lo si conclude con il Gloria Patri.
Domande Frequenti
Che cosa significa «val più un sol giorno nella tua casa, che mille»?
Il versetto 11 afferma che un solo giorno passato vicino a Dio vale più di una vita intera lontano da lui. Il pellegrino preferisce l'ultimo posto nella casa di Dio alle tende dei peccatori: è la preferenza dell'eterno sul passeggero.
Che cosa significano i versetti 6 e 7 del salmo 84?
Il pellegrino beato è colui che si appoggia su Dio e porta nel cuore la strada che sale verso di lui, attraversando «la valle di lagrime», immagine di questa vita. Sant'Agostino vi vede i gradi dell'amore per cui l'anima sale verso Dio.
Chi ha scritto il salmo 84?
Il titolo lo attribuisce ai figli di Core, una famiglia di leviti cantori del Tempio. La tradizione accoglie questa attribuzione; l'autore principale, come per tutta la Scrittura, è lo Spirito Santo.
Che cosa vuol dire Quam dilecta tabernacula tua?
Sono le prime parole del salmo in latino: «Quanto amabili sono i tuoi tabernacoli». I tabernacula sono le tende, poi il Tempio, e per i Padri la dimora eterna di Dio; per il cristiano anche la chiesa dove abita il Santissimo Sacramento.
Quando si prega il salmo 84 nella liturgia?
Nel Breviario del 1962 a Sesta del venerdì. Nel Messale apre la festa della Sacra Famiglia e accompagna la dedicazione delle chiese; il sacerdote può recitarlo prima della Messa.
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